Link interni e strategia di internal linking nella SEO

I link sono le fondamenta del web: senza di essi, il web stesso non esisterebbe. Nel momento in cui inseriamo un link sul nostro sito stiamo spianando la strada verso un nuovo agglomerato di viuzze, dando vita a una nuova città con il suo impianto stradale. É fondamentale imparare a usarli e ottimizzarli per aiutare il crawler e gli utenti a scoprire la nostra città: il nostro sito web.
link interni seo
Indice dei contenuti

I link sono le fondamenta del web: senza di essi, il web non esisterebbe.

Sembra banale, ma se esaminiamo questa affermazione, capiamo che nel momento in cui inseriamo un link sul nostro sito stiamo aprendo una porta, stiamo spianando la strada verso un nuovo agglomerato di viuzze: stiamo dando vita a una nuova città con il suo impianto stradale.

Insomma, stiamo costruendo parte del web.

Studio Samo Pro Minidegree

E se i link sono strade di una nuova città, perché non imparare a usarli e ottimizzarli per aiutare il crawler e gli utenti a scoprire la nostra città (alias il nostro sito web)?

In questo articolo approfondiremo cosa sono i link interni, perché sono così importanti e soprattutto come sfruttare al meglio la loro ricchezza… chiaramente in ottica SEO!

Prosegui la lettura e diventerai un ingegnere edile (SEO) invidiabile 😉

Link interni: cosa sono e codice html

I link, o per esteso hyperlink, sono collegamenti ipertestuali tra risorse.

Vengono utilizzati come un ponte per collegare il documento A con il documento B.

Esempio di link tra contenuti web

C’è una differenza tra come si vede il link e come lo si scrive. 

In HTML, il link è rappresentato dal tag <a>. Nello spazio tra il tag di apertura e il suo relativo tag di chiusura </a> viene inserito il testo o l’immagine che, diventando cliccabile, collega le risorse.

  • Esempio del link interno in html: <a href=”https://studiosamo.it”>Studio Samo</a>.
  • Esempio di come viene visualizzato: Studio Samo.

L’elemento di testo cliccabile si chiama anchor text.

Ad oggi siamo utenti esperti e credo che tutti abbiano visto almeno un link o sappiano che in un testo esistono elementi cliccabili che collegano ad altre risorse, ma siamo sicuri di sapere cosa c’è dietro un link, perché è così importante?

Riuscire a comprendere questi elementi di base ci permette di acquisire una consapevolezza non indifferente e fondamentale per la costruzione di un sito web.

L’importanza dei link interni

Facciamo da subito un piccolo recap.

I link interni sono collegamenti ipertestuali che permettono di collegare due risorse diverse e distanti tra loro. Utilizzando i link interni aiutiamo il crawler e gli utenti a scovare tutte le pagine del nostro sito.

Studio Samo Pro Minidegree

Abbiamo visto come mai, da un punto di vista strutturale, i link interni sono fondamentali, ma perché hanno un’importanza cruciale anche nell’ottimizzazione SEO di un sito?

Il PageRank

Nel lontano 1998, Google riesce a differenziarsi per la prima volta in modo netto dai motori di ricerca concorrenti. 

In che modo? 

Per determinare il ranking dei siti, oltre a prendere in considerazione il codice della pagina e il suo testo, inizia a considerare anche i cosiddetti “social signals”, ovvero tutte quelle citazioni o menzioni esterne al sito che ne confermano l’autorevolezza.

Tra i suoi algoritmi introduce il PageRank.

Formula originale semplificate del PageRank

Algoritmo dalla formula incalcolabile per i più, il PageRank serve ad attribuire un valore di popolarità alle pagine web in funzione dei link ricevuti da altre pagine.

In questo modo, i link (sia interni che esterni) sono diventati uno dei più importanti segnali di ranking riconosciuti, nonché un fondamentale strumento di strutturazione e gerarchizzazione dei siti web.

Valore quantitativo e qualitativo

I link, e di conseguenza i link interni, non servono solo a collegare due risorse, ma sono anche portatori di un valore sia qualitativo che quantitativo.

