e-commerce zero euro budgetE così hai speso tutto il tuo budget per realizzare un nuovo bellissimo sito di e-commerce, ma non ti resta in tasca nemmeno un centesimo per promuoverlo.

Lasciatelo dire, hai fatto una grossa cazzata! 😀

Come minimo, si dovrebbe spendere il 20% del proprio budget per realizzare il sito e l’80% per promuoverlo.

Questa è la prima regola per il successo di qualunque campagna di web marketing, anche se tanti, troppi imprenditori la ignorano, e questo è uno dei motivi per cui molti e-commerce non decollano mai.

Ma ormai, come si suol dire, la frittata è fatta, e non puoi certo stare lì seduto davanti al pc ad aspettare che i clienti arrivino, perché (ti svelo un segreto) se non fai nulla non arriveranno.

Non disperare però, non è ancora tutto perduto!

Continua a leggere e scoprirai le tre tattiche fondamentali – con relativi esempi pratici – che potrai adottare per avviare il tuo e-commerce pagando col tuo sudore (perché le magie non le fa nessuno), ma senza spendere un solo euro.

Seguendo questi consigli potrai fare le prime vendite, così tra un po’ tempo avrai anche il budget necessario per avviare campagne a pagamento, e di conseguenza vendere ancora di più.

Le attività per promuovere un e-commerce

Prima di cominciare è lecito porsi questa domanda: quali sono le attività possibili per promuovere un e-commerce?

La risposta è che esistono solamente due generi di attività che si possono mettere in pratica per aumentare traffico e vendite:

  1. pubblicità a pagamento
  2. QUESTI 🙂

La pubblicità a pagamento, chiamata anche advertising o ADV, comprende tutte quelle attività – online ma anche offline – che presuppongono l’acquisto di spazi.

Al di fuori di Internet ad esempio possiamo acquistare spazi televisivi, radiofonici, sulle riviste, cartelloni sulla strada o stand all’interno di una fiera.

Naturalmente tutte queste forme tradizionali di pubblicità sono usate maggiormente per promuovere attività come negozi fisici o aziende.

Ma la logica con la quale funzionano è la stessa: stiamo acquistando uno spazio all’interno di un luogo o canale frequentato dal nostro target (potenziali compratori) al fine di attirare la sua attenzione nei confronti del nostro prodotto o marchio.

La stessa dinamica avviene online quando acquistiamo banner pubblicitari su siti d’interesse dei nostri acquirenti, o facciamo pubblicità su Facebook scegliendo di mostrarla ad un pubblico ben preciso, o ancora quando utilizziamo Google AdWords per intercettare le persone che cercano un determinato prodotto su Google.

A differenza della pubblicità offline, quella online ci consente quasi sempre di pagare solo quando gli utenti compiono una determinata azione, per esempio pagare per numero di click sul nostro sito o per numero di visualizzazioni del nostro messaggio.

Questo è un grande vantaggio della pubblicità su Internet rispetto a quella tradizionale, perché consente di investire in maniera più misurabile e di abbassare di conseguenza il rischio di non ritornare dell’investimento.

Se si dispone di un budget adeguato, Google AdWord e Facebook ADS sono nella mia esperienza i migliori strumenti per avviare un’e-commerce, ma se non si dispone di denaro a sufficienza, non possono portare a risultati concreti in termini di vendite.

Fortunatamente per i “meno abbienti”, esistono anche altre attività che consentono di ottenere visibilità e vendite a costo zero.

Andiamo a scoprire quali sono:

1. Apri un blog integrato

wordpress blogC’è una ragione per cui le persone dovrebbero spendere più di pochi secondi sul tuo sito?

Qualunque cosa vendi, il tuo e-commerce dovrà andare oltre l’essere una semplice brochure con le stesse informazioni che si possono trovare su centinaia di altri siti.

Le schede prodotto dei siti e-commerce sono noiose, commerciali e quasi sempre povere di contenuti.

Come fai quindi ad offrire vero valore, qualcosa di sostanza per i tuoi visitatori, che sia unico, diverso, utile e che non troveranno altrove?

Ma aprendo un blog integrato nel tuo e-commerce, naturalmente!

Perché un blog è un grandissimo mezzo per ottenere traffico (e quindi vendite) a costo zero. Non solo il tuo Blog darà agli utenti un motivo per visitare e restare sul tuo sito più a lungo, ma migliorerà anche la tua presenza sui motori di ricerca, aiuterà la tua reputazione e produrrà accessi dai social network.

Perché migliorerà il tuo posizionamento? Perché ormai anche i meno esperti sanno che i motori di ricerca – al pari degli utenti – amano i contenuti di qualità ed approfonditi. Quale strumento, meglio del blog, ti consente di creare contenuti di qualità ed approfonditi?

reputazionePerché migliorerà la tua reputazione? Perché c’è una grande differenza tra un Blogger e il proprietario di un e-commerce. Il primo è considerato un esperto di un settore, il secondo un semplice venditore.

Chiunque può mettersi d’accordo con un produttore, realizzare un sito e cominciare a vendere un prodotto online. Non tutti invece hanno esperienza e sanno praticamente tutto del prodotto che vendono.

Mettiti nei panni di un potenziale acquirente, tra tanti siti che vendono la stessa cosa, non sceglieresti di affidarti a un esperto, che magari ti può consigliare sulla migliore soluzione per le sue esigenze?

Perché migliorerà la tua visibilità sui social network? Chiediti che cosa condivideresti più volentieri sulla tua bacheca Facebook o profilo Twitter: una scheda prodotto o un articolo interessante. A meno che non trovi l’oggetto che hai sempre sognato scontato del 90%, difficilmente risponderesti con la prima.

Invece nelle notizie di Facebook appaiono di continuo articoli informativi di blog e riviste online.

Il tuo blog ti consentirà di ricevere accessi a costo zero dai social network (NOTA: ottenere accessi dai social senza pagare, specialmente da Facebook, non è però così facile come si possa pensare. Lo spiego meglio più avanti in questo articolo.)

Queste tre componenti insieme porteranno traffico qualificato e fiducia, entrambi elementi essenziali per vendere online.

Ora che sai perché devi aprire un Blog subito, è ora che tu capisca come aprirlo, cosa scrivere e con che frequenza.

Cosa significa “integrato”

Prima di tutto, ho dato per scontato che tu sappia cosa significa “blog integrato”, ma mi spiegherò meglio per evitare equivoci. Integrato significa essenzialmente che sta sullo stesso dominio del tuo e-commerce. Un esempio? Se l’indirizzo del tuo e-commerce è www.zeroeuroshop.it, il tuo blog dovrà essere qualcosa come:

www.zeroeuroshop.it/blog/ o al limite blog.zeroeuroshop.it (ma ti sconsiglio la seconda soluzione per motivi SEO).

e non su un dominio separato, come ad esempio:

www.zeroeuroblog.it o (peggio!) zeroeuroshop.wordpress.com

blog integratoWordPress è in assoluto la migliore piattaforma di blogging. Se il tuo e-commerce è realizzato con una piattaforma diversa da WooCommerce (l’e-commerce di WordPress), vuol dire che probabilmente non hai già un blog WordPress integrato.

