Questo è il sogno di tutti i consulenti di web marketing: scrivere l’email perfetta. Ovvero il messaggio di posta elettronica capace di raggiungere l’obiettivo prefissato: catturare l’attenzione del lettore e portarlo verso un’azione concreta. Un click che corrisponde a una prenotazione, una vendita, un download.

Immagino la prima riflessione: il concetto di email è molto ampio. Vuol dire tutto e niente. In questa categoria puoi trovare le newsletter che mandi per aggiornare il pubblico, per spingerlo verso i contenuti che pubblichi sul blog. Ma anche quelle che rientrano in una strategia di lead nurturing.

Non tutti i contatti sono pronti per l’acquisto di un prodotto o un servizio. Scrivere l’email perfetta, a volte, vuol dire inviare dei contenuti in grado di soddisfare un bisogno specifico, avanzato, capace di spingere il tuo obiettivo di business. In ogni caso ci sono degli elementi trasversali per ogni invio.

L’email è uno strumento semplice e complesso. Ha attraversato le epoche del web e oggi è qui, raffinato e potente. Ma tutto sommato invariato. Il messaggio di posta elettronica è come lo squalo, non si è evoluto nel corso degli anni. Era già perfetto: intimo, preciso, diretto, concentrato. Se applichi qualche attenzione in più puoi aumentare i tassi di apertura. E migliorare le prestazioni della tua strategia di email marketing.

Prima di iniziare: pensa alla strategia

Non tutti gli invii hanno una riflessione alle spalle, ma quelle che coinvolgono un obiettivo commerciale (indiretto o indiretto) dovrebbero seguire un progetto. Una strategia di marketing ponderata e studiata per ottenere il massimo risultato possibile. Vuoi scrivere l’email perfetta? Prima devi sapere chi è il destinatario, se ha delle esigenze, se si aspetta qualcosa da te.

Chiaro, tutto dipende dal tipo di email che hai deciso di inviare. Vuoi mandare un comunicato stampa? Va bene, come inizi la tua email? Con un inflazionato e odioso: “Con preghiera di pubblicazione”? Può funzionare con i giornalisti, quando mandi 10.000 email ad altrettante testate nazionali che aspettano come la manna dal cielo la fonte ufficiale per scrivere l’articolo.

Ma se stai scrivendo ai blogger per lavorare su un’azione di influencer marketing devi valutare ogni parola in relazione al possibile lettore. Questo vale in ogni occasione, per ogni messaggio che passa dalla tua casella di posta elettronica o dal programma di email marketing. Devi essere strategico.

Il mittente è importante per il successo dell’email

Un passaggio importante: quando organizzi la tua piattaforma per inviare le email ricorda di settare con cura il campo che consente di mostrare il mittente e l’indirizzo di riferimento. Proprio come suggerisce il form Mailchimp catturato in questa schermata: i microcontenuti sono decisivi sul web.

come scrivere l'email perfetta

Sono decisivi perché, in un tempo minimo, consentono di comunicare tutto quello che hai costruito nel corso degli anni. Le persone si fidano di Riccardo Esposito (o almeno quelle che si sono iscritte alla newsletter) e il dominio mysocialweb.it comunica autorevolezza, contenuti di qualità. Quindi influenza l’open rate.

Personalizza il contenuto dell’email

Riprendo i motivi annunciati sopra, inserendo qualche esempio per rinforzare il tutto: con preghiera di pubblicazione, gentile blogger, gentile giornalista e altri casi di cattiva comunicazione via email devono essere accantonati. Il successo di un’email sta nella personalizzazione del contenuto, ma anche della presentazione.

Gli individui amano ciò che si ritaglia intorno alla propria essenza. E ai propri bisogni. Allora, chiama i destinatari per nome e scrivi un contenuto in grado di soddisfare quel contatto o quel segmento di pubblico. Lo so, ci vuole più tempo. Ma tu vuoi scrivere l’email perfetta, giusto?