  • Valore quantitativo: nel momento in cui linkiamo una pagina le stiamo fornendo un voto di merito, quindi le stiamo attribuendo un punteggio. Più il voto che la pagina riceve è alto, più Google comprenderà che quella pagina ha un valore elevato rispetto ad altre sue pari.
  • Valore qualitativo: quando abbiamo parlato di cosa sono i link interni, abbiamo visto la differenza tra il codice html e la visualizzazione del link. L’anchor text, l’elemento di testo cliccabile, è ciò che determina il valore qualitativo di un link. Nel momento in cui linkiamo una pagina con un elemento testuale, attraverso quel testo forniamo a Google delle indicazioni molto importanti rispetto al topic, o per meglio dire al Search Intent, della pagina linkata.

Link interni: necessari per i crawler e per gli utenti.

Nel momento in cui inseriamo un link sul nostro sito, stiamo automaticamente attribuendo del valore, quantitativo e qualitativo, alle risorse che stiamo linkando. Per questo motivo, è fondamentale definire una corretta strategia di internal linking.

Dobbiamo farlo con consapevolezza per poterci assicurare una corretta distribuzione del PageRank e una corretta comprensione, da parte di Google, del Search Intent di ciascuna pagina.

Non solo: fornendo una corretta distribuzione dei link, aiutiamo il crawler a individuare la gerarchia dei contenuti sul nostro sito. 

Come detto in precedenza, Google attribuirà una rilevanza maggiore a quelle pagine maggiormente linkate, considerandole prioritarie rispetto ai rami più esterni e accessori del nostro sito.

Successivamente vedremo come, analizzando e scansionando i link interni di un sito, possiamo individuare già a colpo d’occhio se abbiamo definito correttamente la gerarchia delle pagine grazie a un utilizzo corretto e bilanciato dei link interni.

Come la maggior parte delle ottimizzazioni SEO, anche l’ottimizzazione dei link interni ha una duplice funzione: dare informazioni ai crawler e fornire informazioni agli utenti.

Inserire link interni al nostro sito permette di migliorare la user experience, aiutando gli utenti ad approfondire gli argomenti che stiamo trattando, agevolando loro la navigazione e riuscendo così a migliorare le metriche qualitative del nostro sito.

Tipologie di link interni

Prima di capire come strutturare una strategia efficace di internal linking, dobbiamo approfondire le diverse tipologie di link interni esistenti: non tutte, infatti, sono utili allo stesso scopo e allo stesso modo.

Esistono sostanzialmente tre tipologie di link interni:

  • link sitewide;
  • link contestualizzati;
  • link da immagini.

Link sitewide

I link sitewide sono quella tipologia di link che si ripetono in tutte o in molte pagine del sito web.

Fanno parte di questa categoria i link di navigazione, i link in footer e i link nelle sidebar.

Il loro peso specifico è inferiore rispetto ai link contestualizzati, ma sono estremamente utili per far comprendere al crawler quali sono le pagine più rilevanti del sito e aiutano gli utenti nella navigazione.

Vediamo alcuni esempi.

Esempio di link interni sitewide su Giallo Zafferano
Esempio di link di navigazione su H&M

I link che troviamo a menù solitamente corrispondono alle pagine più importanti di un sito web. In un e-commerce di abbigliamento, ad esempio, possiamo trovare la suddivisione per genere di abbigliamento venduto (uomo, donna, bambino).

Nelle sidebar, invece, troviamo le pagine correlate alla categoria che stiamo navigando. Rimanendo sull’esempio di un e-commerce di abbigliamento, nella sidebar della categoria donna, potremmo trovare elencate le categorie di abbigliamento o pagine di particolare interesse, come pagine di scontistica che raccolgono prodotti in offerta.

Sidbear di H&M

A parte i grandi e-commerce, è più comune trovare le sidebar nei blog. Solitamente in questa posizione vengono elencati i tag o gli articoli più recenti.

Esempio di Sidebar con articoli più letti

Grazie a queste tipologie di link possiamo permettere al crawler e all’utente di approfondire la navigazione e possiamo aiutarci nella distribuzione del PageRank: inserendo lì le nostre pagine, stiamo suggerendo a Google a quali attribuire maggiore rilevanza.

