Nel gruppo Fatti di Inbound Marketing Jacopo Matteuzzi ha condiviso un post molo interessante di Neil Patel: Why guest blogging in the best inbound marketing strategy. Questo articolo punta l’attenzione sull’importanza del guest blogging come strategia per rinforzare la propria presenza online in modi differenti. Ad esempio generando lead di qualità, potenziali clienti, o aumentando le visite.

Il guest blogging ha questo potere? Può influenzare le sorti della tua attività e ottenere risultati che insegui da anni sul blog, su Facebook e su Twitter? Certo, pubblicare su altre piattaforme con il tuo nome e cognome può essere la soluzione giusta. Ma è sempre un’ipotesi, una possibilità da vagliare e da ponderare. Non esistono punti fissi in questo settore.

Il blog non è una certezza, non è un obbligo per un’azienda o per un professionista. Stesso discorso vale per il guest blogging: può essere un’ottima leva per la tua strategia di inbound marketing, ma non è una ricetta valida sempre e per tutti. Anzi, in qualche caso rischia di diventare anche controproducente. Qualche esempio? Ecco come non deve essere un guest post.

Decontestualizzato

Un punto di partenza per la tua campagna di guest blogging: scegli blog legati al topic che vuoi affrontare. Ma, soprattutto, utili per l’obiettivo che vuoi raggiungere. Prima di iniziare a scrivere il guest post devi farti una domanda: perché lo sto facendo? Ci sono mille motivi per puntare sul guest blogging, e tu devi dare delle priorità al tuo lavoro.

Lo stai facendo per portare potenziali clienti verso una landing page? Devi pubblicare su un blog che sarà letto dal target utile per il tuo obiettivo. Vuoi farti conoscere e conquistare autorevolezza nel settore? Stesso discorso: devi scegliere una piattaforma capace di raggiungere un target definito. La contestualizzazione del contenuto è un tema centrale per raggiungere le persone giuste, ma anche in ottica SEO.

Come trovare i blog per pubblicare guest post? Io di solito inizio con una buona ricerca su Google, analizzo il profilo link dei blog di riferimento del settore così scopro nuovi professionisti, nuovi lidi da scoprire e valutare. In questo caso il miglior tool per svolgere un lavoro del genere potrebbe essere Ahrefs, storico strumento per valutare i link di un sito.

Per approfondire: come trasformare un guest post in un successo.

Improvvisato

La situazione è ferma, da qualche parte hai letto che i guest post ti permettono di fare grandi cose, così ti lanci su Google e cerchi il primo blog legato al tuo argomento. E chiedi di pubblicare un guest post. La risposta può essere positiva o negativa, non importa: non puoi improvvisare, non puoi basarti solo sull’istinto.

Come NON deve essere un guest post

Il blog sul quale pubblicare il guest post deve essere un nome ragionato, una piattaforma in grado di soddisfare dei requisiti ben precisi. Ad esempio dovresti svolgere un’attenta sessione studio con i SEO tool per capire ipotetico traffico, chiavi di ricerca con le quali si posiziona, eventuali problemi con Google, link in ingresso. Non puoi pubblicare un articolo su un blog che cade a pezzi: io ho provato SEMrush e SEOzoom ottime piattaforme per quest’analisi.

Poi ci sono i dati social che possono dare riferimenti chiari per valutare la bontà della piattaforma scelta: commenti, numero di condivisioni e menzioni (quelle che ad esempio trovi con Mention, Hootsuite e Tweetdeck) possono darti delle indicazioni utili per scegliere il blog che ospiterà il tuo guest post. Non basta pubblicare: devi valutare tutti i punti utili per dare al tuo guest post la migliore sistemazione possibile.

Il compito di chi scrive un guest post: non solo studiare numeri e valori, ma frequentare il blog e conoscere le sue caratteristiche. Vuoi pubblicare un post sul mio blog? Studia le pubblicazioni, cerca di cogliere il mio stile, come mi rivolgo ai lettori, cosa ama il mio pubblico e quali sono i contenuti che riscuotono maggiore successo.

