Bella la vita del libero professionista, vero? Lo so cosa stai pensando: il freelance è la professione perfetta per i consulenti di web marketing. Non hai orari, puoi gestire gli impegni come preferisci e puoi guadagnare di più. Soprattutto quando le agenzie non offrono prospettive di crescita e appiattiscono la tua giornata lavorativa.

Ogni giorno è una sfida, ogni cliente diventa un’occasione per crescere e per migliorare le tue competenze. Non voglio negarlo: ci sono dei vantaggi nell’aprire una partita IVA e iniziare a lavorare come freelance. Aspetta, sai quello che stai facendo? Ci sono tanti lati positivi nel lasciare un’agenzia per iniziare a muovere i passi dopo (e solo dopo) aver fatto esperienza sul campo. Ma non puoi provvedere da solo. Hai bisogno di una guida.

La vita del libero professionista è ricca di ostacoli. Detto in altre parole, il rischio di ritrovarsi senza clienti è reale. Così come quello di affrontare progetti troppo impegnativi e avere sulle spalle delle valutazioni infelici. In qualche caso tutto questo può diventare il motivo di una prematura chiusura della partita IVA.

Non voglio avvilire le tue prospettive. Dico solo che hai bisogno di buoni consigli per affrontare il mondo freelance. Magari questi suggerimenti possono arrivare da chi conosce bene l’ambiente. Ecco la mia esperienza personale, ti lascio 5 passaggi che mi hanno permesso di perfezionare la mia vita professionale.

Inbound marketing: diventa indipendente

Il primo punto che devi rispettare e che lascio a tutti i potenziali freelance: devi diventare un professionista indipendente. Questo significa che devi essere in grado di ottenere lavori senza l’aiuto di altre fonti. Chi inizia quest’avventura ottiene i primi contatti da amici e parenti, magari dalle web agency con le quali hanno collaborato.

Spesso le agenzie devono esternalizzare i lavori quindi chiedono aiuto ai freelance. Due o tre situazioni del genere possono occupare la tua agenda, quindi non senti il bisogno di intercettare nuove fonti di lavoro. Questo è un errore. Il parere che lascio ai freelance: lavora con l’inbound marketing, intercetta i clienti.

Non devi essere dipendente da fattori esterni, rischi di ritrovarti senza entrate all’improvviso. Devi sviluppare un canale indipendente, che non è per forza il blog. Certo, questo è lo strumento principe quando si parla di inbound marketing. Ma in questo settore puoi guardare oltre la scrittura dei post. Puoi ottenere buoni risultati con il video marketing, con Instagram o con un semplice profilo Facebook. Molto dipende dal settore, ma il mio suggerimento è chiaro: non fermarti ai lavori che ti passano.

Inizia a trovare clienti prima di averne bisogno

Il secondo consiglio per freelance che mi ha salvato la vita (professionale): devi farti un nome prima di averne bisogno. Perché quando arriverà il momento in cui lascerai l’agenzia sarà troppo tardi. Ci vogliono mesi per fare in modo che il tuo brand significhi qualcosa per i potenziali clienti. Mesi? Sto sbagliando, qui parliamo di anni. Quindi non trovare scuse: inizia a costruire il tuo impero.

Questo significa che devi puntare su due aspetti fondamentali che si intrecciano: personal branding e lead generation. Il primo termine è inflazionato, spesso usato a sproposito, ma questo non influenza la sua centralità quando decidi di diventare freelance. Devi comunicare il tuo modo di lavorare, la tua visione, i tuoi valori. E lo devi fare bene. Molti decidono di fare personal branding con LinkedIn Pulse, io preferisco il blog.

Molto è stabilito, come già detto, dai settori. Ma alla fine si arriva sempre allo stesso concetto: devi trovare dei contatti (lead) per trasformarli in clienti. Per esperienza ti dico che il processo dipende da dinamiche differenti: ci sono persone arrivano sulla landing page del blog attraverso ricerche informazionali, altre mi contattano su Facebook. Diversifica, ottimizza e continua a lavorare sodo.

Per approfondire: trovare lavoro nel web marketing è un’impresa impossibile?

Lavora con il tuo commercialista

Un aspetto pratico della vita freelance: scegli un buon commercialista e lavora con lui. Non risparmiare, non pensare di poter gestire questo mondo senza l’aiuto di un professionista dei numeri. Lo Stato è senza pietà nei tuoi confronti, e tu devi essere spietato con i conti: devi sapere cosa pagare e risparmiare, cosa scaricare e ottimizzare. Non puoi farlo da solo, devi muoverti con un bravo commercialista. Ogni santo giorno.

Cosa ti fa guadagnare di più?

La partita IVA è spettacolare, ti dà tanta libertà. Ma ha un piccolo difetto: costa. E non poco. Lo Stato esige i contributi e il commercialista è inflessibile con i suoi resoconti. Ecco perché devi valutare le attività da svolgere per far quadrare i conti. Il consiglio che voglio far passare in questo articolo: devi guadagnare di più. Non puoi concedere tempo ad attività non produttive e superflue per il tuo fatturato. Questa è la verità. Devi dirigere la tua attenzione verso le attività che ti consentono di monetizzare. Ecco perché devi puntare verso due obiettivi:

  • Diversificazione.
  • Lavoro scalabile.

Sei un esperto SEO? Puoi lavorare sul campo, ottimizzare i siti web dei clienti e definire campagne per ottenere backlink. Oppure puoi fare consulenza per i tuoi colleghi e ideare un corso SEO per 10 persone. O magari puoi creare un infoprodotto da vendere sul tuo sito. Questo è il concetto di diversificazione: trova diverse fonti di guadagno e valuta le più remunerative. Per poi raggiungere su un concetto chiaro: la scalabilità.

consigli freelance

Non puoi lavorare 14 ore al giorno per guadagnare di più e attutire le spese della partita IVA. Devi aumentare i prezzi, oppure devi trovare il modo di ottimizzare le entrate. Se fai una consulenza di 3 ore per una persona puoi chiedere una somma, se la fai per 5 puoi chiedere di meno per singolo partecipante ma incassare di più. Se fai un corso per 30 persone, invece? Certo, le spese aumentano ma anche i profitti.

Non abbassare i prezzi

Lo so, questo punto è difficile da mettere in pratica. Ma è il miglior consiglio che io possa dare a un freelance: non svenderti. Non accettare lavori a costo quasi zero con la promessa di nuove entrate e lavori futuri. Continuo a leggere testimonianze di chi scrive articoli per 1 euro. E che chiudono siti per 300 euro.

All’inizio fai di tutto per portare nuovi clienti in attivo. Però questo è un percorso che mina la tua reputazione e ti spinge verso un tunnel senza fondo. La tua professionalità si definisce attraverso prezzi e preventivi. Come freelance devi vendere la tua presenza in aula, il tuo contenuto, la tua analisi SEO o la tua attività di social media marketing. Come implementare tutto questo? Ancora una volta il personal branding viene in tuo aiuto.

Da leggere: come rispondere ai tuoi clienti quando ti dicono che sei troppo caro

Hai altri consigli per freelance?

Lascia tutto nei commenti. Non ne abbiamo mai abbastanza di buoni consigli per iniziare e migliorare la vita da freelance. Una vita complessa e affascinante al tempo stesso. Molti liberi professionisti non tornerebbero mai indietro, molti dipendenti non accetterebbero le condizioni offerte dalla partita IVA. In mezzo ci sono le pratiche per ottenere buoni risultati. Ti ritrovi in questi passaggi? Lascia la tua opinione nei commenti.

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