Quando lavori nel mondo social media marketing hai bisogno dei migliori strumenti per analizzare gli hashtag: non è un consiglio ma una certezza. Perché grazie a queste etichette puoi ottenere dei vantaggi concreti, soprattutto su determinate piattaforme. Ad esempio Twitter e Instagram. Ma voglio fare un passo indietro: di cosa sto parlando esattamente? Cosa sono gli hashtag e perché sono così importanti?

Tutti li usano, ma non sempre nel modo giusto. Gli hashtag sono delle parole precedute dal cancelletto che hanno un ruolo decisivo: caratterizzano il contenuto del post pubblicato. Un po’ come fanno le tassonomie del blog, in particolar modo i tag. Quindi, per fare un esempio concreto, quando verrà condiviso su Twitter questo post potrebbe avere l’hashtag #SMM. Perché affronta un argomento caro ai social media manager.

A cosa servono gli hashtag?

In primo luogo, e mi allaccio al punto precedente, gli hashtag servono a contestualizzare la pubblicazione. Se vedo l’acronimo #SMM in un tweet capisco che è legato a un tema che mi interessa. E nel caos primordiale che a volte caratterizza i social questo è un dettaglio importante. Ma gli hashtag servono anche per fare in modo che il mio contenuto venga trovato dalle persone giuste. Quelle che fanno comodo al tuo business.

Il post che contiene una di queste etichette, infatti, viene inserito in una pagina riassuntiva che ordina tutte le pubblicazioni che si sono mosse nello stesso modo. Quindi l’hashtag facilita la rintracciabilità di un’azione. Nello specifico dà una possibilità in più al tuo contenuto di essere visualizzato da persone nuove, interessate al tema. Tutto questo senza considerare una delle ricerche condotte da Dan Zarrella: se vuoi aumentare i retweet devi usare gli hashtag.

Ma non tutti sono utili. Da boicottare senza mezze misure i cancelletti inseriti prima di preposizioni, congiunzioni e altre parole non funzionali alla contestualizzazione. Sono link all’interno di un post che hanno due effetti: rovinano la leggibilità e fanno fuggire il pubblico con collegamenti inutili verso pagine altrettanto superflue. Per ottenere risultati concreti devi scegliere con cura queste soluzioni, ecco perché ti consiglio i migliori strumenti per analizzare gli hashtag.

Scegli l’hashtag con Ritetag

Voglio iniziare questa lista con una certezza. Già nella homepage la promessa ti cattura e ti lascia immaginare quale problema risolve Ritetag: non sai quale hashtag scegliere? Qui trovi la risposta alle tue domande. In effetti la questione è sempre la stessa: tra le decine di hashtag non hai idea di quali possano essere le soluzioni migliori. Ma con questo strumento i dubbi volano via grazie a dati precisi e puntuali.

I migliori strumenti per analizzare gli hashtag

Guarda questo screenshot. Basta inserire una parola (io ho usato social) per avere informazioni preziose che possono fare la differenza. Ovvero le visualizzazioni per ora, i retweet, la presenza o meno di link, tweet unici, menzioni. E poi ci sono le live stats che offrono uno scenario completo. Condizione essenziale per accedere a tutti i dati? Il login, senza dimenticare che puoi sfruttare l’estensione browser.

Da leggere: l’importanza degli hashtag per chi fa social media marketing

Hashtags.org, la base per tutti

Ritetag è il mio strumento preferito per analizzare gli hashtag, ma il punto di partenza per una buona valutazione è sempre hashtags.org. Questo è il grande archivio, la pietra angolare di tutte le parole precedute dal cancelletto. Basta una ricerca per trovare l’evoluzione temporale, gli account collegati, gli ultimi tweet e una marea di dati. Che per essere sbloccati, però, hanno bisogno di un account premium. In ogni caso, anche a costo zero puoi ottenere indicazioni preziose.