Un consiglio: invia l’articolo completo, con formattazione e immagini. Non lasciare dettagli al caso. E leggi sempre la policy dedicata ai guest blogger: rispetta le regole del gioco.

Pubblicitario

Un tema che molti ancora fanno finta di ignorare: il guest post non è un comunicato stampa. Non è una pubblicità che pago e che mi permette di essere presente su un blog di settore: il guest post è un contributo di qualità. Anzi, è il contributo di qualità per eccellenza. Rispecchia tutti i punti necessari:

  • È scritto bene.
  • Ha la giusta formattazione.
  • È accompagnato da immagini di qualità.
  • Non racconta banalità.
  • Approfondisce un tema con spirito critico.
  • Non si limita a enumerare fatti noti.
  • Non è un elenco di banalità.
  • Presenta punti di vista e dati unici.

Ma soprattutto non mette al centro delle sue attenzioni il bene o il servizio di un brand. Questo non è guest blogging, questa è una “marketta” pubblicitaria pagata anche male. Pubblicata per incassare pochi denari. Per me il guest blogging è una pratica chiara, cristallina: l’autore pubblica con il suo profilo, con link nella biografia e proponendo articoli utili. Non post sponsorizzati.

Ultima scelta

Banale elencare questo punto? Non so, voglio essere sicuro ed evitare problemi: il guest post deve essere la tua scelta migliore e non un articolo di recupero, uno scarto del tuo blog principale (o peggio ancora quello di un tuo cliente). Vuoi pubblicare un guest post per un blog? Perfetto, crea un contenuto speciale. Qualcosa che i lettori non potranno ignorare. Ecco qualche approfondimento per pubblicare grandi contenuti:

Solo SEO oriented

Io sono un web writer ed espongo il mio punto di vista, forse un SEO non sarà d’accordo con il mio punto di vista. O forse sì, dipende. In ogni caso il mio punto di vista è semplice: devi fare attenzione ai guest post pubblicati in ottica SEO, per ottenere buoni link in ingresso.

Fare guest blogging in ottica SEO funziona, nel senso che ti permette di ottenere dei link che puntano al tuo sito web. E sai bene che questi collegamenti sono importanti per il posizionamento. Ma è anche vero che più volte Matt Cutts ha bacchettato chi basa tutta la propria strategia SEO sul guest blogging, chi usa questo nome per spingere contenuti di qualità per ottenere link a costo zero.

Per essere sicuro e scegliere un buon profilo link io mi affido sempre ai consigli di un buon esperto SEO, ma di solito seguo questo ragionamento: il guest post non deve essere solo un mezzo per ottenere link, ma uno strumento per promuovere il tuo nome.

Il primo, grande, vantaggio del guest blogging è questo: mettere la tua faccia alla fine di un post che raggiunge un pubblico diverso. Un pubblico che può arrivare sul tuo blog o sul tuo sito web e compiere diverse azioni: iscriversi alla newsletter, chiedere informazioni, diventare fan su Facebook.

Ma per ottenere questo risultato deve fidarsi di te e del tuo contenuto. Tutto questo avviene se pubblichi un guest post per ottenere solo un link? No, non credo. Pensa al guest blogging come un modo per entrare in contatto con un pubblico diverso, per guadagnare nuovi lettori e potenziali clienti, non solo per aggiungere un link. Anzi, io accetto di pubblicare guest post anche con link nofollow: non mi interessa il link ma l’attenzione del pubblico.

Da leggere: il guest blogging è ancora una tattica SEO valida?

E tu fai guest blogging?

Pubblicare guest post oggi non è semplice. Da un alto ci sono le minacce velate di Google (per questo consiglio sempre di muoversi in sicurezza, magari con un esperto SEO al proprio fianco), dall’altro i risultati di una buona attività di guest blogging sono evidenti. Tu lavori con il guest blogging? Lo usi per spingere il tuo blog? Aspetto la tua esperienza nei commenti.

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