In Web Marketing

Il visual remarketing può essere la soluzione ideale per attivare un processo virtuoso e recuperare potenziali clienti che sembravano persi. A questo serve la tecnica in questione: seguire persone che non hanno completato l’acquisto (o che comunque hanno visitato la pagina che ti interessa senza conversione) per poi creare una sponsorizzata in grado di recuperare il cliente.

Come avviene tutto questo? Ci sono dei passaggi tecnici da rispettare, dei pixel di tracciamento da inserire. Ma un grande lavoro viene fatto da chi crea banner e grafiche per convincere l’utente.

Un utente che deve tornare sui suoi passi. Questa è la grande utilità del visual remarketing. Da dove iniziare? Cosa fare per organizzare campagne degne di nota (ma soprattutto efficace)?

L’errore da evitare nel visual remarketing

Concentrarsi sul visual remarketing vuol dire sfruttare il potere delle immagini per migliorare le prestazioni della campagna che hai pensato per far tornare le persone sul tuo sito internet.

E come puoi ben vedere grazie alla grafica in basso (fonte policyviz.com), chi decide di puntare sul visual e migliorare questo tipo di comunicazione ha un bel po’ di vantaggi da raccogliere.

banner visual efficace

Ecco perché devi puntare sul visual.

Il primo passo da prendere in considerazione quando si organizza un lavoro del genere: non cadere nella tentazione di usare banner vecchi o che non sono stati pensati per la situazione specifica. La creatività deve essere rinnovata (o comunque verificata) e pensata per un determinato target. Non tutti i visitatori del sito sono uguali, e il visual deve tenerne conto.

Da leggere: il remarketing che puoi fare con Google Ads

Età e genere del pubblico da intercettare

Lo studio del target deve essere il punto di partenza di ogni tua attività di retargeting in modo di mostrare gli annunci alle persone giuste. E studiare tutti gli elementi dell’annuncio ADV.

Questo per ottimizzare il messaggio e renderlo efficace. Vendere qualcosa a un segmento che ha le caratteristiche demografiche della Generazione Z impone dei codici comunicativi particolari.

Ma soprattutto diversi rispetto a ciò che può colpire una persona sui 40 anni. Questo vale sia per il copy dell’annuncio che per il banner o il video. E quando lavori con il tuo grafico, o con un programma di fotoritocco, devi tener presente questi aspetti. Il rischio è quello di investire budget in una pubblicità che non può avere effetto positivo. O comunque sarà sempre frenata, limitata.

Cosa hanno visitato le persone sul sito?

Una delle differenze chiave del visual remarketing, quindi delle immagini che hai pensato di usare come banner, riguarda il percorso svolto dall’utente che ha abbandonato il portale internet.

Chi si è fermato alla home page potrebbe essere reattivo con un messaggio generico perché non ha ancora deciso, chi ha abbandonato una categoria o una scheda prodotto ha degli interessi.

Quindi nell’immagine puoi inserire l’hero shot. Vale a dire l’oggetto in questione o magari un elemento che rimanda a un gruppo di beni. Il discorso è ancora diverso se il remarketing deve essere fatto nel momento in cui c’è stato l’abbandono del carrello: in questo caso il visual potrebbe legarsi a un benefit. Tipo spedizioni gratis o metodi di pagamento più interessanti e vantaggiosi.

Come creare un banner efficace online?

Oggi ci sono diversi programmi su internet – tipo Canva o Crello – che consentono di creare delle creatività professionali anche senza software come Photoshop o Gimp.

Con un piano di immagini su Fotolia o altri stock puoi creare praticamente tutto. Ma ci sono alcuni parametri che devi tener presente per invogliare il pubblico a cliccare. Qualche esempio:

  • Metti un bottone sull’immagine per invogliare al click.
  • Usa testi per inserire call to action e benefit.
  • Non dimenticare i tuoi colori aziendali.

Gli errori concettuali da evitare? In primo luogo il tuo banner deve essere coerente: un target, una call to action, un valore positivo da spingere. Se la creatività punta a far tornare le persone sul carrello per completare l’acquisto non puoi ottenere anche buoni risultati per chi ancora non ha scoperto il prodotto giusto. Ci vogliono banner specifici e le grafiche devono essere allineati.

Comunicare bene con i banner dell’ADV

Sempre consigli per chi vuole creare dei banner efficaci: evita la confusione legata a eccesso di testo e messaggi. Oltre alla call to action puoi aggiungere un benefit, ma non devi (e non puoi) usare il banner per inserire tutte le informazioni che pensi di dover comunicare al cliente. Senza dimenticare che il testo dovrebbe seguire anche le linee guida del brand in termini di font.

Preparati a creare più visual remarketing

Perché dovrai testare formati e formule differenti. Magari usando il classico skyscraper largo o il billboard, senza dimenticare rettangoli e quadrati base. E poi c’è il remarketing con il video.

Tutto questo deve essere valutato in combinazione con varie formule di copy e visual per fare A/B test e arrivare a una conclusione: qual è la soluzione migliore e che consente di convertire di più?

Come creare campagne visual efficaci

Alcuni consigli per chiudere questa piccola guida al visual remarketing: non dimenticare le persone che hanno già acquistato che hanno bisogno di un reminder con le tue grafiche.

Inoltre ci sono delle dinamiche come up selling e cross selling che devono essere valutate nel momento in cui crei dei messaggi realmente efficaci per riproporre il tuo brand alle persone.

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