Sai ben che la landing page è un elemento decisivo della tua strategia di inbound marketing. Il motivo è semplice: attraverso le landing page puoi trasformare un lettore interessato ai tuoi servizi/prodotti in un contatto, in un utente utile per la tua causa. Puoi puntare, in altre parole, verso l’obiettivo della tua presenza online: la conversione.

Se vuoi convertire, se vuoi ottenere successo con il tuo ciclo di vendita, hai bisogno di una landing page. Anzi, di una buona landing page. Ovvero di una pagina pensata, studiata, creata e ottimizzata per raggiungere l’obiettivo. Fare blogging è utile, è fondamentale per la tua attività. Ma non è sufficiente: se non hai una landing page efficace i risultati si fanno attendere.

L’ottimizzazione di una landing page è un lavoro delicato che coinvolge diverse figure: SEO, web designer, esperto di PPC e copywriter. Puoi ottimizzare la pagina per farla uscire nei primi posti della serp, ma se i testi non seguono le regole del persuasive copy rischi di buttare i soldi al vento. E uno degli elementi più delicati è la call to action.

Cosa è una call to action?

Un comando, nulla di più e nulla di meno. La call to action è una chiamata all’azione, una comunicazione che l’autore della landing page rivolge al lettore e lo spinge a svolgere qualcosa che può fare la differenza per te. Come convincere le persone a fare quello che vuoi? Semplice, basta chiederlo. La call to action fa proprio questo: lascia una richiesta nella landing page per convincere il lettore a premere un bottone.

Un bottone che può avere diversi ruoli. Ci può essere una landing page per iscriversi a un corso, ma anche per scaricare un ebook, per ricevere la newsletter. Il copy della call to action deve tener presente questi aspetti. Deve rispettare alcune regole precise, regole che possono definire il successo o l’insuccesso della tua landing page: quali sono queste regole? Come migliorare il copy delle tue landing page?

Per approfondire: 10 consigli per fare SEO copywriting.

Una call to action

La prima regola per migliorare la tua call to action è questa: ne basta una. Una landing page con due call to action differenti può avere dei risultati negativi, ma prima ancora devi fare chiarezza sullo scopo. Una landing page con scopi differenti rischia di confondere il lettore: ogni attività ha bisogno di una pagina, e ogni pagina di una call to action.

Non aggiungere chiamate all’azione differenti, non allontanarti dallo scopo della tua pagina. E non aggiungere CTA secondarie, tipo quelle che chiedono al lettore di condividere la pagina sui social. Lo ripeto: una landing page, uno scopo, una CTA. Questa è la soluzione ideale per dare risalto alla tua richiesta.

call to action

La call to action alla fine di un percorso A.I.D.A.

A proposito, qual è la migliore posizione per la tua call to action? Nella prima parte della pagina (above the fold) o alla fine? Dipende da diversi fattori. In uno studio particolarmente interessante, i ragazzi di Unbounce dimostrano che la tendenza è quella di mettere la CTA above the fold, ma che non bisogna proseguire con i paraocchi: i test dimostrano che ci sono buoni risultati anche con il bottone alla fine della pagina. Ad esempio quando vuoi sfruttare il percorso A.I.D.A.

Usa il bottone

Come te la immagini la call to action? Come una stringa di testo? Come un link? La soluzione migliore: usa un bottone, usa un elemento che l’utente riconosce come qualcosa di cliccabile. Infatti per migliorare il tuo call to action button devi seguire alcune regole che possono fare la differenza:

  • Usa lo spazio negativo con cura – La CTA è decisiva, quindi deve essere visibile. Fa’ in modo che il bottone non sia sommerso da altri elementi, lascia lo spazio giusto tra gli elementi grafici della call to action e altri box della pagina.
  • Scegli le dimensioni e il colore – Il bottone CTA dovrebbe essere grande ed evidente, non pacchiano. Usa un buon contrasto tra sfondo e bottone, tra font e bottone. Le persone devono individuare immediatamente il CTA button, ma non deve essere fastidioso.
  • Sfrutta l’urgenza – Il copy della call to action si trova nel bottone, ma per fare leva su uno dei fattori psicologici più forti (l’urgenza) puoi aggiungere dei sottotitoli al bottone per persuadere l’utente. Ad esempio puoi indicare il numero dei prodotti o dei posti rimasti (sempre pochi), oppure puoi indicare con un counter il numero di ore utili per prenotare.
  • L’importanza della riprova sociale – Come l’urgenza, anche la riprova sociale può essere utile per dare risalto alla call to action. Vicino all’imperativo puoi inserire un numero: gli utenti che hanno già svolto l’azione. Che fai, non segui l’esempio di chi ti ha preceduto? Allo stesso modo è indispensabile inserire dei testimonial nella landing page: le persone vogliono conoscere le opinioni di chi ha usato il prodotto/servizio.

Riguardo alla forma del bottone, meglio utilizzare bottoni con gli angoli arrotondati e che interagiscano con il passaggio del mouse. Devono sembrare degli oggetti cliccabili, devono invitare all’azione solo a guardarli. Ecco perché è decisivo il ruolo del colore. Come sai ci sono studi approfonditi sul ruolo dei colori in relazione alle azioni degli utenti: ecco una sintesi offerta dall’infografica di Kissmetrics.

ottimizzare la call to action

Come ottimizzare la call to action della tua landing page

Ricapitoliamo. Un bottone per la call to action deve essere di buone dimensioni, visibile, chiaro e cliccabile. Le persone devono riconoscerlo come un elemento importante della pagina. Ma adesso la domanda è: cosa scrivere sul CTA button? La parola ai copywriter!

La call to action deve comunicare valore

Esatto. Cosa usi come call to action? Uno sterile “clicca qui”? Oppure un banale “vai”? La call to action dovrebbe contenere il valore dell’azione, dovrebbe convincere il lettore a cliccare attraverso un’idea chiara: qualcosa cambierà dopo il click, cambierà in meglio. Esempio. Sei un webwriter, e devi creare una landing page per acquisire nuovi clienti: non usare “clicca per ricevere un preventivo gratuito” nella landing ma “migliora i tuoi testi”.

Oppure “migliora subito i tuoi testi”. L’idea è questa: io sono qui perché ho bisogno di qualcuno che dia valore alla mia pagine, che migliori i miei testi. Quindi la call to action risponde a un mio desiderio. Puoi declinare questo ragionamento a qualsiasi situazione, a ogni attività. L’importante è dare valore alle azioni.

CTA Button: la tua opinione

Sai qual è l’unico modo per definire con precisione la qualità di un CTA button? i test. Solo attraverso delle prove mirate puoi avere dei dati certi. Il resto, ovvero le ipotesi e le riflessioni, restano tali. Ecco perché ogni punto elencato in questa lista deve essere sempre sottoposto a test: funziona ciò che porta più conversioni, chiaro? Sei d’accordo? Lascia al tua idea nei commenti, aiutami ad affrontare questo tema così importante.

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