Ovviamente le migliori campagne di visual storytelling del 2016 secondo il mio giudizio. Quando lavoro su queste liste cerco di mettere in chiaro un punto: non esistono classifiche oggettive e definitive, sono le opinioni che fanno la differenza. Anche se dei parametri indicativi si possono (e si devono) estrapolare.

Voglio dire, il relativismo è d’obbligo in questi casi. Ma non posso ignorare le esigenze del pubblico: se devo inserire una campagna di visual marketing efficace devo tener conto di una serie di elementi. In primo luogo la qualità del prodotto finale, poi i possibili risultati. Anche se non sempre è facile ottenerli.

Il motivo? Le aziende non amano comunicare questi dati, ma basta un’occhiata più attenta per capire qual è il parametro da seguire. L’operazione ha avuto un’accoglienza calda da parte del pubblico? Parliamo di un successo non basato solo sul collezionare numeri tanto vistosi quanto inutili per raggiungere gli obiettivi?

Non è questo l’approccio che ci interessa. Ecco, quindi, la mia lista ufficiale: in questo articolo trovi le migliori campagne di visual storytelling del 2016. O almeno quelle che hanno attirato la mia attenzione e che meritano, per questo motivo, di rientrare nella lista di Studio Samo. Buona lettura e buona narrazione!

Patagonia, conoscere veramente il mondo

Questo brand ha un obiettivo chiaro: fornire indumenti e strumentazione a chi ama gli sport avventurosi. Tipo l’alpinismo, le arrampicate, lo sci, il surf, la corsa campestre e altre soluzioni per vivere il benessere all’aria aperta. Sembra un settore interessante, e soprattutto ricco di spunti. Ma tu come imposteresti un e-commerce del genere? Basandoti solo sulle schede prodotto?

No, devi raccontare una storia. Anzi, le storie di un band che non si limita a vendere maglie e giacche a vento ma riassume uno stile di vita libero. Dai tratti profetici. Non sei solo uno sportivo, sei una persona che rispetta la natura e le popolazioni che la vivono. Ma anche gli animali e le piante.

L’attività video di Patagonia nel 2016 è stata esemplare. Non c’è semplice enumerazione dei prodotti, qui trovi storie individuali e approfondimenti legati a imprese titaniche. Tutto questo è decisivo per trasferire al potenziale cliente i valori aziendali, e creare un rapporto intimo. Inossidabile.

Lascia spazio al pubblico come fa GoPro

Da sempre la GoPro è al centro delle mie attenzioni quando si parla di campagne di visual storytelling. La strategia è sempre la stessa e dà sempre buoni frutti: spingere il pubblico a inviare video e immagini per puntare sul concetto di user generated content. In questo modo ottieni una valanga di contenuti per i tuoi canali e fidelizzi il singolo, felice di vedere la propria opera sui canali ufficiali dell’azienda che stima.

La diffusione di questi contenuti avviene in modi differenti, dalla pagina Facebook a Instagram, ma è su YouTube che la narrazione diventa storytelling. C’è un continuo rimando all’uso della fotocamera fino alla pubblicazione del video definitivo: GoPro, Best of 2016 – A Year in Review. Efficacia ed efficienza in un solo prodotto, la storia che riunisce le gesta di persone che amano questo mondo. Perché questo è l’obiettivo della GoPro: diventare lifestyle

Allumette, lo storytelling diventa realtà

Ma virtuale. Questo è un filone che sta conquistando sempre più attenzione da parte dei produttori di contenuti visual: non basta raccontare attraverso immagini o video, devi trascinare l’utente nella storia. E lo devi fare con la realtà virtuale. Un percorso già visto, mi dirai. Ma non così.

Voglio dire, la realtà virtuale è un concetto vecchio. Datato. Ma non quando si fonde con le nuove tecnologie che ti permettono di trasformare la narrazione in un’esperienza in prima persona. Non devi solo ascoltare o guardare una storia, la puoi vivere. Esplorando, ad esempio, il magico mondo di Allumette.

Scegli IKEA per vivere la vita quotidiana

Lo storytelling dell’IKEA è semplice ed efficace. Nel 2016 il cavallo di battaglia è stato il video Let’s Relax, una parodia dei selfie a tavola riproposti in un’epoca antica. Quando non c’era internet e neanche gli smartphone. Obiettivo? Comunicare quotidiana esperienza dei mobili, delle cucine, degli utensili IKEA. Sei a casa tua, rilassati, non ci sono competizioni. Il video lo trovi sul canale ufficiale di YouTube.

La lunga storia dell’American Express

Questo brand è sempre stato attento alle nuove forme di comunicazione, e ha compreso l’importanza del web immediatamente. In primo luogo ha creato una community affiatata, l’Open Forum, che ha raccolto interessanti risultati in termini di engagement del pubblico e di fidelizzazione.

Ma il settore video ha catalizzato l’attenzione fino ad arrivare al visual storytelling impegnato. Un esempio per tutti? Looking for change, il documentario dell’American Express dedicato al sistema finanziario. Non è un video promozionale, ma un vero e proprio approfondimento. Solo questo offre il canale YouTube?

No, basta dare uno sguardo alla campagna Shop Small del 2016 che vede come protagonisti Shaquille O’Neal e Kendrick Lamar per capire il livello della narrazione proposto da questa grande azienda.

Per approfondire: storytelling aziendale, ecco perché può fare la differenza

Nike Airmax e i suoi video gommosi

Ho condiviso il video della Nike anche nel gruppo Facebook dedicato al Visual Storytelling gestito da Studio Samo. Possiamo parlare di narrazione del brand in questo caso? Sì, per due ordini di motivi: sia le immagini che l’audio racchiudono l’anima della marca. I rumori ricordano il movimento, l’azione, lo sport, il gioco.

In altre parole il Just do it. Il video invece è l’evoluzione del materiale che diventa cibo per gli occhi: la materia prima sembra spuma, panna montata dai sapori esotici. Ma al tempo stesso ricordano che lo studio si basa su un principio semplice: creare il prodotto adatto ai tuoi piedi. Capace di garantire comfort e durata.

Raccontare l’esperienza con i video Mercedes

Non sono video qualsiasi però. La Mercedes ha iniziato a produrre questi contenuti basati su riprese a 360 gradi. Quindi significa che puoi guardarti intorno e vivere l’esperienza del passeggero di quest’auto che sfreccia lungo la costa californiana. O che si trova nelle montagne del Colorado. Vuoi un esempio concreto? Vai sul video Loki, ti sembrerà di stare prima a un passo dalla vettura.

Visual storytelling: le (tue) migliori campagne

Quelle che trovi nell’articolo che hai appena letto sono le campagne di visual storytelling utili per tracciare un percorso legato all’anno che sta per chiudersi. Ovvero il 2016. Mai come in questo periodo abbiamo assistito a una diffusione del concetto stesso di narrazione legata all’elemento delle immagini e dei video.

Sarà perché l’inbound marketing è sempre più sviluppato e attento agli strumenti per raggiungere il pubblico, o la specializzazione degli addetti ai lavori riesce a esprimere con efficacia i valori aziendali. In ogni caso qui trovi le mie scelte, ora aspetto la tua opinione e i tuoi esempi di visual storytelling nei commenti.

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