Valentina è una Digital Analyst vulcanica, i social analytics sono il suo pane quotidiano e, quando si tratta di social KPI e metriche che contano, nessuno la batte. Molti di voi già la conoscono, visto che è docente dei corsi di Studio Samo. Chi ancora non la conoscesse, può recuperare con questa intervista e naturalmente ai Visual Storytelling Days 😉

vale 20171) Chi sei e di cosa ti occupi? Presentati ai nostri lettori

Ciao, sono Valentina e sono una social media addicted 😀
Ho diverse dipendenze: Facebook, Twitter, Tumblr, YouTube e in generale GIF. Alcune volte vorrei potermi esprimere per 24 ore di fila solo tramite GIF.

Ho trasformato le mie dipendenze in una professione, quella del “Social Media Strategist e Digital Analyst”.

Per molti sono nota come “quella che sta sempre con quel bagaglio ( telefono per i non bolognesi) in mano: in realtà sono “quella che analizza e pianifica in maniera razionale” campagne di social media marketing integrato per far in modo che le aziende si raccontino al meglio, curando in maniera opportuna e coerente anche le attività di branding legate al mondo digitale.

2) Secondo te, perchè le immagini oggi sono così importanti?

Perché non abbiamo più tempo per emozionarci con le parole: ci hanno talmente drogato di discorsi ambigui, dal triplo senso, che non ci fidiamo più delle emozioni che ci danno le parole. Abbiamo bisogno di troppo tempo per elaborarle e distillarne un’emozione concreta, di cui ci possiamo fidare.

Con le immagini è tutta un’altra cosa. Ci emozioniamo e le condividiamo perché il transfert emotivo è più rapido. Quasi real time!

Non ci emozioniamo per immagine belle, ci emozioniamo per il sedimento culturale che ne attiva le emozioni: se ci fate caso on line non vince il visual storytelling perfetto ma quello fatto da storytellers bravi. Ovvero coloro i quali progettano il racconto di ogni storia basandosi sulle emozioni primordiali e non su “artificiali input marketing”. L’input va integrato con le emozioni quotidiane.

3) Ormai essere sui social è fondamentale per le Aziende, che voto daresti ai brand italiani su YouTube? E in generale, secondo te, qual è lo stato del video marketing in Italia?

Aziende italiane e video marketing: nella maggior parte dei casi l’esclamazione è “ non c’è budget quindi facciamolo virale”. Direi quindi che il feedback è “ Studiate. Ora. Che è già tardi!”.

Aziende italiane e YouTube, odi et amo .. ma soprattutto “odi” per tutte quelle aziende che pensano “YouTube=Tv sul computer oppure repository video perché sul server occupano troppo spazio”.

YouTube non presuppone gli stessi principi di fruizione della televisione. Alcune aziende italiane stanno ri-adattando il proprio concetto di YouTube sulla base degli errori degli altri e lo stanno trattando come un “in-a-while” entertainment media.

Altre aziende (la maggior parte) continuano imperterrite a fare video totalmente autopromozionali di 35 minuti, collezionando ben 12 visualizzazioni… e incolpano il mezzo (e non il contenuto) delle pessime performance ottenute.

Tranne poche eccezioni, che abbiamo selezionato per parlarne durante Visual, il rapporto con YouTube è ancora vecchio e formale. Aziende leader di settore che vogliono rinfrescare il brand con un video catalogo degli anni 2000.

Il grande problema è questo: avere un canale YouTube non rende un’azienda attiva su YouTube.

Valentina Vellucci Visual Storytelling | Studio Samo

4) La pubblicità prima dei video di YouTube non è vista di buon occhio dagli utenti. Secondo te quali caratteristiche dovrebbe avere un annuncio pubblicitario per attirare l’attenzione ed evitare skip?

Più che una lista di best practise per realizzare un annuncio pubblicitario a prova di skip, credo sia utile formulare una lista di “worst practise” a prova di fail markerting:

  1. Quando progetti un video su YouTube, l’utente non deve alzarsi per cercare il telecomando e skipparti. Basta un clic. Di conseguenza, non annoiare gli altri con quello che non vorresti annoiasse te.
  2. Sii conciso. Se Beatiful fosse nato su YT, Brooke avrebbe avuto solo 4 matrimoni.
  3. Sii diretto. La fruizione di un prodotto YT è ancora fatta di unità singole. Coinvolgile in maniera diretta
  4. Non risparmiare sulla creatività. Più il tuo contenuto video si basa su una creatività di qualità, più otterrai visite. Le visite generano conoscenza sul tuo brand. La conoscenza genera fiducia. La fiducia genera vendite.
  5. Non risparmiare sulle PR: le PR sono un investimento. Se vuoi dare al tuo video l’opportunità di diventare virale è necessario investire.

5) Perché un brand dovrebbe scegliere di raccontarsi con un video?

I video sono fatti della materia più vicina a quella che è il ricordo di un’esperienza umana. Sono realtà senza massa reale. Per questo motivo, per raccontare davvero il cuore del proprio brand, le aziende dovrebbero metterci la faccia e raccontare una parte di sé attraverso i video.

Soprattutto in una fase di crisi economica, o in un caso di crisis management, le aziende dovrebbero scegliere di “ri-costruire” la propria immagine attraverso strumenti diversi dai comunicati stampa.

Il content video, se fatto con criterio, potrebbe essere un’ottima soluzione.

6) Se potessi esprimere un desiderio, quale feature/opzione vorresti che fosse introdotta per migliorare la tua esperienza su YouTube?

Una tool box decente sia da desktop sia da mobile per YouTube! Questa sarebbe lo step di upgrade necessario a YouTube per passare da social di video-sharing a social di making& video-sharing.

E maggiori opportunità di customizzazione per i collegamenti da un video all’altro. Con le YouTube Card ci stiamo avvicinando… ma la strada è ancora lunga.

7) Ci dai un’anticipazione di quello che racconterai ai Visual Storytelling Days di Milano?

Vedremo come si sono evolute le strategie di video content marketing, esplorando anche la suite completa di YouTube Live 😀

Useremo un approccio semiotico per smontare alcuni casi studio e capire dove si nascondono gli inneschi comunicativi fra pubblico e brand.

Il menù della casa, solo per questa edizione, ha preparato due case history interessanti per fare storytelling tramite immagini… su due media che non sono propriamente “piattaforme di storytelling visivo!”.

Ops, forse ho detto troppo!

Insomma, tenetevi leggeri che consumeremo insieme un ricco pasto a base di visualstorytelling!

8) Con quale gif vorresti salutare gli ospiti e colleghi del #visualsamo?

Ci divertiremo!

gif divertimento

9) Con quale gif vorresti salutare quelli che ancora usano i video cataloghi per fare storytelling?

gif kill you

Ringraziamo Valentina per questa intervista che ci ha fatto venire l’acquolina in bocca e vi apsettiamo il 26 e 27 maggio a Milano per il #visualsamo! 😉

Credits foto: Lisa Conti di Palestra Digitale Fotografia ad Alta Sensibilità 

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