Infine abbiamo il footer

Footer di H&M

Negli anni il footer è stato utilizzato per favorire il ranking dei siti web cercando di “manipolare” l’algoritmo. Ad oggi è probabilmente la parte del sito in cui i link hanno minore rilievo.

Tuttavia, il footer è una posizione utile per raccogliere i link alle pagine “di servizio”, come la cookie policy, o pagine con informazioni legali che dobbiamo linkare per legge.

Mi raccomando: nel momento in cui dobbiamo linkare delle pagine, ma per noi non hanno un valore nell’ottimizzazione SEO del sito, valutiamo sempre di mettere il link in “nofollow”. In questo modo possiamo evitare una inutile dispersione di PageRank (più avanti faremo un piccolo approfondimento di questo aspetto!).

Nonostante il footer non abbia grande rilievo, non è inusuale trovare una breve lista delle pagine che riteniamo essere per noi fondamentali. Possono essere le medesime del menù, o pagine differenti a cui vogliamo dare un maggior rilievo, soprattutto in termini visivi di navigazione.

È vero, questi link hanno indubbiamente un valore inferiore rispetto ai link con contesto, ma hanno comunque un valore. Quindi perché non sfruttarlo?

Link contestualizzati

Come anticipa il nome stesso, i link contestualizzati sono i link posizionati nel contenuto di una pagina.

Lato codice, sono quei link inseriti nel <body> della pagina web e quindi arricchiti del contesto nel quale sono stati inseriti. 

Esempio di link interno contestualizzato

Proprio per questo motivo sono i link più importanti nell’ottimizzazione SEO di un sito. 

È grazie ai link interni contestualizzati che riusciamo a favorire la circolazione del PageRank anche dalle pagine micro a quelle macro. È grazie a questi link che riusciamo a “spingere” e “potenziare” le pagine per le query per cui devono rankare (questo aspetto lo approfondiremo meglio quando parleremo di strategia!).

Chiaramente per poter utilizzare e sfruttare al meglio questa tipologia di link è necessario aver fatto le analisi di Keyword Research e Search Intent

Solo dopo aver compreso per quali query ottimizzare una pagina possiamo sfruttare gli anchor text in favore di quella pagina.

Link da immagini

I link da immagini, non essendo forniti di anchor text, rischiano di essere quelli meno rilevanti lato SEO. Per garantire la massima resa anche i link da immagini, è fondamentale inserire un Alt Tag pertinente, che viene considerato dalla maggior parte dei motori di ricerca (Google in primis) come l’anchor text del link.

Inoltre, per fornire indicazioni al motore di ricerca sul contenuto del link su immagine, è buona norma inserire al link l’attributo Title, mentre all’immagine gli attributi Title e il già citato Alt Tag.

Esempio di link da immagine con anchor text compilato

Strategia efficace di internal linking: come ottimizzare i link

Siamo finalmente giunti al cuore di questo articolo: la strategia di internal linking.

Avendo compreso l’importanza del link e le diverse tipologie di link esistenti, possiamo individuare una strategia di distribuzione e ottimizzazione dei link interni efficace.

Come ogni strategia, anche la strategia di internal linking dovrebbe essere definita a monte, durante la strutturazione del nostro sito web.

Come abbiamo anticipato precedentemente, infatti, i link interni contribuiscono a definire la gerarchizzazione di un sito e quindi vanno di pari passo con la strutturazione del nostro sito web.

Esempio di struttura sito web

Sarebbe tuttavia inverosimile pensare di ritenere conclusa una strategia di internal linking dopo aver messo online il nostro sito.

Nel tempo le pagine potrebbero aumentare, o diminuire, potrebbero nascere intere nuove categorie merceologiche che all’inizio non potevamo prendere in considerazione. 

Insomma, proprio come tutte le attività SEO di un sito, anche quella di internal linking evolve continuamente nel tempo.

Proprio per questo motivo, oltre a vedere come strutturare una strategia di link building interna, vedremo come monitorarla nel tempo e come agevolare l’operatività.

