In SEO

Ogni giorno nei forum di settore e nei tanti gruppi dedicati alla SEO vengono fatte migliaia di domande, ma forse una delle più difficili alla quale rispondere è “quanto tempo richiede la SEO?”.

Quanto tempo occorre dedicare ad una strategia SEO? Quanto tempo occorre per vedere i frutti della SEO?

La vera difficoltà, in verità, è una variabile sempre presente, perché oltre a tutte le variabili che giocano un ruolo nell’ottimizzazione di un sito web, bisogna valutare le stesse variabili nei singoli processi di ottimizzazione dei propri competitor. Questo può rendere infinitamente più difficile rispondere a una domanda già complessa.

La risposta più breve che verrebbe da dare ad entrambe le domande sopra fatte è: “dipende”.

Come avrete capito non esiste (e non può esistere) un periodo di tempo specifico per i risultati SEO perché è impossibile. In questo articolo non condivideremo qualche formula segreta per rispondere a questa domanda perché semplicemente non esiste alcuna formula magica o segreta.

Tuttavia, per rispondere alla domanda iniziale c’è molto di più che trovare la formula magica. La verità è che “quanto tempo ci vuole” si riduce ad analizzare diverse variabili per il proprio sito web rispetto alle stesse variabili per i siti web dei concorrenti.

Ci sono tre criteri specifici che giocano un ruolo significativo sulla durata del SEO: la concorrenza, i link in entrata e i contenuti.

Come analizzare la concorrenza

Se vendete qualcosa come i toast dolci al salmone affumicato, probabilmente non dovrete affrontare alcuna concorrenza. Tuttavia, coloro che vendono prodotti e servizi che le persone reali comprano effettivamente si troveranno ad affrontare diversi gradi di concorrenza in base alla domanda.

Ad esempio, un idraulico che serve un piccolo mercato locale dovrebbe affrontare meno concorrenza di una società di intermediazione immobiliare nella stessa città, che a sua volta dovrebbe affrontare meno concorrenza di una società nazionale di mutui ipotecari.

Come ben si capisce le pagine web ad alto livello di concorrenza sono quelle che richiedono più tempo per ottenere risultati.

Sia la difficoltà che il tempo necessario seguono di solito una curva a campana, nel senso che le pagine web classificate più in basso sono più facili da superare, mentre diventerà progressivamente più difficile e ci vorrà più tempo per superare le pagine web che più si avvicinano o sono nella prima pagina dei risultati di ricerca di Google e di qualsiasi altro motore di ricerca.

C’è un altro aspetto importante e spesso trascurato quando si parla di concorrenza: la maggior parte delle persone non prendono in esame la correlazione tra il volume della concorrenza all’interno di una nicchia e la competenza dei professionisti SEO che sta dietro le pagine web classificate in cima a quella nicchia.

Per capire meglio la correlazione potremmo pensare in questo modo:

La domanda spinge le aziende verso una nicchia, portando ad una maggiore concorrenza. La concorrenza le spinge a presentare offerte più competitive, il che significa che devono prendere una quota maggiore del mercato per rimanere redditizie.

Questo è un ambiente che di solito favorisce le aziende più grandi che hanno più disponibilità di investimento, e che possono permettersi di assumere i migliori professionisti SEO del settore.

Link in entrata

Non è un segreto che i link giocano ancora un ruolo enorme nella SEO, ma il loro impatto sul tempo necessario dipende da diversi fattori più profondi.

Il primo è il volume di link in entrata che puntano ad sito web. In generale, più link in entrata ci sono più si semplifica il processo per raggiungere il successo con la SEO, anche in termini di tempo e di velocità. Ma non è solo un gioco di numeri.

Un gran numero di link da siti web di bassa qualità non solo non aiuterà il ranking ma potrebbero effettivamente danneggiare, rallentando la strategia di link building. Al contrario è necessario concentrarsi sui link di qualità da siti web pertinenti.

Infine un altro elemento fondamentale la velocità con cui si acquisiscono i link e la velocità con cui si sono storicamente acquisiti. Tutti questi sono fattori fondamentali perché ben si capisce come un brusco aumento indica quasi sempre un tentativo innaturale di manipolare il ranking.

Questo incremento sembra naturale:

Questo invece sembra meno naturale, ma se pensiamo ad altri fattori, come la recente copertura mediatica, il lancio di un nuovo prodotto o una campagna di marketing dai “contenuti killer”, potrebbe essere completamente naturale:

Quindi, in generale, più velocemente si possono guadagnare link pertinenti e di alta qualità, più velocemente ci si classifica. Ma tutti questi fattori vengono rilevati come un avvertimento. La velocità di acquisizione link dovrebbe avere una crescita relativamente stabile.

Se le strategie di link building seguono le linee guida di Google, ciò dovrebbe avvenire naturalmente. Solitamente solo quando si utilizzano tattiche di black hat si vedono modelli innaturali che potrebbero rallentare i progressi o addirittura portare ad una penalizzazione da parte dei motori di ricerca, Google in primis.

Creare contenuto originale e di qualità

I contenuti pubblicati su un sito web giocano un ruolo importante anche nella rapidità con cui si vedranno i primi risultati, e la prima cosa che tutti devono ricordare è che la qualità del contenuto è molto importante.

Fino a qualche anno fa sfornare centinaia di articoli di 300 parole ordinati su Fiverr spostava l’ago della bilancia in termini di ranking. Oggi fortunatamente non più.

Chiaramente non è legge che ogni contenuto pubblicato debba per forza essere di 4.000 parole. In realtà, non c’è una lunghezza minima o addirittura ideale; il contenuto deve semplicemente essere abbastanza lungo da dare le giuste risposte all’utente.