Puoi chiedere al tuo webmaster di realizzarne uno, non dovrebbe fartelo pagare molto (forse). Se ti chiede troppo, guarda questa guida online e impara ad installare WordPress.

Se trovi le informazioni troppo complicate, con qualche decina di euro puoi seguire il nostro corso online WordPress passo passo, che spiega sia come installare che come usare lo strumento di blogging più diffuso al mondo.

Detto questo, ecco quello che devi fare nella pratica una volta che hai pubblicato il tuo blog:

Parti da un piano editoriale

Il piano editoriale è ciò che realmente distingue il blog amatoriale dal blog professionale. In sostanza è la bussola che deve guidare la tua attività di pubblicazione, la strategia che definirà la tua attività di blogger.

Questo video è un assaggio del nostro corso di blogging, qui Riccardo Esposito spiega cosa si intende per piano editoriale e perché è importante:

Chiaro? Ok, ma che cosa dovrai indicare, con chiarezza, nel tuo piano editoriale? Questi 5 elementi:

  • Target
  • Obiettivi
  • Argomenti
  • Tempi
  • Fonti

Target

Come nel marketing devi mettere il target al centro della tua comunicazione, lo stesso vale per il blog. Il Target del blog, ovvero i potenziali lettori, coincide con il target del tuo e-commerce: ovvero i tuoi potenziali acquirenti.

Non cedere alla tentazione di scrivere quello che ti pare, senza avere bene in mente a chi ti rivolgi. Non c’è nulla di più triste che vedere un blog aggiornato con solo notizie di partecipazione a fiere, o riguardanti unicamente i tuoi prodotti.

Questo non è ciò che i tuoi lettori vogliono!

I tuoi lettori sono interessati a delle soluzioni ai loro problemi, non a sapere quanto è bello il tuo prodotto (per quello si sono già le pagine dell’e-commerce). Ricorda sempre che un blog è informazione (che promuove indirettamente), non promozione.

Rivolgiti al tuo target con in mente ciò che gli può interessare ed ha a che fare con quello che vendi. Per esempio, vendi mobili da ufficio? Dai dei consigli ed esempi su come arredare. Vendi penne stilografiche? Dai lezioni di calligrafia. Sono solo esempi che mi vengono in mente sul momento, senza averci pensato più di tanto. Sono sicuro che puoi fare molto meglio per quanto riguarda il tuo settore.

Non esiste una nicchia di mercato su cui non ci sia nulla da scrivere!

Obiettivi

Gli obiettivi del tuo blog, come per ogni altra attività di marketing, devono essere specifici e misurabili. Se non puoi misurare un obbiettivo, non è un obiettivo!

In ultima analisi, le metriche importanti che devi tenere d’occhio per quanto riguarda il tuo blog sono tre:

  1. accessi
  2. conversioni
  3. vendite

Gli accessi sono semplicemente le persone entrano nel tuo sito, così come le vendite sono banalmente le vendite 🙂 Occorre invece spendere qualche parola in più sul concetto di conversione.

Con il termine conversione si intende qualunque azione misurabile compiuta dai visitatori del tuo sito. Per esempio, la visita di una pagina chiave, l’iscrizione alla tua newsletter, l’atto di scaricare una tua risorsa gratuita, la compilazione di un form (modulo) di richiesta.

Sebbene il termine conversione sia usato in tutte queste diverse accezioni, il più delle volte ci si riferisce alla trasformazione di un visitatore in contatto, ovvero quando un utente ci lascia il suo indirizzo email (e altri dati quali ad esempio nome e cognome, telefono, ecc.).

Nell’ultimo punto spiegherò perché è importante costruire una lista di contatti mail e quali sono le tattiche per farlo, sempre a costo zero naturalmente.

Ma torniamo agli obiettivi: oltre che misurabili, questi dovranno anche essere coerenti con i tempi.

Come ho spiegato, il blog offre grandi vantaggi, ma ha anche uno svantaggio: non è un’attività a breve termine. Per questo dovrai sempre darti degli obiettivi in termini di mesi.

Potresti ad esempio darti un primo obiettivo a 3 mesi, un secondo a 6 e un terzo ad un anno.

La tabella che riporto qui è un esempio (del tutto inventato) di come potrebbe essere una definizione degli obiettivi in base al tempo:

obiettivi blog

Tempi

Oltre a darti degli obiettivi temporali, per raggiungerli, dovrai anche stabilire i tempi di pubblicazione dei tuoi post.

E’ utile qui creare un calendario editoriale.

NOTA: il calendario editoriale è diverso dal piano editoriale: il primo definisce operativamente quando e cosa dovrai pubblicare, il secondo è un piano strategico, che deve essere stabilito a monte del calendario editoriale e determinarne i contenuti.

Qui riporto un esempio di come potrebbe essere il tuo calendario editoriale:

calendario editoriale

Argomenti

Scegliere l’argomento principale del tuo Blog, se hai ben chiaro qual è il tuo target, non è così difficile. Qualunque cosa possa essere utile al tuo target di riferimento e coerente con ciò che vendi può diventare un buon articolo.

Vuoi un trucco veloce? Parti da una lista di domande tipiche del tuo target: avrai già i titoli dei tuoi prossimi 20 o 30 articoli, anche di più.

Se sei sul mercato da qualche anno (magari hai un negozio fisico o un’azienda prima che un’e-commerce) avrai sicuramente alcune domande ricorrenti, che i tuoi clienti acquisiti o potenziali ti fanno spesso.

Trasforma quelle domande in titoli e le risposte in articoli del tuo Blog ed il gioco sarà fatto.

Fonti

Non sottovalutare mai Blog e riviste online (ma potrebbero essere anche cartacee) del tuo settore, che possono essere fonte d’ispirazione per gli argomenti da trattare.

Non esiste nicchia di mercato in cui non vi siano già sul web delle fonti autorevoli dalle quali attingere le ultime notizie di settore ed altri spunti utilissimi.

Nel nostro settore ad esempio ci sono un sacco di blog e riviste, la maggior parte straniere, che pubblicano ogni giorno centinaia di articoli interessanti.

Fatti una lista delle fonti del tuo settore sia basandoti sulla tua esperienza che cercando su Google, e prenditi almeno un’ora la settimana per consultarle.

