Ieri ho letto un articolo di Search Engine Journal dedicato alla questione dei contenuti duplicati su Medium e LinkedIn Pulse. Ovvero due piattaforme che ti permettono di unire social e blogging: nascono in community già formate, offrono dei CMS semplici, sono intuitive e poco impegnative.

Ma, soprattutto, permettono di creare contenuti da diffondere attraverso i canali tipici del blogging: social e motori di ricerca. Gli articoli possono essere condivisi su Twitter, Facebook, Google Plus. Allo stesso modo vengono individuati da Google ed escono nelle serp.

Certo, non puoi fare grande lavoro di ottimizzazione SEO: sono servizi standard, hanno uno scopo ben preciso, non puoi usare Medium e Pulse per fare SEO. Ma puoi posizionare la tua professionalità attraverso la scrittura e la pubblicazioni di testi capaci di far emergere le tue competenze. Molti professionisti lo fanno, immagino che funzioni.

Contenuti duplicati: è possibile?

All’improvviso arriva la domanda temuta da tutti i blogger e i SEO: “Posso ripubblicare gli articoli del blog su Pulse?”. Search Engine Journal risponde a questa domanda: non dovrebbero esserci problemi. Perché Google dovrebbe considerare come contenuto duplicato il lavoro apparso su Pulse e Medium. Una raccomandazione è d’obbligo:

Wait at least seven days before creating duplicate content on LinkedIn and Medium, so Google has a chance to index the original page first (or publish on LinkedIn or Medium first, then use rel=canonical for your website’s blog post version).

Il mio punto di vista? Duplicare i contenuti può essere utile per catturare l’attenzione di chi legge l’articolo sulla piattaforma, ma cannibalizza il lavoro svolto sul blog ufficiale. Togli visite al punto di partenza del contenuto. Credo che questo sia un errore per chi ha definito degli obiettivi e investito su una buona strategia di blogging.

Per approfondire: come inserire Instagram nella tua blog strategy.

Il contenuto al centro

Il blog è uno strumento che permette di intercettare le esigenze del pubblico. Un pubblico che, nel caso di un blog professionale, corrisponde ai potenziali clienti. In una prospettiva di inbound marketing il blog ha questa funzione, e insieme a un buon lavoro di SMM/SEO porta le persone verso le landing page. Vale a dire gli strumenti per raggiungere obiettivi concreti.

Qual è il tratto distintivo di un blog proprietario? La personalizzazione. Con un CMS puoi lavorare in tutte le direzioni: puoi inserire dei banner, puoi ottimizzare i percorsi interni, puoi definire i contenuti in modo che siano attenti alle esigenze dei motori di ricerca. E dei lettori.

Social blogging

Puoi fare tutto questo con Medium, Facebook Note o LinkedIn Pulse? No. Però questi strumenti hanno un vantaggio: nascono e si sviluppano all’interno di community attive, possono raggiungere obiettivi diversi e target differenti. Pensa ai contenuti che pubblichi su Pulse: hai una platea di professionisti in ascolto, persone che si iscrivono a LinkedIn con uno scopo preciso. Ma è proprio questo il punto, quali contenuti pubblicare su queste piattaforme?

Basta fare copia e incolla?

Il mio punto di vista è semplice: fare copia e incolla dei propri contenuti dal blog è inutile. Una forzatura immensa, anche se alla fine metti il link al post originale. Potrebbe essere utile creare un abstract con collegamento all’articolo? Sarebbe una soluzione migliore, costringerebbe il lettore a raggiungere la fonte (il tuo blog).

In realtà si tratta del male minore: dal mio punto di vista questi strumenti dovrebbero essere utilizzati per creare contenuti nuovi. Per dare ai lettori qualcosa in più, non delle semplici copie. Vuoi mettere al centro della tua strategia i contenuti? Perfetto, sono d’accordo. Devi farlo ovunque, non solo sul tuo blog principale.

Le piattaforme social non sono semplici amplificatori della tua attività di blogging: sono dei nodi di comunicazione che devono rilanciare quello che fai sul blog, ma anche catturare l’attenzione con contenuti indipendenti. Dovrebbero avere un’attività propria sul calendario editoriale e offrire nuovi stimoli al lettore.

Perché togliere un lettore a un blog che ha un ruolo ben preciso nella tua strategia? Quel lettore potrebbe diventare un cliente. Anche LinkedIn Pulse può vere dei link verso le landing page, ma non voglio che il contenuto si sovrapponga. Preferisco sfruttare questo canale per pubblicare contenuti alternativi.

Da leggere: Social network e blogging, unione necessaria?

Come sfruttare il social blogging

Riassunti di eventi, sintesi della settimana, contenuti extra o con una prospettiva diversa rispetto a quella utilizzata sul blog. Magari un approccio personale alla materia, o delle riflessioni indipendenti. Ci sono mille modi per sfruttare il social blogging senza creare contenuti duplicati. Ne elenco tre:

  • Crea una rubrica – Un contenuto poco impegnativo, ma che ti permetta di affrontare il tuo mondo professionale da un punto di vista diverso. A volte ti sembra di sporcare il blog con contenuti poco attinenti? Facebook Note, Medium e LinkedIn Pulse potrebbero darti una mano.
  • Riassumi quello che hai letto – Vuoi fare il punto della situazione? Vuoi creare una lista di letture utili per i tuoi follower? Ricorda il valore della content curation: elencare non serve a niente. Devi scegliere, definire, arricchire, eliminare il rumore e far emergere tutto ciò che serve alla persona che in quel momento sta leggendo.
  • Crea delle sintesi – Può essere una soluzione alternativa al semplice copia e incolla dell’articolo. Prendi 5 post legati da un unico topic e crea una sintesi capace di intercettare ogni approfondimento. Con relativo link alla fonte. In questo modo hai creato un contenuto utile, trasversale, rimandando all’articolo del tuo blog.

Vuoi usare il social blogging per elencare post o per pubblicare abstract dei tuoi articoli? Puoi raccogliere qualche visita ma non servirà a cambiare le sorti della tua strategia. La qualità di un contenuto è data (anche, non solo) dall’impegno necessario per crearlo. Non posso pretendere grandi risultati con un semplice copia e incolla del contenuto: tolgo lettori al post di partenza e annoio che si aspetta di trovare qualcosa di diverso.

Posso, invece, ottenere l’attenzione del lettore sul blog principale, ma illuminare anche l’attività di social blogging: tutto dipende dai contenuti che riuscirò a confezionare. E quindi dalle risorse che posso mettere in campo. Sei d’accordo? Tu come usi LinkedIn Pulse e Medium? Aspetto il tuo punto di vista nei commenti.

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