In SEO

In un Hangout di qualche giorno fa John Mueller, Senior Webmaster Trends Analyst, ha risposto a una domanda su come gestire i backlink spam che puntano ad un sito. La preoccupazione era di una possibile penalizzazione nella SERP ma soprattutto una penalizzazione ancora più drastica dell’intero sito agli occhi di Google.

John Mueller ha rassicurato tutti dicendo che generalmente non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Ecco la domanda fatta da un partecipante all’hangout:

“There are tens of thousands of backlinks to our website… I heard a lot from you… that there are websites which are… spammy websites, maybe penalized by Google… What should we do about those websites? Should we just ignore and act like we don’t know anything?”

“Ci sono decine di migliaia di backlink al nostro sito web … Ho sentito dire che ci sono siti web che sono … siti spamming, forse penalizzati da Google … Cosa dovremmo fare di quei siti web? Dovremmo semplicemente ignorare e comportarci come se non sapessimo nulla?”.

La risposta di John Mueller:

“For the most part, unless you’re aware of kind of regular activity that… a previous SEO or like someone in the past has been doing for your website with regards to links then I wouldn’t about it. That’s something where if a website has been around for a long time then it has links from all kinds of crazy places. …These are things we see on the web all the time.”

“Per la maggior parte, a meno che non siate a conoscenza di un tipo di attività regolare che … un precedente SEO o che qualcuno in passato ha fatto per il vostro sito web riguardante i link, allora io non lo farei. (…) Queste sono cose che vediamo sempre sul web”.

I link spam sono sempre esistiti, e per chi faceva black hat era una prassi consolidata per velocizzare la scalata nella SERP. I siti web di maggior successo hanno molti backlink spam e la cosa, se avvenuta in modo naturale, non deve destare alcuna preoccupazione.

Molti SEO e molti proprietari di siti web hanno spesso paura che qualche spammer possa, di punto in bianco, attaccare il loro sito con una azione di negative SEO. O che qualche web agency utilizzi l’acquisto in larga scala di backlink per indicizzare migliaia di keyword in modo veloce.

Il consiglio di John Mueller va preso letteralmente: questi tipi di link sono normali per molti siti web di successo, è una parte normale del web, qualcosa che Google “vedrà sempre” e come tale non arreca danno.

Negative SEO

John Mueller però ha voluto lo stesso lanciare un allarme che nessuno deve sottovalutare. Un allarme che come dicevamo sopra è reale e che purtroppo qualche volta viene utilizzato per arrecare danno ai siti dei competitor.

La  negative SEO è da considerarsi un’eccezione al consiglio di non preoccuparsi.

Ecco cosa ha detto il Senior Webmaster Trends Analyst di Google:
“Quindi, a meno che non siate veramente consapevoli del tipo di attività svolta da qualcuno che compra un sacco di link e di cose che sono contrarie alle nostre linee guida per i webmaster, allora non mi preoccuperei di questo …”.

Come potete vedere dalla risposta qui sopra, John Mueller non ha detto che questa attività era qualcosa di cui preoccuparsi. Ma al contempo l’ha citata come un’eccezione al consiglio di non preoccuparsi.

L’unica cosa reale da fare nel caso di link spam su cui non avete alcun controllo è rinnegarli.

In verità non sappiamo per certo se rinnegare i link spam acquistati da un concorrente è la linea d’azione raccomandata. Ma potrebbe benissimo essere una linea d’azione prudente, anche se c’è un’alta probabilità che i link a pagamento non abbiano un effetto negativo.

La cosa importante, comunque, è che i link spam siano una parte normale del web. E quindi se siete preoccupati per i per i tanti backlink “strani” che il vostro sito riceve, forse può essere più utile concentrarsi sui fattori on-page per capire perché il sito non si posiziona correttamente nella SERP e non è dove si pensa che invece dovrebbe essere.

John Mueller ha comunque rassicurato tutti i presenti:

“È interessante dare un’occhiata di tanto in tanto ai backlink individuando cose che avreste dovuto ripulire già in passato, ma per la maggior parte dei link spam penso che sia una parte normale del web”.

[via searchenginejournal.com]
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