seo e social networkDato di fatto: qualunque sia il settore in cui operi, quando hai a che fare con il web marketing, non puoi fare a meno di fare i conti con due delle attività più importanti per il successo della tua strategia.

Sto parlando della SEO, il posizionamento sui motori di ricerca, e social media marketing, l’attività di generare visibilità e gestire la comunicazione sui social network.

SEO e social media marketing sono due delle attività principali della metodologia Inbound Marketing.

Più precisamente, sono fondamentali nella prima fase del “funnel” (la rappresentazione del processo d’acquisto), ovvero per attirare utenti sul nostro sito:

funnel web marketing (attirare)

Su questi importantissimi argomenti, una delle domande che mi viene rivolta più spesso è la seguente: dobbiamo considerare queste due attività come compartimenti stagni, o possiamo fare in modo che lavorino per noi in maniera sinergia, aiutandosi a vicenda? E nel secondo caso, in che modo possiamo integrarle per ottenere il massimo dalla nostra strategia di web marketing?

In questo articolo voglio perciò spiegarti quali sono i modi intelligenti per integrare le due attività. Ne ho individuati 10, anzi… 9+1 🙂

Se non leggi questo articolo fino in fondo, potresti perdere l’opportunità di capire veramente come usare SEO e Social Network in modo sinergico.

La doverosa premessa su SEO e Social

Per prima cosa è necessario che io risponda a un’altra domanda che mi fanno spessissimo, la cui risposta è fondamentale per capire il resto dell’articolo.

Questa domanda è: “I social network possono influenzare il posizionamento sui motori di ricerca?”

La risposta breve è NO, non hanno alcuna influenza diretta sul nostro posizionamento.

Ma entriamo un po’ più nel dettaglio e andiamo a vedere…

Perché i social network non influenzano la SEO

Chiunque conosca anche solo i principi base della SEO, sa che i link che puntano a un sito sono un importante fattore per posizionarlo. Secondo molti esperti addirittura il più importante di tutti.

Sin dalla fine degli anni ’90 infatti, i motori di ricerca trattano i link come “voti” per determinare popolarità e importanza dei siti web.

Attraverso i link, i motori non solo analizzano la popolarità dei siti (in base al numero e all’importanza delle pagine che li linkano) ma possono anche misurarne l’affidabilità.

Siti affidabili tendono infatti a linkare altri siti affidabili, mentre siti di spam ricevono pochissimi link da fonti attendibili.

Naturalmente, Google non ha mai rivelato pubblicamente tutti gli ingredienti della sua “formula segreta”, ma secondo la maggior parte degli esperti SEO (me compreso), oltre il 66% dei fattori che influenzano il posizionamento di una pagina web è legato a qualità e quantità dei link che riceve.

fattori seo link

A questo punto, saresti portato a pensare che i social network possano essere molto utili per la SEO, perché pubblicando contenuti del tuo sito sui social otterrai automaticamente dei link da essi. Ed essendo questi siti molto popolari, quindi autorevoli agli occhi di Google, potrai ottenere facilmente link di qualità.

Ma in realtà non è così!

Il motivo è che i link dai social network sono un particolare tipo di link che non viene seguito dai motori di ricerca.

Dal punto di vista tecnico, essi contengono un attributo “invisibile” (inserito all’interno del codice HTML) che indica al motore di ricerca di non considerarli. Questo attributo si chiama nofollow. Qui di seguito mostro una schermata di esempio di come appare il codice HTML di questo tipo di link (nell’esempio è linkata la home page di Studio Samo):

follow vs nofollow

Fonte immagine: le slide del mio corso

L’attributo nofollow non influenza in alcun modo l’esperienza di navigazione. In altre parole, se clicchi su un link con l’attributo nofollow sarà esattamente come se avessi cliccato su un link senza tale attributo: sarai mandato alla pagina di destinazione del link, senza accorgerti della differenza.

Se per noi esseri umani non c’è differenza tra questi due tipi di link, per il motore di ricerca c’è eccome. I link con l’attributo nofollow – come ho spiegato poco fa – non influenzano in alcun modo il posizionamento di un sito web. Ecco infatti quello che scrive Google a riguardo:

In pratica, utilizzando nofollow escluderemo i link di destinazione dalla nostra rappresentazione complessiva del Web.

Da un punto di vista strettamente SEO, avere mille link di questo tipo è insomma proprio come non averne neanche uno: non si otterrà alcun miglioramento nella classifica dei motori di ricerca.

Per maggiori informazioni sul nofollow puoi visitare questa pagina ufficiale di Google.

Quindi, tutti i social network utilizzano questo attributo per annullare l’effetto SEO dei loro link? Precisamente!

Puoi verificare tu stesso in maniera molto semplice che non racconto balle 😉

Se stai usando Chrome, vai su qualunque link di Facebook e cliccaci sopra col tasto destro del mouse, poi clicca su “ispeziona elemento”. Vedrai aprirsi la porzione di codice HTML del link che hai selezionato:

link nofollow social network

 

Anche se non te ne intendi di HTML, con un po’ d’occhio potrai notare con facilità la presenza dell’attributo nofollow all’interno del codice che compone il link:
link nofollow social network

Puoi ripetere la stessa operazione tutte le volte che vuoi anche su Twitter, LinkedIn, Pinterest, o sul tuo social preferito, e vedrai sempre l’attributo nofollow (che ovviamente non potrai togliere in alcun modo). Persino Google+, il social dello stesso Google, utilizza questo attributo su tutti i suoi link.

Facebook SpamMa perché tutti i social network hanno adottato il nofollow per i loro link? Molto semplice. Prova a immaginare per un attimo cosa succederebbe se non fosse così. Chiunque avesse una minima idea dell’effetto dei link sul posizionamento, potrebbe non fare altro che “spammare” le pagine del suo sito su Facebook, LinkedIn, Twitter eccetera come se non ci fosse un domani, ottenendo così autorevolezza agli occhi di Google senza alcuno sforzo e senza creare alcun reale valore per gli utenti.

