Oggi tutti parlano di ottimizzazione SEO e di prima posizione sui motori di ricerca. Perché questa è la combinazione ideale per ottenere tante visite: scalare la serp, raggiungere buoni punti per farti notare. Ma sai cosa? Questo non basta. Come suggerisce Flavio Mazzanti, Google non compra i nostri prodotti.

Chi lavora bene con la SEO on-page sa bene che non basta raggiungere posizioni alte nelle ricerche: devi anche farti notare, devi raggiungere l’attenzione di chi sta cercando il miglior risultato possibile. In che modo? Il primo passaggio è quello preferito da chi si occupa di copywriting: lavorare con tag title e meta description.

Non è tutto merito di title e description

Già, se vuoi aumentare le visite del blog non puoi ridurre tutto a questi elementi. Sono stringhe utili per migliorare il click through rate, il rapporto tra impressioni e click sul link. Puoi usare la meta description, ad esempio, per inserire un benefit o uno sconto. Magari un e-commerce può aggiungere la spedizione gratuita.

Ma basta la scrittura per avere una buona presenza nella serp? No, ci sono dati strutturati che possono fare la differenza, ma anche delle attenzioni in termini di organizzazione interna delle pagine danno a Google informazioni preziose. Tutto questo è indispensabile per presentarti nel miglior modo possibile ai lettori

Ma anche per aumentare le visite e intercettare potenziali clienti. Proprio come suggerisce la logica inbound marketing. Allora, quali sono le migliori alternative allo snippet di base? Ecco le soluzioni che preferisco.

Crea i presupposti per i sitelink

Iniziamo dalla base: i sitelink, i collegamenti che Google inserisce dopo la description e che raggiungono delle sezioni importanti per i lettori. Come suggerisce la guida ufficiale di Mountain View, non puoi decidere se e come mostrare queste scorciatoie, è il motore che lo stabilisce in base a 2 elementi sostanziali.

sitelinkParlo dell’utilità per il pubblico e della struttura. Quindi, è vero che i sitelink non possono essere influenzati direttamente ma puoi facilitarne la comparsa in due modi molto semplici: creando una buona organizzazione in home page, con un menu studiato per mostrare i contenuti più importanti per il pubblico.

Devi anche usare anchor text nelle etichette di navigazione capaci di descrivere nel miglior modo possibile il contenuto della pagina. Queste sono le soluzioni per spingere Google a mostrare i sitelink, ma prima di tutto sono la strada da seguire per guidare il pubblico verso le risorse. E regalare una grande user experience.

Da leggere: quali sono i migliori SEO tool?

Punta sui featured snippet

La grande rivoluzione della serp: il box che sovrasta il primo link e vanifica tutti gli sforzi giocando la carta della rilevanza per una determinata esigenza. Il featured snippet è una risposta immediata a una domanda precisa. Non è un fenomeno molto conosciuto, i SEO lo stanno ancora studiando ma ci sono alcuni consigli che potrebbero avvantaggiarti nella conquista di un “posto in prima fila”.

featured snippet

Non è necessario avere un articolo chilometrico per ottenere tutto questo, l’intento di ricerca si basa su una definizione e l’articolo deve offrire questo: un testo semplice e completo per dare una risposta alla domanda. Molti articoli suggeriscono di lavorare con frasi brevi, linguaggio semplice e approccio diretto per avere qualche possibilità. Questo però non vuol dire appiattire gli articoli per ottenere il risultato zero.

Il mio consiglio: punta su una serie di post capaci di rispondere a una domanda, magari una sezione FAQ del blog, oppure sfruttare gli H2 per suggerire a Google qual è il punto in cui dai una definizione precisa. Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio questo post di Moz sull’argomento featured snippet.