Link interni per la definizione della gerarchia

Come già sappiamo (lo sappiamo vero?), la struttura di un sito è definita dalle breadcrumbs. Queste particolari tipologie di link aiutano il crawler a definire la relazione che intercorre tra le varie pagine: pagine genitore e pagine figlie, o categorie e sottocategorie.

Tuttavia oltre alle breadcrumbs, grazie ai link interni possiamo fornire ulteriori indicazioni sulla gerarchia dei contenuti.

Torniamo all’e-commerce di abbigliamento e facciamo un esempio.

Nella categoria “abbigliamento donna” potrei linkare alcuni abbigliamenti da donna per me prioritari: maglie, vestiti, pantaloni, maglioni. Come abbiamo visto prima, posso scegliere di farlo attraverso una sidebar, o, meglio ancora, inserendo i link direttamente nel testo.

Esempio di link interno in categoria

Allo stesso modo potrei fare dalle pagine micro a quelle macro.

Ad esempio, potrei far sì che le mie sottocategorie dal testo linkino verso la loro rispettiva macrocategoria. 

Ma chi ha un e-commerce lo sa, non è così semplice.

Ci sono casi in cui più pagine appartengono a diverse categorie di nostro interesse: possono appartenere a una o più categorie merceologiche e a una o più categorie correlate.

Le maglie taglia XXS del brand Samo potrebbero appartenere alla categoria maglie donna, alla categoria merceologica dell’abbigliamento donna petite e far parte della categoria del brand Samo.

In questi casi quale potrebbe essere una buona strategia di link building interna?

  • Opzione 1:  linkare tutte le macrocategorie di interesse da ogni singola pagina.
  • Opzione 2:  distribuire i link verso le macrocategorie di interesse tra molteplici pagine.

Per quanto solitamente non mi piaccia dare risposte nette perché ritengo che ogni caso vada analizzato a sé, in questo specifico caso consiglierei di seguire la seconda opzione.

Riprendiamo l’esempio appena fatto per capire meglio.

Se ho molteplici “maglie XXS” che fanno parte della categoria (per me prioritaria) delle “maglie donna” e “donna petite” (categoria poco fruttuosa e di minor interesse) e allo stesso tempo fanno parte della categoria (prioritaria anche questa) del brand Samo, allora cercherò di suddividere questi prodotti, facendo linkare ad alcuni la categoria merceologica, ad altri la categoria del brand e distribuendo meno link verso la categoria donna petite, essendo quella per me meno importante.

Insomma, che si tratti di linkare da pagina macro a micro o viceversa, la strategia di internal linking per la definizione della gerarchia necessita sempre di scelte.  Queste scelte devono essere fatte in considerazione delle priorità di settore, di guadagno e anche in base a quanto è competitivo un argomento.

Quando facciamo queste scelte, dobbiamo tenere a mente quanto dicevamo all’inizio di questo articolo, parlando di vie, strade e città. Nel momento in cui inseriamo dei link stiamo costruendo un reticolato che deve essere agevole per il crawler e anche per l’utente.

Collegamenti fra homepage a pagine di un sito web

Nel momento in cui definiamo una gerarchia, non dobbiamo assicurarci solo che le risorse prioritarie vengano linkate maggiormente, ma anche che non richiedano troppi clic per poter essere raggiunte.

Link interni per potenziare le pagine

Come abbiamo visto in precedenza, grazie alle anchor text dei link interni possiamo fornire informazioni vitali sul valore qualitativo di una pagina.

Cerchiamo di capire meglio con un esempio.

Supponiamo di aver fatto l’analisi di Keyword Research e Search Intent per il nostro e-commerce di abbigliamento. Abbiamo stabilito che una delle query con cui dobbiamo ottimizzare la categoria delle magliette da donna è “maglie donna”.

Questa query, e tutte le altre individuate che rispondono allo stesso Search Intent, saranno le query che utilizzerò come ancore per linkare la mia categoria.

Grazie all’ancora stiamo fornendo a Google un’indicazione del Search Intent della pagina linkata.