Sicuramente lo sai già, ma esistono programmi in grado di aggregare in un’unico contenitore tutte le tue fonti, in maniera da poter creare la propria rassegna stampa personale, e di conseguenza non dover ogni volta visitare decine di siti. Sono molto comodi, usali! Io ad esempio utilizzo Feedly (è gratis).

Scegli bene i titoli

David Ogilvy importanza titolo

Una volta creato il tuo piano editoriale e il tuo calendario, dovrai porre particolare attenzione ai titoli dei tuoi articoli.

Già da molto prima che nascessero i blog, i titoli degli articoli sono ritenuti fondamentali per attirare l’attenzione del lettore.

Il titolo perfetto del tuo post dev’essere l’incrocio tra l’interesse del lettore, l’argomento del post e la tua parola chiave principale (vedremo meglio il concetto di parola chiave principale nel punto 2).

Il titolo del tuo articolo comparirà come anteprima sia su Google che sui social network. Se non è accattivante, quasi nessuno si prenderà la briga di cliccarci sopra e visitare il tuo post.

Per approfondire, leggi questo articolo: Crea una headline efficace: 3 esempi fondamentali

Scrivi articoli lunghi

Come dimostra questa “breve” guida, sono un grande fan degli articoli lunghi 😛

Perché? Per tre buoni motivi:

  1. Motivo SEO: gli articoli lunghi funzionano meglio (specie per parole chiave competitive)
  2. Motivo umano: è difficile offrire qualcosa di valore in una manciata di righe
  3. Motivo extra: ti distingui dalla concorrenza

Motivo SEO: gli algoritmi dei motori di ricerca premiano la qualità dei contenuti. Ma come fa un algoritmo (quindi una macchina) a determinare la “qualità”, concetto spesso difficile da comprendere persino per noi umani?

Nessuno sa esattamente come “ragionano” i motori di ricerca – Google in primis – da questo punto di vista. Si tratta di complessi sistemi di NLP (elaborazione del linguaggio naturale).

Ciò nonostante, esistono diversi studi che indicano una forte correlazione tra il numero di parole di un articolo e il suo successo sui motori di ricerca.

Per citarne solo uno, in questo studio condotto da SerpIQ sono state esaminate le pagine dei primi 10 risultati di Google.com e contato le parole in ogni articolo.

lunghezza post seo

Si nota come in media più ci si avvicina al primo risultato, più gli articoli sono lunghi. Certo, questo è solo uno studio statistico che indica una correlazione e non una causa, e non tiene conto di tanti altri fattori SEO (numero dei backlink, autorevolezza del dominio, ecc.) ma è comunque un buon indicatore di come i testi lunghi possano aiutale a posizionarsi bene.

Anche la mia diretta esperienza conferma questa tesi. Questo mio articolo: 33 strumenti SEO gratuiti: guida definitiva ai SEO Tools è stato l’articolo più letto dell’anno scorso su questo blog, e conta ben 3.650 parole. Attualmente è in prima posizione assoluta per la ricerca “strumenti seo”.

ATTENZIONE! Meglio articoli brevi che niente articoli! Sembra una banalità, ma è realmente successo che alcune persone a cui ho mostrato questo studio ai miei corsi hanno addirittura smesso di aggiornare il loro blog, spaventati dall’idea di dover per forza scrivere dei papiri lunghissimi.

Non prendere alla lettera questo consiglio, cerca piuttosto di trovare il giusto equilibrio tra articoli “normali” (4/500 parole) per tenere sempre vivo il tuo blog, e qualche “articolone” di approfondimento per aumentarne la qualità.

Sfrutta i link interni

Uno degli errori che vedo più di frequente quando analizzo i blog dei miei clienti è lo scarso utilizzo dei link interni. Per intenderci, i link interni sono link che puntano ad altre pagina del tuo sito, siano esse altri articoli del tuo blog, schede prodotto, pagine istituzionali (come le pagine “Chi siamo”, “Contatti” ecc.).

I link interni sono fondamentali per due motivi:

  1. migliorano la SEO
  2. aumentano conversioni e vendite

link interniPerché sono fondamentali per la SEO? Perché portano “succo” da una pagina ad un’altra ed incentivano gli utenti (e crawler) a visitare altre pagine del tuo sito.

A Google piace capire l’importanza che diamo alle nostre pagine, e, a parità di altri fattori, più una pagina è linkata da altre, più sarà ritenuta importante.

Linka quindi più frequentemente i prodotti che vuoi vendere di più o le pagine chiave del tuo sito, per aiutarle a guadagnare posizioni su Google.

Per aggiungere ancora più valore SEO, utilizza anche anchor text pertinenti. L’anchor text è in gergo tecnico la porzione di testo cliccabile che compone un link.

Ad esempio, inserisco ora un link al mio corso SEO per WordPress; l’anchor text che ho appena utilizzato è “corso SEO per WordPress”. Nota che non ho utilizzato frasi come “clicca qui” o “questa pagina”, che sono anchor text generici, ma ho utilizzato una frase precisa e descrittiva del contenuto che ti devi aspettare cliccando su quel link.

Questo aiuterà sia gli utenti che Google a capire il contenuto della pagina (e di conseguenza, nel secondo caso, a posizionarla in relazione a quella ricerca).

Lato conversioni e vendite, d’altra parte, i link interni sono importanti perché ti consentono di sfruttare i tuoi contenuti per pubblicizzare ciò che vendi, tramite appositi link e banner.

Cosa succede una volta che una persona ha letto un tuo articolo? A volte, soprattutto se ciò che hai scritto gli è piaciuto, sarà incuriosita ed andrà spontaneamente a vedere chi sei e cosa vendi; ma molti altri utenti si limiteranno ad uscire dal tuo sito, una volta ottenute le informazioni di cui avevano bisogno.

Cerca di evitare il più possibile che gli utenti abbandonino il tuo sito senza aver compiuto un’azione che ti possa essere utile in qualche modo.

A questo scopo, invita i tuoi utenti a compiere l’azione che hai stabilito come obiettivo inserendo una Call to Action nei tuoi post. Una Call-to-Action (CTA) è un invito esplicito a compiere una determinata azione, solitamente in forma di pulsante contente un verbo all’imperativo, come scopri, clicca qui, leggi, scarica, ottieni…

Ecco un esempio di CTA:

call-to-action

Se leggi altri articoli di questo blog, noterai come in molti di essi, al termine del testo, presentino un banner che rimanda ad Academy Studio Samo, il nostro e-commerce di video corsi. Nel banner c’è sempre una Call to Action bella evidente: “SCOPRI”. Ecco un esempio di cosa appare sotto al nostro articolo 5 passi per creare la tua Social Media Strategy:

call to action blog

Nota: come il prodotto (corso online Social Media Strategy) sia perfettamente correlato al contenuto dell’articolo. Non abbiamo promosso genericamente i nostri video corsi, ma quello più in linea col post. Così dovrai fare anche tu, se vuoi davvero sfruttare al massimo i contenuti del tuo blog per vendere.

