In SEO

Quando si lavora con una buona ottimizzazione SEO c’è sempre un punto da affrontare con cura, e da affidare a un vero professionista del settore. Sto parlando della keyword research, una delle condizioni imprescindibili per ottenere buoni risultati online. E tu sai bene che c’è sempre un gran bisogno su questo tema.

Vuoi posizionare il tuo sito su Google? Perfetto, è un’esigenza comprensibile: solo così puoi farti trovare dalle persone che hanno bisogno di te, ed è questa una delle condizioni essenziali del percorso di inbound marketing. Devi farti trovare da chi ha bisogno dei tuoi contenuti, e questo significa lavorare per essere in prima posizione. O magari in seconda, terza. In ogni caso hai bisogno di visibilità su Google.

Questa visibilità arriva con una buona ottimizzazione per i motori di ricerca: si inizia con tag title, si prosegue con la meta description, l’URL e le attenzioni tipiche di chi si occupa del tema SEO copywriting. Vale a dire le competenze che ti consentono di scrivere dei testi in grado di unire le esigenze del pubblico con quelle di Google. Ma alla base c’è sempre lei, la keyword research. Vuoi sapere perché? Continua a leggere.

Da leggere: come ottimizzare il tag title in chiave SEO

Cos’è una keyword per un sito web

Prima di iniziare con la keyword research consiglio di approfondire un tema decisivo, anzi centrale: quello della parola chiave. Che nella maggior parte dei casi questo concetto riguarda delle combinazioni di termini, tecnicamente identificabili come keyphrase ma per ora non ci perdiamo in questi dettagli.

Voglio sottolineare, invece, la centralità del concetto di keyword: con questo termine si intende – superando la definizione puramente lessicale che riguarda la parola inserita all’interno di un testo – la ricerca che la persona fa su Google. Con l’universo di significati che ne deriva.

Oggi è sbagliato fare una ricerca keyword e ottimizzare le pagine per un singolo risultato. L’idea di base è che dietro a una parola chiave c’è un’esigenza e le pagine non devono solo contenere la keyword nel titolo e nel testo: rispondono a ciò che vogliono le persone. Un tempo si ragionava in termini di keyword density, oggi si parla di semantica e correlazioni. Alla base di questo c’è sempre una buona keyword research.

Keyword Research: cos’è, definizione

Con il termine keyword research si intendono le azioni che ti danno la possibilità di individuare le query utili per il tuo lavoro editoriale sul sito web o sul blog. Il lavoro di ottimizzazione SEO on-page affronta un tema tecnico che riguarda la struttura del progetto, con relativa navigazione e organizzazione dei link interni.

Poi ci sono le attenzioni relative al miglioramento dei testi rispetto una risorsa specifica, a partire dai meta tag Google fino al contenuto vero e proprio: Google valuta questo, e lo stesso vale per il pubblico. Il tutto avviene in un lavoro di continua influenza, ciò che piace alle persone va bene anche per il motore di ricerca.

Perché quest’ultimo deve rispondere in modo da dare risposte utili. Per far combaciare il lavoro hai bisogno di una mappa e di una bussola per procedere. Questo è la keyword research, un’analisi delle ricerche fatte dalla tua audience sul web e che vuoi conquistare con i tuoi contenuti. Ora, come procedere?

Come organizzare la keyword research

Voglio evitare fraintendimenti: fare una keyword research professionale, magari per un e-commerce o un sito che opera in settori competitivi, è un lavoro complesso che non si può improvvisare. Ma alla base c’è la ricerca, con determinati SEO tool, di ciò che vogliono le persone che ruotano intorno a un argomento.