Anchor text da evitare

Per questo motivo, da un punto di vista SEO, è poco fruttuoso inserire nel sito anchor text come “clicca qui” o “scopri di più”: nel momento in cui utilizziamo un’ ancora di questo tipo, non stiamo svolgendo un buon lavoro in termini di ottimizzazione; non stiamo fornendo al motore di ricerca dettagli importanti sul Search Intent cui risponde la pagina linkata.

Ricordate bene una cosa: nel momento in cui ottimizziamo un sito lato SEO, dobbiamo assicurarci che tutti i contenuti vengano ottimizzati e possano fornire informazioni utili al motore di ricerca.

Link interni per gestire le cannibalizzazioni

Grazie al valore delle anchor text, i link interni sono un’ottima risoluzione in alcuni casi di cannibalizzazione.

Non voglio dilungarmi troppo a spiegare cosa siano le cannibalizzazioni e le varie strategie per risolverne una. In questo momento è sufficiente sapere che esistono diverse tipologie di cannibalizzazione, o per meglio dire, diversi gradi di cannibalizzazione.

In base al tipo di cannibalizzazione, i link interni possono essere utili per:

  1. supportare e potenziare la ri-ottimizzazione di un contenuto che cannibalizzava un’altra pagina;
  2. risolvere una potenziale cannibalizzazione. 

Con i link interni e grazie all’anchor text, riusciamo a indirizzare Google verso la comprensione corretta del topic di una pagina.

Monitorare e tenere traccia dei link interni

Per riuscire a monitorare la nostra strategia di internal linking e per ottimizzare la link building interna del nostro sito, dovremmo anzitutto affidarci a uno strumento che ci aiuti a tenere traccia dei link interni.

Se abbiamo un sito abbastanza piccolo, possiamo anche pensare di trascrivere i link interni su un file excel o su una mappa di Xmind, così da avere, già a primo impatto, un’idea delle anchor text più usate e delle pagine maggiormente linkate.

Mappatura di link interni e relative anchor text

Questa metodologia per siti di media portata o per siti con uno storico molto ampio è praticamente impossibile da mettere in pratica.

Non preoccupatevi, in Studio Samo stiamo lavorando a un metodo di visualizzazione di anchor e pagine in grado di tenere traccia della link building interna anche dei siti più grandi 😉

L’unica cosa che possiamo fare è avere un file di supporto con tutte le query per pagina, così da sapere sempre quali anchor usare in caso di link interni. Piccolo suggerimento: un file come questo è bene farlo a prescindere dalla link building interna, è un supporto necessario per tutte le lavorazioni di ottimizzazione SEO.

Se usate Screaming Frog potete usufruire della visualizzazione ad albero per rendervi conto di quanto Google debba andare in profondità nella scansione del sito. Questa modalità di visualizzazione vi permette di avere una visuale della distribuzione dei link interni sul vostro sito.

Mappatura dei link interni di Screaming Frog

Per quanto mi riguarda, uso molto Screaming Frog nella gestione e monitoraggio dei link interni.

Dopo aver fatto la scansione del sito su Screaming Frog, solitamente utilizzo l’esportazione Bulk Export > All inlinks e poi lavoro sul file excel per andare a sistemare gli elementi critici individuati in fase di controllo progetto.

Non solo: periodicamente effettuo questo tipo di scansioni per verificare se ci sono pagine orfane, link che puntano a 301, 404, 410 ecc… (ma questo aspetto lo vediamo tra pochissimo!)

Come già descritto nel post di Google Search Console, anche in questa piattaforma possiamo trovare traccia dei link interni del nostro sito.

Tuttavia, la Search Console non presenta dati aggiornati in tempo reale e soprattutto non fornisce una panoramica dettagliata dei link, il loro status code, l’anchor text e il posizionamento all’interno del sito.

Link interni: problematiche SEO e come risolverle

Abbiamo visto per quali elementi strategici possiamo utilizzare i link interni e abbiamo parlato di come monitorare e tenere traccia della link building interna. 

Ora affrontiamo insieme le problematiche più comuni dei link interni e vediamo come risolverle.

