C’era una volta il report SEO. Si inviava al cliente la lista dei posizionamenti raggiunti, solitamente tenuta sotto controllo da tool a pagamento con più o meno features e via fino alla prossima e-mail di sali-e-scendi.

Un documento chiaro, semplice, per tempi semplici. Quegli andamenti spiegavano il valore della SEO in modo più o meno “sicuro” (diamine, stiamo parlando di numeri!) e così era anche più facile parlare di aumento di visibilità su Google.

Poi il giocattolo si è evoluto – tutt’altro che rotto – e guardare al posizionamento NON solo non basta più, ma è anche una metrica che rischia di essere terribilmente imprecisa se non contestualizzata.

Verificare il posizionamento SEO ai tempi delle SERPersonalizzate

Se mi è permessa la parola macedonia, ce n’è per tutti i frutti, uops, gusti sulle SERP altamente personalizzate anno domini 2015.

Sia che tu ti connetta da Trapani o da Trento (geolocalizzazione), sia o meno connesso a Google Plus (risultati privati dalle tue cerchie), siano presenti i widget di Google (da Shopping al Meteo), la prima posizione organica su Google potrebbe portarti davvero pochi click.

Nei documenti di query analysis che giro ai clienti, ci sono termini posizionatissimi che portano anche solo l’1% di CTR (Click-through rate), preferendo optare per parole chiave con minori ricerche medie mensili ma un CTR più elevato -o anche solo un Ritorno dell’Investimento più proficuo – poiché la SERP è meno “trafficata” di personalizzazioni.

Pensaci bene: anche se investissi ingenti capitali su un consulente esperto e di successo, potrebbe essere proprio l’approccio “a chili” a non essere funzionale. Non bisogna nascondersi dietro a un monitor: ci sono termini di ricerca per i quali il canale di Organic Search è poco proficuo. E query per le quali è tutto.

In tutto questo, controllare il posizionamento sui motori di ricerca rimane una cartina tornasole del lavoro SEO ma non più l’unica. Si tratta della prima metrica, che non può esulare dall’andare più a fondo: quale ROI genera il posizionamento di quella specifica ricerca? Quanti click? Quante conversioni?

Se migliorassi il posizionamento in SERP, qual è il guadagno previsto? E in che termini?

Tool da utilizzare per monitorare il posizionamento sui motori di ricerca

Personalmente utilizzo RankTracker della SEO PowerSuite. Oltre al posizionamento “secco” ha la feature visiva, molto importante per il cliente, del grafico di andamento del proprio sito (anche comparato con i competitor).

Ma non solo: come sopra, arricchisco il report con i dati di accesso da Analytics e WebMaster Tools, CTR, conversioni e stima dell’aumento.

Insomma verificare il posizionamento sui motori di ricerca serve ancora. Ma non basta più da solo.

E tu cosa ne pensi? Quali metriche valuti per il tuo lavoro SEO?

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Showing 4 comments
  • attilio
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    Questo articolo mi ha fatto capire meglio, cosa vedere bene cosa devo tenere in considerazione per il posizionamento del mio sito web. Grazie

  • Pietro Fruzzetti
    Rispondi

    Concordo sul concetto che il posizionamento delle key sia solo uno degli elementi rappresentativi del lavoro che sta svolgendo un consulente seo. Personalmente mi focalizzo maggiormente su CTR facendo un’analisi similare a quella che è evidenziata nell’articolo. Mi trovo in linea su tutto quindi…
    Bene a sapersi e andiamo avanti!

    • Benedetto Motisi
      Rispondi

      Mi fa piacere sapere che c’è chi adotta anche questo metodo (sono conferme eh *_*)

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