Ricapitolando, cosa devi fare nella pratica:

  1. Fai crosslinking tra gli articoli del tuo blog e le pagine dell’e-commerce, in questo modo il tuo blog darà una spinta SEO alle tue schede prodotto. Quando lo fai, utilizza anchor text (il testo cliccabile) pertinenti.
  2. Inserisci una Call to Action in fondo ai tuoi articoli o nella colonna laterale che invita a compiere un’azione ben precisa, come visitare una scheda prodotto specifica o scaricare una risorsa gratuita, o ancora iscriversi alla tua newsletter.

Usa i social network

I social network possono essere grandi strumenti per ottenere traffico gratuito, ma devi sapere che questo non è così facile. Mi riferisco in particolar modo a Facebook, che essendo il social network di gran lunga più utilizzato in Italia, è in genere quello che porta più traffico.

Quando pubblichi un post sulla tua pagina Facebook, però, a meno che non lo sponsorizzi a pagamento, in genere solo una percentuale minima dei tuoi fan lo vedranno.

Questa schermata rappresenta uno degli ultimi post del nostro blog che abbiamo pubblicato sulla pagina Facebook di Studio Samo. La nostra pagina ha più di 16.000 fan, ma il post (non sponsorizzato) è stato visto solo da 588 persone:

facebook visibilità organica

 

Ciò non è dovuto al fatto che siamo scarsi nel nostro lavoro 😉 ma semplicemente perché già da tempo Facebook ha ridotto la visibilità organica (non a pagamento) delle pagine.

Questo non vuol dire che non si possano ottenere risultati concreti grazie ad una buona strategia social e ad un corretto utilizzo dei mezzi. E’ solo più difficile rispetto a qualche anno fa.

Per approfondire leggi questo post: 5 passi per creare la tua Social Media Strategy

2. Ottimizza il tuo e-commerce per i motori di ricerca

Una solida presenza sui motori di ricerca è di vitale importanza per la sopravvivenza di qualunque sito web, e lo è a maggior ragione per un sito di vendita.

Se non hai un quattrino da spendere in Google AdWords, dovrai per forza puntare tutto sulla SEO, ovvero quell’insieme di strategie e pratiche volte ad ottenere traffico dai risultati organici, che sono quelli non a pagamento di un motore di ricerca.

differenza seo adwords

Per comparire in questi risultati non dovrai pagare, ma offrire valore per gli utenti. I risultati organici sono infatti ordinati in base alla pertinenza con la ricerca dell’utente e alla rilevanza del risultato rispetto agli altri dello stesso argomento.

Pertinenza e rilevanza sono i due macro-fattori che i motori di ricerca considerano quando ordinano i risultati, ed ogni azione di ottimizzazione è in ultima analisi orientata in queste 2 direzioni.

Il fatto di non dover sborsare un quattrino per comparire nei risultati organici non è l’unico vantaggio di un’attività SEO rispetto ad AdWords. Infatti, diversi studi mostrano che la maggior parte degli utenti preferisce i risultati organici rispetto a quelli a pagamento.

Questo studio ad esempio, condotto in USA qualche anno fa, indica che soltanto il 23% di chi cerca clicca sui risultati a pagamento.

seo vs ppc

Naturalmente la SEO non offre solo rispetto ad AdWords, ma anche svantaggi. Uno fra tutti la lunghezza dei tempi. Con AdWords, pagando, possiamo ottenere visibilità immediata, mentre un’attività SEO richiede tempo e dedizione maggiore.

In questa video lezione tratta dal nostro corso Google AdWords base, Lisa Pillon spiega bene le differenze, i vantaggi e gli svantaggi di SEO e AdWords:

Date queste premesse utili per inquadrare l’argomento, resta il fatto che se non hai budget, la tua scelta sarà obbligata: devi per forza concentrare i tuoi sforzi sulla SEO!

Ecco che cosa dovrai fare nella pratica:

Parti SEMPRE dalla ricerca delle parole chiave

Un passo imprescindibile per l’ottimizzazione dei motori di ricerca consiste nella ricerca di parole chiave. Questa ricerca ti dice che cosa il tuo target effettivamente cerca, come lo cerca e talvolta anche qual è la sua intenzione, vale a dire, se sono pronti ad acquistare o cercano principalmente informazioni.

Quando esegui la ricerca di parole chiave, il tuo obiettivo è quello di metterti metaforicamente sulle spalle dell’utente e vedere le cose dal suo punto di vista. Questo è il modo migliore per creare pagine rilevanti per gli utenti e per Google.

Diciamo che vendi elettrodomestici. Ecco come trovare le parole che potrai utilizzare per ottimizzare le tue pagine:

Vai allo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google (all’interno di AdWords). Inserisci la tua parola chiave principale (ad esempio, elettrodomestici) nella casella di ricerca. Clicca su “Trova idee” e poi su “Idee per le parole chiave“. Ecco il risultato che otterrai:

parole chiave

La media delle ricerche mensili, che indica il numero medio di volte in cui è stata effettuata la ricerca di una esatta parola chiave, è un potente indicatore del volume di traffico che potrà portare al tuo e-commerce essere ben posizionato con quella parola.

Scegli dall’elenco tutte le parole che generano un buon numero di ricerche, salvale da qualche parte e passa alla fase successiva.

Metti le parole chiave dove conta veramente

Una volta che hai trovato le parole chiave, il passo successivo è quello di ottimizzare ogni pagina del tuo e-commerce con in mente queste parole.

La strategia vincente è seguire la regola aurea: una parola per una pagina.

Dovrai inserire la tua “focus keyword” nei punti chiave della tua pagina. Tuttavia, devi anche assicurarti che la parola chiave non disturbi l’utente rendendo il testo ridondante ed innaturale.

Quando ottimizzi le tue pagine, dovrai prestare attenzione a questi elementi della pagina, per comunicare l’argomento al tuo pubblico – e a Google – in queste sezioni:

Ecco un esempio di pagina ottimizzata presentato da Moz:

keyword moz

Impegnati con i testi

Il tuo blog non è l’unico strumento per creare buoni testi. Questi sono nella mia esperienza i tre errori tipici che commettono i proprietari degli e-commerce quando si parla di contenuti:

  1. contenuti duplicati nelle pagine dei singoli prodotti
  2. contenuti scarsi nelle pagine dei singoli prodotti
  3. mancanza di contenuti nelle pagine delle categorie prodotto

Contenuti duplicati – quello che fanno quasi tutti è prendere la descrizione del prodotto dal fornitore e fare un bel copia-incolla sul proprio sito. Questo modo è sicuramente veloce, ma è anche un vero e proprio disastro lato SEO!

