I video sono il futuro del Content Marketing nel momento in cui decidi di utilizzarli per dare la risposta giusta. Sembra una soluzione frettolosa, ma voglio prendermi il tempo per approfondirla. Anche perché la realtà è semplice: il video oggi rappresenta una delle occasioni più importanti per parlare con la tua audience.

Perché il video è immediato, semplice, capace di ottenere un rapido feedback. Ma soprattutto è un formato perfetto per il mobile. Ovvero per tablet e smartphone. Inutile ricordarti che le persone fanno tutto con il telefonino: acquistano, prenotano, raccolgono informazioni. E quando decidi di comunicare con la tua audience devi ragionare in termini di mobile first. Non devi pensare al tuo progetto guardando il desktop ma il telefonino: devi curare tutti i punti di vista, e devi pensare al fatto che il mobile continua a rosicchiare mercato.

I dati di Statista (2016) sono chiari: l’anno prossimo il 68% della popolazione USA userà uno smartphone. Questo significa ripensare i contenuti, riconsiderare l’esperienza utente, progettare dei lavori che non siano basati solo sul testo. La lettura sul web è differente, e sullo smartphone acquista delle dinamiche ancora più incerte. Perché i consumatori sono bombardati da annunci, offerte, e-mail, testi, tweet, notifiche.

Dati relativi agli smartphone in USA.

Le persone hanno esaurito le risorse temporali. Non possono impiegare altro tempo per i contenuti. Investono diverse ore al giorno sul proprio smartphone (tanto che fioriscono nuove patologie fisiche e psichiche) ed è sempre più difficile essere al centro dell’interesse del pubblico. Soprattutto per le aziende. Ecco perché è stato introdotto il concetto di micro moment marketing.

Cosa è il micro moment marketing

Prendo spunto dalla guida di Google per trovare una definizione: “They’re the moments when we turn to a device — often a smartphone — to take action on whatever we need or want right now. These I-want-to-know, I-want-to-go, I-want-to-buy, and I-want-to-do moments are loaded with intent, context, and immediacy”. Ci sono dei momenti in cui prendiamo lo smartphone per ottenere informazioni immediate: voglio sapere, fare, comprare.

La chiave del micro moment marketing è chiara: tanti messaggi, tante interferenze, poco tempo a disposizione. Per la precisione hai qualche secondo per catturare l’attenzione del target. In un tempo così limitato devi trasmettere input chiari, concisi e rilevanti per il consumatore. Il concetto è quello che già conosci: inbound marketing, farsi trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Ma sai bene che non esistono solo blog e testi, puoi attingere senza problemi a tutto ciò che rientra nel concetto di content marketing.

Ecco perché in determinati momenti i video potrebbero essere la soluzione ideale per trasmettere nel minor tempo possibile le informazioni. Video e smartphone rappresentano il connubio ideale per comunicare e raggiungere il pubblico. Le caratteristiche del micro moment marketing sono particolarmente esigenti, ma si sposano perfettamente con questo tipo di contenuto.

Le caratteristiche del micro moment marketing

Come suggerisce la guida di Google, il micro moment marketing si basa su tre punti essenziali. Devi anticipare le persone che vuoi raggiungere per poi essere nel posto giusto al momento giusto, quando si verificano determinate condizioni. Poi devi essere utile, un concetto già chiaro in qualsiasi inbound marketing strategy per soddisfare il cosiddetto I-want-to-know moment. E infine devi essere rapido: gli utenti mobile vogliono sapere, muoversi e comprare in un attimo.

L’ultimo punto è particolarmente interessante e si divide in altri passaggi: elimina step inutili, anticipa i bisogni e cerca di essere veloce. Senza frizioni, senza intoppi. Dal telefonino tutto è più difficile ma tu devi modellare il messaggio. Anzi, ne devi creare uno che sia nativo per il mobile. Ed ecco che entra in gioco il video.

Quando il video è il miglior contenuto

Esatto, i video sono il futuro del content marketing perché riescono a riunire in un unico prodotto caratteristiche essenziali per intercettare i micro moment. In primo luogo si adattano alla fruizione mobile, possono essere visti anche in movimento. Mentre cammini. E i content strategist valutano ogni aspetto, anche il fatto che l’85% dei video che passano su Facebook vengono visti senza audio (fonte La Stampa).

Ma restano, in ogni caso, una delle soluzioni migliori: Facebook ha un occhio di riguardo per i contenuti video e ha introdotto la funzione live proprio per dare maggiori soluzioni a chi vuole sfruttare questo canale.

I dati confortanti per chi vuole occuparsi di video marketing arrivano sempre dal documento di Mountain View: nel 2015 più di 100 milioni di ore di tutorial sono stati guardati in Nord America, il 48% degli utenti che usano smartphone sono propensi ad acquistare da aziende che sfruttano i contenuti video, e il 53% si dichiara genericamente favorevole a chi sfrutta questo canale per lasciare indicazioni e istruzioni.

L’esempio che voglio lasciarti è quello di Home Deport. Quest’azienda che si occupa di edilizia ha costruito un canale YouTube ricco di tutorial per spiegare alle persone come svolgere lavori a casa. Il risultato? Hanno creato una libreria di contenuti infinita dove le persone trovano risposte immediate e soddisfano il famoso I-want-to-know moment. E sono stati premiati con una valanga di visualizzazioni: 43 milioni di view.

I video sono il futuro del content marketing?

Riprendo la risposta lasciata la primo paragrafo: i video sono il futuro del content marketing, a patto che vengano inseriti in una strategia. Non posso aspettarmi grandi risultati solo perché ho prodotto un video o una diretta Facebook con il telefonino. Non basta pubblicare e sedersi in poltrona aspettando i risultati. C’è sempre un percorso che analizza, progetta, sponsorizza e misura. Il visual storytelling è importante, ma alla base c’è un confronto analitico sulle necessità del pubblico. Sei d’accordo?

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Showing 2 comments
  • Andrea Torti
    Rispondi

    Chissà!

    Come utente spesso trovo i video un po’ troppo invasivi, mentre un testo scritto mi aiuta a riflettere meglio: d’altra parte, nelle nostre giornate frenetiche, non sempre si ha il tempo di leggere tutto con calma 😛

    • Riccardo Esposito
      Rispondi

      Il giusto mix. Questo è il punto d’arrivo: ottenere un equilibrio virtuoso. E studiare i contenuti in base alle necessità.

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