C’è un mito che vuole che si dovrebbe pubblicare nuovi contenuti lentamente, il che deriva dalla teoria che pubblicare molti nuovi contenuti contemporaneamente potrebbe sembrare innaturale per Google, e quindi, potrebbe danneggiare il ranking. È comprensibile come la gente possa credere a questo mito, ma è stato ufficialmente sfatato da Google.

Se si hanno grandi contenuti pronti per la pubblicazione, allora non c’è motivo dal punto di vista della SEO di non pubblicarli immediatamente. Prima si pubblica, e prima si avrà un impatto positivo sul ranking, anche perché la SEO richiede tempo.

Vale la pena notare che il ranking di una pagina web è correlato alla sua età. In altre parole, le pagine più recenti tendono a non classificarsi così bene come le pagine più vecchie, ma questo è dovuto ad altri fattori, non certo all’età.

La raccomandazione, comunque, in linea generale è quella di mantenere un programma di pubblicazione coerente, piuttosto che pubblicare massivamente, questo per due motivi:

  • Mostra a Google che i nuovi contenuti vengono aggiunti regolarmente al sito web, il che generalmente incoraggia gli spider a passare più spesso, aiutando così ad accelerare gli sforzi SEO.
  • Incoraggia gli utenti a tornare sul sito web più frequentemente, il che può aiutare a inviare segnali positivi di user experience a Google e, di conseguenza, ad accelerare ulteriormente gli sforzi SEO.

Come educare i clienti alla SEO

Il lavoro del SEO è molto simile a quello dei meteorologi, dove, nonostante tutte le conoscenze, esperienze e strumenti, spesso vengono commessi errori. E proprio come il meteorologo locale, che sbaglia le previsioni e i giorni al mare sono rovinati dalla pioggia (che ha promesso non sarebbe caduta).

I nostri clienti sono altrettanto frustrati quando non vedono i risultati della loro campagna SEO così velocemente come vorrebbero.

Parte del lavoro di un professionista SEO è quello di gestire le aspettative dei clienti. Questa è un’area in cui molti SEO falliscono, anche dovuto al fatto che è stato loro raccontato quello che volevano sentirsi dire da troppi professionisti, così che molti clienti oggi hanno aspettative irrealistiche. Come risultato finale oggi ci sono molte persone che pensano che la SEO sia qualcosa che richiede solo pochi mesi o addirittura poche settimane.

Tutti noi sappiamo che si possono iniziare a vedere miglioramenti nella classifica organica e un aumento del traffico per gli argomenti delle parole chiave con poca competizione in poche settimane. Come gli argomenti moderatamente competitivi potrebbero richiedere mesi, mentre il posizionamento di keyword altamente competitive potrebbero richiedere anche un anno o più!

Prendiamo ad esempio un sito web che si classifica primo per il termine “società di marketing”. Chiaramente questo posizionamento produrrà un flusso costante di contatti per diversi anni. Tuttavia la forza lavoro e le risorse investite hanno permesso di raggiungere la prima posizione solo dopo circa un anno di lavoro costante.

Al contrario pensiamo a un ipotetico cliente praticamente senza presenza digitale e a un ipotetico sito web che ha pubblicato informazioni poco lusinghiere su di lui che sono state prese completamente fuori contesto. Se l’ipotetico cliente fosse stato in prima posizione in Google per il proprio nome, molto probabilmente questo “attacco” gli sarebbe costato una notevole quantità di affari. Fortunatamente agendo in un regime di bassa concorrenza potrebbero bastare pochi sforzi mirati per riempire, in poche settimane, le prime pagine dei risultati di ricerca con pagine ad hoc volte a dare la giusta visibilità e correttezza d’informazione.

Dalla bocca del cavallo (di Google)

Quando si parla di strategie SEO i clienti dovrebbero sapere che è necessario essere pronti a investire da diversi mesi a un anno prima di vedere i risultati degli sforzi fatti, ma anche allora, non potremmo mai parlare di risultati definitivi. Infatti, secondo un’analisi statistica completa pubblicata sul blog di Ahrefs, solo il 5,7% di tutte le nuove pagine pubblicate arriverà nella top 10 di Google entro un anno (clicca qui per leggere il post).

Questo è uno sforzo continuo che non sarà mai veramente completo, come spiega Jim Hedger, l’host di Webcology quando dice: “Pages will start to show for their URL fairly quickly, and for their branded keyword targets shortly thereafter. Competing for non-branded keyword targets, or for more exposure in local search, is a long-term effort that is never really complete”

Hedger spiega che le pagine cominceranno ad apparire in SERP per il loro URL abbastanza rapidamente, e per i loro target di parole chiave a brand poco dopo. Competere invece per obiettivi di parole chiave non a brand, o per una maggiore esposizione nella ricerca locale, è uno sforzo a lungo termine che non è mai veramente completo.

Eccoci quindi a tirare le conclusioni di questo articolo, dove abbiamo cercato di far chiarezza su un tema da sempre molto discusso.

Quanto tempo richiede la SEO? Non è possibile prevedere con precisione quando si raggiungerà il primo posto per una particolare parola chiave o argomento.

Tuttavia è possibile fare una congettura abbastanza veritiera in base ad alcune determinate variabili che abbiamo individuato all’interno dell’articolo.

Solo nel corso del tempo è possibile ottenere un’idea sempre più precisa di quanto tempo richiedono gli sforzi SEO per portare visibilità ad un progetto online.

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[via searchenginejournal.com]
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