Tracciare le conversioni che avvengono sui nostri siti quando investiti da traffico proveniente da Facebook Ads è per molti ancora un aspetto fumoso.

In Google AdWords, siamo abituati a considerare separatamente diversi fronti. Disponiamo di un tag di remarketing per la costruzione di Elenchi di Pubblico. Disponiamo di uno o più codici Conversione da implementare separatamente sulle relative pagine. Tutto torna, dopo un po’.

In Facebook, da qualche tempo conversioni e tracciamenti legati al remarketing coesistono in un unico, potente tag chiamato Pixel di Facebook.

Il pixel di Facebook

Di per sé, il Pixel di Facebook è un tag (uno script) da inserire in HEAD in tutte le pagine per il sito con cui stai lavorando. È legato a un singolo gestore inserzioni di Facebook, in cui viene creato e – salvo non volersi complicare davvero la vita – è legato al dominio a cui quel gestore inserzioni si rivolge.

Una volta inserito su tutte le pagine del sito, il Pixel inizia a monitorarne il traffico. Attraverso il gestore inserzioni, è possibile recarsi nella sezione Pubblico e creare da questo traffico un nuovo Pubblico Personalizzato, basato sulle visite al nostro sito web.

Qui si aprirebbe un capitolo basato sulle strategie di remarketing avanzato, ma di questo parleremo in futuro. 😉

Sempre attraverso lo stresso Pixel, possiamo anche tenere d’occhio le conversioni che avvengono sul nostro sito. I metodi in questo caso sono due e – una volta colti – sono tanto semplici quanto potenti.

Primo metodo: Azioni standard

Il primo metodo richiede di fare uso delle cosiddette “azioni standard” del Pixel di Facebook. Sono nove in tutto e richiedono che una singola linea di codice venga aggiunta al Pixel solo sulla specifica pagina in cui la conversione avviene.

Le azioni standard coprono attività quali l’acquisto, l’aggiunta alla lista dei desideri, la visualizzazione di uno specifico contenuto, la ricerca sul sito e così via. In pratica, vengono rilevate dal pixel tramite una linea di codice del tipo fbq(‘track’, ‘AddToCart’);. Questa linea, aggiunta all’interno del codice del Pixel di Facebook solo per la pagina di aggiunta al carrello, segnerà la conversione avvenuta. Semplice, no?

Secondo metodo: Conversioni personalizzate

Il secondo metodo non richiede di mettere mano al codice e si basa invece sulla creazione di una conversione su misura, basata sull’URL in cui questa si manifesta.

È sufficiente indicare a Facebook in quale URL si verifica l’azione chiave che dobbiamo monitorare – per esempio “/thank-you”, così che il Pixel possa accorgersene e conteggiare l’utente in arrivo dall’annuncio come convertito. La flessibilità è piuttosto ampia: puoi definire conversioni su URL che contengano una specifica keyword o corrispondano esattamente a un indirizzo, così come aggiungere più parametri tramite l’operatore AND.

Le conversioni così definite dispongono inoltre di un’etichetta “Categoria”, per distinguerne il diverso senso quando in numero elevato.

Come tracciare le conversioni con Facebook AdsTenere d’occhio conversioni di diverso tipo

Una volta create, entrambi i tipi di conversione sono monitorabili dall’interfaccia del gestore inserzioni, personalizzando le colonne presenti e scegliendo di aggiungere ai report una o più specifiche colonne legate al tipo di conversione.

La finestra di attribuzione

Padroneggiare la creazione e il monitoraggio delle conversioni non è tutto. È importante, soprattuto in Facebook, comprendere il senso della finestra di attribuzione.

La finestra di attribuzione di permette di monitorare le azioni eseguite sul sito tramite la tua inserzione all’interno di un dato periodo di tempo.

Puoi modificare il range temporale del tracciamento, continuando a tracciare una conversione dopo che l’inserzione è stata vista tra 1,7 e 28 giorni. Così come considerare conversione un’azione sul sito dopo che l’inserzione è stata cliccata tra 1, 7 e 28 giorni.

La finestra di attribuzione crea spesso incongruenze tra le conversioni che vengono tracciate da Facebook Ads e Google Analytics, proprio perché all’interno delle tabelle del gestore inserzione potresti ritrovarti conversioni conteggiate sulla base di azioni sul sito eseguite dopo la semplice visualizzazione (non click) dell’annuncio.

Non essendo possibile eliminarla del tutto, il consiglio è quindi di mantenere quanto più bassa possibile (a 1 giorno) la finestra di attribuzione alla visualizzazione.

Tracciare sempre, tracciare tutto

Oggi, un singolo Pixel di Facebook è tutto ciò che ti serve per tracciare una conversione. E questo spaventa molti. Tuttavia, compresa la potenza del sistema ideato da Facebook, la libertà di tracciamento – spesso anche senza mettere mano al codice – è davvero ampia. È tempo di iniziare a monitorare!

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Showing 2 comments
  • Pietro
    Rispondi

    Davvero una gran bella guida. Tracciare i numeri è molto importante per avere la visione completa di una strategia!

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