Le aziende e i freelance puntano sul blogging, cercano di ottenere vantaggi in termini di lavoro attraverso il buon uso del blog. Una piattaforma che, nella maggior parte dei casi, viene vista come uno strumento per pubblicare contenuti. E per mettere in gioco il meccanismo legato all’inbound marketing.

Scrivere per farsi trovare dai clienti nel momento in cui hanno bisogno di te, fare in modo che siano loro a cercare i tuoi contenuti. Con l’inbound marketing la prospettiva cambia: non più il marketing dell’interruzione, dei banner e delle pubblicità che interrompono l’esperienza dell’utente, ma quello dei contenuti utili.

Quindi il meccanismo è semplice: apro un blog, creo un buon calendario editoriale (ne parlo anche nel mio video corso di blogging) e inizio a pubblicare contenuti. Magari diversificando in base agli obiettivi: posso pensare anche alle infografiche, alle rubriche video, agli ebook. O un webinar.

Il mondo del content marketing è ampio, non esiste solo l’articolo. Ma il blog può diventare il fulcro intorno al quale sviluppare tutti i contenuti utili per la tua nicchia. Attenzione però a non immaginare il tuo blog – aziendale o meno – come come una macchia dedicata solo ed esclusivamente alla creazione e pubblicazione di contenuti.

Il lettore non è un numero

O meglio, molti credono che sia solo un numero. Una visita. Un click da registrare su Google Analytics. E io sono d’accordo con chi sostiene la necessità di registrare i risultati in forma numerica. I dati parlano, ma solo se li sai interpretare e contestualizzare. Ad esempio, per il blogging credo che sia utile ragionare in termini di obiettivi.

Google Analytics permette di individuare e seguire degli obiettivi, ovvero di registrare il comportamento degli utenti in base a un’azione specifica. Ecco, con questa funzione il mondo del blogging diventa pragmatico, concreto. Soprattutto quando setti come obiettivo il completamento di un form in una landing page.

Quindi la tesi è chiara: i numeri sono importanti per definire strategie, per verificare azioni, per migliorare i contenuti che pubblichi sul tuo blog. Senza statistiche e senza numeri non si procede. Però il blogging – che ti piaccia o meno – è fatto anche di relazioni. E non puoi ridurre le relazioni a numeri, non puoi racchiudere tutte le azioni che riguardano il mondo del blogging in uno schema.

Per approfondire: migliora subito la leggibilità dei post.

Coccola i tuoi lettori

I lettori non devono essere solo alimentati con i contenuti di qualità. Sono importanti, certo. Non voglio mettere in discussione la centralità dei contenuti nella strategia di blogging. Ma c’è bisogno di una marcia in più. Non puoi limitare tutto al meccanismo di creazione e pubblicazione. C’è bisogno dell’interazione. Devi coltivare i tuoi lettori facendo percepire l’attenzione che hai nei loro confronti.

Il singolo lettore non è un numero, è una persona. Che magari ti lascia un commento o un consiglio. Qual è il tuo compito? Ignorare? Far finta di niente? No, devi rispondere con cordialità. Quale beneficio porterà questo commento al tuo blog? Difficile da definire in termini numerici. Può portare qualche visita in più? Forse.

Ma esci un attimo fuori dalla logica dei numeri.

Dare una risposta valida a un utente che cerca chiarimenti sul tuo blog è un’operazione di grande valore. Un valore che forse non puoi misurare in termini numerici, ma che ti permette di fidelizzare il lettore. E di portarlo di nuovo sul tuo blog. Oggi. Domani. Dopodomani. In questo modo diventa una presenza fissa.

Diventa un lettore prezioso, diventa un evangelista. Una persona che comunica agli altri la bontà del tuo messaggio. E tu sai bene che questa è la miglior forma di pubblicità: Facebook advertising, Google AdWords e tutti gli altri programmi possono portare grandi benefici in mano a persone competenti. Ma il passaparola spontaneo ha una forza inarrestabile.

Come si coltiva il pubblico?

Rispondendo ai commenti, continuando le conversazioni sui social, dando una mano quando possibile anche per questioni private. A volte i lettori ti contattano via email per chiedere consigli e pareri: quando la richiesta non è eccessiva rispondo con piacere. Un lettore si coltiva anche utilizzando un tone of voice adeguato. Basta un sorriso (smile, emoticons) per fare la differenza.

I social sono decisivi in queste dinamiche. Spesso le conversazioni vanno oltre i commenti del blog e si sviluppano su Twitter, Facebook e Google Plus. O nei commenti di altri blog. Quindi tu devi essere presente, devi monitorare le discussioni su Twitter con Hootsuite o Tweetdeck, ma devi esserci anche su altre piattaforme. Per questo puoi usare Mention che ti permette di tenere traccia delle citazioni in ogni angolo del web.

Una volta individuata la conversazione cosa fai? Il primo passo è ascoltare, poi interagire con chi sta parlando del tuo brand o di argomenti legati al tuo blog. Ricorda, le persone non hanno bisogno di professori: metti in campo le tue competenze ma non dare niente per scontato, e non attaccare a testa bassa chi ha un’opinione differente dalla tua.

Ecco il mio punto di vista: il pubblico si coltiva con una buona conversazione nei commenti e sui social, equilibrando contenuti utili ma anche aspetti umani che prescindono dalla funzionalità della conversazione. Il tutto nel rispetto reciproco. Il lettore non ha sempre ragione, soprattutto quando i suoi comportamenti sfociano nello spam e nel trolling.

Per approfondire: 10 consigli per scrivere meglio.

La tua opinione

E tu come fidelizzi il tuo pubblico? Ti basi solo sui contenuti o preferisci integrare anche una buona attività di community e di comment marketing? Lascia la tua opinione nei commenti: approfondiamo insieme questo argomento, sono sicuro che la tua esperienza può fare la differenza.

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