In Web Marketing

Qual è il segreto per essere freelance e gestire il lavoro in modo da ottenere risultati? Non esiste una risposta buona in ogni occasione: sono libero professionista dal 2013 e ne ho viste tante.

Ho affrontato ogni sfida pensando a quanto sia importante contestualizzare. E gestire il lavoro senza generalizzazioni. Quindi, in sintesi: è impossibile dare consigli sulla vita da freelance?

No, credo solo che non esistano trucchi e magie per avere successo a mani basse e lavorare 4 ore al giorno. Magari in spiaggia, con un cocktail in mano e guadagnando fiumi di denaro su internet con rendite passive. Questo è il primo punto che voglio sottolineare con forza: essere freelance non vuol dire avere tempo libero in quantità industriali. Anzi, l’esatto contrario.

Devi dedicare più risorse a ciò che fai perché questo è il tuo progetto: fai crescere qualcosa, sei responsabile in prima persona del successo. Ma a questo punto credo sia giusto tracciare una linea, un circuito utile per ottenere ciò che tutti desiderano: una carriera degna di questo nome nel mondo del web marketing. Allora, da dove iniziare questo percorso a ostacoli?

Inizia a fare personal branding subito

Esiste un libero professionista che può sentirsi chiamato fuori da questa necessità? Forse, ma il rischio di ritrovarsi senza clienti è alto. Puoi lavorare bene con il passaparola, questo è chiaro.

Ma c’è la possibilità di dover procedere in autonomia. Trovare nuovi clienti online quando nessuno ti conosce è difficile, soprattutto se inizi da zero la tua preziosa attività di personal branding.

Quindi devi attivarti subito. Adesso. Quando sei ancora dipendente e hai le spalle al sicuro. Come libero professionista hai deciso di fare rete e i lavori ti arrivano sulla scrivania senza muovere un dito? Ottima cosa, ma tutto può finire per questo devi costruire un brand e rendere riconoscibile il nome. In che modo puoi gestire questo? La base di partenza è abbastanza chiara e lineare:

Ovviamente questa è una soluzione di massima, non tutti devono avere per forza un blog o lasciare commenti nei forum per fare personal branding. Il primo modo per far parlare del proprio nome è lavorare bene, dare qualità al cliente. O meglio, fare in modo che nel tuo operato ci sia qualcosa di diverso rispetto alla media. E questo avviene solo in un modo: esperienza.

Da leggere: come trovare clienti con Facebook

Non vendere ore di lavoro ma esperienza

Il grande errore di chi abbandona la veste di impiegato, dipendente di un’azienda, e diventa freelance con partita IVA. Qual è il punto? Semplice, in passato tu prendevi uno stipendio di (esempio) 1.500 euro per 48 ore di lavoro a settimana. Quindi pensi di dover replicare questo equilibrio cercando di venderti in base a una tariffa oraria. Sbagliato a ragionare così?

C’è di peggio, ad esempio il web writer che si fa pagare per numero di parole. Generando mostri di lunghezza solo per allungare il brodo. In realtà non è un’eventualità così estrema e strana.

Molti professionisti lavorano con listini tarati ma io credo (e non sono né il primo né tanto meno l’unico a farlo) che il prezzo di un lavoro sia la somma dell’esperienza maturata nel tempo.

Ed è questo il valore che devi esprimere. Lo so, all’inizio è difficile per questo è normale accettare preventivi infelici quando ti fai le ossa. Non temere, ci siamo già passati: continua a leggere.

Non accettare tutti i clienti che intercetti

Il lavoro di inbound marketing sta funzionando, le persone trovano il tuo nome e decidono di contattarti. Ma quanti contatti sono veramente in grado di diventare clienti? Non tutti sono adatti alle tue necessità: ci sono quelli che vogliono dirti come lavorare, altri che pretendono lo sconto.

Altri ancora pensano che il tuo intervento sia risolutivo per ogni problema. Magari con costi minimi. Nel tempo ho imparato a rifiutare. Essere freelance vuol dire questo: allenare l’occhio per essere in grado di rifiutare ciò che non porta buoni risultati. Meglio perdere un cliente che ritrovarti con un contatto scontento che parla male del lavoro (e ti assicuro che lo farà).

Crea dei flussi operativi virtuosi

Uno dei principali problemi dell’essere freelance: la dispersione delle energie. In azienda avevi dei compiti precisi, attività chiare e definite. Adesso nessuno ti dice cosa fare e come comportarti. È nelle tue mani, nel bene e nel male. Cosa significa questo per chi si muove nel mondo freelance?

  • Organizza i clienti in modo da gestire le urgenze.
  • Dimezzare i tempi vuol dire pagare di più.
  • Bene, subito e a poco prezzo non esiste.
  • Diminuisci le comunicazioni inutili e superflue.
  • Usa strumenti per snellire carichi di lavoro e processi.

Ad esempio io uso Google Drive per lavorare con i miei clienti, annullando completamente l’invio di allegati. Poi sfrutto la semplicità di Fatture in Cloud per gestire la contabilità. Inoltre Dropbox mi dà tutto ciò che serve per archiviare e condividere link. Come farei, infine, senza Gmail?

Per i gruppi di lavoro consiglio Asana o Trello, piattaforme per gestire l’avanzamento dei progetti. Insomma, il telelavoro e il contributo del freelance possono essere la chiave di volta in un equilibrio aziendale che ha bisogno di flessibilità a patto che si usino gli strumenti giusti. E questo vale anche per il libero professionista che deve far quadrare gli equilibri interni (sfida sempre complessa).

Da leggere: ottenere un preventivo nel web marketing

Vuoi ancora essere freelance?

Nonostante i passaggi e le difficoltà? Perfetto, allora ti lascio l’ultimo consiglio: affidati a un buon commercialista. Benedirai ogni centesimo della sua parcella perché sarà il tuo compare nella dura battaglia contro il fisco. La partita IVA è dura da affrontare, inizi con ritenuta d’acconto e regime forfettario ma queste scelte devono essere prese con cognizione di causa. Solo un professionista può aiutarti a prendere la decisione giusta, sei d’accordo? Tu come hai deciso di muoverti?

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