5 consigli per raccontare una (grande) storia

storytelling
Indice dei contenuti

Facile parlare di storytelling, vero? Il pregiudizio è chiaro: basta raccontare una storia, basta iniziare dal principio e chiudere la narrazione con un finale a effetto. D’altro canto questo è lo storytelling: uno strumento antico che abbiamo riscoperto per attirare l’attenzione del potenziale cliente. Anzi, per fare in modo che il messaggio non sia percepito come una pubblicità

Perché sono le storie a colpire l’attenzione dei potenziali clienti: ormai l’interruption marketing ha margini ristretti. Le persone non vogliono essere interrotte da messaggi pubblicitari: vogliono contenuti utili, capaci di informare ed emozionare allo stesso tempo. Lo storytelling si infila in queste maglie e cerca di far leva sulla passione dell’essere umano per una storia ben raccontata.

Ecco, questo è il punto. Parlare di storytelling, di quanto sia interessante e utile, lavorare intorno a questo settore è facile. Ma è altrettanto facile raccontare una storia? Le aziende hanno le competenze necessarie? Sono in grado di affidarsi alle persone giuste? Quali sono gli elementi fondamentali per raccontare una storia che sappia raggiungere gli obiettivi necessari del corporate storytelling?

Studio Samo Pro Minidegree

 1. Conoscenza

La conoscenza è importante quando si racconta una storia. Ma conoscenza di cosa? Di tutti gli ingredienti necessari: l’azienda, il pubblico, il prodotto o il servizio che vuoi raccontare, le altre realtà aziendali,  quello che è stato raccontato prima. Non puoi fare storytelling se non conosci il tuo campo, e soprattutto se hai paura di fare domande. Anche quelle scomode.

Chi racconta una storia deve anche prendersi l’onere di svelare gli scheletri nell’armadio, di chiedere all’azienda – senza temere reazioni e rifiuti – di parlare dei propri valori, del proprio business model. E magari deve affrontare delle lacune. Deve essere pronto a girare intorno a difetti più o meno evidenti che caratterizzano l’azienda da un punto di vista materiale e concettuale.

Chi racconta una storia deve saper gestire idee poco chiare, ma al tempo stesso deve conoscere tutto del prodotto o del servizio. Ma anche del pubblico. Prima di tutto si ascoltano le persone che fanno parte del target perché è a loro che  devi raccontare la storia, non ai responsabili aziendali.

2. Conflitto

Non sottovalutare la forza del conflitto. Ogni storia che si rispetti ha un copione stabilito, e molte hanno al centro un conflitto: una situazione problematica, un nodo da sciogliere, un obiettivo da raggiungere. Il conflitto è l’episodio cardine alla base di ogni narrazione, nuova o vecchia che sia. Gli uomini si rispecchiano nel conflitto perché il conflitto stesso è presente nella vita di ogni giorno.

Il conflitto non deve essere per forza fisico: è un conflitto idealtipico che si esprime attraverso i codici visuali e che trova una soluzione attraverso la narrazione: il principe salva la principessa, l’eroe sconfigge il mostro, la ragazza sfortunata trova l’uomo dei suoi sogni. La narrazione espone il conflitto, ma quella raffinata lascia spazio anche all’interpretazione del pubblico.

3. Chiedi al lettore

Lasciare spazio a chi ascolta la storia vuol dire conquistare per sempre il tuo pubblico. Non trattare la persona che legge o ascolta come un elemento passivo: non devi accompagnare per mano il tuo pubblico verso una conclusione che tu ritieni giusta. Devi dare i segnali necessari per definire il tuo punto di vista – il punto di vista aziendale – ma l’interpretazione è individuale. Il bello della storia è anche questo.

4. Semplice, non banale

Non trattare il lettore come un bambino. Questo non significa rendere complicata la narrazione. La conoscenza del tuo target è fondamentale in questi casi: una storia deve essere semplice, facile da raccontare e da interpretare. Solo in questo modo puoi renderla semplice da trasmettere ad amici, colleghi, parenti. Una storia complicata è una storia che non si racconta.