Google ha una particolare avversione nei confronti dei contenuti copiati da altri siti, ed è in grado quasi sempre di determinare chi ha copiato chi.

Per questo motivo devi evitare di copiare le descrizioni dei tuoi prodotti. Se le informazioni che hai inserito sono misure, colori, dimensioni o altri dati che non si possono modificare, assicurati di includere un testo introduttivo originale sopra a questi dati.

Contenuti scarsi – per la stessa ragione del punto 1, cerca anche di non scrivere solo tre righe di descrizione per ciascuno dei tuoi prodotti. Molti proprietari di e-commerce ritengono che sia sufficiente mostrare una bella immagine per convincere i clienti a comprare. Forse sarà così per alcuni tipi di prodotti e tipi di utenti, ma di certo non per Google!

Impegnati quindi nel descrivere accuratamente ciascuno dei tuoi prodotti inserendo qualunque informazione possa essere interessante per i tuoi utenti.

Mancanza di contenuti delle categorie – questo punto vale in particolar modo per gli e-commerce che vendono migliaia di prodotti, quindi risulta difficile, se non impossibile, rispettare le prime due regole che ho elencato.

Quando non puoi gestire singolarmente i contenuti dei tuoi prodotti, potrai però impegnarti con le categorie. Non limitarti ad inserire un elenco di articoli nella categoria prodotto, ma aggiungi anche un testo descrittivo in cima o a lato dell’elenco prodotti. Questo darà un sacco di valore SEO alla pagina, consentendo alle tue categorie di comparire più in alto nei risultati di ricerca.

Prendi come esempio Zalando: guarda la schermata qui sotto e nota come sulla sinistra di ogni categoria c’è un testo lungo quasi quanto il post di un blog che descrive i prodotti mostrati (l’esempio è preso dalla categoria “giacche da donna”):

categorie seo zalando

Avvia un’attività di link building

Sì, i link verso il tuo sito contano e no, la link building non è morta. Sin dalla fine degli anni ’90, i motori di ricerca hanno trattato i link come “voti” per determinare popolarità e importanza dei siti web.

link buildingI link non sono tutto nella SEO, ma i professionisti dell’ottimizzazione per i motori di ricerca sono tutti d’accordo nell’attribuire ad essi grande importanza per ottenere un buon posizionamento.

Attraverso i link, i motori non solo analizzano la popolarità dei siti (in base al numero e alla popolarità delle pagine che li linkano) ma possono anche misurarne l’affidabilità. Siti affidabili tendono infatti a linkare altri siti affidabili, mentre siti di spam ricevono pochissimi link da fonti attendibili.

Questa è una buona ragione per avviare quanto prima un’attività per ottenere link di qualità.

NOTA: maggiore sarà l’utilità dei tuoi contenuti, più sarà probabile che otterrai link naturali (inseriti spontaneamente), e di conseguenza potrai diminuire i tuoi sforzi nell’attività di link building.

Prima di cominciare con una qualunque delle azioni di link building che descriverò tra poco, assicurati quindi che il tuo sito sia “degno di link” creando ottimi contenuti (sia sul blog che nelle schede prodotto) e una grande esperienza per l’utente.

Non dimenticare anche che l’attività di link building, SE fatta in maniera sbagliata, può anche essere rischiosa. Google ha infatti negli ultimi anni preso sempre più provvedimenti volti a diminuire il valore dei link innaturali, penalizzando nei risultati di ricerca i siti che violano le sue linee guida.

Per approfondire quest’ultimo punto leggi 11 tecniche di link building che Google odia e come rimpiazzarle.

Detto questo, ecco le migliori attività da mettere in pratica per ottenere link al il tuo e-commerce:

1. Chiedi un parere nei forum di settore

Questa tattica è tutta basata sul concetto di fornire valore per ottenere valore. Senza questo presupposto non può funzionare.

Prima di parlare di te, devi creare un rapporto di fiducia da parte degli utenti e degli amministratori del forum pubblicando contenuti utili ed interagendo con la comunità.

MAI e poi MAI pubblicare qualcosa sul tuo prodotto come primo messaggio!

Impegnati con la comunità per almeno un paio di settimane, scrivi post utili e dettagliati a giorni alterni. Solo dopo che avrai dato il tuo contributo, potrai chiedere un parere, ma senza essere promozionale.

Ricorda bene: puoi essere un membro di un forum che possiede un e-commerce, NON puoi essere un venditore online in un forum.

Tienti anche presente che adottando questa tecnica potresti ottenere delle critiche. Se ti capita, non fare l’errore di metterti sulla difensiva e dare risposte supponenti.

Conta fino a dieci prima di rispondere. Ringrazia sempre per le opinioni cercando di essere naturale, anche se stroncheranno il tuo e-commerce.

Nell’usare questa tattica, cerca anche di essere abbastanza selettivo per quanto riguarda i forum, ovvero scegli solamente le comunità del tuo settore o che hanno a che fare con attività correlate.

Per farlo vai semplicemente su Google e digita [tuo prodotto + forum]

Ricapitolando:

  1. Cerca solo i forum giusti
  2. Crea valore pubblicando regolarmente
  3. Chiedi un parere genuino sul tuo shop
  4. Ringrazia per ogni risposta che otterrai
  5. Non essere promozionale

2. Regala il tuo prodotto ai blogger

Questa tattica è in pratica l’unione tra la link building e le digital PR. Insieme con le recensioni (vedi più avanti), gli omaggi sono di gran lunga il metodo più efficace che ho usato per costruire link di qualità (e traffico) al mio e-commerce.

Probabilmente potrai mettere in pratica questa tattica solo se vendi prodotti nella fascia bassa o media di prezzo (indicativamente, tra 5 e 100 Euro). In caso contrario potrai utilizzare la tattica analoga che descrivo successivamente (buoni sconto).

Cerca almeno una ventina di blog autorevoli nella tua nicchia e prova ad entrare in contatto con loro. Puoi usare sempre Google cercando [tuo prodotto + blog] o [tuo settore + blog].

Per contattarli, puoi usare un modello di mail tipo questo:

Ciao [nome del blogger],

ti sto contattando perché [ragione del rapporto che stai creando, qualcosa tipo “ti seguo da tempo e mi piace quello che pubblichi” o “ti ritengo un punto di riferimento per il settore”].

[Una breve introduzione di te e del tuo e-commerce].

Vorrei prima di tutto chiederti cosa ne pensi del nostro nuovo e-commerce. Inoltre, mi piacerebbe che mi dessi il tuo indirizzo per inviarti un piccolo regalo che ho preparato per te. Penso che ti piacerà! 🙂

A presto,

[Il tuo nome]

Se il modello qui sopra sembra un po’ confuso, dai un’occhio a questa e-mail che ho realmente usato:

Ciao Paolo,

ti sto contattando perché leggo sempre il tuo blog e lo ritengo tra le poche fonti autorevoli italiane del nostro settore.

