Le partnership di Instagram miglioreranno la vita degli influencer. O la complicheranno, dipende dai punti di vista. E dal modo in cui il professionista decide di promuovere la tua attività di influencer, questo è chiaro. La novità è semplice: il social delle foto per eccellenza ha annunciato l’arrivo di nuovi strumenti per promuovere un post. In realtà la pubblicità su Instagram è già attiva da diverso tempo. Adesso Mark Zuckerberg vuole arginare anche tutte le soluzioni messe in campo dalle celebrità per promuovere un bene o un servizio.

In the coming weeks, you’ll start to see a new “Paid partnership with” tag on posts and stories. This feature will help creators more clearly communicate to their followers when they are working in partnership with a business.

Queste sono le parole del blog ufficiale. Quante volte ti è capitato di vedere personaggi dello spettacolo – ma anche influencer e nomi con un minimo di visibilità – che usano delle marche con una costanza e una chiarezza senza pari? Tutto normale? Non deve esserci per forza un legame commerciale. Ma parliamo senza peli sulla lingua: spesso le aziende offrono denaro per avere visibilità. Su un blog ci sono mille regole da rispettare, senza dimenticare la questione dei link nofollow per i post a pagamento.

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Il problema dei post sponsorizzati

Su Instagram tutto appare più semplice. Scatti una foto, aggiungi una didascalia e tutto scorre, nessuno può dimostrare il contrario. L’unico testimone del contratto lavorativo è il conto in banca. E guarda caso, il 93% delle pubblicità proposte dalle celebrity su Instagram non viene promosso nel modo giusto (fonte BuzzFeed). Ovvero non può essere riconosciuto, l’utente fruisce un contenuto come una scelta editoriale e non come un post sponsorizzato. Non è il massimo, vero?

D’altro canto le linee guida del FTC (Federal Trade Commission, una sorta di tutela dei consumatori USA) affermano che i messaggi sponsorizzati devono avere un chiaro riferimento al fatto che sono pubblicità a pagamento. Quindi dovrebbero usare parole come “sponsorizzate da” nel testo utilizzare hashtag come #ad. Gli utenti Instagram hanno già trovato il modo di aggirare questa norma, magari utilizzando hashtag vaghi.

Come, ad esempio, #sp o #partner. Ecco perché il FTC ha inviato una notifica a 90 utenti di Instagram (fonte Techcrunch) per ricordare un punto essenziale: bisogna spiegare qualsiasi legame economico che con un’azienda. Alcune delle lettere fanno riferimento proprio a questi hashtag vaghi.

I consumatori, infatti, non sempre sono capaci di identificarli come indicazioni di una sponsorizzazione. O semplicemente li ignorano nel momento in cui vengono inclusi in una marea di hashtag differenti.

La soluzione: Paid partnership with

Per risolvere il nodo Instagram ha proposto una novità che nelle prossime settimane verrà introdotta nei vari account: Paid partnership with. Questo tag sottolinea un rapporto di natura commerciale tra chi pubblica la foto e il brand in questione. C’è una collaborazione e la metto in evidenza, senza nascondere il rapporto.

Il vantaggio è un rapporto chiaro tra influencer e azienda. Nel rispetto del pubblico, della community. Questo passaggio è importante e chi lavora nel settore dell’influencer marketing lo sa bene. Qual è l’investimento che da sempre caratterizza, nel lungo termine, il valore di un nome? La trasparenza. Chiarire il proprio rapporto agli occhi del pubblico è il primo passo per costruire una community fedele, solida, duratura nel tempo.

Io mi fido di chi è esperto di un determinato settore, e di chi mette in chiaro i propri rapporti con un brand. Promuovendolo con onestà e obiettività. Magari rifiutando determinate partnership e accogliendo solo le marche che rispecchiano la propria attività. Adesso con questa soluzione tutto diventa più facile.

Come si presentano le partnership di Instagram?

La soluzione grafica proposta da Instagram per mettere in evidenza questa nuova relazione tra influencer e azienda è semplice. In primo luogo riguarda i post normali e le storie. Poi si palesa come un semplice trafiletto sopra il visual che recita: “Paid Partnership with @nomeazienda”. Il tutto senza interferire con visual e didascalia che restano a discrezione dell’autore. Quindi puoi aggiungere menzioni e hashtag.

partnership di Instagram

Come puoi ben vedere dall’immagine in alto, il risultato finale è apprezzabile. Nel senso che non viene messa in discussione l’efficacia del post, la creatività è sempre in primo piano e i professionisti dell’advertising hanno uno strumento chiaro per creare delle campagne di influencer marketing adeguate.

Insight, il vantaggio essenziale

Questo è il punto che attira la mia attenzione: con le nuove partnership puoi taggare il brand che ha sponsorizzato il contenuto, ma soprattutto hai a disposizione degli insight. Dei numeri. I famosi dati che tanto servono per valutare l’efficienza di un’attività nel mondo del web marketing. Anche in questo caso credo che sia giusto appoggiarsi alle parole del comunicato ufficiale. Ecco un estratto interessante:

When the partners use this tag, they will both have access to Insights to track exactly how their branded content posts and stories are performing. Creators will continue to see metrics in their Instagram Insights, and business partners will see shared reach and engagement metrics in their Facebook Page Insights.

Il cliente e l’influencer avranno accesso alle statistiche per monitorare le prestazioni dei contenuti. Gli autori, i proprietari dell’account per intenderci, continueranno a visualizzare le metriche nei propri insights di Instagram, e i partner visualizzeranno le metriche condivise. Tutto all’insegna della massima chiarezza.

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Partnership di Instagram: la tua opinione

Io credo che tutto questo rappresenti un passo in avanti per ottimizzare il lavoro degli influencer, non credi? Utilizzerai lo strumento partnership nel momento in cui verrà attivato anche in Italia? Noi continuiamo a monitorare la situazione per aggiungere eventuali novità, nel frattempo lascia la tua opinione nei commenti.

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Showing 2 comments
  • Linda
    Rispondi

    Penso che si configuri un utilizzo più professionale e ovviamente misurabile dell’ influencer marketing, dove le parole chiave sono nella la frase in cui scrivi che l’influencer dovrebbe rifiutare determinate partnership ed accogliere solo quelle marche che rispecchiano la propria attività, per essere credibile e sostenere correttamente il posizionamento di prodotto e marca. Poi grazie agli Insight anche l’investimento economico che l’influencer richiede al brand sponsorizzato può essere gestito più consapevolmente e razionalmente, valutando l’efficacia comparata della soluzione “influencer” rispetto ad altre forme di investimento pubblicitario sui canali social e web. Io all’azienda per cui lavoro direi questo. Meno suggestione, più chiarezza, più razionalità e misurabilità del ritorno sull’investimento.

    • Riccardo Esposito
      Rispondi

      Proprio così, Linda. Questa è la mia idea: più professionalità e più trasparenza. Speriamo che tutto vada in questa direzione.

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