In Web Marketing

Puntuale come il Natale, ecco il post dedicato ai digital marketing trend. Quali saranno le tendenze per il 2019? Dove investiremo? Il mobile crescerà? Domande superflue, perché ogni post dedicato alle previsioni in questo settore non può essere preso come una certezza.

Anzi, ci limitiamo a seguire delle fonti e commentare tendenze note. Cercando di superare dei passaggi già conosciuti come, appunto, la penetrazione degli smartphone nella popolazione mondiale. Questo è un aspetto chiaro, che non possiamo dare per scontato ma si potrebbe bypassare a favore di riflessioni differenti. Ad esempio? Ecco i punti utili (secondo me).

Lavorare sempre di più sulla voice search

Un settore che troppo spesso, in Italia, consideriamo come marginale. Ma in realtà il futuro è qui, nelle ricerche vocali. E chi si occupa di SEO, insieme ai tecnici che lavorano sulla struttura di un sito web, dovrebbero valutare con grande attenzione la possibilità di considerare come centrale il modo in cui le persone esprimono le proprie necessità. Ecco una previsione notevole:

By 2020, voice- and image-based searches are going to make up at least 50 percent of all searches (…). In 2015, 65 percent of smartphone owners surveyed were using their voice assistants. As of May 2016, one in five searches on Android devices were voice-based searches.

Questi numeri di Mary Meeker lasciano intendere un passaggio essenziale: non puoi ignorare il fatto che nel prossimo anno (e per i prossimi a seguire) sarà sempre più importante studiare delle risorse per chi cerca attraverso query vocali. E non digitate. Quindi più articolate, non vincolate dalla scomodità della tastiera su smartphone. Ma cosa vuol dire questo per chi fa SEO?

Si tratta di un territorio inesplorato, difficile da definire. Però è utile lavorare su punti che dovrebbero essere chiari: linguaggio semplice e diretto, frasi brevi e basate su un lessico quotidiano per il target, divisione logica in header gerarchizzati, uso di liste puntate quando necessario, dati strutturati e analisi delle keyword per capire cosa vuole il pubblico.

Da leggere: la piramide dei bisogni di Maslow nel marketing

Velocità, usabilità e semplificazione dei siti

La mia esperienza punta verso questi elementi. La search console di Google segnala le risorse ignorate, i tecnici di Big G si sgolano per far ragionare i webmaster e portarli verso la velocizzazione delle pagine. Ogni giorno gli strumenti messi a disposizione sono più raffinati e attenti nel segnalare operazioni da mettere in campo per rendere il portale rapido e snello.

E allineate alle esigenze di un mobile che si avvicina sempre di più al 5G. Ma spesso gira ancora con il 3G. Il Pagespeed Insight si fonde con Lighthouse per dare indicazioni dettagliate sul cosa fare per rendere le pagine web veloci. La tecnologia AMP appare con una soluzione accettabile.

 George at ASDA boosted site speed and advanced customer engagement with PWAs and AMPs leading to 31% increase in mobile conversion since upgrading to PWA, a 1.71X faster site speed and a 32% improvement in click-through rate from organic mobile traffic for top 500 AMP queries plus a 15% increase in page views per visit. Asda has 65% of its visitors on smartphone – www.smartinsights.com

Ma la strada sembra già disegnata: semplifica. Togli quello che non serve, dona alle persone ciò che desiderano. Cosa significa? Non ti fermare al copy, il visual è importante. Qualche idea? Leggi il prossimo paragrafo per approfondire un tema interessante: la ricerca attraverso le foto.

Immagini decisive: arriva la visual search

Non è una novità, ho già avuto modo di provare Google Lens. Vale a dire quella funzione della ricerca che ti dà la possibilità di sostituire la query digitata a mano con un’immagine.

In realtà sappiamo che la reverse search visual è presente da tempo. Ma oggi puoi fare una foto a un oggetto che vedi in strada e inviare lo scatto a Google. Che capisce e ti dà un risultato.

È preciso tutto ciò? Qualche falla c’è ancora, ma inserisco questo passaggio tra i digital marketing trend del 2019 da monitorare con cura. Soprattutto per quanto riguarda il lavoro di content marketing sui contenuti visual. Tutto questo fa parte di una tendenza già nota e che si lega a fattori sempre correlati. In primo luogo alla già citata diffusione del mobile.

Le immagini comunicano con una velocità e un’efficienza diversa, nettamente superiore, rispetto al testo. Secondo le ricerche del Massachusetts Institute of Technology (mit.edu):

The human brain can identify images seen for as little as 13 milliseconds.

E questo si sposa bene con l’immediatezza e la rapidità con la quale sfogli le informazioni sullo smartphone. D’altro canto Pinterest è perfettamente cosciente di tutto ciò, è chiaro.

AI e chatbot: passiamo all’intelligenza artificiale?

Parli di Artificial intelligence e si alzano dubbi infiniti sulle possibili applicazioni nel mondo reale, in una strategia di web marketing quotidiana per la piccola e media impresa. Anche tu hai fatto una riflessione del genere, vero? Magari mentre rispondevi a decine di messaggi nella chat della pagina aziendale del tuo ecommerce per scrivere sempre lo stesso testo.

Ti dico solo questo: chatbot. Tu non lo usi ma ne hai bisogno. Forse una parte delle conversazioni che attivi su Messenger è gestita da questi programmi, solo che non te ne rendi conto. Questo è il compito dell’intelligenza artificiale, e il progresso della tecnica rende tutto più immediato.

I programmi per creare chatbot Messenger senza programmare sono tanti, e per il 2019 puoi pensare di dare uno sguardo a quello che può diventare uno dei digital marketing trend.

I micro-moment sono sempre più decisivi

Si potrebbe usare questo step dei digital marketing trend per sintetizzare i precedenti. Però è questo il nucleo, almeno dal mio punto di vista: la cutomer journey si smembra e lavora verso micro-momenti che permettono al potenziale cliente di chiedere un’informazione precisa.

Anzi, oggi le persone prendono decisioni istantanee rispetto al fare, andare e comprare. Sai perché i micro-moment funzionano? Danno alle persone l’informazione che vogliono nel momento stesso in cui la chiedono. Per approfondire puoi dare uno sguardo ai case study raccolti da Google.

digital marketing trend

A volte la anticipano, le notifiche push geolocalizzate, ad esempio, possono essere la risposta a questo nodo. La capacità di emergere e di monetizzare, oggi e nel prossimo futuro, riguarda la necessità dell’azienda di intercettare questi istanti rapidi e immediati per proporre ciò che serve al momento giusto. Detto in altre parole, questa è la logica inbound.

Da leggere: mobile, advertising e social network

Digital marketing trend 2019: la tua opinione

Come ho suggerito nei primi paragrafi, inutile gridare a gran voce l’inutilità delle sintesi relative alle tendenze nel mondo della promozione. Sono da prendere per ciò che rappresentano: non verità assolute ma idee e riflessioni che possono aiutare a creare una mappa dei passi da compiere.

Poi è compito di ognuno di noi definire un piano adeguato alle proprie necessità, non credi? Secondo te quali sono i digital marketing trend del 2019? Ti aspetto nei commenti.

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