Al contrario, il modo migliore per ottenere link validi per la SEO è creare contenuti di valore, in grado di acquisire naturalmente popolarità nella tua comunità (settore) di riferimento. Maggiore sarà l’utilità dei tuoi contenuti, maggiori saranno le probabilità che un altro utente li ritenga validi per i propri lettori, e inserisca perciò un link ad essi su un forum di settore, sul suo blog o sul suo sito web.

Quindi, se fino ad oggi hai utilizzato i social network convinto che ti aiutassero a posizionarti, da ora in poi dovrai rivedere la tua strategia, perché non è un modo intelligente per integrare SEO e social.

Ma allora l’articolo finisce qua? Niente affatto! Perché ci sono altri 9+1 modi con cui i social possono aiutare i tuoi sforzi SEO e vice versa.

Andiamo a scoprire quali sono:

Come integrare SEO e Social Network (9+1 modi)

1. Profili social e risultati di ricerca (+reputazione)

Partiamo con un dato di fatto: mentre i link dai social network non migliorano la posizione delle tue pagine web sui motori di ricerca, i tuoi profili social sicuramente influenzano il contenuto dei risultati di ricerca. Più precisamente, i profili dei social media sono spesso tra i primi risultati quando si cerca il nome di un’azienda o marchio.

Quando cerco per esempio “Studio Samo” in Google, i nostri profili Facebook, LinkedIn, Twitter e YouTube appaiono rispettivamente come 2°, 3°, 4° e 5° risultato (dopo il nostro sito ufficiale):

studio samo profili social su google

Non c’è dubbio che i tuoi profili social siano importanti per Google, ma anche e soprattutto per le persone che sono alla ricerca di te o della tua azienda on-line. Alcuni canali social attivi possono rendere l’esperienza di conoscere il tuo brand online più divertente, coinvolgente e personale rispetto al tuo sito web.

Reputation ManagementInoltre, in alcune situazioni, i profili social sono particolarmente utili per la gestione della reputazione aziendale. Mi riferisco al caso in cui, digitando il nome di un’azienda, marchio o professionista, compaiano nella prima pagina di Google dei commenti negativi, ad esempio su un forum o sito di recensioni.

Mentre in alcuni casi questi commenti sono legittimi, in altri le aziende sono semplicemente vittima di pratiche scorrette da parte della concorrenza, destinate a calunniare i loro rivali.

La strategia in questo caso è quella di dominare (almeno) i primi 10 risultati di ricerca per il tuo marchio con i profili social, in modo da far scivolare in seconda pagina i risultati negativi, dove avranno molte meno possibilità di essere visti.

Cosa devi fare

Per fortuna siti come Facebook, LinkedIn, YouTube eccetera sono molto autorevoli agli occhi di Google, perciò non sarà difficile che si posizionino in alto nella ricerca.

Vai su Google e digita il nome del tuo brand / azienda e controlla se per caso compaiono risultati “scomodi”. In quel caso, potrai avvalerti dei profili social che non stai ancora utilizzando. Se ad esempio usi Facebook ma non hai una pagina Google Plus, o Twitter, Pinterest, o un canale YouTube, creali avendo cura di compilare tutti i dati. Condividi poi qualche post del tuo blog o di altri siti di settore.

In questo caso, il tuo obiettivo è semplicemente quello di “de-posizionare” risultati negativi portando in alto i tuoi profili, quindi non avrai bisogno di impegnarti ad utilizzare realmente e al meglio tutti questi canali social… anche se, certo, non sarebbe un male! 😉

2. “Social Proof” e SEO

social proofAnche se sappiamo che i social non hanno un effetto diretto sulla SEO per via dei link nofollow, molti esperti si interrogano ancora sulla possibilità che i segnali sociali, come i Mi Piace di Facebook, i tweet di Twitter, i +1 di Google+, ecc. possano avere una qualche influenza sul posizionamento SEO.

Questo concetto è espresso generalmente col termine “social proof”, ovvero la riprova sociale. Poiché il numero dei Mi piace, retweet ecc. sono un indice di gradimento e di interesse da parte degli utenti del web, è possibile (anche se non certo) che questi dati vengano in qualche modo presi in considerazione da Google per stimare la qualità dei contenuti, e di conseguenza decidere come classificarli.

In questo articolo, gli amici di Web in Fermento hanno chiesto un parere nel merito a diversi SEO specialist italiani, e le risposte indicano che la questione è tutt’altro che risolta.

Leggiamo alcune delle loro risposte alla domanda “i segnali sociali influenzano il posizionamento SEO?“:

Luca Bove

La risposta è SI, ma solo indirettamente. Quando in generale si comunica bene sui social si entra nella testa delle persone.
E di conseguenza queste persone magari quando scriveranno qualche articolo ci citeranno o ci linkeranno.

Gianluca Fiorelli

La risposta è “no, ma allo stesso tempo sì”, ovvero i segnali sociali non influenzano in modo diretto i rankings. Il social influenza la SEO indirettamente come strumento con cui poter potenziare l’immagine e la familiarità di un brand.

Enrico Ferretti

I social signals non sono determinanti al 100% per un progetto SEO, ma contribuiscono di sicuro come fattore di posizionamento organico, quindi a mio avviso devono essere sempre considerati all’interno di una buona strategia SEO così come altre forme di PR online e Link building.

Andrea Pernici

Per quanto riguarda Twitter, nel 2011 facemmo un esperimento con questo post e riuscimmo a posizionarlo per poche ore per la chiave “cioccolato bianco” – ovviamente rapidamente crollata per l’inesistente rilevanza della pagina -, ma al tempo Twitter aveva politiche diverse nei confronti del motore di ricerca. Purtroppo questo mondo cambia rapidamente, ma in fondo in fondo l’interesse di Google verso questo tipo di dati non credo sia cambiato.