Instagram e Union Metrics

Ci sono diversi tool per questo social. Molti cercano la soluzione per caricare foto su Instagram da PC, ma grande attenzione è posta alla scelta degli hashtag. Tra le soluzioni disponibili segnalo il check up gratuito di Union Metrics. Questa funzione ti permette di analizzare il profilo e capire quali sono gli hashtag utili alla tua attività. In realtà puoi capire anche altro da questo lavoro:

  • Devi postare di più o di meno?
  • Chi sono i fan più attivi?
  • Qual è il momento migliore per postare?

E, ovviamente, quali hashtag dovresti usare per ottenere un engagement superiore. Perché questo è un punto essenziale: il successo della tua attività su Instagram è legato al buon uso di queste parole. Un tool alternativo a Union Metrics è Onlypult, una piattaforma completa e facile da usare.

Tagboard: la bacheca degli hashtag

Uno dei migliori strumenti per analizzare gli hashtag. Tagboard è una bacheca che riunisce in un unico luogo tutte le pubblicazioni che hanno usato una determinata etichetta. In questo modo puoi avere una visione ampia e organizzata del lavoro svolto dal pubblico e dai competitor. Questo è un benefit importante quando stai organizzando il piano editoriale per i tuoi canali social come Twitter e Instagram.

L’aspetto positivo di Tagboard è proprio questo: abbraccia diverse realtà, tutte quelle con status pubblici, e ti restituisce un panorama completo. Perché le aziende scelgono questo tool? Per moderare con la community, per gestire eventi e per prendere una decisione sul tipo di hashtag da usare per caratterizzare i contenuti. Sia per dare maggior visibilità che per evitare social fail clamorosi. A volte le parole più comuni vengono usate dalle nicchie con significati differenti. Se stai lavorando per un’azienda devi valutare ogni conseguenza.

Per approfondire: i migliori tool dei social media manager

Trendsmap, hashtag locali

Vuoi scoprire in quale regione del mondo sviluppano determinate discussioni? Vuoi capire quali sono gli hashtag usati in un paese per affrontare un tema? Ecco un tool perfetto per questo lavoro: Trendsmap. Questo strumento offre una visuale completa e dettagliata di tutte le pubblicazioni su Twitter con un hashtag. La mappa, con relativi ingrandimenti, ti dà le coordinate esatte per rintracciare il trend.

Uno degli aspetti di Trendsmap: lavora in real time. Per ottenere le funzioni avanzate, con l’analisi dell’hashtag, devi attivare un account pro. Ma già con la versione base puoi avere informazioni preziose.

Amplifica con hashtagify.me

Questa è una certezza per tutti i social media marketer: con Hashtagify.me puoi ampliare in modo scientifico la lista delle etichette da utilizzare per le pubblicazioni. Il numero degli hashtag varia da piattaforma a piattaforma, ma la regola è chiara: non devi andare a caso. Per questo ci sono strumenti che ti permettono di scoprire gli hashtag correlati alla parola analizzata. Il mio tool preferito? Ti lascio il link.

I migliori strumenti per analizzare gli hashtag

Ora passo a te la parola. In questo articolo puoi trovare quelli che, per me, sono i migliori strumenti per analizzare gli hashtag. Però la mia esperienza è limitata. Come è giusto che sia, non posso avere la conoscenza completa di un argomento così vasto. Ma posso completare questo articolo grazie al tuo contributo. Tu usi altri tool per decidere quali sono gli hashtag da sfruttare sulle varie piattaforme social?

Lascia il tuo contributo nei commenti. Aiutami a creare la migliore esperienza possibile per chi cerca una lista completa di strumenti per analizzare, valutare e scegliere i tweet per i propri progetti social.

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Showing 2 comments
  • Andrea Torti
    Rispondi

    Personalmente ho avuto modo di utilizzare hashtagify.me e Tagboard, devo dire con una certa soddisfazione.

    Molto utili anche le #twitterchat – peccato che al momento, per quanto ne sappia, Twitter dia loro poca importanza…

    • Riccardo Esposito
      Rispondi

      Ciao Andrea, grazie per il tuo commento. Tu quanti hashtag usi di solito su Twitter?

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