Link verso 301, 404 o 410

Ne abbiamo appena parlato: parte del monitoraggio di routine consiste proprio nel verificare che non ci siano link interni verso pagine in 301, 404, 410 e altri status code che non siano il 200.

Perché accertarsi della correttezza dei link interni?

Come alcuni di voi sapranno, per ciascun sito web Google dedica un Crawl Budget, ovvero un vero e proprio budget di tempo da dedicare alla scansione delle nostre risorse.

Non staremo qui a parlare di come venga calcolato il Crawl Budget di un sito, piuttosto ci soffermiamo nel sottolineare quanto sia importante assicurarsi che questo Crawl Budget non venga sprecato.

Avere url che linkano a risorse in 301, 404 o 410 contribuisce a sprecare Crawl Budget.

Nel caso di url che linkano a pagine 301, gli stiamo facendo scansionare una risorsa che è stata reindirizzata facendogli così sprecare del tempo.

Nel caso di url in 404 o 410, gli stiamo facendo scansionare risorse che in realtà non si trovano o non ci sono più.

Non possiamo controllare quanto Crawl Budget Google sceglie di dedicare al nostro sito, ma sono tante le azioni che possiamo fare per ottimizzare e migliorare questo tempo.

Non solo: ricordiamoci, come sempre, che i nostri contenuti sono letti e usufruiti dagli utenti. 

Se nel caso di un link verso una pagina in 301 l’utente non si rende conto di nulla perché viene direttamente reindirizzato verso la risorsa in 200, nel caso di link verso 404 o 410, l’utente non riuscirà a raggiungere la pagina desiderata, vivendo così un’esperienza di navigazione di bassa qualità.

Sistemare questa tipologia di link interni ci aiuta proprio a evitare o migliorare queste situazioni. Vediamo nel dettaglio come “aggiustare” i link che puntano a risorse in 301, 404 o 410.

Url che linkano a pagine in 301

In questo caso la soluzione è estremamente semplice. Dopo aver fatto una scansione dei link interni con Screaming Frog, isoliamo le url che riportano status code 301. 

Successivamente andremo a sostituire l’url di destinazione con l’url finale verso cui effettua il suo redirect.

Url che linkano a pagine in 410

Quando un url è in 410 significa che la pagina non esiste più. Dopo aver fatto una scansione dei link interni con Screaming Frog, isoliamo le url che riportano status code 410.
A questo punto la soluzione può essere duplice: eliminare il link interno, oppure sostituire il link verso una pagina altrettanto utile e in target che risponda a status code 200.

Url che linkano a pagine in 404

In questo caso il problema non è tanto il link interno in sé e per sé, quanto l’url in 404. Dopo aver fatto una scansione dei link interni con Screaming Frog, isoliamo le url che riportano status code 404.

La risoluzione del problema risiede nella sistemazione dell’url in 404 e poi nella sistemazione eventuale del link.

Se riusciamo a ripristinare l’url in 404 recuperandola da un backup, ad esempio, allora non dobbiamo fare niente e il link verrà ripristinato in automatico in 200.
Se ripristiniamo l’url in 404 reindirizzandola, allora sistemiamo il link aggiornandolo con l’url corretta.
Se invece ci rendiamo conto che quella url va messa in 410, agiamo di conseguenza come scritto sopra.

Pagine orfane

Sempre grazie al preziosissimo Screaming Frog, possiamo esportare il report delle pagine orfane in Reports > Orphan Pages.

Se nel nostro sito risultano esserci pagine orfane, ovvero url che non vengono linkate da nessuna pagina, è bene risolvere il problema. 

Esempio di pagina orfana

Perché queste pagine non vengono linkate? Dipende da un errore di strutturazione di internal linking, oppure queste pagine non hanno un reale valore in termini di ottimizzazione SEO?

Qualora dovessimo renderci conto che queste url per noi sono di fondamentale importanza, allora dobbiamo individuare le sezioni e le pagine del sito in cui aggiungere un link verso queste risorse.