Cosa devi fare

Anzitutto, assicurati di aver aggiunto i pulsanti di condivisione su tutto il tuo sito (in particolare negli articoli del tuo blog), in modo da facilitare la condivisione dei tuoi contenuti sui social da parte degli utenti.

condivisione social

C’è il pienone sul web di servizi gratuiti che consentono facilmente di aggiungerli al tuo sito. A me ad esempio piace questo.

Poi, dedicati ad una corretta gestione dei tuoi canali social, pianificando una strategia che massimizzi i tuoi sforzi per far ottenere ai tuoi post la più grande visibilità possibile in relazione al tuo pubblico di riferimento.

Non esistono trucchi o scorciatoie qui, solo competenza e dedizione. Se riesci a diffondere i tuoi contenuti nella tua comunità di settore sui social, certamente otterrai un beneficio – diretto o indiretto che sia – anche lato SEO.

3. Google My Business (Google+) e Local SEO

Se hai un’attività locale – come un ristorante, un hotel, un negozio, uno studio professionale – la prima cosa che devi fare per farti trovare su Google è ottimizzare la tua scheda My Business.

Il motivo è molto semplice: quando un utente effettua una ricerca di tipo locale (ad esempio “hotel+nome città“) o che Google ritiene tale (anche in assenza del nome città, vedi esempio qui sotto), mostrerà per primi i risultati locali, ovvero le schede Google My Business:

Cerca ristorante Google

Di che si tratta? Google My Business è il servizio gratuito di Google che unisce e sostituisce i vecchi Google Places (Maps), le Pagine Google+ Business e Local. Questi servizi (e i relativi pannelli di gestione) sono stati unificati per rendere più semplice recuperare e modificare le informazioni dell’azienda e interagire con le persone.

Nella pratica, ora gestiamo tutto tramite il nostro account Google Plus. Ecco quindi un altro modo intelligente per unire i tuoi sforzi SEO e Social.

Cosa devi fare

google my business logoSe non sei ancora registrato su My Business, qui potrai leggere le domande frequenti e seguire la semplice procedura guidata per creare la tua scheda.

Non ho intenzione di entrare in tutti i dettagli della sua creazione, perché ci sono già tonnellate di articoli che spiegano questo processo, come ad esempio questo o questo.

Dopo aver creato la tua scheda, dovrai ottimizzarla seguendo i criteri della Local SEO, che sono simili ma diversi da quelli della SEO “classica”.

Sono 4 le principali aree su cui dovrai lavorare:

1. Ottimizza la tua Scheda My Business: tutto quello che devi sapere è che, una volta che hai impostato la tua scheda, dovrai seguire questi punti:

  • Aggiungi una lunga descrizione originale (non copiata dal tuo sito) che contenga le parole chiave più rilevanti per la tua attività.
  • Scegli le giuste categorie per il tuo business.
  • Aggiungi il link al tuo sito (ovvio, ma è meglio ricordarlo 😉 ).
  • Carica tutte le foto possibili.
  • Aggiungere un numero di telefono.
  • Aggiungi il tuo indirizzo in maniera coerente con quello presente sul tuo sito e sulle directory locali (te lo spiego meglio al punto 2).
  • Carica una immagine del profilo (il tuo logo) ad alta risoluzione.
  • Aggiungi i tuoi orari e giorni di apertura (se ne hai).
  • Ottieni recensioni da parte degli utenti (questo te lo spiego meglio al punto 3).

2. Lavora sulla tua “NAP consistency”: l’acronimo NAP sta per Name, Address and Phone, ovvero nome, indirizzo e numero di telefono della tua azienda. Consistency significa coerenza, perché la coerenza è la chiave di tutto, in questo caso.

È necessario che ti assicuri di avere il tuo NAP coerente, ovvero scritto esattamente nello stesso modo in primo luogo su tutto il tuo sito web, ad esempio nel pie’ di pagina del tuo sito, nella pagina “dove siamo”, “contatti” ecc.

Non solo, è anche necessario utilizzare esattamente stessi dati / formato quando viene menzionato il tuo indirizzo su altri siti web (cioè citazioni locali di cui parlerò al punto 4).

Ti faccio un esempio molto semplice per chiarire cosa intendo con “coerenza del NAP”: un indirizzo può essere scritto in modi diversi. Se per esempio il tuo negozio, ristorante o studio si trova in via Marconi al numero 15, a Bologna, potresti trovarlo scritto come:

  • Via Marconi, 15
  • Via Guglielmo Marconi n. 15
  • Via G. Marconi 15

Lo stesso vale per il nome della città:

  • Bologna
  • Bologna (BO)
  • BO

Coerenza significa che dappertutto sul web (tuo sito, scheda My Business, altri siti) il tuo NAP dovrà comparire allo stesso modo, ad esempio “Via Guglielmo Marconi 15, Bologna (BO)”.

La mancanza di coerenza NAP è un errore tipico delle attività locali, perché sono davvero pochi a sapere che può incidere sulla loro classificazione nei motori di ricerca. Ora che lo sai, puoi prenderti un bel vantaggio sulla tua concorrenza senza dover sudare più di tanto.

Non ringraziarmi, continua a leggere 😉

3. Ottieni recensioni: le recensioni hanno un impatto diretto sulla classifica di ricerca locale, quindi ti consiglio vivamente di trascorrere un po’ di tempo su questo aspetto.

Vale la pena ricordare che questo non vale solo per le recensioni di Google. Potrai anche a concentrarti su come ottenere ad esempio recensioni sulla tua scheda TripAdvisor, insieme ad altre directory locali come Yelp o Pagine Gialle. La tua priorità deve essere però quella di ottenere recensioni su Google.

