Raccontare una storia non è semplice. Bisogna conoscere in primo luogo il pubblico a cui ci si rivolge, il mezzo più adatto a raggiungerlo e bisogna sapere perchè si vuole raccontare quella storia. Si perchè le storie vengono raccontate per una ragione. Da piccoli i nostri genitori ci raccontavano le storie di grandi eroi e principesse per impartire in noi dei valori. Allle volte ci raccontavano delle storie solo per farci dormire e indurci a fare bei sogni.

Lo stesso principio vale per le aziende o i brand. Hanno clienti da coccolare attraverso delle storie. Per narrare queste storie devono sapere a chi le stanno raccontando. In questo caso il potere delle immagini viene a darci una mano.

Spesso le storie non necessitano di testi e suoni, bastano delle immagini che scorrono su uno schermo per attirare la nostra attenzione. Ed è esattamente quello che è successo a me la scorsa settimana. Avevo il mio newsfeed aperto sul desktop ma ero intenta a fare altro, quando a un tratto un video partito in automatico ha attirato la mia attenzione.

In genere preferisco tenere l’audio del mio pc disattivato per cui quelle immagini mi hanno colpito solo per la loro forza e per le emozioni che hanno suscitato in me. Due scarpette da ballerina, ago, filo, calze rosa. Si trattava di un video dell’Australian Ballet. Avendo danzato per tanti anni della mia vita era ovvio che quelle immagini avrebbero suscitato in me qualcosa, ma poi ho riflettuto che quelle immagini stavano scorrendo davanti ai miei occhi senza neanche il supporto di una traccia audio e li ho capito quanto potere avessero.

Spinta dalla voglia di saperne di più sono subito andata a curiosare sulla fan page della compagnia di ballo per indagare sulla strategia social adottata. La danza è infatti un argomento affascinante ma non facile da raccontare. Inoltre le compagnie non hanno solo l’oneroso compito di mantenere alto il valore della disciplina artistica, ma hanno uno scopo ben preciso che è quello di riempire i teatri!

Le compagnie di danza e di teatro in generale di fatto propongono di fatto un servizio, un intrattenimento che gli spettatori devono pagare. Allora come fare? Si fa come dovrebbe fare una qualsiasi azienda: non ti informo sul prodotto ma ti racconto come lo faccio e la passione che ci metto nel farlo.

Ho voluto concentrarmi unicamente sul lato visivo e in particolare sui video della compagnia. Così ho analizzato i video del canale You Tube della compagnia di danza, scovando, oltre al video già citato, altre due interessanti case di visual storytelling:

En Pointe!

Questo è il video che ha attirato la mia attenzione e che vi suggerisco di riguardare senza audio.

Il video è un vero e proprio cortometraggio. Non informa sulle date degli spettacoli della compagnia, nè su quanto costa il biglietto. Si sofferma su un dettaglio: le scarpette di danza. Le inquadrature giocano con le nostre emozioni. Guardando queste immagini riusciamo a entrare in empatia con le ballerine, con la loro passione, la loro dedizione e la loro dolce sofferenza. Il video oltre a essere di alta qualità gioca sulla forza dei simboli e degli oggetti ma della compagnia di danza e del suo tour non vi è traccia.

 A day in life of Benedicte Bemet

In questo secondo video, si passa dai dettagli alle persone. La compagnia ha deciso di raccontare un’altra storia che vede come protagonista una ballerina che rappresenta l’eroina. L’allenamento al mattina, il pranzo, lo show e infine il riposo. Il video ci mette in contatto con la protagonista, con la sua routine, le sue emozioni. Ma anche qui nulla è commerciale o pubblicitario. La compagnia e il suo spettacolo fanno solo da contorno di una bella storia che ci lascia il sorriso grazie al lieto fine.

The Ballet Body

Questo ultimo video si discosta dai precedenti. Non racconta una storia ma racconta il prodotto e i suoi componenti. Un pò come la Apple quando racconta la perfezione dei suoi prodotti e dei materiali! Il corpo del ballerino è il prodotto madre che rende l’azienda migliore rispetto alle altre. I ballerini e i loro corpi rappresentano in questo caso l’esclusivo materiale di alta qualità utilizzato dalla compagnia. E se il prodotto è di qualità il cliente vuole comprarlo!

 

Questi tre esempi di visual storytelling ci insegnano tre cose:

  1. Le immagini hanno un potere enorme sulle nostre emozioni
  2. Non importa quale sia il tuo settore o il tuo prodotto, con le immagini puoi raccontarlo
  3. Non è necessario informare, per far conoscere il tuo prodotto basta raccontarlo.

E a voi? Quali emozioni suscitano questi video?

Fonte immagine

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