Quando il Visual Storytelling diventa strategia

visual storytelling
Indice dei contenuti

Molti amano l’aspetto creativo del visual storytelling, ma pochi contemplano la prospettiva strategica di questo lavoro. Tutto viene racchiuso in un calderone di luoghi comuni, di generalizzazioni che rimandano alla scarsa conoscenza del settore, delle potenzialità, delle possibili conseguenze.

Raccontare una storia attraverso immagini o video. Così viene sintetizzato il lavoro di visual storytelling, e in effetti questa è la realtà dei fatti. Ma cosa possiamo aggiungere? Attraverso gli strumenti del social web puoi amplificare le potenzialità di uno strumento che tutti conoscono: la narrazione. Gli uomini amano raccontare e ascoltare storie, sintetizzano significati complessi in contenuti immediati.

Facile ottenere risultati utili? No, quando trasformi tutto questo in un canale di comunicazione per la tua azienda hai una responsabilità, hai degli obiettivi da raggiungere. Altrimenti lavori alla cieca e investi male le tue risorse. Soprattutto, ignori un altro elemento decisivo: il visual.

Studio Samo Pro Minidegree

Sei disposto a vanificare la forza di questa combinazione? Fare visual storytelling vuol dire comunicare un messaggio ai tuoi clienti passando dall’interruzione dello spot pubblicitario all’inbound marketing. Quindi hai bisogno di un piano d’azione, di una strategia: inizia da questi punti.

Non raccontare, mostra

Questo è il punto di partenza della tua attività. Show, don’t tell è il motto della scrittura anglosassone.

Ecco cosa viene viene suggerito agli scrittori che usano valanghe di parole descrittive e dimenticano l’immediatezza del dialogo. Pensa alle difficoltà di uno strumento come la scrittura, ora concentrati sulle possibilità che hai a disposizione: foto, video, infografiche, GIF. Credi di essere più fortunato? Pensi che con le immagini o i video il gioco sia semplice?

Ti sbagli, puoi cadere nella trappola della descrizione in qualsiasi momento. Anche quando pensi di poter sistemare tutto con un video su YouTube, quando ti hanno promesso mari e monti grazie alle combinazioni di Facebook Canvas. Lo strumento è importante, e nell’ambito del visual storytelling puoi sfruttare delle piattaforme interessanti, ma non puoi limitarti a enumerare dati e caratteristiche.

L’esempio che faccio in questi casi è quello della pubblicità Apple. The Song racconta la storia di una ragazza che usa Mac e iPad per preparare un regalo speciale alla nonna. Nel video ci sono emozioni e informazioni, ma queste ultime si deducono in modo indiretto. Io scopro cosa può fare la tecnologia di Cupertino mentre la vicenda parla alla mia emotività, non leggendo una tabella o ascoltando la voce di un testimonial senza credibilità.

Individua i tuoi obiettivi

Il visual storytelling non è differente da altri strumenti messi a disposizione dal marketing: deve essere inserito all’interno di un contesto più ampio, ma deve avere degli obiettivi. Non puoi lavorare senza un percorso da seguire: così come il blog deve avere in piano editoriale, la tua azione di visual storytelling deve coprire passaggi precisi.

Detto in altre parole, cosa vuoi ottenere da quest’attività? Dipende dal canale che hai scelto e dal target di riferimento. Non puoi fare lead generation con un video caricato su Vine, ma puoi usare questa formula per migliorare la reputation. E per fare in modo che il pubblico comprenda i tuoi valori.

https://vine.co/v/hMBrmxm9uD1

Prendi come esempio il mini video della General Electric. Farà guadagnare nuovi clienti? Qualcuno comprerà una turbina in più grazie a questo video? Difficile dirlo, però l’obiettivo di questo contenuto non è vendere ma comunicare un valore, interfacciarsi con un pubblico attento a determinati argomenti e mostrare il proprio interesse. La propria vicinanza.

Ora la mia domanda è questa: l’obiettivo sarebbe stato raggiunto con un comunicato stampa nel quale la General Electric riporta la sua attenzione nei confronti dei temi ambientali? Forse ha mandato il documento negli uffici e nelle redazioni. Per raggiungere il pubblico non basta, ci vuole qualcosa di diverso. Ad esempio un video di 6 secondi.

Per raccontare la tua storia attraverso gli strumenti del social web non devi essere un’azienda internazionale. Basta un account Pinterest o un blog sul quale pubblicare le immagini che hai creato con Canva. Quello che conta sul serio è la prospettiva strategica: cosa vuoi ottenere? A chi ti rivolgi? Hai scelto questo canale per incrociare le community dei tuoi clienti?

Studio Samo Pro Minidegree

Per approfondire: 6 modi per fare corporate storytelling

Crea una mappa degli eventi

La strategia è necessaria quando vuoi contestualizzare il visual storytelling, e decidi gli strumenti per raggiungere determinati obiettivi. Ora il discorso è un altro: come organizzi la tua storia? Per scrivere un pillar article, un tutorial degno di nota, hai bisogno di una mappa mentale.

