In Blogging

Uno dei punti essenziali per organizzare la scrittura e creare dei buoni contenuti sul tuo blog personale o aziendale è lavorare sulla struttura di un articolo. Ciò significa prendere come riferimento una serie di passaggi per definire al meglio ciò che pubblicherai e userai per innescare il processo di inbound marketing. Perché è questo l’obiettivo, giusto?

Vuoi farti trovare dalle persone che hanno bisogno di te. Questo passaggio è indispensabile per chi cerca nuovi clienti online e vuole guadagnare con internet. Io credo che il blog si possa trasformare in uno strumento decisivo, devi solo organizzare un buon calendario editoriale.

In questo equilibrio entra in gioco la struttura di un articolo. È grazie a questa schematizzazione che puoi individuare i punti essenziali per organizzare una pubblicazione efficace, capace di farsi trovare sui motori di ricerca e apprezzare dai lettori. Da dove prende il via quest’analisi?

Io direi di seguire un processo verticale, dall’inizio alla fine del post. E pubblicare buoni contenuti per farti trovare dal tuo potenziale pubblico in vista di un obiettivo superiore. E stabilito a priori.

Inizia da un buon titolo (e sottotitolo)

L’headline è il primo punto da sottolineare quando lavori sulla struttura dell’articolo. Questa stringa di testo deve essere un manifesto delle tue argomentazioni e dell’intento che vuoi comunicare. Il titolo è la sintesi di ciò che offri, qui c’è il motivo che dovrebbe spingere le persone a leggere.

Il titolo è lo slogan, la promessa che fai al pubblico. Deve informare ma anche emozionare. Puoi lavorare su due fronti quando decidi di puntare sul blogging: c’è il tag title rivolto alla serp e il tag H1 nella pagina web. Il primo rispetta alcune regole legate alla buona attività di SEO copywriting.

title tagliato serp

Ad esempio deve avere al suo interno la keyword più importante e non supera le 65 battute (altrimenti Google lo taglia). L’H1 lascia maggiori libertà e qui puoi pensare a un titolo creativo.

Nella buona struttura di un articolo c’è anche il sottotitolo, una stringa di testo capace di approfondire l’headline. Quest’ultima è sintetica, diretta, immediata mentre ciò che segue aiuta ad approfondire e a contestualizzare. Il sottotitolo è più lungo e graficamente meno impegnativo, con un font più piccolo. Per accompagnare il tag title nella serp puoi usare la meta description.

Da leggere: come indicizzare un sito web

L’introduzione è l’aspetto più importante

Sai cosa significa questo? Le persone non leggono dall’inizio alla fine, ma il primo paragrafo è sempre il punto in cui lo sguardo concentra le sue attenzioni. Non è un dato lanciato a caso.

Non mi sto inventando niente, è sicuro: anche Jakob Nielsen sottolinea questo punto: la maggior parte del tempo trascorso su una pagina web è sintetizzato above the fold.

struttura di un articolo

Vale a dire dove si trovano titolo, sottotitolo e primo paragrafo. Quindi, ipotizzando una possibile struttura dell’articolo posso dire che in quest’ultima sezione del post devi rispondere subito alle domande del pubblico e far capire qual è l’argomento, cosa stai per affrontare nel testo.

Ma anche quali sono i vantaggi per chi deciderà di continuare a leggere. Una delle strategie più efficaci per far lavorare l’introduzione è il metodo PAS: Proble, Agitate, Solve. Introduci un punto problematico condiviso dal pubblico, rendilo impellente e importante, offri una soluzione.

Organizza le informazioni nel corpo del post

Questo è il body, il cuore del contenuto. E qui si articola la “ciccia”, vale a dire ciò che serve al lettore per approfondire e dare una svolta alla propria attività. L’introduzione fa da esca per portare il lettore in questa sezione del contenuto. Ora mi chiederai con grande stupore:

Non è consigliato dalla piramide rovesciata di inserire subito ciò che il pubblico cerca? Non devi essere diretto, rapido e immediato?

Sì, confermo. Ma in un’ottica giornalistica e informativa devi sintetizzare ciò che hai di importante da dire, devi spiegare motivi e vantaggi della lettura. Il contenuto vero e proprio è qui, in questa sezione dell’articolo. Che deve essere organizzata nel miglior modo possibile.

Una buona schematizzazione dei vari header

Il titolo affronta il topic generico, gli H2 dividono il testo in temi correlati ma meno generici. Poi gli eventuali H3 sono più specifici ancora e aiutano il lettore a muoversi all’interno del testo.

Da mobile questo è decisivo, soprattutto se usi un testo descrittivo nei titoli e aggiungi un menu interno con le ancore. In questo modo gli header danno delle indicazioni esaustive sui temi affrontati nel post e permettono di navigare con semplicità nel contenuto.

Conclusione: riassumi e crea una CTA

Mai dimenticare la chiusura di un articolo, l’effetto Primacy e Recency (capacità di dare più attenzione all’inizio e alla fine di un contenuto) ti impone grande riflessione su questo punto.

La sezione finale non deve essere tralasciata e ignorata, anzi. L’interesse risale rispetto alla parte centrale del body. Il grafico di Jakob Nielsen sottolinea questo punto, quindi nello schema di un articolo da pubblicare online qui devi lasciare spazio a 2 elementi fondamentali:

  1. Sintesi degli argomenti affrontati per riprendere il focus.
  2. Eventuale call to action per invitare all’azione il pubblico.

La parte finale del contenuto deve giungere a una conclusione, magari dare dei risultati e delle considerazioni personali incorniciate da spiegazioni. Se hai degli obiettivi specifici questo è il momento per tirare le somme: puoi far scaricare un ebook gratis, chiedere ai lettori di lasciare una recensione o un commento. Oppure puoi portare l’audience verso landing page commerciali.

Le call to action possono essere cambiare in base alle necessità che ti hanno spinto a lavorare sul blogging. Ma la conclusione è la sezione utile per richiamare l’attenzione verso le richieste.

Da leggere: come inserire una call to action su WordPress

La tua struttura di un articolo: cosa aggiungi?

In questo post ti lascio quella che, secondo me, è lo schema ideale per scrivere un intervento da ricordare e condividere. Il successo di un buon contenuto dipende da cosa scrivi e come lo presenti. E questo equilibrio si conquista anche con una buona struttura organizzativa, cercando di dare ruoli precisi ai passaggi del contenuto. Tu vuoi aggiungere qualcosa? Se hai altri punti da affrontare per creare un articolo efficace lascia la tua opinione nei commenti.

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Comments
  • Cristian
    Rispondi

    Gran bell’articolo, che sottolinea l’importanza di cose che spesso si sanno per scontate

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