I collegamenti neurali del tuo cervello. Te lo spoilero subito, d’emblée , senza alcuna remore: è questo il miglior plugin per fare SEO.

Ti starai chiedendo se invece il mio me lo sono bevuto ma seguimi in questa tana del bianconiglio: come mi è capitato di scrivere circa il costo di un progetto di visibilità sul canale Search o sul fare SEO da soli, qual è alla fine l’unica vera discriminante?

Esatto: l’azione dell’operatore umano.

Il tool migliore sei tu (non parlo di SEOnanismo!)

Per una volta metti da parte gli operatori di Google e i link: quello che conta davvero è l’apporto di chi mette manina al sito e i suoi collegamenti mentali che partoriscono la strategia di posizionamento.

I tool servono per ottimizzare si, ma i tempi: quello che uno Screaming Frog o persino un Rank Tracker fa, lo potresti gestire tu. Certo che analizzare le SERP di Google una ad una per ogni query è una follia e non c’è nulla di meglio che l’occhio umano per “sgamare” certe magnagne sul codice.

Affidarsi troppo a degli strumenti significa perdere di vista il focus del progetto e soprattutto non sapere come gestire le criticità che (sicuramente) emergeranno. Nessun tool può dirti come comportarti nel caso di un competitor molto aggressivo oppure di alcune casistiche molto particolari.

La SEO non è una scienza esatta, è quasi alchimia in quanto pur ripetendo più volte le stesse azioni, ci sono dei fattori incontrollati che potrebbero cambiare il risultato.

In soldoni, quello che funziona in un settore potrebbe non funzionare (o funzionare meno bene) in un altro.

SEO “luccicanza”

Insomma, per non impazzire sulle SERP come Jack Torrance, bisogna avere quella sorta di shining, di luccicanza data dall’esperienza e dal lavoro quotidiano. Ora, questa non è necessaria se il tuo è un progetto con un obiettivo facilmente raggiungibile.

A maggior ragione credo che questo sottolinei come le operazioni di base da svolgere sono più o meno codificate, mentre è la strategia dietro e l’investimento da apporgli (in termini sempre larghi, non solo di denaro) a fare la differenza.

Più il settore è arduo, più ci vorrà quel plus “umano” ed esperienziale dato dall’operatore SEO. I tool, alla fine, restituiscono dei dati i quali sono sempre soggetti a interpretazioni, guarda caso, di cervelli pensanti (in teoria).

E tu cosa ne pensi? Me lo sono davvero bevuto il mio oppure davvero quel “tocco in più” la differenza?

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Showing 2 comments
  • Riccardo
    Rispondi

    Caro grande Benedetto,
    penso e dico queste cose dal giorno dopo che iniziai a fare SEO.

    La “luccicanza” si ha solo quando la passione per il progetto che si sta seguendo brucia a piu’ non posso.

    Il resto? Tanti tecnicismi e meccanicismi che servono per fare mucchio 😉

    Ovviamente e’ utile conoscere la struttura della ricerca ai fini dell’ottimizzazione, ma se si diventa maniaci del particolare si rischia di perdere di vista l’intero.

    I tuoi neurotrasmettitori funzionano bene, te lo assicuro!

    Un salutissimo Benedetto!

    • Benedetto Motisi
      Rispondi

      ahhhaa 😀 a volte ho i miei dubbi che ben funzionino!

      keep in touch, Ric, spero di sentirti presto!

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