Come puoi vedere nella foto qui sotto, il locale con più recensioni (nota: non con le migliori) è quello classificato meglio:

recensioni Google my business

Per cominciare, ti consiglio di entrare in contatto con la tua base di clienti esistente e chiedere loro di lasciare una recensione. Dal momento che non tutti saranno disposti a spendere del tempo per farlo, ti suggerisco anche di dare loro un piccolo incentivo, come ad esempio un buono sconto per il prossimo acquisto, o un tuo prodotto a basso costo in omaggio.

Un altro gran bel trucco che ho imparato dall’esperto SEO Greg Gifford, in un intervento al BrightonSEO, è quello di creare una pagina sul tuo sito web che fornisce istruzioni precise ai tuoi clienti su come possono lasciare una recensione sul tuo business (qualcosa come www.tuosito.it/votaci/).

Questa tattica è estremamente efficace quando si tratta di entrare in contatto con i tuoi clienti, in particolare con quelli meno tecnici.

4. Ottieni link e citazioni: come per la SEO “normale”, i link sono incredibilmente importanti anche per ciò che riguarda la Local SEO, e questo punto viene spesso trascurato.

Rispetto alle normali campagne SEO, la SEO locale si basa molto di più su link da altri siti web locali pertinenti con la propria attività. In altre parole, si basa meno sull’ottenere link da siti web autorevoli (anche se questo non guasta, ovviamente) e più sull’ottenere link da siti locali che trattano argomenti simili a ciò di cui ti occupi.

Che cosa cambia nella pratica? Ad esempio, ciò significa che le directory locali, considerate oggi di scarso valore per la SEO classica, sono invece una risorsa molto utile per la link building “local”, in particolare quando si tratta di creare citazioni.

Una citazione non è altro che un qualsiasi riferimento online del nome, indirizzo e numero di telefono della tua attività commerciale (NAP).

L’aspetto per me più interessante è che queste citazioni non hanno nemmeno bisogno di includere un link al tuo sito, a patto che contengano il riferimento al tuo NAP, come ho spiegato, sempre nello stesso identico modo.

Per ottenere un buon numero di link e citazioni locali, puoi fare una semplice ricerca su Google digitando per esempio [elenco aziende+nome città], troverai le directory locali meglio posizionate, nelle quali potrai inserire (in moltissimi casi gratis) il tuo NAP e link:

elenco aziende google

4. Digital PR e Link Building/Earning

digital prTra le varie attività del social media marketing giocano un ruolo di rilevo le Digital PR. Quando parliamo di Digital PR, facciamo riferimento all’insieme di azioni volte a stabilire un contatto – in genere attraverso i social network – con degli “influencer“, che potrebbe successivamente trasformarsi in relazione d’affari.

Un influencer (lo dice la parola stessa) è qualunque persona che può influenzare l’opinione dei potenziali acquirenti. Ad esempio, può essere una persona riconosciuta come autorevole nel tuo settore, come un giornalista, un blogger, un professore o un consulenti professionale, ma anche semplicemente un tuo cliente a cui i potenziali clienti possono chiedere un parere.

Nel marketing, le pubbliche relazioni si utilizzano principalmente per aumentare il passaparola e migliorare la reputazione di un Brand, ma quando le portiamo sul web diventano anche un ottimo modo per acquisire nuovi link preziosi per la SEO.

Cosa devi fare

Prima di tutto, devi sapere come individuare gli influencer del tuo settore. Usare strumenti come Buzzsumo ti sarà utile per trovare i contenuti più condivisi per un determinato argomento, e di conseguenza i siti più autorevoli.

buzzsumo

Il passo successivo sarà quello di seguire la loro attività. Hanno un blog? Iscriviti alla loro newsletter. Hanno un canale Twitter? Seguilo e inseriscilo in una lista da monitorare. Hanno un profilo Google Plus? Crea una cerchia dedicata agli influencer e usala per monitorare tutto quello che succede in questo settore.

In terzo luogo, dovrai entrare in contatto con loro, farti conoscere come persona interessata alla loro attività, ma che allo stesso tempo è in grado di creare valore con il proprio intervento, che può essere un commento, un tweet, una menzione su Facebook o Google Plus.

Per approfondire puoi leggere: Come accorciare le distanze con gli influencer

Come ultimo passo, dovrai decidere cosa offrire loro in cambio di un link al tuo sito (oltre che di visibilità e reputazione). Ci sono diverse cose che puoi offrire. Nella mia esperienza, le migliori sono le seguenti:

  • contenuti (il tuo tempo / esperienza)
  • cambio merci
  • soldi
  • qualcosa di “notiziabile”

Contenuti: il Guest Blogging (o Guest Posting) è l’attività di cercare blog o riviste online disposte ad ospitare (da cui il termine “guest”, che in inglese significa “ospite”) articoli scritti da noi in cambio di un link verso il nostro sito. Si tratta (se fatto nella maniera corretta) di una delle migliori attività di link building, componente essenziale di ogni strategia SEO di successo.

Per approfondire questa tattica leggi: Link Building con Guest Blogging: da dove cominciare?

Cambio merci: offri al blogger un tuo prodotto o un buono sconto in cambio di una recensione che contenga un link al tuo sito.

Per approfondire leggi: Come avviare un e-commerce con zero Euro (al paragrafo 3.4)

Soldi: soprattutto nel caso il blogger sia veramente influente, può darsi che richieda un pagamento per inserire un articolo o una recensione sul suo blog. Anche se acquistare link viola espressamente le sue linee guida, Google non è in grado (a meno che non venga dichiarato esplicitamente sul sito) di sapere che quell’articolo / link è stato ottenuto pagando.