Questo non significa, però, banalizzare. La semplicità di una storia nasconde una narrazione che tocca i punti necessari: non bisogna confondere il piacere di una narrazione asciutta con l’aridità di una storia monca, incapace di affrontare i punti necessari per trasmettere informazioni ed emozioni. Ecco i punti necessari in una storia secondo Beatrice Niciarelli:

  • Emozione
  • Trama definita
  • Verità
  • Coerenza
  • Chiarezza
  • Semplicità

 5. Chi parla?

Chi racconta la storia? Un’azienda conosciuta o sconosciuta? Qual è l’opinione di quest’azienda? Cosa pensano i clienti? Funziona come nella vita di tutti i giorni: tu conosci chi racconta una storia, hai fiducia nella sua parola, ti fidi. Oppure no, non lo conosci quindi devi procedere con cautela. Una cautela che aumenta ancor di più quando le opinioni sono negative.

La fiducia è importante quando devi raccontare una storia: quindi è fondamentale curare il proprio brand aziendale anche per fare in modo che lo storytelling raggiunga buoni risultati. Perché dovrei ascoltare le tue storie se non ho una buona considerazione del tuo brand?

Ma soprattutto: la tua azienda è pronta per raccontare una storia? Parliamone insieme nei commenti!

Studio Samo Pro Minidegree
Vuoi dare una svolta alla tua carriera o innovare la tua azienda?

Scopri il nostro corso in Web & Digital Marketing

54 ore in aula a Bologna o in live streaming

Piaciuto? Condividilo!

L'autore di questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti gratis a…

MakeMeThink

La newsletter di Studio Samo

Ricevi ogni 2 settimane le novità più importanti dal mondo del digital marketing.

Potrebbe interessarti anche...

regolamentazione intelligenza artificiale
Caterina Quaiotti

AI Act e regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale

L’impatto dell’utilizzo dell’IA è tangibile in diverse aree, promuovendo l’efficienza operativa, la competitività e l’innovazione e possiamo per questo parlare di benefici evidenti e concreti. 

La sua rapida diffusione solleva anche questioni etiche e giuridiche cruciali.

La necessità di una regolamentazione legale dell’Intelligenza Artificiale è emersa come una priorità fondamentale per garantire un utilizzo responsabile e sicuro di questa tecnologia avanzata. Facciamo un po’ di chiarezza in materia.

informazioni aste google ads
Beatrice Romano

Informazioni sulle aste e analisi competitors su Google Ads

Quando si lavora in Google Ads è importante monitorare ciò che fanno i competitor non solo per i prodotti o servizi che offrono agli utenti, ma anche per capire come si propongono, che linguaggio usano e a cosa danno più importanza. In questo articolo ti parlerò dell’analisi dei competitor a partire dalle parole chiave presenti all’interno delle campagne in rete di ricerca.

redirect 301
Mattia Cantoni

Redirect 301 per la SEO: una guida completa

I redirect 301 sono tanto semplici da impostare quanto pericolosi per l’ottimizzazione SEO se utilizzati in modo scorretto. In questa guida passo-passo
scoprirai come padroneggiare l’utilizzo di un redirect 301 e come prevenire alcuni dei più comuni errori.

tool instagram marketing
Giuliana Curato

Strumenti per Instagram Marketing

In questo articolo, vedremo insieme una varietà di strumenti per Instagram e perché usarli. Inoltre scopriremo come possono cambiare sia il modo in cui interagisci con il tuo pubblico che la gestione di stories, reels e post per aiutarti a non perdere il lume della ragione (e la pazienza). 

demand gen google ads
Manuel Lodi

Campagne Demand Gen di Google Ads: cosa sono e come funzionano

La prima volta che abbiamo sentito nominare le campagne Demand Gen è stato durante il Google Marketing Live di Maggio 2023, dove venivano presentate sotto il cappello delle campagne di nuova generazione, completamente autonome e in grado di evolvere e performare al meglio grazie al Machine Learning e all’Intelligenza Artificiale della piattaforma di Adv di Google. In questo post vediamo come affrontare questa importante novità.

Iscriviti gratis a

MakeMeThink

La newsletter di Studio Samo

Ricevi ogni 2 settimane le novità più importanti dal mondo del digital marketing.