Il web è pieno di case study ricchi di testimonianze e indicazioni per avere successo su Facebook, per ottenere buoni risultati. D’altro canto è questo che conta, giusto? Aumentare il fatturato, dirigere nuovi clienti verso le landing page di prodotti e servizi. Ma non è solo questo, a volte devi evitare gli errori.

Esatto. Nella gestione quotidiana di un account social ti muovi in due direzioni parallele che non si incontrano mai. E che ti permettono di raggiungere lo stesso scopo: l’uso virtuoso dei social. Allora, quali sono queste strade? Da un lato c’è l’ottimizzazione dei contenuti in modo da ottenere buoni risultati, dall’altro c’è un lavoro di limatura.

Anche il lavoro di social media marketing comporta delle falle colpose o dolose. Spesso le sviste sono frutto di leggerezza o distrazione, non per forza di ignoranza. Nessuno pensa a quel dettaglio che, invece, per l’utente può essere decisivo. Nella mia esperienza ho affrontato decine di tragedie su Facebook. Qui ho selezionato le peggiori.

Diventare l’incubo dei contatti

Questo è un concetto-ombrello, nel senso che racchiude situazioni differenti che fanno capo a un unico nodo. Avere il contatto di una persona su Facebook non vuol dire essere libero di disturbare in ogni momento. Sai cosa significa, vero? Mandare messaggi con richieste di preventivo alle due di notte, chiedere piaceri che diventano consulenze a costo zero, fare domande assurde ed esigere risposte immediate.

Due sono i molestatori da evitare come la peste: quello che tagga mille persone nella cartolina di auguri di Natale e quello che si offende se non rispondi subito. La chat di Facebook non è uno strumento per le comunicazioni di lavoro. O meglio, può esserlo tra colleghi o per messaggi rapidi. Però molte persone ignorano la chat, la usano per le conversazioni con gli amici.

I professionisti ricevono decine di richieste al giorno, può capitare di perdere il filo e di abbandonare un messaggio. Quindi, non importunare le persone con la chat di Facebook. Se hai qualcosa di importante da comunicare usa l’email.

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Usare hashtag a caso

Gli hashtag hanno ruoli ed effetti diversi, tutto dipende dai social. Su Instagram sono decisivi per ottenere buoni risultati. Su Twitter possono influenzare engagement e retweet. Su Facebook invece vengono ignorati, sono addirittura fastidiosi. Eppure c’è chi continua a usare 10 hashtag per ogni aggiornamento. La mia idea? Massimo uno, magari per fare branding.

Vuoi diventare fan?

In questo passaggio tocco un punto che può rovinare la tua presenza su Facebook. Le richieste per diventare fan sono micidiali, non fastidiose come quelle che ti costringono a entrare nelle community (da galera) ma da definire con attenzione.

Sto parlando di uno strumento che deve essere utilizzato con buon senso: se apro una pagina dedicata alla SEO posso chiedere alle persone che conosco, e con le quali ho un rapporto di fiducia, di diventare fan. Ma questi contatti racchiudono esperti del settore, persone che apprezzeranno i contenuti della pagina. E che parteciperanno alla vita della mia nuova creatura.

Il concetto è semplice: puoi invitare genitori, parenti, amici di scuola. Ma saranno solo numeri vuoti. Metriche che non hanno senso. Non mandare richieste a caso, se vuoi una base di partenza valida – oltre a invitare persone che seguiranno i contenuti – investi in advertising.

Invitare tutti agli eventi

Simile al discorso delle Fan Page. Hai organizzato un evento? Bene, puoi invitare le persone che sono interessate e che si trovano in un raggio di 10 chilometri. Più o meno. Ma non puoi aggiungere un palermitano vegetariano alla sagra della carne di Belluno. Non verrà mai, non è interessato perché non si sposterà da un capo all’altro dell’Italia per un evento locale. Poi mi sembra fuori target… Riflettere, riflettere, riflettere.

Ignorare il visual

Lo so, è un lavoro duro. Uno degli errori clamorosi quando lavori su Facebook è proprio questo: ignorare la forza dei contenuti visual. E non intendo solo le immagini ma tutto ciò che riguarda il settore, dalle GIF ai video. Attraverso questi codici puoi comunicare con un’efficienza e una velocità diversa dal testo, un privilegio che in un web sempre più mobile non puoi ignorare.

I social network, e nella fattispecie Facebook, sono il regno del visual. Hai a disposizione mille strumenti differenti per catturare l’attenzione del lettore attraverso immagini e video. Impegna il tuo tempo e le tue risorse per creare contenuti validi. Usa Canva per le tue grafiche, punta sulle dirette Facebook Live, acquista una strumentazione e crea dei video degni di questo nome. Sempre rispettando ciò che hai deciso a tavolino.

Per approfondire: 5 modelli indispensabili di Canva

Pensare di conoscere gli utenti

Quanti orrori sono stati consumati al grido: “Pubblica questo gattino, io conosco i miei clienti”. Poi, di fronte al totale collasso, tutta la colpa passa al social media manager che non ha mosso le leve giuste. Non ha la competenza necessaria per gestire quei due o tre valori che possono fare la differenza. La verità è un’altra: su Facebook vincono i contenuti che le persone amano. Tu devi trovare questo filone d’oro. Non ti fermare alle convinzioni sedimentate. Soprattutto, smettila di proporre link con slogan commerciali.

Pubblicare contenuti a caso

Stai gestendo i canali Facebook di un’azienda e non hai un piano editoriale? Non è una cosa buona. Una Fan Page deve essere trattata come un blog: devi organizzare gli obiettivi, definire il target, riflettere sui contenuti da distribuire nel tempo. Nel punto precedente ho sottolineato l’importanza dei contenuti visual, ma per dare risalto a questo lavoro devi avere un’organizzazione.

Devi sapere cosa pubblicherai quel giorno, ma anche perché lo farai e a chi ti stai rivolgendo. Per ottenere quale risultato. Ci sono aggiornamenti che hanno come obiettivo il coinvolgimento dei fan, altri che cercano di aumentare il traffico verso l’e-commerce, altri ancora che puntano ai lead. In questi casi, però, dovrebbero entrare in gioco le pubblicità. Non per forza, chiaro. Ma qui si sviluppa un altro errore. Forse il più importante.

Ma scusa, Facebook è gratis!

Perché devo pagare? Questo è uno dei peccati mortali di chi inizia a usare Facebook (e di molti professionisti, non temere): Facebook non è gratuito. Se vuoi usarlo fino a un certo punto puoi sfruttare la visibilità che ti arriva grazie alla semplice pubblicazione in bacheca o sulla Fan Page. Se hai un progetto, se vuoi proporre un servizio, se vuoi vendere un prodotto non hai molta scelta: le pubblicità fanno la differenza. Soprattutto se le gestisce un professionista.

Le pubblicità di Facebook possono dare grandi risultati a patto che ci sia una persona competente dietro a determinate scelte. Il rischio peggiore? Buttare i soldi senza avere alcun risultato. Tutti gli errori elencati possono essere risolti se alla base della tua presenza su Facebook c’è un bravo consulente di web marketing, e in particolar modo un esperto di social. In ogni caso gli orrori su Facebook non terminano qui: sono sicuro che tu puoi aiutarmi a concludere la lista.

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