Qualcosa di “notiziabile”: specie quando ci si rivolge a riviste online, a volte occorre avere qualcosa da offrire che faccia notizia, come ad esempio un evento gratuito o un’iniziativa che possa essere d’interesse per i loro lettori. Questa tattica richiede un’investimento in tempo e denaro, ma può essere molto efficace. L’anno scorso per esempio siamo riusciti ad ottenere un link addirittura da La Stampa organizzando un evento gratuito (in occasione dell’uscita del mio libro):
la stampa

5. YouTube e ricerca Google

Lo sapevi che YouTube è il secondo più grande motore di ricerca al mondo, secondo solo a Google? Sì, Google ha acquistato YouTube nel 2006, ma YouTube è ancora un sito separato, con un algoritmo di ricerca indipendente.

YoutubeOgni secondo, 1.140 ricerche vengono effettuate su YouTube. C’è una quantità enorme di contenuti indicizzati su YouTube. Con 100 ore di video caricate ogni minuto, con il 50% degli utenti di Internet che accedono YouTube, con sei miliardi di ore di video visualizzati ogni mese, e con un miliardo di visitatori unici mensili, YouTube è una forza da non sottovalutare. Ed è una forza social.

YouTube è infatti a tutti gli effetti una piattaforma social, basata sulla condivisione di video.

Se non stai utilizzando YouTube, stai trascurando una preziosa fonte di traffico di ricerca. Anche se questo traffico non finisce direttamente sul tuo sito, può sempre migliorare la tua presenza sociale.

Questo già di per sé può significare una marea di conversioni, brand awareness (consapevolezza del marchio), traffico da referral, tutte cose che – pur essendo al di fuori del regno della SEO convenzionale – portano accessi al tuo sito, conversioni e vendite.

Ma non è tutto. I video che pubblichi su YouTube non vengono trovati solo dagli utenti che usano il suo motore di ricerca interno, ma compariranno anche in molte ricerche di Google.

Sfruttando i tuoi video su YouTube potrai quindi posizionarti per parole chiave importanti per la tua attività e con le quali il tuo sito non è posizionato, o potresti addirittura presidiare la pagina dei risultati di ricerca occupando più di un risultato, come ho fatto io in questo esempio per la ricerca “corso instagram”, pubblicando su YouTube (gratis) la prima video-lezione del corso:

risultati youtube google

Cosa devi fare

Come per le foto, Google non è in grado di “entrare” nei tuoi video e vederne o ascoltarne il contenuto. Per questo motivo è necessario che sia tu ad aiutarlo a comprendere l’argomento dei tuoi video (e di conseguenza posizionarti). Potrai farlo sfruttando alcuni elementi base dell’ottimizzazione SEO per YouYube.

Ovvero, segui questi semplici suggerimenti:

  • Il nome del file video vengono letti dal motore di ricerca, quindi, prima di caricare il video su YouTube, assicurati di rinominarlo con la parola chiave con cui stai tentando di posizionarlo. Ad esempio, prima di caricare il video della prima lezione del corso Insagram online, l’ho rinominato in “corso-instagram-online.mp4
  • Utilizza la parola chiave con cui vuoi posizionarti nel titolo del video, meglio se all’inizio del titolo (come ho fatto io usando “Corso Instagram online: gratis la 1° lezione | Academy Studio Samo”)
  • Utilizza la parola chiave con cui vuoi posizionarti nella descrizione del video. Nota bene: oltre alla tua parola chiave, non dimenticare di inserire una call to action con il link che rimanda al tuo sito, per assicurarti di portare parte del traffico che ottieni attraverso il video sul tuo sito. Guarda come ho fatto nell’esempio:descrizione youtube
  • Sfrutta i tag inserendo la tua parola chiave e le sue varianti principali. Nel nostro esempio, io ho utilizzato come tag: instagram, corso insagram, instagram online, corso instagram online, ecc. Usare i tag giusti, non solo aiuterà il tuo video a classificarsi per la parola chiave di destinazione, ma lo aiuterà anche a comparire più spesso come video correlato nell’area della barra laterale di YouTube:video correlati youyube

Vuoi altri suggerimenti? Leggi anche: YouTube SEO: linee guida per l’ottimizzazione dei video 

6. Google+ e risultati privati

A dispetto di alcune voci di corridoio che lo davano per morto, Google+ è ancora vivo e vegeto. Anzi, da poche settimane è stata rilasciata la sua nuova versione, segno evidente del fatto che Google crede ed investe ancora nel progetto.

Per approfondire leggi: Nuovo Google+ 2015: cosa è cambiato

Ma in che modo Google+ può influenzare la tua attività SEO? Non nella maniera “classica” (come ho già detto, anche i link da Google+, al pari di quelli degli altri social, hanno l’attributo nofollow), ma in maniera “social”…

Già dal 2013, se facciamo una ricerca su Google avendo eseguito l’accesso su Google+, nei nostri risultati di ricerca compaiono anche i risultati privati, ovvero post di persone e aziende che abbiamo aggiunto alle nostre cerchie di G+.

risultati privati google

Questi risultati non dipendono dai criteri SEO tradizionali, ma dai nostri interessi personali e dalle nostre interazioni, proprio come se stessimo guardando il nostro elenco notizie (home) su Facebook.

Hai mai notato il pulsante in alto a destra nella pagina dei risultati di Google?

risultati privati google pulsante

E’ probabile che la maggior parte degli utenti non abbia mai premuto su quel pulsante, che serve a non mostrare i risultati privati. Avrai perciò l’occasione di mostrare i tuoi contenuti su Google alla maggior parte dei tuoi contatti Google+.