L’opera inizia da un seme, un’idea di base, un concetto che caratterizza l’universo nel quale vuoi importi. Da questo topic si possono analizzare i termini usati su Google per ottenere informazioni correlate prendendo in considerazione intenti di ricerca differenti. Questo significa che le keyword non sono uguali. Ecco le tre grandi famiglie di query che vengono registrate sulle ricerche espresse nei motori:

  • Informazionali: riguardano la sfera della conoscenza, del sapere qualcosa.
  • Transazionali: si riferiscono al fare, al compiere un’azione (tipo un acquisto).
  • Navigazionali: qui le persone cercano di muoversi verso un punto preciso.

La base di una buona keyword research: individuare le query che vuoi sfruttare per competere avendo cognizione del fatto che dietro a una ricerca c’è un’esigenza. Una query transazionale ha una forte connotazione commerciale, qui le persone cercano pagine dove poter scaricare, acquistare, prenotare, ottenere qualcosa. Caratteristiche di questa keyword? Nella maggior parte dei casi avrà un CPC più o meno alto.

Come organizzare una keyword research

Lo schema che definisce le long tail keyword – Fonte immagine

Cambiamo versante. Una soluzione informazionale, invece, nasconde un bisogno diverso. In questo caso magari il costo per click è basso e la concorrenza può essere variabile. In realtà il dato delle ricerche mensili deve essere contestualizzato anche in virtù del concetto di long tail keyword. Devi riflettere sulla necessità di scontrarti contro dei mostri del posizionamento su parole chiave ad altissimo volume di ricerca. Meglio concentrare gli sforzi su query lunghe e articolate ma che possono fare molto per conquistare una nicchia.

SEO tool per trovare le parole chiave

Quali sono i migliori SEO tool per fare keyword research? In realtà la lista degli strumenti da usare in questi casi è ampia, quasi infinita. Io però cerco di dare dei riferimenti chiari perché c’è un concetto che preferisco portare avanti: quello dell’economia delle risorse. Ha senso usare 20 utility che fanno la stessa cosa?

Hai bisogno di poche risorse. Poche ma buone, come si dice in questi casi. Ma quali sono i nomi da segnare in agenda? In principio c’era Keyword Planner, il tool di AdWords per scegliere le parole chiave delle campagne.

È utile ma se non hai advertising attivo su determinate keyword non puoi ottenere dati precisi, solo stime. Per ovviare ci sono gli strumenti a pagamento che offrono dei risultati dettagliati per quanto concerne le ricerche con un interesse commerciale. Tra questi tool c’è da ricordare Semrush, SEOzoom e Majestic. Io, nella mia cartella dei preferiti, mantengo anche una manciata di tool gratuiti per completare la keyword research con dati più approfonditi per le ricerche informazionali. Ecco i nomi:

  • Google Trends
  • Ubersuggest
  • Answer The Public
  • Keyword.io

Poi c’è lo strumento segreto, il tool che nessuno conosce e che solo io posso consigliare: Google. Sorpreso? In realtà è così, il motore di ricerca è una delle fonti più importanti quando vuoi fare keyword research.

seo tool

I risultati di Answer The Public.

Perché lui sa cosa vogliono le persone e ogni tanto lascia delle tracce che puoi trovare nel completamento della ricerca e nei Google suggest alla fine della serp. Questo è ciò che si digita nel motore di ricerca, qui hai una definizione chiara di ciò che vogliono le persone. E se stai facendo la keyword research per un blog – magari un progetto per la tua azienda – devi prendere in considerazione questa fonte di dati.

Da leggere: i migliori SEO tool per un webwriter

La tua ricerca online delle keyword

Il punto di partenza: la Keyword Research è indispensabile per articolare un progetto di web marketing degno di questo nome. A prescindere dal tipo di attività SEO da svolgere, devi capire cosa vuole la gente e cosa si aspetta di trovare nelle tue pagine web. Molti clienti vogliono posizionarsi su Google, ma per cosa?

E soprattutto per quali ricerche? Conviene lavorare alla cieca? No, la professionalità è decisiva quando cerchi di capire per cosa devi farti notare. Qual è il passaggio successivo? Lascia le tue domande nei commenti.

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