Cosa sono i Core Web Vitals di Google?

Google aggiorna il suo algoritmo e rende ancora più determinante la UX per il posizionamento in SERP. Ora sono fondamentali i Core Web Vitals. In questo articolo ti spiego cosa sono.
Tempo di lettura: 4 minuti
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Core web vitals di google

Nel novembre 2020 Google annunciava che i Core Web Vitals sarebbero diventati fattori di ranking all’interno di un aggiornamento riguardante la UX.

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Non è più il momento di parlare al passato perché questo cambiamento è fissato per maggio 2021, proprio come dichiarato da Google Search Central su Twitter:

“We're announcing that page experience ranking signals for Google Search will launch in May 2021. This will combine Core Web Vitals and previous UX-related signals.”

Non c’è più tempo per ignorare questa evoluzione dell’algoritmo, è il momento di capire cosa sono i Core Web Vitals.

Web Vitals 2021: cosa cambia?

I Core Web Vitals, spesso chiamati semplicemente Web Vitals, sono metriche essenziali per misurare l’usabilità di un sito web.

È da tempo che si dice che la User Experience (UX) è fondamentale per il ranking, ma ora Google non lascia più spazio a dubbi e, addirittura, invita con sei mesi d’anticipo ad adeguarsi ai nuovi parametri di classificazione.

Il leader dei motori di ricerca eseguirà il Page Experience Update e, probabilmente, si vedranno cambiare le SERP proprio perché l’algoritmo prenderà in esame con molta attenzione tutto ciò che determina la qualità dell’esperienza utente all’interno di un sito.

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In ogni articolo dedicato alla SEO si legge che l’ottimizzazione della pagine web non deve essere fatta unicamente pensando al robot ma anche (soprattutto) considerando le esigenze della persona che naviga.

Ora questo approccio metodologico che mette al centro l’utente non è più solo un consiglio, ma diventa una regola da seguire con attenzione se si vuole ottenere la prima pagina di Google senza acquistare spazi a pagamento.

Quali sono i Core Web Vitals?

Tra le metriche definite Web Vitals Google, in questo aggiornamento, ne indica tre principali, appunto “Core”, che sono rappresentati dai seguenti acronimi:

  • LCP
  • FID
  • CLS

In sintesi questi parametri misurano la velocità di caricamento del sito, il grado di interattività, la stabilità della pagina web che l’utente visualizza.

Vediamo più nel dettaglio ognuno di questi segnali vitali che sono diventati fondamentali per avere un buon ranking.

LCP

Le tre iniziali stanno per Largest Contentful Paint e rappresenta una caratteristica tecnica che riguarda la visualizzazione dell’elemento di dimensioni più grandi presente nella pagina web che si carica.

Sulla Guida di Search Console si legge che la metrica LCP è:

“Il tempo impiegato per visualizzare l'elemento di contenuti di maggiori dimensioni nell'area visibile dal momento in cui l'utente richiede l'URL. Solitamente si tratta di un'immagine o un video oppure di un elemento di testo di grandi dimensioni a livello di blocco. Questo dato è importante perché fa capire all'utente che l'URL è in fase di caricamento”.

Questo fa capire che Google vede il contenuto più “pesante” come quello principale, quindi scoraggia i layout con popup che invadono immediatamente lo schermo, immagini di grandi dimensioni che non sono il cuore della pagina, video che richiedono lunghi tempi di caricamento.

L’utente dovrebbe entrare nella pagina del sito e visualizzare entro 2,5 secondi il contenuto principale. Questa rapidità di caricamento restituisce una buona esperienza inziale che porta a rimanere sulla pagina.

FID

First Input Delay sono le tre parole dietro alla sigla FID e che Google descrive come:

“l tempo trascorso tra la prima interazione di un utente con la tua pagina (clic su un link, tocco di un pulsante e così via) e il momento in cui il browser risponde effettivamente all'interazione. Questa misurazione viene derivata da qualsiasi elemento interattivo su cui l'utente ha fatto clic per primo. Questo valore è importante per le pagine in cui l'utente deve eseguire un'azione perché è il momento in cui le pagine diventano interattive.”

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Se nei primi secondi di caricamento l’utente può solo guardare e attendere, successivamente inizia a interagire con ciò che vede sullo schermo e qui entra in gioco il FID.

Google prende in esame questo parametro perché la velocità con cui il sito risponde al primo clic fatto dall’utente determina l’idea che la persona si fa sul grado di interattività e, quindi, sulla qualità della piattaforma web che sta visitando.

Lo standard definito per il First Input Delay è di 100 millisecondi o meno per restituire una buona esperienza all’utente.

CLS

CLS sta per Cumlative Layout Shift e misura la stabilità visiva del caricamento, perché esso:

“… misura la somma totale di tutti i singoli punteggi di variazione del layout per ogni variazione di layout imprevista che si verifica durante l'intera durata della pagina. Il punteggio è compreso tra zero e qualsiasi numero positivo, dove zero indica nessuna variazione e, più grande è il numero, più significativa è la variazione del layout nella pagina. Questo dato è importante perché la variazione degli elementi delle pagine mentre un utente sta cercando di interagire costituisce un'esperienza utente negativa.”

L’improvviso spostamento di un contenuto all’interno di una pagina web può diventare dannoso, perché l’utente s’infastidisce o si disorienta a causa di questo cambiamento non prevedibile. Questo è il motivo dell’importanza del CLS per determinare la qualità della UX.

Per essere ancora più chiaro voglio fare un esempio. Clicco su una link in SERP, atterro su una pagina che penso mi dia la risposta che sto cercando e mentre sto iniziando a leggere il testo si sposta o il pulsante che voglio cliccare sparisce. La mia reazione istintiva è quella di uscire dal sito.

L’esperienza dell’utente è considerata buona quando il punteggio CLS arriva al massimo a 0,1.

I Core Web Vitals non sono una novità o quasi

I più esperti sanno che in realtà l’unica fattore che risulta essere una vera novità è l’ultimo di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, il CLS.

LCP e FID sono metriche conosciute da webmaster e SEO specialist e proprio per questo fa riflettere l’attenzione riposta da Google proprio su questi due elementi.

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La conclusione è sempre la stessa: i siti web devono essere creati per soddisfare le necessità degli utenti.

Se hai dubbi sulle prestazioni del tuo sito web, affidati a chi può eseguire un’analisi e ottimizzarlo per renderlo un’eccellente strumento di marketing.

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Luca Lanzoni

Luca Lanzoni

Luca Lanzoni è copywriter freelance e scrive per piattaforme online dal 2006. Dopo aver affrontato studi di web marketing si dedica alla realizzazione di contenuti per strategie di comunicazione digitale. Oggi collabora con specialisti di SEO, SEA, SMM, Inbound, realizzando testi mirati per blog, siti, e-commerce, landing page, social network.

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