Cosa devi fare

  • Se non l’hai già fatto, apri un profilo Google plus personale e una pagina aziendale.
  • Aggiungi alle tue cerchie tutte le persone e le aziende del tuo settore. Per trovarli ti basterà utilizzare il motore di ricerca interno di Google+ inserendo parole chiave del tuo settore:Google plus
  • Quando pubblichi un nuovo contenuto, condividilo su Google+ sia dal tuo profilo che dalla tua pagina aziendale, utilizzando gli hashtag giusti:Studio Samo Google plus

Il gioco è fatto: ora i tuoi contenuti potranno comparire nei risultati di ricerca delle persone che hanno accerchiato te o la tua azienda (anche se non sono ben posizionati nei risultati “classici”):remarketing facebook

7. Facebook Tab e Link Building [non testato]

Questo suggerimento è meno strategico e più tecnico degli altri. E’ anche un po’ tendente al Black Hat SEO. Anche se no l’ho mai provato personalmente, ho letto i commenti di alcuni esperti che hanno messo in pratica questo metodo ottenendo il risultato sperato.

Di che si tratta? Utilizzando questo semplice trucco, pare sia possibile aggirare le regole ed ottenere un link da Facebook senza l’attributo nofollow, quindi utile per migliorare il tuo posizionamento SEO.

Cosa devi fare

  1. Accedi a Facebook, poi vai qui e clicca sul pulsante “Add static HTML to a page” Questa applicazione aggiungerà una tab alla tua pagina Facebook:facebook tab
  2. Vai sulla tua pagina Facebook e seleziona la nuova tab “Welcome”:facebook tab
  3. Clicca sul pulsante “Edit Tab”:facebook tab
  4. Rimuovi tutto il contenuto che trovi:facebook tab
  5. Aggiungi un link al tuo sito scrivendolo in HTML. Se non sei pratico di questo linguaggio, ecco un esempio che puoi utilizzare. Ricordati di sostituire “”http://www.studiosamo.it” e “Studio Samo” con l’indirizzo e il nome del tuo sito, altrimenti regalerai un link al sottoscritto 😉 :

<a href=”http://www.studiosamo.it” target=”_blank”>Studio Samo</a> 

A questo indirizzo puoi vedere il risultato messo in pratica dal sito americano All Tech About, e controllare che in effetti si tratta di un link senza l’attributo nofollow, perciò valido per scopi SEO.

Puoi provare questo trucco e verificare se ti ha realmente aiutato a posizionarti, poi se ti va fammelo sapere nei commenti.

8. LinkedIn Pulse e SEO

linkedin pulseLinkedIn consente ai suoi utenti di utilizzare Pulse, ovvero poter pubblicare post su LinkedIn come se si trattasse di un vero e proprio blog, un vantaggio precedentemente riservato solo agli “influencer”.

Nota: per il momento Pulse può essere utilizzato (salvo rare eccezioni) solo da chi ha il profilo LinkedIn impostato in lingua inglese, pertanto, se vuoi usarlo anche tu, segui questo semplice tutorial.

Mentre la maggior parte degli utenti ha accolto con entusiasmo questa novità, come inbound marketer io sono della scuola di pensiero di prendersi cura della propria casa (sito web) prima di tutto il resto. Per questo motivo mi sono posto alcune domande relative a cosa conviene pubblicare su Pulse e cosa no.

In particolare, Pulse solleva una questione importante dal punto di vista SEO, ovvero: gli utenti che ripubblicano i contenuti del loro sito su LinkedIn, potrebbero incorrere in gravi problemi SEO legati ai contenuti duplicati?

La risposta è che, se ripubblichi i contenuti del tuo sito su LinkedIn, l’ipotesi più probabile è che i tuoi contenuti originali (sul tuo sito) verranno rimpiazzati nei risultati di ricerca da quelli ripubblicati su LinkedIn.

Perché questo accade, non ostante i contenuti originali siano quelli del tuo sito? La risposta è semplice: pensi davvero che il tuo sito sia così autorevole da poter rivaleggiare con LinkedIn?

Prendiamo per esempio YouTube, che è un sito estremamente autorevole per quanto riguarda i video. Se hai un video sul tuo sito e lo pubblichi anche su YouTube, in genere è il risultato di YouTube che appare nella ricerca, semplicemente perché youtube.com è il dominio più autorevole.

Poiché la maggior parte dei siti web non può minimamente competere con LinkedIn o YouTube in quanto ad autorità di dominio, la maggior parte delle persone probabilmente vedrà la versione LinkedIn dei tuoi contenuti su Google, se scegli di pubblicare contenuti duplicati.

linkedin spamLinkedIn di certo non intendeva favorire gli utenti a fare spam nella loro rete di contatti con un mucchio di contenuti duplicati, ma alcune persone potrebbero fare esattamente questo. Qualcuno ha di certo pensato di approfittare di questa opportunità senza investire più tempo e risorse nella creazione di contenuti.

In questo caso, Google probabilmente potrebbe penalizzare chi fa cose che assomigliano a un comportamento spam. In altre parole, quelli che ripubblicano tutti i loro post su LinkedIn.

Cosa devi fare

Qui ci sono alcune buone pratiche da tenere a mente se desideri pubblicare su LinkedIn mantenendo il tuo sito come risultato primario per un determinato argomento:

  • Leggi le politiche e la documentazione di LinkedIn e segui le loro regole.
  • Non copiare il contenuto parola per parola. Invece, riscrivi i post prima di pubblicarli.
  • Se proprio non hai il tempo di riscrivere i tuoi migliori articoli, ripubblica al massimo uno su cinque dei tuoi articoli su LinkedIn, e solo se ritieni che sia un valore aggiunto per gli utenti mostrare quel contenuto a un nuovo pubblico.
  • Includi un link all’articolo originale, per informare i tuoi lettori su dove e quando l’articolo è stato originariamente pubblicato.
  • (Ri)pubblica solo contenuti realmente scritti da te.
  • Considera che LinkedIn è difficile da battere in quanto ad autorevolezza, perciò valuta bene se è il caso ripubblicare i tuoi migliori articoli, rischiando di inflazionare il tuo sito nei risultati di ricerca.

