In SEO

Google, da sempre, vuole essere l’unica destinazione finale dei viaggi che i suoi utenti vogliono fare. E il suo voler essere primo tra i primi, più di ogni altra cosa, ci permette di capire, sul finire dell’anno, quali saranno le principali tendenze SEO per il 2020.

Nei nostri articoli molte volte scriviamo che il panorama della SEO è molto dinamico. Certo, alcune cose rimangono le stesse: inserire le parole chiave rilevanti nei titoli, farne una priorità da ottimizzare per gli utenti che navigano con i dispositivi mobili, ecc sono alcuni degli evergreen da rispettare sempre e comunque.

Ma altre cose continuano a cambiare in una spirale senza fine. Quest’anno, Google, insieme ad altre importanti piattaforme, sta cercando sempre più di essere la destinazione finale dei viaggi dei suoi utenti.

Questo, più di ogni altra cosa, definisce i principali SEO trend per il 2020, dato che, oggi più che mai, dobbiamo costantemente trovare i modi migliori per rimanere “attivi” all’interno del quadro creato da Google.

1. Le ricerche Zero-click diventeranno la nuova normalità

Grazie a caratteristiche della SERP come i featured snippet, i Google’s Local Pack, i Knowledge graph e così via, più della metà di tutte le ricerche sono diventate “zero-click searches”. Ciò significa che alla richiesta dell’utente viene data una risposta diretta nella SERP stessa, senza dover cliccare su alcun link.

A questo punto cosa dobbiamo fare? Prima di tutto come direbbero gli americani “Don’t panic!”.

  • La prima cosa da fare è considerare che tipo di ricerche sono: si tratta di persone che cercano il vostro indirizzo e numero di telefono? Oppure persone in cerca di una risposta a una domanda facile e veloce? Quei particolari clic probabilmente non si convertirebbero comunque, e quindi, anche se importanti, non dovrebbero essere tenuti troppo di conto.
  • Al contrario rimane sempre fondamentale identificare quali keyword possono effettivamente portare clic. Utilizzando ad esempio uno dei tanti programmi online per fare keyword research come Rank Tracker in combinazione con il proprio account Google Search Console, si può analizzare quali parole chiave di quelle che si stanno ottimizzando portano effettivamente i click. In questo modo risparmiamo un sacco di tempo e fatica ottimizzando, ad esempio, il sito web per le query che comprendono parole chiave come “quando”, “quanti”, “che anno”, e così via.

Questi processi sono vitali per i contenuti, naturalmente, ma non dovrebbero essere l’unico punto focale dei vostri sforzi di SEO.

2. Ottimizzare un sito web al meglio per i Rich e Featured snippet

Nel momento in cui, come dicevamo sopra, le ricerche zero-click sono sempre più frequenti, le informazioni mostrate sulla SERP stessa stanno diventando più importanti che mai. Due ottimi modi per distinguersi è quello di lavorare molto sui Rich o Featured snippet.

I Rich snippet, quelli che, oltre al titolo e alla descrizione, mostrano immagini, stelle per le recensioni, prezzi dei prodotti, ecc, sono più facili da ottenere, ma portano anche importanti miglioramenti dei CTR più bassi rispetto a un Featured snippet. Il risultato sarà più evidente anche se la vostra posizione nella SERP rimarrà la stessa.

I Featured snippet, ossia un intero blocco di informazioni che è mostrato nella parte superiore di una SERP, portano grandi aumenti di CTR. Ma ottenerne uno è un po’ più difficile.

Che cosa potremmo fare? Ottenere entrambi questi tipi di frammenti richiede, soprattutto, che i dati siano strutturati. Utilizzando uno strumento come WebSite Auditor possiamo controllare se i dati sul sito web sono già strutturati. Se non lo sono, date un’occhiata a questa guida su come utilizzare i dati strutturati.

Usando Rank Tracker per trovare le migliori opportunità per i Featured snippet non dobbiamo cercare solo le parole chiave che stiamo facendo salire nel ranking, ma in particolar modo dobbiamo lavorare sulle parole chiave per le quali i vostri concorrenti hanno già ottenuto un Featured snippet.

Una cosa importante da ricordare che, incluso il primo posto, nessuna posizione garantisce di ottenere Rich o Featured snippet.

3. La local SEO sta cambiando

Un gran numero delle suddette ricerche zero-click sono ricerche locali per le quali i risultati sono mostrati sulla SERP stessa, nei cosiddetti Local Pack. Per i dispositivi mobili, un singolo pacchetto locale può occupare lo stesso spazio di un’intera SERP mostrata a un utente.

È possibile coprire un vasto numero di ricerche, per lo più quelle che contengono parole chiave come “vicino a me” o “indirizzo” o “numero di telefono”, in un colpo solo, creando una pagina di Google My Business per la vostra azienda.

Ma questo dovrebbe essere solo l’inizio dei vostri sforzi. Un gran numero di ricerche non si concluderà sui pacchetti locali. Le persone che vogliono confrontare i prodotti, cercare informazioni più dettagliate, ecc. continueranno ad andare sul sito web, ed è qui che le pratiche tradizionali di SEO diventano importanti.

