Un blog verticale è un investimento difficile da valutare. Può essere la chiave della tua fortuna, ma può essere l’unica soluzione possibile. Può diventare un limite evidente alla tua attività di publisher. Dimezzando nel peggior modo possibile il tuo calendario editoriale: gli argomenti sono finiti, non ci sono titoli.

Possibile arrivare a una conclusione simile? Sì, certo. Capita questo nel mondo del blogging verticale, un universo capace di concentrarsi su una nicchia precisa e compatta. Magari con un alto potenziale di monetizzazione, ma troppo piccola per svilupparsi nel tempo. Ed ecco che tutti i tuoi piani collassano.

Non ci sono idee, non ci sono sviluppi. Non puoi andare avanti con la pubblicazione dei post perché tutto è già stato detto, pubblicato, scritto e sviluppato. Questo è il problema del blog verticale, ma ci sono delle soluzioni per risolvere questo problema sul nascere. Di cosa sto parlando? Tutto si ritrova in un piano editoriale ben riuscito, ma lasciami affrontare questo tema nel dettaglio. Iniziando dalle domande più importanti.

Cos’è un blog verticale?

Un blog verticale è un diario online che viene costruito intorno a un argomento micro. Molto ristretto, praticamente di nicchia. I motivi che possono spingere un autore a lavorare in questa direzione sono diversi: si opera su questa linea perché il segmento è interessante da un punto di vista dei guadagni, ma anche perché è il tema del proprio business.

Spesso sono le presunte opportunità che ti spingono ad aprire un portale verticale. Magari l’idea di poter guadagnare con un blog dedicato a una nicchia, con un CPC elevato e una concorrenza ancora non sviluppata. Mentre altri progetti affrontano il tema con una categoria del blog, tu decidi di fondare un intero progetto editoriale su un tema troppo piccolo per crescere. Risultato? Ora non hai più articoli da pubblicare. Un problema da risolvere insieme, non credi? Ecco la mia ricetta.

Fai una buona keyword research

Il segreto per non rimanere incastrato in un blog verticale è semplice, e dovrebbe essere un’operazione di base per tutti i progetti. Sto parlando della keyword research, la fase di analisi per scoprire i topic che ruotano intorno al tema che hai deciso di affrontare. In questi casi l’aspetto più importante non riguarda tanto il volume di ricerca della singola keyword, o magari il CPC, ma la quantità delle correlate.

Ovvero delle ricerche che riguardano l’argomento centrale. Per ottenere un buon risultato puoi usare diversi strumenti. Ci sono decine di SEO tool, tra i più famosi cito Semrush e SEOzoom che offrono risultati specifici e approfonditi. Ma non devi accontentarti perché sono le sfumature a fare la differenza. Ecco le soluzioni che uso per organizzare nel miglior modo possibile i blog verticali:

  • Ubersuggest per approfondire le correlate.
  • Answer The Public per domande e variabili varie.
  • Keyword.io per una ricerca approfondita su diverse piattaforme.

Quest’ultimo strumento è fondamentale per andare oltre la ricerca effettuata su Google e indagare le query digitate su YouTube, Amazon, Bing, Wikipedia, Alibaba e altri siti. Questi portali, in qualche modo, potrebbero racchiudere delle ricerche per organizzare la mappa dei contenuti. Ecco i dettagli.

Crea una mappa dei contenuti da affrontare

Questa è la fase più importante per risolvere il problema del blog verticale e capire subito qual è la situazione. In realtà già la keyword research dovrebbe darti delle indicazioni precise: un numero limitato di correlate è brutto segno, soprattutto se ogni direzione presa dalla tua indagine si spinge verso un vicolo cieco.

Può essere utile lavorare con le mappe mentali. Ovvero documenti che ti consentono di schematizzare gli argomenti di un topic attraverso una realtà grafica immediata. Ecco cosa devi fare:

  • Crea la tua mappa mentale.
  • Metti al centro della mappa il tuo tema.
  • Cerca di spiegare creando nodi.

Ogni nodo è una categoria, puoi scendere sempre di più nel particolare e indagare i meandri del topic. Puoi portare la tua keyword research sulla mappa mentale e arricchirla con intuizioni, idee, sfumature ritrovate in un’analisi differente come quella dei forum, dei commenti e delle domande espresse nelle community. Magari in questo caso puoi fare una verifica sui SEO tool per confermare un interesse sui motori di ricerca.

mappa mentale

Un esempio di mappa mentale.

