Ieri sono stati presentati i risultati dello studio di Moz – una delle più accreditate community di esperti SEO e Inbound Marketing – denominato “2013 Search Engine Ranking Factors” (fattori di posizionamento sui motori di ricerca 2013). In questo post voglio evidenziare i punti salienti di questo studio.

Panoramica

Ogni due anni, Moz effettua uno studio sui fattori di ranking per determinare quali caratteristiche delle pagine e dei siti web hanno la più forte associazione con un buon posizionamento in GoogleLo studio si compone di due parti: un sondaggio tra i SEO professionisti e un studio di correlazione su larga scala.

Ci immergeremo nei dati fra poco, ma voglio anticipare alcuni dei risultati chiave:

  1. L’autorità di pagina ha una correlazione superiore a qualsiasi altra metrica che hanno misurato.
  2. I segnali social, in particolare i +1 di Google+ e le condivisioni su Facebook, hanno un’alta correlazione.
  3. Nonostante Penguin, la correlazione con gli anchor text dei backlink rimane più forte che mai.
  4. Sono emerse nuove correlazioni con schema.org e con l’utilizzo dei dati strutturati.
  5. Altri dati sono stati raccolti su link esterni, parole chiave ed Exact Match Domain (EMD).

Sondaggio

Cyrus Shepard e Matt Brown hanno organizzato il sondaggio di Moz di quest’anno, intervistando 120 tra i migliori SEO specialist. Questo studio non sarebbe stato possibile senza il loro aiuto.

sondaggio tra 120 seo

E’ stato chiesto agli intervistati di valutare molti fattori diversi su una scala da 1-10 a seconda dell’impatto che secondo loro hanno sull’algoritmo di ranking di Google. Il sondaggio che riporto mostra il punteggio medio tra tutte le risposte. I fattori più quotati hanno punteggi medi di 7-8, mentre i fattori considerati meno importanti in genere vanno da 4-6.

Correlazioni

Per calcolare le correlazioni, è stato seguito lo stesso processo già utilizzato nel 2011. E’ stato raccolto un ampio insieme di parole chiave da Google AdWords (oltre 14.000) con una vasta gamma di volumi di ricerca in tutte le categorie di argomenti. Poi, sono stati analizzati i primi 50 risultati di ricerca organici da Google-USA. Tutte le SERP sono state raccolte ai primi di giugno, dopo l’aggiornamento Penguing 2.0.

Per ogni risultato di ricerca, hanno estratto tutti i noti fattori di ranking e infine hanno calcolato la media di correlazione nell’intero insieme di dati. Fatta eccezione per alcuni dettagli, questo è lo stesso processo generale che hanno seguito Searchmetrics e Netmark nei loro recenti studi. 

Per l’interpretazione dei risultati di correlazione, è importante ricordare che la correlazione non prova causalità.

correlazione vs causalità

Rand Fishkin – fondatore di Moz e SEO Guru – ha spiegato in questo bel post l’importanza di questo tipo di analisi e come interpretare questi studi. Mentre passo in rassegna i risultati di seguito, teniamo sempre presente che una forte correlazione potrebbe non indicare causalità.

Ecco i fattori di ranking 2013

Ecco il primo set di correlazioni:

Correlazioni: link a livello di pagina correlazioni pagina

Correlazioni: link a livello di dominio

correlazioni dominio

L’autorità di pagina è una metrica di Moz che predice la capacità di ranking basandosi soprattutto sui link,  ed è il più alto fattore correlato nello studio. Come nel 2011, le metriche che rappresentano la diversità delle fonti di link hanno anch’esse alte correlazioni. 

Dal sondaggio, anche i SEO pensato che i link siano ancora molto importanti:

Sondaggio: Link
sondaggio seo link

Anchor text

Nel corso degli ultimi due anni, abbiamo visto Google reprimere sempre di più l’anchor text sovra-ottimizzato. Nonostante questo, le correlazioni con l’anchor text, sia per la corrispondenza parziale che per la corrispondenza esatta, sono risultate forti in questo set di dati:

anchor text

È interessante notare che i SEO intervistati ritengono che una naturale distribuzione dell’anchor text (un buon mix tra brandizzati e non) è più importante del numero di link:

sondaggio seo anchor text

Le correlazioni di testo di ancoraggio sono una delle differenze più significative tra i risultati di questo studio e quelli dello studio di Searchmetrics. Non sono sicuro esattamente del perché, ma ho il sospetto che sia perché Moz ha inserito le navigational query (le query di ricerca effettuate con l’intenzione di trovare un particolare sito web o pagina), mentre Searchmetrics le ha rimosse dai suoi dati. Molte navigational query sono di marca, ed è naturale avere un sacco di anchor text corrispondenti ai termini di ricerca di marca, quindi questo può spiegare la differenza.