Come abbiamo ampiamente detto in questo articolo, i link interni consentono a Google di seguire le vie del nostro sito scovando, scansionando e poi indicizzando i nostri contenuti. Se una pagina non è linkata da niente e da nessuno, non possiamo aspettarci che Google riesca a individuarla.

In alternativa, se ci rendiamo conto che questa url non è utile per noi, possiamo valutare di eliminarla.

Link nofollow

Quando abbiamo parlato delle tipologie di link interni, abbiamo detto che nei casi in cui siamo costretti a linkare url che non hanno un’utilità ai fini dell’ottimizzazione SEO di un sito, allora dovremmo considerare di metterli in nofollow.

Link con attributo nofollow

Abbiamo visto l’esempio dei link in footer verso pagine poco “rilevanti”, come privacy e cookie poilicies. 

Un altro ottimo esempio di questo genere sono i link verso url parametrizzate, come sono quelle dei filtri degli ecommerce o delle pagine che definiscono l’ordinamento di visualizzazione dei post o dei prodotti.

Se abbiamo stabilito di escludere queste pagine dai risultati di ricerca (che sia per un noindex, un disallow o un canonical), allora ha molto senso anche inserire il tag nofollow nei link che puntano a queste pagine, così da evitare che il crawler continui a scansionare pagine che abbiamo ritenuto non utili alla nostra strategia. 

Il tag nofollow, come già spiegato, evita il passaggio di PageRank da una risorsa a un’altra: da un punto di vista tecnico il server segue il link e quindi indirizza l’utente verso la risorsa linkata, ma il crawler non lo segue e non valuta il valore che questo link porta con sé.

L’utilizzo di un tag nofollow deve essere ponderato e limitato a casi specifici.

Di norma, quando inseriamo link interni, dobbiamo accertarci che non abbiano il tag nofollow e che quindi Google riesca a leggerne il valore.

Link verso risorse bloccate da robots.txt

Sempre per l’economia e l’ottimizzazione del Crawl Budget, è fondamentale accertarsi di non linkare risorse che sono state messe in disallow, dal momento che non sarebbero scansionabili da Google.

File Robots.txt

Troppi link

Se è vero che, a differenza dei link esterni, i link interni hanno rischi estremamente minori, c’è da dire che una pagina che linka troppe url interne potrebbe avere un aspetto “spammoso” o, per meglio dire, potrebbe risultare poco utile.

Non esiste una regola fissa per il numero di link interni che bisognerebbe o non bisognerebbe inserire all’interno di una pagina.

Come abbiamo ampiamente detto precedentemente, la struttura di internal linking si basa su una strategia ponderata e costruita attorno a molteplici analisi e considerazioni.

Considerando ciò, capiamo subito che non avrebbe senso far linkare a ciascuna sottocategoria tutte le sue categorie di riferimento; come non avrebbe senso far linkare a un prodotto tutte le sue categorie di appartenenza.

Inoltre, in termini di PageRank, una pagina che linka troppe url, rischierebbe di disperdere il suo link juice, diminuendo così il suo valore.

Link interni non riconoscibili

Da un punto di vista puramente SEO, il fatto che un link non abbia un layout riconoscibile e differente rispetto al resto del contenuto, non è di per sé un errore.

Tuttavia, come ci siamo detti quando abbiamo parlato della SEO OnPage, una delle ottimizzazioni in pagina consiste nell’evidenziare alcune parti del contenuto così da agevolare la lettura da parte dell’utente migliorando la sua esperienza.

Link interno non riconoscibile vs link interno visibile

Nel momento in cui inseriamo un link interno, di fatto stiamo cercando di supportare l’esperienza del nostro utente, fornendo degli approfondimenti che riteniamo possano essergli utili. Per questo motivo è importante evidenziare i link anche dal punto di vista del layout.

Gestire l’internal linking di siti molto grandi

Nel momento in cui si ha a che fare con siti di grande portata, o con editoriali che sfornano molti contenuti quotidianamente, dobbiamo accertarci di trovare un metodo di gestione della link building interna.

In questi casi può essere una buona soluzione affidarsi a plugin in cui settare il linking automatico.

