In Web Marketing

Ci sono dettagli che possono dare tanto quando decidi di fare sul serio. Per un blogger questo passaggio può tradursi nella creazione di un media kit, con i punti essenziali dell’attività svolta online da fornire a eventuali collaboratori. Ma quando decidi di muovere il grande passo la strada da seguire è quella delle brand guidelines. Perché un’azienda ha bisogno di un’identità chiara.

Questo punto, spesso, deve essere definito in modo esplicito. Senza zone d’ombra e incertezze. Le persone, i collaboratori e i clienti devono essere sempre aggiornati sul tuo operato.

Ti sembra un’impresa difficile? Impossibile? Non credo, ecco perché devi prendere in considerazione le brand guidelines. E non credere che tutto questo sia dedicato solo alle grandi realtà: anche una piccola impresa può e deve aver bisogno di una sintesi.

Cos’è un documento di brand guidelines

Con questo termine si intende quel lavoro che riunisce in un unico luogo tutti gli elementi relativi alla forma e alla sostanza del tuo marchio. Le brand guidelines sono, come suggerisce il nome, le linee guida per gestire la tua presenza online e offline. Serve in primo luogo all’azienda per avere una bussola interna, ma il documento può essere reso pubblico per fare in modo che ci sia un uso attento del tuo nome da parte di collaboratori, blogger e altri professionisti del web.

Queste istruzioni si trovano su una pagina web, una di quelle che di solito vengono inserite nei menu di servizio del footer. Oppure si possono riunire in un PDF da scaricare. Ma la domanda è un’altra: cosa inserire in un lavoro del genere? Ecco un elenco dei punti da rispettare.

Per approfondire: come costruire una community per il tuo brand

Uso del logo e colori aziendali

Uno dei primi passaggi che, di solito, vengono definiti dalle brand guidelines è quello degli elementi estetici del marchio. Vale a dire logo, font e colori che caratterizzano la tua presenza pubblica. Qui puoi indicare il pittogramma ufficiale che usi sui canali social e nelle pubblicità, con varie combinazioni cromatiche e file da scaricare per uso da parte di giornalisti e addetti stampa.

brand guideline

Ecco le brand guidelines di LinkedIn.

Allo stesso modo definisci gli altri elementi, come i già citati colori del brand ed eventualmente font di proprietà. Insomma, qui puoi dare delle informazioni chiare sull’identità visiva in modo da rendere chiara l’attività di brand (guarda come fa LinkedIn).

Nome del brand: non ci confondiamo

In questa sezione che mostra come l’azienda decide di presentarsi al pubblico, in modo coerente e definito, è impossibile dimenticare anche le specifiche relative al nome. Vale a dire la tua essenza.

Può sembrare un’attività superflua, ma le realtà che si presentano con nomi composta da più parole o con elementi di punteggiatura possono avere dei fraintendimenti. Pensa a WordPress e Yahoo!: sono tante le aziende che registrano questo problema.

Cosa hai fatto, fai e farai nell’azienda

Una rapida occhiata al tuo universo professionale. Non tutti conoscono la tua attività e, soprattutto, la storia che accompagna da sempre il brand che hai creato con tanti sacrifici e fatica.

Ecco perché potrebbe essere interessante mostrare da dove arriva la tua azienda, cosa hai fatto per raggiungere i risultati attuali. Ma puoi anche suggerire dove sei proteso.

Vale a dire quali sono i tuoi obiettivi futuri. La visione aziendale è importante e puoi mettere in chiaro gli step da toccare per i prossimi mesi e anni. Magari questa sezione può essere accompagnata da materiale multimediale come le foto dello staff. Ma non solo.

Puoi inserire immagini d’epoca, grafici che raccontano l’evoluzione, numeri, tabelle, video. Una pagina di brand guidelines può diventare interessante da sfogliare.

Tone of voice: come si relaziona l’azienda?

Un altro aspetto importante di questo lavoro riguarda la possibilità di aggiungere indicazioni rispetto al tone of voice, al come l’azienda decide di comunicare con le persone. Si affronta lo stile comunicativo, strutturando la comunicazione dell’impresa. Vuoi un esempio concreto?

Tone of voice - Brand GuidelinesGuarda lo schema proposto da Fandango. C’è una soluzione chiara e schematizzata che ti spiega come comunicare, con relativi casi negativi. Sai cosa? Questo è un ottimo esempio di definizione del tone of voice, esemplificato in modo cristallino. Un’azienda che si impegna a mettere in chiaro dettagli del genere comunica i suoi valori ai propri clienti.

Valori del brand e mission aziendale

Un punto molto importante – che dovrebbe essere nitido prima all’azienda – da inserire nero su bianco nelle linee guida. Qui, infatti, puoi scrivere perché hai deciso di scendere in campo, qual è la tua mission aziendale. E, soprattutto, puoi lavorare sui concetti di valori interni.

Ovvero la scintilla che rende unico il tuo prodotto. Io credo che quest’ultimo passaggio sia decisivo in qualsiasi attività di web marketing (e di promozione in generale) per questo consiglio di lavorare sodo per individuare i punti che ti interessano e metterli su un documento di brand guidelines. Perché tutto ciò acquista un valore decisivo agli occhi dei potenziali clienti.

Devi distinguerti dai competitor, sottolineare la USP (unique selling proposition) e spiegare a chi investe sul tuo nome perché dovrebbe scegliere te. Una grande azienda ha bisogno di tutto questo, ma anche una piccola impresa può comunicare in modo chiaro i valori che muovono ogni singola azione. Questo è importante per creare un legame intimo con il pubblico.

Da leggere: perché è decisiva la brand awareness

Tu hai creato le brand guidelines?

Dal mio punto di vista quest’attività può avere un’importanza strategica senza eguali. Non voglio esagerare, ma non credo che sia superfluo sottolineare l’importanza delle brand guidelines.

Mettere in primo piano la tua identità come azienda vuol dire aprire un canale di fiducia e trasparente. Non è forse questo uno dei dettagli che spesso viene ignorato dalle aziende?

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