Ormai è fatta. Il lettore è arrivato sull’articolo, hai attirato al sua attenzione. O almeno credi… in realtà l’attenzione di chi si trova sul tuo post è un bene prezioso. Raro. Ma soprattutto sempre a rischio. Basta una notifica di Facebook per perdere il lavoro. E il lettore.

Quindi l’attenzione va attirata e mantenuta. Non puoi limitarti a sventolare la coda del pavone. Non puoi semplicemente gridare a perdifiato pubblicizzando le tue qualità di blogger. Devi attirare e mantenere, senza soluzione di continuità.

Questo è il modo di procedere. Non puoi contare sulla costanza e sulla fedeltà. Basta un attimo per perdere il lettore. Per questo oggi voglio lasciarti una serie di consigli utili per conquistare e preservare l’attenzione del lettore.

1. Cambia ritmo

Chi pratica sport da combattimento sa quanto è importante questo concetto. Non devi mai dare riferimento all’avversario, devi cambiare il “rumore dei guantoni”. Ovvero devi portare dei colpi sempre diversi e con sequenze nuove. In questo modo puoi mettere facilmente l’avversario in difficoltà.

Stessa cosa vale per i post del tuo blog. Se vuoi mettere la distrazione alle corde usa la punteggiatura come un segnatempo, definisci spazi differenti alle tue parole. Usa periodi normali, poi periodi brevi. Anzi brevissimi. Solo una parola o poco più. Come sto facendo io in questo paragrafo.

Una sintassi monotona, per quanto giusta, può essere causa di appiattimento. Trasforma al lettura in un’avventura sempre nuova. Non dare mai per scontata l’importanza del ritmo nella lettura. Mai.

2. Ancore interne

A volte ci ricordiamo del lettore solo alla fine, quando proponiamo la classica (e un po’ scontata) call to action per invogliare il lettore a commentare. Ti piace questo? Vuoi commentare quello? Perché non scarichi l’ebook e ti iscrivi alla newsletter?

Troppo comodo. Per mantenere alta l’attenzione del lettore puoi utilizzare le ancore interne, ovvero delle domande o delle affermazioni rivolte al lettore in tono confidenziale. L’esempio è quello dell’attore che guarda nell’obiettivo della cinepresa: richiama l’attenzione di chi guarda, lo rende partecipe, crea uno stacco all’interno della narrazione che permette a chi sta guardando di sentirsi protagonista insieme al protagonista.

Puoi fare la stessa cosa anche nei testi. Un esempio: “Questa è una soluzione interessante per chi deve installare WordPress sul proprio hosting, vero?”. Quel “vero” richiama subito l’attenzione del lettore. Sto parlando con te, sì proprio con te. E chiedo la tua opinione. Nella tua mente scatta la risposta – sì, è vero oppure no, non è così – e ho attirato la tua attenzione.

3. Grafiche

Maestra di questo trucco è Valentina Falcinelli di Pennamontata. Nei post, infatti, Valentina inserisce delle grafiche che dividono l’articolo in blocchi. Ma non sono grafiche qualsiasi: riprendono il tema madre dell’articolo.

copy

Nel caso dell’ultimo post, quello dedicato a Mario Brega e al copywriting ferro/piuma, trovi il faccione dell’attore romano ad aprire ogni sezione. Ogni grafica corrisponde a una foto e una frase: copy e visual si incrociano per creare una experience singolare. Impossibile distrarsi, ecco.

4. W la semplicità

Qualcuno batterà i pugni sul tavolo ma non c’è molto da aggiungere: la semplicità è amica dell’attenzione. Il modo più semplice e affidabile per annoiare i tuoi lettori: complicare la vita con periodi articolati e parole sconosciute.

Ok, la lingua italiana è ricca. Ma tu devi seguire il tuo target. Non puoi usare termini sconosciuti con un pubblico che non ha nessuna voglia di andare a cercare il significato di un termine sul dizionario. O che non vuole ricominciare a leggere una frase solo perché ha perso il filo del discorso.

A volte basta scegliere il semplice al posto del difficile (astruso diventa incomprensibile, oscuro, tortuoso) e avvicinare la combinazione soggetto/verbo/complemento. Esempio: “La mia amica, il 24 maggio 2004, ha trovato lavoro” diventa “La mia amica ha trovato lavoro il 24 maggio 2004”. Certo, in questo caso la differenza è minima. Ma prova a inserire anche il luogo insieme alla data…

5. Responsive

Pensiamo un po’ anche al mobile? Perché i lettori dovrebbero seguire il tuo blog se fai di tutto per cacciarli? Secondo te è semplice leggere una rticolo da un 4 pollici se il sito non è responsive? Qui c’è poco da aggiungere: be responsive è il verbo!

leggere

6. Quel banner mi segue…

Ci sono elementi di un blog che non devono mai mancare. Devono essere sempre sotto l’occhio vigile del lettore. Per questo è possibile creare un banner o una testata capace di seguire il lettore nello scrolling. Ovvero nella lettura dell’articolo verso il basso.

Scendi, continui a leggere, e quella grafica non ti abbandon. Da usare per i contenuti più utili del blog. L’esempio arriva dal blog di Neil Patel: il banner con il servizio per aumentare il traffico del tuo sito web ti segue ovunque. Stesso discorso con la barra alta di Mashable.

Mantenere alta l’attenzione dei lettori non è semplice ma scommetto che hai qualche consiglio da aggiungere anche tu: lascia l’esperienza maturata durante il tuo lavoro nei commenti del blog.

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