In ogni caso la mappa mentale è la prova, la cartina tornasole per capire qual è il futuro del tuo blog. Vale solo per i progetti ancora in fase embrionale? No, questo visual è la soluzione decisiva per i blog che si trovano in difficoltà e che hanno bisogno di nuove idee e stimoli per andare avanti.

Da leggere: i migliori programmi per fare le mappe mentali

Definisci le categorie del blog

La mappa mentale è lo strumento per gestire le categorie del blog. E se stai lavorando su un progetto verticale il contributo di questa grafica è ancora più importante. Individuando le categorie più ricche puoi dare una marcia in più al blog e garantire più articoli nel calendario: se scegli tassonomie poco interessanti e prive di radici rischi di decretare l’insuccesso sul tuo blog sul nascere. E questo vale anche per i blog già online.

Se hai un diario verticale che sta per raggiungere il picco di articoli non hai altra soluzione: devi spostare il topic e aprire le porte a nuovi settori. Questo può avvenire in due modi differenti, con nuove categorie o con un rebranding. La prima soluzione è più semplice e ti consiglio di puntare prima verso questa opzione. Ti faccio un esempio: apro un blog dedicato solo alla local SEO per ristoranti.

Mi rendo conto dopo 6 mesi ho raggiunto un punto massimo, quindi inauguro una categoria dedicata alla local SEO generale. Funziona? Bene, puoi spostare il topic su questo tema e pensare a una rivisitazione totale del blog. Magari con cambio del nome e se necessario dell’URL.

Organizza il calendario editoriale

Il passaggio per risolvere il problema in modo radicale: pianifica il calendario editoriale. Una volta definito il piano e la mappa dei contenuti devi gestire il timing delle pubblicazioni. Sai bene che un blog sempre aggiornato è importante per la tua strategia. Google ama i contenuti freschi e il pubblico vuole leggere ogni giorno qualcosa di interessante. Ma è proprio questo il punto: puoi garantire questo ritmo?

blog verticale

La risposta è chiara: no. Quindi devi diluire le pubblicazioni nel tempo, in modo strategico. Puoi dividere le pubblicazioni sempre attraverso una struttura piramidale (cornerstone content, dedicati ad argomenti base, pillar article per approfondire temi più specifici e articoli generici) ma con una suddivisione attenta.

Hai già organizzato i tuoi contenuti

Il blog verticale può essere una risorsa per puntare verso una nicchia precisa, e per colmare una mancanza evidente nello scenario dei contenuti. Puoi rispondere a domande precise con questa soluzione, ma al tempo stesso puoi esaurire la spinta nell’arco di pochi mesi. La soluzione si riassume in una buona organizzazione che precede la scrittura del primo post. Magari con l’uso di mappe mentali.

Senza dimenticare il lavoro da svolgere in corso d’opera: non tutti pianificano con cura la pubblicazione del proprio blog verticale, e il lavoro di ottimizzazione diventa una soluzione d’emergenza. Una sorta di salvagente per evitare la chiusura del blog. Tu vuoi aggiungere qualcosa? Hai un blog verticale a secco di articoli e non sai come risolvere il problema? Lascia il tuo problema e le tue domande nei commenti.

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Showing 2 comments
  • Tania
    Rispondi

    Ciao Riccardo! Come sempre, articolo utilissimo! Ho giusto una domanda sul timing: quale ritieni possa essere la frequenza “giusta” (o comunque di buona prassi) per pubblicare articoli? Ho notato, in una prima analisi, che il mio target non apprezzerebbe articoli giornalieri (e sarebbe davvero difficile seguire questo impegno), tuttavia una cadenza mensile temo potrebbe farmi “dimenticare” dai lettori… cosa suggerisci? Grazie

    • Riccardo Esposito
      Rispondi

      Guarda, io credo che due articoli a settimana siano un buon punto di partenza. Certo, tutto dipende. Non esiste un minimo o un massimo: se pubblichi dei piccoli saggi può andar bene anche un articolo al mese. Ma se vuoi costruire una community la presenza settimanale è importante.

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