Form di ricerca interno nella serp

Tra le varie soluzioni che puoi implementare nel tuo snippet c’è il form di ricerca. Questo elemento, un box search personalizzato, permette al pubblico di ottenere dati specifici, cercando nel portale prima ancora di entrare. Come appare? In primo luogo devi avere un motore di ricerca interno già attivo, poi devi aggiungere il codice di Schema.org per attivare la sitelink searchbox personalizzata.

Esalta le ancore interne di un articolo

Nello snippet puoi dare risalto alle ancore interne della pagina, puoi permettere al lettore di capire cosa si trova in un risultato e prendere una decisione sensata. Se guardi lo snippet non hai idea del contenuto, ma potresti permettere a Google di mostrarlo inserendo dei link.

Anzi, in questo caso è giusto parlare di ancore, collegamenti che non escono dalla risorsa ma rimandano a sezioni differenti della pagina. Questo si genera con un buon lavoro di codice o con il plugin Table of content plus. Puoi creare un menu di partenza e permettere al lettore di raggiungere ciò che preferisce.

search

Se questa voce corrisponde a una query Google mostra il link nella description, se i link sono utili Mountain View può decidere di aggiungere dei sitelink anche nel singolo slot. Nell’esempio puoi vedere un passaggio con entrambe le soluzioni, anche con un featured snippet di tutto rispetto.

Da leggere: come usare gli strumenti SEO per scrivere meglio

Aggiungi le stelline (rating) nei risultati

Questa è una delle soluzioni più intelligenti per attirare l’attenzione: le stelline di valutazione, il rating per esprimere opinioni su ciò che hai pubblicato. Si tratta di un widget che si trova all’inizio o alla fine del post con le stelle che permettono di lasciare un voto: da 1 a 5, da pessimo a ottimo passando per mediocre e buono. Se tutto questo viene accompagnato dai dati strutturati puoi ottenere delle modifiche in serp.

Aggiungi le stelline (rating) nei risultati

Nella fattispecie puoi guadagnare le famose stelline prima della meta description: elementi grafici decisivi per attirare lo sguardo e per aggiungere delle informazioni preziose. Ovvero la valutazione del pubblico, una riprova sociale. Alle stelle si aggiunge la descrizione dei voti in termini numerici, e puoi inserire anche il prezzo. Come ottenere tutto questo? Con il codice o un plugin WordPressAll In One Schema.org Rich Snippets.

Immagini e informazioni delle ricette

Sempre per rimanere in tema di rich snippet: ricorda che le ricette hanno un trattamento speciale da parte di Google. In questi casi, infatti, puoi aggiungere immagini e altre informazioni come il tempo di cottura. Gli elementi elencati possono aumentare i click e le visite del blog, dai uno sguardo alle linee guida di Google.

Quale snippet hai scelto per il tuo blog?

Quello che offre le migliori soluzioni per il tuo business, è chiaro. Ricorda che puoi monitorare il click through rate attraverso la funzione Analisi delle ricerche della Search Console: questa soluzione è perfetta per capire se uno snippet sta dando buoni esiti e se puoi fare qualcosa per migliorarlo. Qual è la tua esperienza?

Hai già iniziato a monitorare questi punti? A volte basta un semplice dettaglio per dare al tuo blog o al tuo sito web una marcia in più. Racconta nei commenti i tuoi casi o lascia le domande che ti interessano.

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Showing 2 comments
  • LAbDesign80
    Rispondi

    Grazie per la condivisione, suggerimenti utilissimi. Credo che i featured snippet siano da prendere molto in considerazione. Ad oggi gli utenti vogliono trovare subito risposta alle loro domande e spesso articoli eccessivamente lunghi non sono una buona soluzione. In molti casi è possibile realizzare articoli brevi, anche al di sotto delle famoso standard di 300 parole, ed ottenere risultati più che soddisfacenti.

    • Riccardo Esposito
      Rispondi

      Tutto dipende dalle intenzioni di ricerca. Come ti dicevo, l’articolo sulle call to action è molto breve però funziona. perché le persone cercano una semplice definizione.

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