Quando pensi a un articolo costruisci una struttura per fare in modo che vengano affrontati i punti indispensabili. Lo stesso discorso vale per lo storytelling: devi avere una struttura.

kurt vonnegut

kurt vonnegut storytelling

Ecco le parole di visage.co: “As Vonnegut shows, stories—no matter the medium—can be examined in a profoundly scientific way”. Secondo Kurt Vonnegut ogni storia può essere definita attraverso uno schema. Con questi grafici lo scrittore statunitense indica un plot riassuntivo: ci sono delle ricorrenze, un equilibrio iniziale, un bene o un privilegio che viene tolto, una serie di elementi che determinano lo svolgimento della storia. Ad esempio:

  • Eroe positivo.
  • Antagonista.
  • Conflitto.
  • Trama.
  • Punto cruciale.

Gli ingredienti di una narrazione sono diversi, non sempre ci sono tutti (qui trovi quelli indispensabili), e per ottenere buoni risultati con il visual storytelling devi avere massima padronanza di questi elementi. Altrimenti rischi di raccontare una storia senza protagonista.

Visual Storytelling: la tua opinione

C’è chi paragona il visual storytelling a un argomento da affrontare seguendo l’istinto, un punto di vista, un’idea accattivante. Vero, c’è tutto questo. C’è tanta creatività nel mondo dello storytelling quando si fonde con le tecniche visual. Ma c’è un’attenzione particolare alla strategia, agli obiettivi, alle necessità dell’azienda e alla scelta degli strumenti.

In sintesi, hai bisogno di competenze altrimenti procedi a rilento. Non sempre è necessario puntare sul visual storytelling, così come il blog non è la soluzione per guarire tutti i mali e l’inbound marketing non è l’unica formula degna di nota.

Ma la narrazione resta un ottimo strumento per comunicare con i propri clienti, soprattutto quando mani esperte fondono visual e social web. Sei d’accordo? Aspetto la tua opinione nei commenti.

Studio Samo Pro Minidegree
Vuoi dare una svolta alla tua carriera o innovare la tua azienda?

Scopri il nostro corso in Web & Digital Marketing

54 ore in aula a Bologna o in live streaming

Piaciuto? Condividilo!

L'autore di questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti gratis a…

MakeMeThink

La newsletter di Studio Samo

Ricevi ogni 2 settimane le novità più importanti dal mondo del digital marketing.

Potrebbe interessarti anche...

regolamentazione intelligenza artificiale
Caterina Quaiotti

AI Act e regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale

L’impatto dell’utilizzo dell’IA è tangibile in diverse aree, promuovendo l’efficienza operativa, la competitività e l’innovazione e possiamo per questo parlare di benefici evidenti e concreti. 

La sua rapida diffusione solleva anche questioni etiche e giuridiche cruciali.

La necessità di una regolamentazione legale dell’Intelligenza Artificiale è emersa come una priorità fondamentale per garantire un utilizzo responsabile e sicuro di questa tecnologia avanzata. Facciamo un po’ di chiarezza in materia.

informazioni aste google ads
Beatrice Romano

Informazioni sulle aste e analisi competitors su Google Ads

Quando si lavora in Google Ads è importante monitorare ciò che fanno i competitor non solo per i prodotti o servizi che offrono agli utenti, ma anche per capire come si propongono, che linguaggio usano e a cosa danno più importanza. In questo articolo ti parlerò dell’analisi dei competitor a partire dalle parole chiave presenti all’interno delle campagne in rete di ricerca.

redirect 301
Mattia Cantoni

Redirect 301 per la SEO: una guida completa

I redirect 301 sono tanto semplici da impostare quanto pericolosi per l’ottimizzazione SEO se utilizzati in modo scorretto. In questa guida passo-passo
scoprirai come padroneggiare l’utilizzo di un redirect 301 e come prevenire alcuni dei più comuni errori.

tool instagram marketing
Giuliana Curato

Strumenti per Instagram Marketing

In questo articolo, vedremo insieme una varietà di strumenti per Instagram e perché usarli. Inoltre scopriremo come possono cambiare sia il modo in cui interagisci con il tuo pubblico che la gestione di stories, reels e post per aiutarti a non perdere il lume della ragione (e la pazienza). 

demand gen google ads
Manuel Lodi

Campagne Demand Gen di Google Ads: cosa sono e come funzionano

La prima volta che abbiamo sentito nominare le campagne Demand Gen è stato durante il Google Marketing Live di Maggio 2023, dove venivano presentate sotto il cappello delle campagne di nuova generazione, completamente autonome e in grado di evolvere e performare al meglio grazie al Machine Learning e all’Intelligenza Artificiale della piattaforma di Adv di Google. In questo post vediamo come affrontare questa importante novità.

Iscriviti gratis a

MakeMeThink

La newsletter di Studio Samo

Ricevi ogni 2 settimane le novità più importanti dal mondo del digital marketing.