Sono Jacopo Matteuzzi, co-fondatore di Academy Studio Samo, piattaforma di eLearning specializzata in video corsi di web marketing, con oltre 50 corsi online di SEO, Social Media Marketing, AdWords, Analytics e tanto altro:

http://academy.studiosamo.it

Vorrei prima di tutto chiederti cosa ne pensi del nostro sito. Inoltre, mi piacerebbe regalarti uno dei nostri corsi online. Penso che ti potrebbe interessare! 🙂

Attendo una tua risposta e ti saluto,

Jacopo

Naturalmente nel mio caso, siccome vendo un prodotto virtuale, non ho avuto bisogno di chiedere l’indirizzo.

Nota come ho creato un rapporto parlando di lui prima che di me. Potresti anche dimostrare la tua attenzione menzionando l’ultimo post del suo blog o in un altro fatto degno di nota su di lui.

Con questo approccio, ho ottenuto il tasso di risposta a dir poco strabiliante del 90%.

Se vendi un prodotto fisico, successivamente dovrai spedire il regalo. L’errore che la maggior parte delle aziende fa in questo caso è utilizzare un generico “congratulazioni, qui c’è il tuo regalo!”.

Non fare la figura del bastardo senza cuore, includi un messaggio personale insieme al regalo 😀

Non deve essere per forza qualcosa di fantasioso o complicato, basta che sia personale.

Il tuo piano d’azione in sintesi:

  1. Utilizza il mio modello di e-mail per contattare i blogger autorevoli nella tua nicchia.
  2. Chiedi il loro indirizzo.
  3. Invia loro un regalo e un messaggio personale che valga la pena condividere.

3. Offri coupon ai blogger

Questa tattica è uguale a quella di prima, ma invece di offrire ai blogger un regalo, si dà loro un codice promozionale. Puoi usare questa tattica invece della precedente, nel caso in cui vendi prodotti costosi o con bassi margini.

Contatta blogger che utilizzano lo stesso modello di e-mail del metodo precedente, ma includi una nota come questa:

Mi piacerebbe fare un piccolo sconto per te e per i lettori del tuo blog in quanto ritengo che potrebbe piacere quello che vendiamo. Ecco un codice sconto del 15%: “codicesconto”.

Se per caso utilizzi WooCommerce, avrai già la funzione integrata per creare i buoni sconto:

buoni sconto

Per non fare confusione e dare ancora di più l’idea dello sconto personalizzato, mi piace creare buoni sconto col nome del blogger (o del blog) seguito da una serie di numeri.

4. Fai guest blogging

Il guest blogging (o guest posting) consiste nel cercare blog o riviste online disposte ad ospitare (da cui il termine “guest”, in inglese “ospite”) articoli scritti da noi in cambio di un link verso il nostro sito. Si tratta (se fatto nella maniera corretta) di una delle migliori attività di link building.

Ho già scritto diversi post sul guest blogging, quindi non ho intenzione di darti grandi dettagli qui, ma se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere:

Cosa scrivere? Fai esattamente come se si trattasse del trovare argomenti per il tuo blog.

In qualità di proprietario e-commerce, probabilmente hai un ampio set di abilità multidisciplinari. Perché non condividere tale conoscenza con il mondo?

Pensa agli argomenti su cui potresti essere considerato un esperto di fiducia, come ad esempio:

  • il tuo mercato di riferimento
  • il tuo prodotto
  • la gestione delle scorte di magazzino
  • la gestione della logistica

Identifica i blog che potrebbero essere una buona “casa” per i tuoi contenuti. Cerca di capire quali sono i contenuti più popolari su questi blog e contatta i proprietari.

Quando contatto i blogger per un guest post, mi piace utilizzare un modello di e-mail tipo il seguente:

Ciao [nome del blogger],

[breve introduzione]

Mi piacerebbe condividere la mia conoscenza con altre persone sui temi di [argomento]. Ultimi giorni ho scritto un articolo sul [tuo argomento]. Ho notato che i tuoi lettori sono particolarmente interessati a [argomento].

Credo di poter contribuire al tuo blog parlando i seguenti punti:

[Una breve lista delle cose che potresti scrivere nel tuo post]

Penso che questi argomenti potrebbero interessare ai tuoi lettori, cosa ne pensi?

Con i migliori saluti,

[nome]

Uno dei vantaggi di questa tattica è che non dovrai scrivere l’intero articolo prima di ottenere il via libera dal blogger. Se rifiuta, ti basterà passare a quello successivo e fare la stessa cosa, finché non avrai ottenuto il tuo scopo. Solo allora ti metterai a scrivere.

Il tuo piano d’azione in sintesi:

  1. Identifica i blog più adatti ai tuoi contenuti.
  2. Contatta i blogger utilizzando il modello di e-mail che ti ho dato.

5. Chiedi un link ai fornitori

Sembra una cosa talmente ovvia, eppure a farlo sono in pochissimi. Hai mai provato a chiedere a tutti i tuoi fornitori un link al tuo e-commerce? Se non l’hai fatto, dovresti provvedere al più presto.

Cerca nell’elenco dei distributori all’ingrosso o produttori dai quali ti rifornisci, la maggior parte di loro avrà un sito. Contattali e chiedi un link al tuo sito in quanto rivenditore. Se non tutti, molti di loro lo faranno senza problemi.

6. Chiedi recensioni ai tuoi clienti

Questa è la mia tattica di link building preferita in assoluto, perché mettendola in pratica non solo si ottengono link, ma le recensioni portano anche acquirenti ripetitivi, up-sell e aumentano la tua influenza.

Quando qualcuno ha appena comprato un prodotto da te, questo è il momento perfetto per chiedere una recensione del prodotto, se hanno una qualche autorità sul web.

Naturalmente è molto più efficace quando si premia chi recensisce con un codice di sconto.

Utilizza questo modello di email per fare in modo che i tuoi clienti scrivano una recensione:

Oggetto: Dacci il tuo parere, ti facciamo un regalo!

Testo: 
Grazie per il tuo recente acquisto su [nome del sito]. Spero che ti piaccia. Se hai un blog o un sito web, mi piacerebbe chiederti una recensione sul prodotto che hai acquistato.

Basta che mi mandi il link alla tua recensione, ti invieremo subito un codice sconto riservato a te per il tuo prossimo acquisto!

Applica questo modello e non avrai nemmeno bisogno di chiedere il link, il più delle volte lo metteranno spontaneamente.

3. Fai lead generation e nurturing

lead generationSe hai davvero intenzione di seguire i primi due consigli che ti ho dato, probabilmente comincerai presto a ricevere visite al tuo sito. Ma non è detto che queste visite si traducano subito in vendite.

