LCP: cos'è e perché è fondamentale per la SEO?

User experience e velocità di caricamento sono strettamente legate e determinano il posizionamento di una pagina web sul motore di ricerca. Ecco perché la metrica LCP deve essere presa in considerazione da chi ottimizza siti.
Tempo di lettura: 4 minuti
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LCP cos'è

L’esperienza dell’utente, quella che tecnicamente viene chiamata UX, è sempre più centrale nella SEO, perché è proprio Google a dare maggiore peso ai fattori che ne determinano la qualità.

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Ho già parlato di Core Web Vitals in un precedente articolo e ora è il momento di approfondire una delle metriche su cui si basa questa evoluzione dell’algoritmo, il Largest Contentful Paint o LCP.

Andiamo a vedere nel dettaglio cos’è questo fattore di ranking, come si misura e come lo si può migliorare per salire nella SERP.

Cos’è LCP? Ecco una spiegazione semplice

Per spiegare cos’è il Largest Contentful Paint nel massimo della semplicità si può dire che questa metrica rappresenti la velocità con cui il contenuto principale di una pagina web viene caricato e risulta pronto per un’interazione da parte dell’utente.

Il tempo di caricamento dell’elemento principale, che secondo Google è quello di maggiori dimensioni, è strettamente legato a ciò che percepisce l’utente che atterra sulla pagina dopo aver cliccato su un risultato della SERP.

Una grande immagine o un video o una blocco di testo esteso occupa una porzione rilevante di ciò che sta visualizzando l’utente e, quindi, dovrebbe essere la parte del contenuto che meglio risponde alla richiesta fatta al motore di ricerca.

LCP non è la sola metrica che misura la velocità di caricamento, ma è quella più influente sulla percezione dell’utente.

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Ad esempio, fattori come First Contentful Paint, First Paint, First Meaningful Paint, Time To Interactive servono a determinare il tempo con cui specifiche parti del sito vengono caricate, ma non sono incentrati sull’esigenza della persona che fa una domanda a Google e cerca una risposta su quell’URL.

Cercando di semplificare ancora di più, si può dire che se si cerca online un tutorial per montare un mobile ciò che si desidera è poter vedere il prima possibile il video con tutte le spiegazioni e non tutto ciò che sta sotto, sopra, intorno a esso.

LCP è una metrica fondamentale per il punteggio del Core Web Vitals perché misura con precisione la velocità di utilizzo di una pagina web.

Quando si considera corretto un LCP?

Chiunque lavori nel digital marketing sa quanto siano labili l’attenzione e la pazienza degli utenti, per questo la rapidità con cui viene visualizzato il contenuto principale di una pagina è una delle chiavi del successo di un sito web.

Come indicato nella pagina di supporto di Google dedicata ai Core Web Vitals, la scala di valori di  Largest Contentful Paint è fatta di tre range:

  • LCP buono se minore o uguale a 2,5 secondi
  • LCP da migliorare se compreso tra 2,5 e 4 secondi
  • LCP non buono se superiore ai 4 secondi

Non basta che questa metrica resti sporadicamente sotto i due secondi e mezzo, ma deve far registrare questo risultato per almeno il 75% delle visite alla pagina. Le parole esatte di Google sono le seguenti:

“Agg. LCP (aggregated LCP) shown in the report is the time it takes for 75% of the visits to a URL in the group to reach the LCP state.”

Cosa può succedere se l’LCP non è buono?

Non bisogna pensare che il proprio contenuto sia così eccellente da giustificare un tempo di caricamento che va oltre i 4 secondi, perché, come già detto, l’utente è impaziente e non resta ad aspettare a lungo davanti a una schermata che si compone poco alla volta.

Il più logico degli effetti generati da un LCP scarso (nella definizione di Google: poor) è un bounce rate alto, ovvero un alto tasso di utenti che arrivano sulla pagina ma se ne vanno subito perché non trovano veloci risposte ai loro desideri.

Se gli utenti non fruiscono del contenuto della pagina, non proseguono la navigazione su altre parti del sito, non colgono la CTA allora escono dal sito e vanno su un altro per trovare appagamento.

Pensando a un e-commerce tutto questo si traduce in vantaggi per i competitor e in perdite di opportunità di vendita.

Al contrario, se si cura l’LCP a dovere e si pubblicano contenuti di qualità l’utente vive una buona esperienza sul sito o sul negozio virtuale e può godere al meglio del testo, delle immagini, del video creati con tanto impegno.

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Una pagina web costruita per dare ottime informazioni e un’eccellente UX viene premiata da Google e, di conseguenza, ottiene un buon posizionamento in SERP.

Per un Largest Contentful Paint migliore

Per ottimizzare la metrica LCP si possono eseguire diverse attività che fanno parte dell’ampio campo della SEO.

Il primo consiglio è quello di agire sulle immagini che vengono caricate dal sito web provvedendo a: comprimerle, usare formati più performanti, ridimensionarle opportunamente.

Spesso è necessario anche metter mano al codice, in particolare al CSS e al JavaScript, ripulendo i file da ciò che non è strettamente necessario e, soprattutto nel caso del secondo linguaggio di programmazione citato, verificando che sia aggiornato.

Anche i testi possono essere migliorati per rendere più rapida la visualizzazione. In questo caso bisogna accertarsi di usare font di dimensioni non eccessive e, soprattutto, che siano caricabili senza intoppi o ritardi.

È possibile anche utilizzare strategie di pre-caricamento per avere pronte in anticipo le risorse principali da far visualizzare all’utente che arriva sulla pagina del sito web.

Per stabilire quali pagine hanno un LCP scarso e, di conseguenza, hanno bisogno di un evidente miglioramento si può usare Google Search Console, strumento che permette di visualizzare chiaramente gli URL che presentano problemi di velocità di caricamento.

In alternativa si possono utilizzare altri due strumenti della famiglia Google: PageSpeed Insights (utile per analizzare la velocità della pagina web) e Lighthouse (pensato per migliorare la qualità delle pagine web).

Come appare chiaro da quanto detto fin qui, non è semplice ottimizzare questa metrica senza avere le giuste conoscenze tecniche. Per questo è sempre meglio rivolgersi a esperti di SEO se si vuole ottenere un sito web con un’ottima UX.

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Luca Lanzoni

Luca Lanzoni

Luca Lanzoni è copywriter freelance e scrive per piattaforme online dal 2006. Dopo aver affrontato studi di web marketing si dedica alla realizzazione di contenuti per strategie di comunicazione digitale. Oggi collabora con specialisti di SEO, SEA, SMM, Inbound, realizzando testi mirati per blog, siti, e-commerce, landing page, social network.

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