Un altro punto legato alla qualità del contenuto: segmentare vuol dire inviare alle audience giuste ciò che si aspettano. Se mi rendo conto che la tua newsletter spara nel mucchio non la apro. Anzi, la abbandono. Il tasso di unsubscribe aumenta quando vengono inviati contenuti non rilevanti.

Quindi l’idea è questa: creo una guida base per fare blogging, e i contatti di posta che vengono lasciati per scaricare il documento finiscono in una lista che sarà alimentata con contenuti (commerciali e non) destinati a chi muove i primi passi. In questo modo tutto funziona, le persone aprono le email e seguono le tue call to action.

Per approfondire: come creare una call to action efficace per la tua landing page

Cura l’oggetto dell’email per ottenere il massimo

L’oggetto dell’email è decisivo per aumentare i tassi d’apertura. Il motivo è semplice: quando la missiva arriva nel client di posta elettronica, sono pochi i contenuti che vengono messi in evidenza. E che si possono materialmente leggere. Soprattutto se consideri che buona parte dei messaggi viene letta dal telefonino.

Ovvero in una condizione in cui si visualizzano poche parole. La cura per il campo oggetto deve essere certosina se vuoi aumentare le probabilità di far leggere il tuo lavoro al target di riferimento. Ma quali sono i passaggi per ottenere buoni risultati? In questa presentazione di Hubspot puoi trovare informazioni utili.

In primo luogo l’oggetto email deve essere breve: su un dispositivo mobile si leggono le prime 4/7 parole, il resto è inutile. Quindi devi riunire nella prima sezione della stringa la parte più importante. Ovvero i benefit legati all’apertura stessa dell’email. Se perdi tempo all’inizio dell’oggetto rischi di vanificare il tutto.

Inoltre molte email vengono etichettate come spam dal client perché contengono parole che attivano le protezioni: sto parlando di gratis, sconto, free. In realtà non è solo l’uso di questi termini a determinare il successo o l’insuccesso di un’azione, ma l’insieme di più elementi. Ad esempio il mittente, la frequenza degli invii, il contenuto, la reputazione del dominio, la presenza di un’immagine e poco testo…

Insomma, non si diventa spammer solo perché hai usato una parola commerciale nell’email. Altrimenti tutte le newsletter sarebbero automaticamente cestinate. In ogni caso ti consiglio di evitare tutte le lettere in maiuscolo nell’oggetto, l’abuso dei punti esclamativi e delle formule da strillone: a prescindere dai filtri antispam, sono soluzioni odiate da tutti.

Devi misurare l’efficacia dell’email

Non esiste una formula decisiva, non conosco una strada in grado di condurre sempre verso messaggi efficaci. Quello che fa la differenza è l’osservazione empirica, la capacità di analizzare i dati che arrivano sulla dashboard del tuo software di email marketing. Un dettaglio non applicabile con un normale client di posta. Detto in altre parole, non puoi fare questo con Gmail. Anche se ci sono delle estensioni interessanti.

Steak, ad esempio, trasforma il tuo account di posta elettronica in una sorta di CMR per creare un flusso di lavoro. E portare chi chiede un’informazione verso un funnel preciso ed efficace. Puoi definire il tracciamento delle conversazioni – in fin dei conti lavoriamo per questo – e mutare Gmail in uno strumento perfetto. In ogni caso questa è la strada da seguire per creare un’email efficace: misurare e osservare cosa fa il pubblico.

Da leggere: come creare un calendario editoriale per Facebook

Come scrivere l’email perfetta?

In questo articolo trovi la mia opinione, il mio punto di vista sull’argomento. E soprattutto puoi leggere i miei consigli per scrivere l’email perfetta. O almeno per provarci, ecco. Il resto viene dall’esperienza e dallo studio. Per questo ti chiedo di contribuire al miglioramento del post: vuoi aggiungere qualcosa? Cosa aumenta i tassi di apertura nelle caselle di posta elettronica? Lascia la tua esperienza nei commenti, sarà preziosa.

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