A meno che il tuo prodotto non sia veramente unico o non abbia un prezzo nettamente inferiore alla concorrenza, molti utenti visiteranno il tuo sito senza comprare subito qualcosa.

Magari sono interessati a quello che offri, ma vorranno farsi un giro su altri siti per confrontare i prezzi e le caratteristiche.

Il guaio è che quando gli utenti visitano il tuo sito e non comprano, molti dei tuoi sforzi di blogging e SEO saranno andati sprecati. Come farai dunque a capitalizzare i tuoi accessi al sito e trasformarli in clienti paganti?

Qui puoi porre in essere due attività complementari, anche queste a costo zero:

  1. lead generation
  2. lead nurturing

Ora ti spiego il significato di queste due parole:

Lead generation significa “generare contatti”, in poche parole consiste nell’attuare una tattica per acquisire una lista di contatti (indirizzi email) di potenziali acquirenti sui quali successivamente attivare una campagna di email marketing.

Non tutti i tuoi visitatori sono disposti ad aprire subito il portafogli, ma saranno molto più propensi a lasciarti la loro mail, cosa che non costa nulla.

Una volta acquisiti gli indirizzi email, si passa alla fase due, ovvero al lead nurturing, che significa “nutrire i contatti”.  In che senso i contatti vanno “nutriti”? Lo vedremo tra poco.

Offri qualcosa in cambio della mail

Nessuno ti dà niente per niente, nemmeno il suo indirizzo e-mail. Inoltre, le persone odiano lo SPAM e per questo sono restie a lasciare il loro indirizzo in giro per la rete, specialmente se non conoscono l’azienda a cui lo dovrebbero lasciare.

Per questo, per ottenere contatti mail, è necessario che tu offra un valore che venga percepito come maggiore rispetto al semplice atto di lasciare il proprio indirizzo.

Ci sono due tipi di cose che puoi offrire a tale scopo:

  1. qualcosa di fisico
  2. qualcosa di virtuale

Offri qualcosa di fisico: un tuo prodotto poco costoso, un buono sconto o un campione omaggio.

Se vuoi offrire qualcosa di virtuale, potrai comunque ottenere un buon numero di indirizzi e-mail. Puoi offrire ad esempio:

  • Webinar
  • Video
  • eBook
  • White paper
  • Demo gratuite

Keep it simple!

Rendi facile per gli utenti lasciarti il loro indirizzo email.

Se il tuo obiettivo è raccogliere più indirizzi possibile, evita di far compilare molti campi. Non ti serve chiedere il codice fiscale, se puoi chiederlo in un secondo momento. Più campi chiedi di compilare, più si ridurranno i tuoi tassi di conversione.

Come uomo di marketing, sarei portato a chiedere un sacco di informazioni ai visitatori del mio sito. Gli utenti al contrario vogliono spendere il minor tempo possibile nel compilare i campi per ottenere l’accesso all’offerta.

Così, il numero di campi da far compilare è un atto di equilibrio tra l’esperienza degli utenti e le esigenze aziendali. Qual è questo equilibrio? HubSpot ha realizzato uno studio analizzando più di 40.000 moduli di contatto, col seguente risultato:

campi form

Dallo studio emerge che il più alto tasso di conversione (25%) si ottiene chiedendo di compilare solo 3 campi, mentre si ottiene un calo piuttosto drastico dai 5 campi in su.

Avvaliti di un programma per l’invio di email

Una volta stabilito quale valore offrire in cambio dell’indirizzo, dovrai dotarti di un buon programma per l’invio di mail. Ti assicuro che non c’è nulla di più triste (e sbagliato) di ricevere mail di questo tipo:

Queste mail sono state inviate senza utilizzare un programma professionale, ma con un normale strumento per inviare e ricevere la posta (come Outlook o Thunderbird).

Se fai così, non solo verrai percepito come spammer e probabilmente il tuo messaggio verrà cestinato o bloccato in automatico dai filtri anti SPAM, ma non avrai neanche la possibilità di misurare l’effettiva efficacia della tua campagna di email marketing (spiegherò come misurarla nel prossimo paragrafo).

Io ti consiglio di utilizzare un programma come MailChimp, che è quello che uso anche io.

So cosa stai pensando:

Aspetta Jacopo, ma MailChimp è a pagamento, non avevi detto “zero euro”?

Ok, non ti arrabbiare 🙂 la cosa buona in tutto questo è che MailChimp è GRATIS fino a 2.000 contatti email.

Se devi avviare un e-commerce da zero, potrai attivare la tua strategia di lead generation e raccogliere i tuoi primi 2.000 indirizzi senza preoccuparti di dover spendere soldi. Una volta attivata la tua campagna e superato questo numero di contatti, se hai fatto le cose per bene, avrai anche il budget necessario per effettuare l’aggiornamento al piano a pagamento (che costa comunque pochi euro al mese, se non hai tantissimi indirizzi).

Ottimizza tue campagne mail

Una volta raccolti gli indirizzi, come fai a creare mail efficaci da inviare? Prima di tutto, non potrai farlo se non sai come misurarle.

Le metriche fondamentali per misurare l’efficacia di una campagna di email marketing sono 4:

  1. delivery rate – tasso di consegna: un buon programma d’invio non deve scendere sotto il 95%
  2. open rate – tasso di apertura della mail: una buona campagna dovrebbe superare il 20%
  3. click rate – tasso di click sui link nella tua mail: i tassi dovrebbero variare dal 2 al 5% o più
  4. unsubscribe rate – tasso di disiscrizione dalla tua mailng list: dovrebbe stare intorno all’1% ad ogni invio, non di più

Mentre il primo tasso dipende solo dal programma d’invio che utilizzi, puoi migliorare gli altri 3 tassi ottimizzando le tue campagne. Che cosa li influenza maggiormente? Secondo la mia esperienza, i principali fattori che influenzano la riuscita di una campagna di mail marketing sono quattro:

Qualità della lista: la prima cosa da tenere presente è che più la lista di email è composta da contatti realmente interessati a ciò che offri, più saranno alti i tassi di apertura e click e più saranno bassi i tassi di disiscrizione.

Per questo è totalmente inutile comprare liste di email o raccattarle in giro per la rete. Non farlo mai! Oltre ad andare in contro a problemi legali, non otterrai assolutamente alcun beneficio.

Questo studio condotto da MailChimp mostra alcune statistiche riguardo alle liste comprate o raccattate senza consenso esplicito:

liste comprate

Se guardiamo i grafici delle prestazioni di campagne su questo tipo di mailing list, troviamo una caduta in picchiata dei tassi di click e di apertura, e viceversa un picco nel tasso di disiscrizione… e nei reclami.

Oggetto della mail: l’oggetto della mail appare ancora prima dell’apertura della stessa, pertanto non occorre che sottolinei quanto possa incidere sul tasso di apertura (open rate).