9. Pinterest e ricerca immagini

Pinterest vanta oltre 100 milioni di utenti attivi nel mondo, di cui l’85% sono donne. In Italia però solamente il 5% degli utenti internet utilizza questo social network, numeri piuttosto bassi per pensare di utilizzare Pinterest come strumento principale per la propria comunicazione.

social italia

Tuttavia, potresti utilizzare Pinterest per migliorare il tuo impatto sui motori di ricerca, in particolare per quanto riguarda la ricerca per immagini di Google.

Google immagini

Questo perché le tue immagini “pinnate” vengono indicizzate da Google e di conseguenza compaiono nei suoi risultati di ricerca per immagini:

ricerca immagini pinterest

Cosa devi fare

1. La prima cosa che devi fare è quella di assicurarti che i motori di ricerca possa trovare il tuo profilo. Vorrei evitare che tu perda tempo ad ottimizzare i tuoi pin per poi scoprire che non compaiono affatto su Google 😛

Si tratta di una verifica molto semplice ma necessaria, basta che tu controlli le impostazioni del tuo account. Nella casella “Privacy della ricerca”, noterai che è possibile nascondere il tuo profilo Pinterest ai motori di ricerca.

Assicurati di impostare l’interruttore su “no”, come in questo esempio:

Pinterest impostazioni seo

2. La fase successiva sarà quella di ottimizzare i tuoi pin per i motori di ricerca. Questa articolo di HubSpot offre dei fantastici suggerimenti per creare pin perfettamente ottimizzati per Pinterest (ma anche per i motori di ricerca). Dai un’occhiata a questa infografica:

anatomia pin pinterest perfetto

E questa è la spiegazione dei punti più importanti:

  1. Alta qualità delle immagini – Le immagini devono essere di almeno 736 pixel di larghezza senza che si sgranino. In generale, immagini lunghe (come ad esempio infografiche) su Pinterest funzionano meglio perché appariranno sullo schermo degli utenti più a lungo (dovendo scorrere per visualizzare tutto il contenuto).
  2. Immagine descrittiva e / o testo di accompagnamento – Oltre ad essere di alta qualità, l’immagine dovrebbe essere indicativa del contenuto linkato nel Pin. Se l’immagine che stai usando è astratta, è meglio che aggiungi un testo descrittivo nell’immagine stessa.
  3. Collegamenti con parametri UTM – Già da diverso tempo Pinterest ha annunciato che è possibile aggiungere i parametri UTM per il tracciamento con Analytics ai pin (cosa che prima non era possibile), quindi assicurati di inserirli per misurare in maniera più accurata la tua attività.
  4. Attribuzione – Quando pinni il contenuto di qualcun altro, è bene che citi la fonte nella descrizione. Ma soprattutto, se stai pinnando contenuti tuoi originali, aggiungi sempre il tuo logo o indirizzo del tuo sito web nella foto, così le persone sapranno che sono tuoi anche se qualcuno li condivide senza citarti (nota il logo di HubSpot nello sfondo, nell’esempio qui sopra).
  5. Descrizione “SEO Friendly” – Questo punto è fondamentale per comparire nelle immagini di Google, quindi te lo spiego a parte tra un paio di righe.
  6. Call-to-Action – Anche su Pinterest le persone hanno bisogno di un invito esplicito a fare clic. Studi hanno dimostrato che i pin che contengono una CTA coinvolgono l’80% in più rispetto a quelli senza.

3. Ora dovrai concentrarti sulla descrizione dei tuoi pin per renderla “SEO Friendly”. La descrizione è uno degli elementi più trascurati di un pin; fai un giro su Pinterest e vedrai un sacco di pin senza alcuna descrizione. Anche se gli altri lo stanno facendo, tu non farlo. Se stai cercando di usare Pinterest (anche) in ottica SEO, non puoi trascurare la descrizione: potrebbe avere un grosso impatto sui risultati.

Per prima cosa, mantieni il tuo testo conciso, ma accattivante. Spiega ai tuoi lettori quello che otterranno cliccando sul tuo pin in circa 200 caratteri. Ricerche hanno dimostrato che i pin con descrizioni di circa 200 caratteri sono più repinnabili.

Inoltre, assicurati di usare termini SEO-friendly per descrivere il contenuto del pin in modo che si possa classificare con successo nei motori ricerca. Con questo intendo dire che dovrai utilizzare le parole chiave con cui speri di posizionare il tuo pin nella descrizione. Questo perché quando Google sceglie come classificare le immagini considera anche il testo in prossimità di esse.

Nota nell’esempio precedente come HubSpot utilizzi nella descrizione parole come “icons”, “free download”, “website”, “blog” e “marketing”: quelli sono tutti termini che la gente usa per la ricerca di icone da scaricare gratuitamente.

hubspot esempio

9+1. SEO e Retargeting sui social

retargetingDi tutti i suggerimenti che hai trovato in questo articolo, questo è sicuramente il migliore che posso darti. Qui non si tratta di consigli tecnici o trucchetti, si tratta veramente di utilizzare SEO e social network in maniera strategica e sinergica.

Per chi non avesse mai incontrato questo termine, ricordo brevemente a cosa mi riferisco quando parlo di remarketing (o il suo sinonimo: retargeting).

La tecnica che porta questo nome consiste essenzialmente nel creare campagne pubblicitarie indirizzate a persone che sono già state sul tuo sito.

Statisticamente, solo il 2% del traffico web converte alla prima visita. il retargeting è uno strumento progettato per aiutare le aziende a raggiungere il 98% degli utenti che non hanno convertito, ovvero non hanno effettuato subito l’azione desiderata (acquisto, contatto, iscrizione etc.).

Ti è mai capitato di vedere i banner pubblicitari di un sito web (ad esempio Amazon) navigando subito dopo che hai abbandonato quel sito? Ecco, molto probabilmente si tratta di retargeting.