Correlazioni: fattori On-page

Le parole chiave nella pagina sono ancora importanti?

Misurando il rapporto tra la parola chiave e il documento, è emerso che il tag title, il corpo del testo, la meta description e i tag H1 hanno ancora una relativamente elevata correlazione:

on-page correlazioni

 

Sondaggio: on-page

Anche i SEO hanno convenuto che la parola chiave nel title e nella pagina sono fattori importanti:

on-page sondaggio

Lo studio ha anche eseguito il calcolo delle ulteriori correlazioni on-page per controllare se il markup dei dati strutturati (schema.org o Google+ authorship) ha un qualche effetto sulle classifiche. Tutte queste correlazioni sono risultate prossime allo zero, in modo da concludere che essi non vengono (ancora!) utilizzati come segnali di ranking.

markup dati strutturati

Exact / Partial Match Domain

La capacità di posizionarsi dei domini a corrispondenza esatta o parziale (EMD / PMD) è stata fortemente dibattuto dai SEO recentemente, e pare che Google stia ancora utilizzando questo fattore per le sue graduatorieNei dati raccolti ai primi di giugno (prima dell’aggiornamento di Google del 25 giugno), le correlazioni con gli EMD  sono relativamente alte: 0,17 (0,20 se l’EMD è anche un dot-com), quasi alla pari con il valore dello studio analogo del 2011:

EMD

Vediamo però che la percentuale di EMD è diminuita nel corso dell’ultimo anno o giù di lì (linea blu):

EMD confronto temporale

Tuttavia, vediamo un modello altalenante nelle correlazioni con gli EMD (linea rossa) in cui sono diminuiti lo scorso autunno, poi si sono alzati di nuovo negli ultimi mesi. Si può ragionevolmente attribuire la diminuzione dello scorso autunno all’aggiornamento di Google EMD (come annunciato da Matt Cutts). L’aumento delle correlazioni tra marzo e giugno, ci dice invece che gli EMD ancora presenti sono di più alto livello complessivo nelle SERP, anche se sono meno diffusi. Potrebbe essere dovuto alla rimozione da parte di Google degli EMD di qualità inferiore?

Fattori Social

Come nel 2011, i segnali dei social network sono i fattori correlati più elevati, con Google+ davanti a Facebook e Twitter:

fattori social

I SEO, d’altra parte, non credono che i segnali social siano molto importanti per l’algoritmo complessivo:

fattori social sondaggio

Questo è uno di quei casi in cui la correlazione può essere spiegabile da altri fattori, come i link, e ci potrebbe non essere un rapporto di causalità diretta.

Nel 2011, dopo la pubblicazione dei dai social iniziali, Moz ha pubblicato questo articolo in cui spiega come le correlazioni con Facebook potrebbero essere spiegate principalmente dai linkSi presume che Google scansioni i risultati di Google+ e quindi che i link da Google+ possano passare il “succo”. Google scansiona e indicizza anche le pagine pubbliche su Facebook e Twitter.

Il presente e il futuro della ricerca

Secondo i SEO intervistati, ecco – in generale – cosa conta di più per l’algoritmo di Google:

algoritmo google fattori ranking 2013

Vediamo questi dati:

  1. I link sono ritenuti ancora la parte più importante dell’algoritmo (circa il 40%).
  2. L’utilizzo di parole chiave nella pagina è ancora fondamentale, e dopo i link è considerato il più importante tipo di fattore.
  3. I SEO non pensano che fattori social siano importanti per l’algoritmo nel 2013 (solo il 7%), in contrasto con le correlazioni.

Guardando al futuro, i SEO vedono un passaggio dai fattori di ranking tradizionali (anchor text, domini a corrispondenza esatta, ecc.) ad un’analisi più approfondita di un sito in grado di comprendere il valore per gli utenti, la paternità dei contenuti, i dati strutturati, e segnali social:

seo fattori 2013: futuro

Infine, riporto queste slide dello studio, che contengono alcuni ulteriori dettagli e dati:

E voi che ne pensate di questo studio? Siete d’accordo con i SEO d’oltre oceano? Dite la vostra nei commenti… e se vi è piaciuto il post, magari condividetelo anche! 😉

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