Per l’oggetto, segui le stesse regole che ho indicato per i titoli dei post del tuo blog. Sìì preciso, descrittivo ed accattivante.

Corrispondenza dell’oggetto col contenuto: sì, come ho appena scritto l’oggetto della mail è importantissimo, ma non serve a nulla se non è coerente col contenuto della mail. Se le bugie hanno le gambe corte, in questo caso le hanno cortissime! Se non c’è coerenza, gli utenti apriranno la mail, ma non cliccheranno sul link e non visiteranno il tuo sito.

Avrai quindi con tutta probabilità un alto tasso di apertura ma un bassissimo tasso di click, che in ultima analisi è ciò che conta di più.

Ricordo che tempo fa ricevetti un’offerta promozionale che aveva come oggetto “FATTURA”: naturalmente la aprii, e altrettanto naturalmente finì nello SPAM 🙂

Altri fattori: tra gli altri fattori che possono incidere sui tassi sopra citati ve ne sono alcuni che ritengo più importanti di altri. Il mittente ad esempio: se è una persona reale è meglio. Io ad esempio utilizzo il mio indirizzo di posta personale per le campagne di email marketing, non qualcosa di impersonale come [email protected] o simili.

Poi c’è il pre-header, ovvero le primissime righe del testo della mail, che in molti casi appaiono prima di aprire la mail insieme all’oggetto, pertanto devono essere accattivanti quasi al pari dell’oggetto.

Un altro fattore rilevante è che la mail sia visibile bene anche dai dispositivi mobili, poiché oggi quasi la metà delle mail viene aperta da smartphone (fortunatamente MailChimp è già predisposto per questo aspetto).

Nutri i tuoi contatti

Una volta che hai raccolto contatti e capito come ottenere buoni risultati con le tue mail, dovrai passare alla fase due, ossia “nutrire” questi contatti con una serie di mail educative che hanno lo scopo di trasformarli, gradatamente, in clienti.

So di nuovo cosa stai pensando:

Aspetta Jacopo, quindi mi stai dicendo che, oltre a scrivere articoli, ottimizzare le pagine, cercare link, preparare video o ebook e tutto il resto, dovrò anche trovare il tempo per mandare costantemente mail ai miei contatti, ciascuna in base al momento in cui si sono iscritti? Eh no, va bene che non ho soldi da investire, ma tutto questo mi sembra un po’ troppo! Non ti pare?

Hai ragione, ma spetta un attimo, fammi finire!

lead nurturingPer nostra fortuna, questa parte dell’attività di marketing può essere automatizzata anche completamente!

Questo processo di automatizzazione prende il nome di “Marketing Automation“, termine molto in voga oggi tra chi si occupa di online marketing.

Si tratta in poche parole di preimpostare una serie di mail automatiche che vengono inviate a scadenza regolare a seguito di un “trigger”, cioè un’evento scatenante, di solito la stessa iscrizione alla mailing list.

Imposta la tua Marketing Automation

Creare una marketing automation per il tuo e-commerce è piuttosto semplice grazie a MailChimp.

Ecco esattamente i passi che dovrai seguire:

Entra in Mailchimp, clicca su “Automation” e seleziona “Create Automation Workflow”:

marketing autamation

Ora MailChimp ti chiederà di selezionare la lista a cui vuoi inviare la tua serie di email automatiche. Dalla schermata successiva scegli l’opzione “Educate Subscribers” con la quale potrai impostare la tua serie di email:

automation

Ora non dovrai fare altro che decidere quando vuoi che vengano inviate le tue mail, ad esempio la prima non appena un utente si iscrive, la seconda a a due giorni di distanza e così via:

automation

Segui quello che ritieni sia il normale processo d’acquisto dei tuoi utenti. Ad esempio, se sai che i tuoi acquirenti in media hanno un tempo di decisione di 15 giorni, non mandare un’email con un’offerta dopo solo due giorni da quando si sono iscritti.

Per esempio, a me piace seguire questo schema:

  • Una mail di benvenuto subito dopo l’iscrizione, nella quale ringrazio l’utente per essersi iscritto e lo avviso che nei giorni successivi riceverà una serie di email informative di suo interesse.
  • Una mail a un giorno dall’iscrizione, con una lista degli ultimi articoli del blog o un articolo singolo particolarmente popolare.
  • Una mail dopo 3 giorni contenente un altro contenuto gratuito, una domanda o un altro articolo interessante.
  • Un’altra mail informativa di qualche tipo dopo 5 giorni, come un link a un video, un altro articolo o un ebook da scaricare.
  • Una mail contenente un’offerta con uno sconto del 15/20% sull’acquisto di un prodotto dopo 7 giorni.

Nota come su 5 mail, soltanto una è di tipo promozionale, le altre 4 sono informative/educative. Rispetta anche tu questa regola. Ricorda che chi scarica il tuo ebook nella maggior parte dei casi non è già pronto all’acquisto, mandandogli subito un’offerta rischi di apparire troppo commerciale e di bruciarti quel contatto.

ATTENZIONE! Non dovrai seguire per forza il mio schema, nel tuo caso i tempi di decisione d’acquisto potrebbero essere molto diversi. L’importante è sempre fare delle prove e monitorare i vari tassi che ti ho indicato e l’aumento delle vendite.

In questo modo potrai capire di più sui tuoi potenziali clienti ed affinare sempre di più il tuo processo automatico per trasformare i tuoi contatti in clienti paganti.

Conclusione

Come avrai certo capito, avviare un e-commerce con zero euro in tasca non è facile. Dovrai investire parecchio tempo e sudore della fronte nello scrivere buoni articoli, ottimizzare lato SEO, cercare buoni link, creare una grande esperienza per gli utenti, preparare mail persuasive, eccetera.

Sarebbe meglio disporre di un budget da allocare in attività pubblicitarie come Facebook ADS e Google AdWords, che possono portare vendite più rapidamente. Le due ultime attività che ho citato non sono affatto in contrasto con quelle che ti ho mostrato, anzi, insieme ad esse possono portare il tuo e-commerce ad un livello superiore e davvero farti guadagnare un bel po’ di soldi, recuperando l’investimento che hai fatto.

Ma se ti trovi momentaneamente senza soldi, non dovrai pensare che tutto è perduto. Segui questi semplici consigli e nel giro di qualche mese vedrai arrivare i primi ordini. Allora sarai più motivato nel continuare ad impegnarti!

PS: conosci per caso altri modi per far decollare un e-commerce se sei al verde? Condividilo con i lettori usando i commenti qui sotto.

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Comments
  • sandro bossi
    Rispondi

    ottimo articolo, sarebbe utile sapere di più sulle questioni legali, oltre alla partita iva c’è bisogno di altro? sopratutto per il dropshipping che in italia non è regolamentato

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