Se vuoi avere più dettagli, ti consiglio di dare un’occhiata a questi articoli:

Forse ti starai domandando: che cos’ha a che fare tutto questo con SEO e Social? Molto semplice, una delle strategie più efficaci che conosco per creare una campagna di web marketing è quella di ottenere traffico grazie alla SEO e riportare gli utenti sul sito (e vendere) grazie al retargeting.

E i social? Non tutti sanno che il retargeting può essere fatto non solo sulla rete display di Google (i tradizionali banner che vediamo su moltissimi siti web), ma anche su molte delle principali piattaforme di social networking. Ad esempio su:

  • Facebook
  • Instagram (tramite la gestione inserzioni di Facebook)
  • Twitter
  • Google+ (tramite AdWords)
  • YouTube (tramite AdWords)

Il vantaggio di questa strategia combinata è duplice: da una parte sfrutti al meglio il traffico che deriva dai tuoi sforzi SEO, dall’altro – mostrando i tuoi messaggi pubblicitari a chi già ti conosce (utenti che sono stati sul tuo sito) – otterrai un maggior ritorno sull’investimento rispetto a fare pubblicità rivolta a persone che non ti conoscono.

seo social retargeting

Cosa devi fare

  • Leggi blog o libri autorevoli in ambito SEO, o segui un qualunque corso SEO – meglio se il mio 😛 – per imparare le regole (almeno quelle di base) per ottimizzare il tuo sito.
  • Concentrati sulla creazione di contenuti che possano essere utili al tuo pubblico target attraverso la realizzazione di un blog (integrato nel tuo sito).
  • Impara a creare campagne di retargeting sui social network. Questo articolo ti sarà d’aiuto.
  • Prenditi il tempo (e il denaro) necessario per testare: nessuno ha successo subito quando crea una campagna di web marketing integrata come questa. Occorre provare e riprovare.
  • Misura sempre i risultati delle tue campagne SEO / retargeting sui social con gli appositi strumenti, primo fra tutti Google Analytics.

Conclusioni

Credo che ora ti sia chiaro che, anche se i (link dai) social network non hanno alcuna influenza diretta sul tuo posizionamento, hanno una grande importanza per la tua strategia SEO e di web marketing in generale.

Vedo ancora troppi imprenditori e manager (ma anche, cosa assai grave, molti colleghi del settore web) che si concentrano solo sugli strumenti dimenticando la strategia.

Questo atteggiamento porta inevitabilmente a porsi delle domande senza senso, tipo: “E’ meglio la SEO o Facebook?”, “Porta più risultati LinkedIn o AdWords?” O peggio ancora a fare affermazioni stupide come: “Facebook non funziona” o “LinkedIn non mi piace, quindi non ci investo”.

Sarebbe molto meglio per tutti cominciare a ragionare su come creare una strategia integrata, coerente con gli obbiettivi aziendali (consapevolezza del marchio, vendite, fidelizzazione dei clienti) piuttosto che continuare a discutere su questioni inutili (e in molti casi dannose).

Perciò, sei pronto ad abbandonare i vecchi schemi mentali e cominciare a fare sul serio? 😉

P.S. Se sei interessato a capire veramente come creare una strategia di successo sul web, non puoi perderti FUNNEL, la nuova rubrica sul web marketing di Studio Samo. Di che si tratta? Di una serie di webinar GRATUITI che andranno in onda online una volta alla settimana a partire da gennaio 2016! 

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Showing 13 comments
  • Antonio
    Rispondi

    Come al solito grande articolo, completo sotto tutti i punti di vista, in grado da solo di porre le basi per un vincente piano di web marketing.

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  • Gilberto Del Pizzo
    Rispondi

    Ringrazio per i preziosissimi consigli, siete una fonte inesauribile di informazione. E il librò lo ho già letto da tempo. Grazie 🙂

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  • Stefano
    Rispondi

    Un articolo pilastro sull’integrazione dei social nella SEO, lo metto fra i preferiti perchè sicuramente tornerò a rileggerlo ancora, ottimo lavoro!

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    • Jacopo Matteuzzi
      Rispondi

      Mille grazie Stefano! Buona rilettura e buonissime feste 😉

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  • Pierluigi
    Rispondi

    Post utilissimo che ho letto molto volentieri!
    Ti confesso che mi sono reso conto di aver fatto degli errori…questo è il periodo giusto per rimediare! 😀
    Pierluigi

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    • Jacopo Matteuzzi
      Rispondi

      Sono contento di esserti stato utile Pierluigi!

      Buon lavoro e buone feste 😉

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  • Alessandro
    Rispondi

    Grandissimo articolo, pieno di contenuti originali e dinamiche davvero poco [o mal] trattate da altri. E considerando il panorama divulgativo presente, pieno di copia/incolla e spam, è un articolo che vale davvero oro. Resto in attesa del bis, un saluto!

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    • Jacopo Matteuzzi
      Rispondi

      Grazie Alessandro!

      Il bis arriverà presto… stay tuned 😉

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  • Davide
    Rispondi

    Finalmente sono riuscito a leggerlo. Che dire.. altro capolavoro con informazioni utilissime e preziosissime. Jacopo N. 1 ! 😉

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  • Michael Vittori
    Rispondi

    Che aggiungere d’altro?? Una guida integrale al web marketing odierno, quello che in gergo chiamiamo “pillar article”. Davvero interessante. Avete avuto riscontri positivi con l’utilizzo dei “toc” in stile Wikipedia?

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  • Sergio Amatulli
    Rispondi

    Più che un articolo, una vera e propria guida, anche per un neofita dell’argomento come me che mi occupo d’altro. Purtroppo non sono riuscito a impostare correttamente il tab “add static HTML to a page” sulla pagina facebook.
    Compliementi

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