Attenzione: accertatevi di settare correttamente il plugin estrapolando le query di interesse dal famoso file di query per pagina di cui abbiamo parlato precedentemente e assicurandovi che con il plugin non vengano generati un numero eccessivo di link interni.

Possiamo automatizzare l’operatività, ma dobbiamo continuare a dedicare molto tempo al monitoraggio e risoluzione di eventuali problematiche!

Conclusioni

Come ha potuto notare chi è arrivato a leggere fin qui, l’universo dei link e, nello specifico, quello dei link interni è estremamente complesso e articolato.

Probabilmente non sono stati toccati tanti dubbi e curiosità e, probabilmente, questo articolo ne avrà fatti sorgere tanti altri.

Il bello della SEO è proprio questo: anche quando la si pratica quotidianamente, per la sua natura così mutevole e in continuo divenire riesce a far mettere in discussione quelle che pensavamo essere certezze.

Di una cosa però sono certa, se hai letto fin qui:

Studio Samo Pro Minidegree
  1. sei un eroe!
  2. sei già un passo avanti rispetto al vastissimo mondo dei link interni 😉
Vuoi dare una svolta alla tua carriera o innovare la tua azienda?

Scopri il nostro corso in Web & Digital Marketing

54 ore in aula a Bologna o in live streaming

Piaciuto? Condividilo!

L'autore di questo post

Ilaria Nardinocchi
Ilaria Nardinocchi

SEO Specialist

Articoli di Ilaria Nardinocchi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti gratis a…

MakeMeThink

La newsletter di Studio Samo

Ricevi ogni 2 settimane le novità più importanti dal mondo del digital marketing.

Potrebbe interessarti anche...

regolamentazione intelligenza artificiale
Caterina Quaiotti

AI Act e regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale

L’impatto dell’utilizzo dell’IA è tangibile in diverse aree, promuovendo l’efficienza operativa, la competitività e l’innovazione e possiamo per questo parlare di benefici evidenti e concreti. 

La sua rapida diffusione solleva anche questioni etiche e giuridiche cruciali.

La necessità di una regolamentazione legale dell’Intelligenza Artificiale è emersa come una priorità fondamentale per garantire un utilizzo responsabile e sicuro di questa tecnologia avanzata. Facciamo un po’ di chiarezza in materia.

informazioni aste google ads
Beatrice Romano

Informazioni sulle aste e analisi competitors su Google Ads

Quando si lavora in Google Ads è importante monitorare ciò che fanno i competitor non solo per i prodotti o servizi che offrono agli utenti, ma anche per capire come si propongono, che linguaggio usano e a cosa danno più importanza. In questo articolo ti parlerò dell’analisi dei competitor a partire dalle parole chiave presenti all’interno delle campagne in rete di ricerca.

redirect 301
Mattia Cantoni

Redirect 301 per la SEO: una guida completa

I redirect 301 sono tanto semplici da impostare quanto pericolosi per l’ottimizzazione SEO se utilizzati in modo scorretto. In questa guida passo-passo
scoprirai come padroneggiare l’utilizzo di un redirect 301 e come prevenire alcuni dei più comuni errori.

tool instagram marketing
Giuliana Curato

Strumenti per Instagram Marketing

In questo articolo, vedremo insieme una varietà di strumenti per Instagram e perché usarli. Inoltre scopriremo come possono cambiare sia il modo in cui interagisci con il tuo pubblico che la gestione di stories, reels e post per aiutarti a non perdere il lume della ragione (e la pazienza). 

demand gen google ads
Manuel Lodi

Campagne Demand Gen di Google Ads: cosa sono e come funzionano

La prima volta che abbiamo sentito nominare le campagne Demand Gen è stato durante il Google Marketing Live di Maggio 2023, dove venivano presentate sotto il cappello delle campagne di nuova generazione, completamente autonome e in grado di evolvere e performare al meglio grazie al Machine Learning e all’Intelligenza Artificiale della piattaforma di Adv di Google. In questo post vediamo come affrontare questa importante novità.

Iscriviti gratis a

MakeMeThink

La newsletter di Studio Samo

Ricevi ogni 2 settimane le novità più importanti dal mondo del digital marketing.