Spoiler alert: NON esiste il miglior CMS per fare SEO. Te lo dico così, subito e in apertura, in modo tale da sgombrare il campo da qualsivoglia dubbio.

Non esistono CMS lato SEO “friendly” ma soprattutto “ready”. Se un Content Management System è amico e pronto per il posizionamento sui motori di ricerca dipende da te.

Piuttosto esistono sistemi come WordPress che risultano più semplici da utilizzare come backend ma se inizi a gonfiarlo di plugin senza costrutto inizierai la corsa con la stessa verve di un’anatra zoppa e anche un po’ cotta.

WordPress vs Joomla per la SEO

wordpress vs joomla seo

Fra l’altro, nel campo dell’Open Source si consuma una “guerra” fra WordPressiani e Joomlisti su quale sia il sistema migliore. Tenendo da conto che le religion war esistono in ogni campo dove si vengono a radicalizzare due posizioni, secondo il mio modesto parere non c’è – almeno lato SEO – una ragione determinante per scegliere l’una o l’altra soluzione.

Certo mi capita più spesso di lavorare con WordPress vista la sua diffusione (dovuta, credo in gran parte, alla semplicità di utilizzo di cui prima) ma non c’è una motivazione fondata lato SEO per cui sceglierlo rispetto anche, ad esempio, a un CMS proprietario o a un buon caro e vecchio sito “statico”.

Open CMS vs proprietario per la SEO

Qui la situazione si fa un filino più complessa. Se è pur vero che WordPress, Joomla, Drupal (te lo ricordi? Io iniziai da qui. Proprio come impostare subito la curva di apprendimento a “nigthmare”), o Prestashop e Magento in particolare per gli e-commerce, hanno più o meno degli standard condivisi, e si tratta di una “guerra inutile” – la situazione potrebbe cambiare di caso in caso circa i CMS proprietari.

In linea teorica, a parte l’abitudine all’utilizzo, non c’è una motivo specifico per il quale i CMS Open Source siano superiori, seppur per una presunta etica del “codice aperto”. Al massimo è più conveniente perché c’è una community più o meno larga alle spalle da stressare con le proprie domande 🙂

In linea pratica dipende se chi ha sviluppato il CMS proprietario lo abbia fatto rispettando alcune pratiche SEO o permettendone in futuro l’inserimento, quali ad esempio:

  1. L’impostazione dei metadati per le pagine.
  2. La possibilità di scelta di indicizzazione o meno dei contenuti.
  3. L’abilitazione dei rel noindex, nofollow, canonical.
  4. La gestione e la generazione automatica delle sitemap.
  5. La gestione semplificata delle URL descrittive.
  6. La gestione Rich Snippet.

Fermo restando che si tratta di una parte degli elementi ottimizzabili che potrebbero essere anche gestiti “a manina”, a volte può capitare che un CMS proprietario renda difficoltoso persino questo tipo di intervento.

Ma ripeto, si tratta di caso in caso, mi sono capitati anche CMS Open Source sconosciuti ai più, disastrosi su questi elementi.

Fare SEO prescindendo dal CMS

In alcuni casi, ad esempio di una landing page, potresti anche fare a meno di un sistema di gestione dei contenuti e realizzare una pagina statica. Più snella, più veloce e totalmente “ribaltabile” per usare un termine (molto) tecnico.

In chiusura, se non esiste il miglior CMS per fare SEO potresti a volte incappare nei peggiori.

Quali sono state le tue esperienze? Fammi partecipe nei commenti!

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Showing 7 comments
  • Alessia
    Rispondi

    Bel post! Io comunque ho notato una cosa: un principiante probabilmente con un CMS proprietario si trova meglio, perché ha pochi parametri su cui agire (meta title, description e magari anche la URL del post), quando però si inizia a capirci un po’ di più e si vogliono mettere in atto modifiche più strutturali la cosa inizia a diventare complicata.. Difficile scegliere tra WordPress/Joomla e compagnia bella e un CMS proprietario. Forse molto dipende anche da come è fatta la piattaforma e da quanto è bravo il webmaster che l’ha creata 🙂

    • Benedetto Motisi
      Rispondi

      Quello sicuramente Alessia, per questo alla fine credo sia un “falso” problema di bandiera scegliere un CMS al posto di un altro 🙂

  • ginevra
    Rispondi

    Ottimo post, complimenti.
    C’è un’altra questione da affrontare: come scegliere il cms a seconda degli obiettivi che l’utente ha? Ho trovato dei buoni consigli in questo paper del Politecnico di Milano scritto con Engitel

    http://lifeinabyte.com/2015/04/20/da-ict4executive-ed-engitel-una-guida-alla-scelta-del-cms/

  • Benedetto Motisi
    Rispondi

    Interessante punto di vista!

    grazie per il paper!

  • pixelangry
    Rispondi

    Secondo me i cms proprietari sono una grossa fregatura, soprattutto per il cliente.
    Apparte che la maggiorparte di quelli custom, sono fatti da programmatori anche bravi,ma che di SEO non ci capiscono un acca, e quindi mi son sempre trovato a richiedere modifiche strutturali, il problema e quando devi cambiare fornitore.Cioè se io creo un sito per un cliente con un open-source,
    se questo decide di passare il lavoro di mantenimento,SEO e quant’altro potrà farlo sicuramente. Ma se decidi di farlo con un CMS proprietario, praticamente non puoi fare nulla a livello di codice per migliorare o implementare funzioni.

    • Benedetto Motisi
      Rispondi

      Questo è il vero problema dei CMS proprietari. In rari casi mi sono trovato a lavorare su strutture ottimali lato SEO, in questo senso; e tutte le volte perché chi l’ha sviluppato era una specie di creatura mitologica che univa anche competenze di Web Design. Esistono, davvero!
      Ma la vera problematica è il mantenimento successivo al passaggio di consegne: lì è un discorso extra SEO mooooolto più complesso!

  • Roberto Serra
    Rispondi

    Ed eccomi su questo articolo con ritardo di anni! Ne approfitto per segnalarvi un CMS che personalmente trovo molto interessante per la SEO, si chiama Expression Engine, è parecchio utilizzato negli States anche se qui non se ne parla tanto.

    Essendo incredibilmente flessibile sul fronte strutturale permette di fare praticamente qualunque cosa. Unica pecca la curva d’apprendimento non proprio bassa 😀

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