Avere un solido profilo backlink è di fondamentale importanza, e per ottenerlo bisogna iniziare a analizzare che tipo di backlink hanno ottenuto i competitor.

Una caratteristica specifica della local SEO è che è necessario avere il più possibile di backlink che Google ritiene localmente autorevoli.

E, naturalmente, bisogna ricordarsi di tenere traccia del local ranking performance. Tenete presente che il minimo cambiamento di posizione influenzerà il tipo di risultati che l’utente otterrà.

Se volete approfondire l’argomento, date un’occhiata a questa guida in inglese dedicata alla local SEO.

4. Neural Matching, RankBrain e BERT 

Da anni ormai Google utilizza algoritmi di apprendimento per migliorare l’esperienza dei propri utenti con la ricerca e aiutare ad evitare le pagine web contenenti parole chiave. Nel 2020, questo sarà più importante che mai anche grazie all’uscita dell’ultimo algoritmo di Google chiamato BERT.

Ora, per quanto ne sappiamo, Google utilizza tre meccanismi: il primo è il Neural Matching, che comprende il significato della query. Il secondo è RankBrain, che regola la SERP basandosi sui dati raccolti sul comportamento degli utenti. Il terzo è BERT appena implementato, che è l’algoritmo che viene utilizzato per analizzare la struttura di una ricerca così da comprendere meglio il contesto in cui le parole chiave sono utilizzate.

Con gli algoritmi Neural matching e BERT non c’è molto che possiamo fare, il Neural matching è davvero il nucleo portante di Google, e il BERT richiede davvero di scrivere buoni contenuti.

Ma RankBrain dovrebbe essere considerato con molta attenzione. L’obiettivo qui non è semplicemente quello di classificare un sito web per qualsiasi parola chiave. Ora, e sempre di più in futuro, l’intent matching degli intenti è fondamentale per creare contenuti di successo.

Perché in questo momento, un semplice ranking senza intento di matching potrebbe tagliarci fuori da un numero enorme di SERP.

Per capire il corretto intento di ricerca, è necessario avere il polso di ciò che si sta classificando in questo momento. Utilizzando il software Rank Tracker è possibile monitorate i risultati per vedere quali contenuti Google considera esattamente rilevanti per le ricerche che volete classificare.

Dopo aver determinato correttamente l’intento delle query di ricerca che si desidera classificare, bisogna creare il contenuto che corrisponda all’intento degli utenti nella loro ricerca.

5. La costruzione del brand dovrebbe essere una priorità

Un trend che qualsiasi marketer che lavora oggi dovrebbe conoscere è che l’organic social è  morto. Mentre il paid advertising funziona ancora brillantemente per i social, il fatto che sempre più aziende lo stanno facendo crea una vera e propria tendenza in cui il ROI per gli annunci a pagamento si presume che nel 2020 sarà in diminuzione.

A questo punto, visto che il paid advertising diventerà più prevalente e costoso, per tutti coloro che vogliono crescere con queste strategie, la brand awareness e la brand building diventeranno fondamentali negli sforzi dedicati al digital marketing.

Non dimentichiamoci, infine, che le linkless mention stanno diventando sempre più importanti, con Google e Bing che confermano che vengono utilizzate come segnali di classifica.

Prima di tutto dobbiamo andare a costruire mention rilevanti. E per il 2020, dobbiamo prestare la stessa attenzione alla creazione di profili di link di qualità, così come la gestione delle linkless brand mention.

L’utilizzo di quello che viene chiamato social media listening, ad esempio, vi permetterà di monitorare ogni menzione non solo del brand, ma anche del tipo di servizio/prodotto che viene fornito.

Questo permette, prima di tutto, di interagire direttamente con la vostra clientela. In secondo luogo dà l’opportunità di costruire la brand awareness o consapevolezza del brand attraverso un servizio pubblico di customer care che aiuta ad informare le persone che sono effettivamente interessate ad un prodotto su eventuali campagne o promozioni che potrebbero essere in corso, ecc.

Inoltre con questa ricerca è possibile cercare dove sono menzionati i principali concorrenti e avviare una campagna per essere menzionati anche lì.

Infine utilizzando i social listening tool i marketer sono in grado di costruire la brand awareness attraverso l’interazione diretta con la loro base clienti.

Perché i SEO trend sono importanti per il lavoro nel 2020

Ogni volta che i marketer pensano di aver ottenuto dei vantaggi definitivi con la SEO, le regole iniziano a cambiare di nuovo. Un grande esempio è di come sia cambiata la local SEO. Oggi avere Google My Business sta diventando sempre più importante per le aziende che operano in ambito locale e che vogliono dare maggiore visibilità al proprio sito web, e questo è solo un sintomo di una tendenza più ampia.

Abbiamo bisogno di tenere sempre il polso della situazione e quindi, adattare il nostro lavoro alle nuove sfide che inizieremo ad affrontare nel 2020, ci permetterà di fornire i migliori risultati possibili ai nostri clienti.

 

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