Sai qual è l’anatomia di un post, vero? C’è un’headline, c’è l’introduzione, ci sono le immagini. Poi c’è l’evoluzione del post con tutti i dettagli necessari per migliorare la leggibilità del testo (liste puntate, paragrafi, sottotitoli). E poi c’è la conclusione con una call to action.

Basta? Fine dell’articolo? No, c’è il footer. Ovvero la parte conclusiva in comune con tutti i post. Ogni pubblicazione ha una sua evoluzione, e una conclusione più o meno diversa. Poi ci sono i commenti che gli utenti usano per interagire con l’autore. Tra questi elementi puoi inserire un footer per sfruttare l’attenzione del lettore e ottenere dei risultati precisi.

Molti blogger lasciano questa sezione vuota. A volte è un preciso desiderio di non confondere il lettore con messaggi diversi da quelli che si trovano nella call to action, a volte è solo disattenzione. Io credo che i footer dei tuoi post siano degli spazi da sfruttare: ecco 3 modi intelligenti per sfruttarli.

Hai un blog aziendale? Sei un freelance e vuoi spingere un determinato servizio? Il footer può essere la soluzione giusta per inserire dei banner dedicati alla tua attività. I lettori odiano le pubblicità che interrompono la lettura, ma un banner inserito alla fine dell’articolo può essere il giusto compromesso per lasciare spazio alla lettura e informare della presenza di un servizio utile.

Ecco, appunto: qual è il limite imprescindibile per inserire dei banner che funzionino veramente? La coerenza con gli interessi del lettore. Inutile pubblicare banner decontestualizzati con l’argomento dell’articolo: devi creare un percorso logico tra quello che il lettore sta cercando, il tema del post e il contenuto del banner.

Per questo motivo può essere utile creare degli automatismi per mostrare determinati banner quando affronti dei temi specifici. Io uso Adsense Daemon, un plugin WordPress che ti consente di collegare dei banner a delle categorie. Così, ad esempio, se affronti il tema SEO Copywriting uscirà un corso dedicato alla SEO, se ti occupi di Pinterest mostrerà un banner per sponsorizzare un corso di visual storytelling.

Per approfondire: usa Canva per fare blogging.

Newsletter

Ovvero uno degli strumenti decisivi in ottica inbound marketing. Il cliente trova il tuo articolo attraverso motori di ricerca e social, lo trova interessante, si iscrive alla newsletter e qui inizia una fase nuova: puoi parlare direttamente con lui, nell’intimità della casella email. Iscriversi alla newsletter è una scelta precisa, la scelta di una persona interessata a quello che dici. E tu non puoi sprecare questa occasione: devi “alimentare” il tuo contatto con messaggi precisi, utili, realmente interessanti. Niente volantini pubblicitari.

Ma per far decollare la tua newsletter devi avere una buona lista di contatti. Inserire il form per l’iscrizione nel footer dei tuoi articoli può essere una soluzione interessante per aumentare i contatti in un’ottica di profilazione.

In questo modo, infatti, intercetti un pubblico interessato ai tuoi contenuti, quindi potenzialmente entusiasta di leggere qualcosa di collegato ed esclusivo. Perché questo è il punto: la capacità di creare contenuti in grado di soddisfare gli iscritti, se tutto si limita alla pubblicità selvaggia la tua newsletter avrà vita difficile.

Per approfondire: cosa non è inbound marketing.

Contenuti collegati

La piramide rovesciata (fonte immagine) non lascia dubbi: uno dei metodi fondamentali per organizzare i tuoi contenuti online inizia con il nocciolo, il nucleo, l’argomento chiave dell’articolo: devi dire subito qual è il perno del tuo contenuto. Non devi svelare il mistero dopo 5 paragrafi, devi comunicare qual è l’argomento decisivo nel primo paragrafo.

inverted pyramid

Poi affronti il tema, lo approfondisci, enumeri i punti per avere un quadro chiaro della situazione. E poi lasci dei collegamenti, degli approfondimenti collegati al tema del tuo articolo. Ecco, puoi usare il footer dei tuoi post per elencare articoli che potrebbero interessare il tuo pubblico. Puoi usare una formula manuale, semplicemente linkando i post, ma ci sono diversi plugin WordPress che ti permettono di ottenere questo risultato inserendo dei link interni.

Il primo vantaggio di questa soluzione: tutto è automatizzato, non devi fare niente. Il plugin rileva in automatico la correlazione tra diversi articoli propone il miglior risultato possibile.

In questo modo puoi lavorare sulla frequenza di rimbalzo (la percentuale che indica i lettori che visitano una sola pagina e lasciano il sito) e permettere anche a contenuti datati di mantenere una buona visibilità. Inoltre, la maggior parte dei plugin ti permette di scegliere come mostrare i contenuti: lista puntata o immagine preview.

Come non usare il footer

Anche se fino a poco tempo fa non ho seguito questa strada, credo che il modo peggiore per usare il footer sia quella di lasciarlo in mano ad AdSense. Per quanto tu possa lavorare su questo punto, non avrai mai il pieno controllo delle inserzioni che usciranno nello spazio. Per iniziare a monetizzare va sicuramente bene, ma se vuoi seguire la strada del guadagno diretto puoi provare a vendere spazi banner a clienti specifici.

Se, invece, preferisci puntare tutto sul guadagno indiretto ti consiglio di puntare su banner interni per spingere risorse tue, personali, in grado di far crescere il tuo lavoro. In questo modo puoi selezionare i contenuti da mostrare e migliorare la presentazione del post, con una netta soddisfazione del lettore. Ovviamente questo è il mio punto di vista, questi sono i miei consigli per migliorare il footer del tuo blog: adesso aspetto i tuoi consigli nei commenti.

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Showing 2 comments
  • Alessia Martalò
    Rispondi

    Dal prossimo 2 giugno un ottimo modo per sfruttare il footer sarà quello di prevedere al suo interno link per la Cookie e la Privacy Policy 😀

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