In SEO

Il bounce rate o frequenza di rimbalzo è la percentuale di visitatori di un sito web che una volta visitata una pagina se ne vanno prima di visualizzarne una seconda.

In verità si può facilmente determinare la frequenza di rimbalzo analizzando i dati che ci fornisce Google Analytics e grazie ad essi iniziare a fare una serie di operazioni volte a incuriosire, ma non solo, gli utenti a rimanere sul sito web e a navigare tra le pagine .

Più a lungo i visitatori rimangono all’interno di un sito web, più tempo ci sarà per fidelizzarli, e quindi trasformarli in abbonati o utenti che quando cercano un’informazione specifica approdano direttamente al sito web.

Per fortuna, ci sono una serie di operazioni semplici e gratuite volte a migliorare la frequenza di rimbalzo di un sito web e a far crescere qualsiasi business on-line.

Ecco cinque modi per migliorare il bounce rate di un sito web

1 Creare contenuti in modo coerente

Creare contenuti in modo coerente è uno dei modi migliori per mantenere gli utenti più a lungo e far loro visualizzare più pagine diverse.

Secondo HubSpot, le aziende che pubblicano più di 16 post blog al mese hanno ottenuto circa 4,5 volte più lead rispetto alle aziende che hanno pubblicato da zero a quattro post mensili.

Ricordiamoci, comunque, che non tutti gli utenti amano leggere, quindi includere un mix di formati come contenuti scritti, video, infografiche e registrazioni audio è certamente la scelta migliore.

Praticare una link building interna efficace aiuta a spalmare il contenuto, aumentando anche la user experience dell’utente, permettendo loro di coprire altri contenuti e coinvolgerli in approfondimenti e/o novità.

2 Aggiungere immagini e video

Parlando di un mix di formati, per migliorare il bounce rate di un sito web, bisogna assicurarci di aggiungere immagini e video accattivanti. Molti utenti non amano passare molto tempo a leggere, mentre preferiscono vedere un video o essere catturati da belle foto originali e didascaliche.

Aggiungere una grande immagine o un video di alta qualità alla homepage aiuterà a catturare l’attenzione degli spettatori non appena vedono il sito.

3 Velocizzare il sito web

La velocità di qualsiasi sito web è importante per migliorare la frequenza di rimbalzo. Secondo Google, il 53 per cento dei visitatori da mobile abbandona una pagina se impiega più di tre secondi per essere caricata. E per ogni secondo in più che la pagina richiede per essere caricata la probabilità che gli utenti rimbalzino via drasticamente aumenta.

È possibile utilizzare molti tool online come GTmetrix per testare la velocità di un sito web, dove oltre a verificare la velocità di caricamento verranno forniti anche consigli per migliorarla.

4 A/B test

Una volta individuati i problemi bisogna passare alle correzioni. Anche in questo caso alcuni accorgimenti sono fondamentali per non lasciare il bounce rate al caso. Ecco perché si dovrebbe sempre fare dei A / B test di prova, al fine di determinare cosa funziona e cosa non funziona.

Spesso si rimane sorpresi dai responsi di questi test scoprendo dalle piccole cose, ma fondamentali, che possono indurre gli utenti ad abbandonare un sito web.

Un esempio? Basta il semplice colore del pulsante di chiamata all’azione poco visibile a far sì che un utente lasci il sito web prima del dovuto.

Eseguiamo quindi dei test A/B, o split test, per ogni aspetto del  sito web. La frequenza di rimbalzo migliora con un popup sulla homepage o riceve una spinta maggiore su un’altra pagina? Un font converte più visitatori rispetto ad un altro? Mostrare o nascondere una barra di avanzamento aiuta o danneggia il bounce rate?

5 Mai abbandonare i visitatori

Lo sapevate che oltre il 70% delle persone che lasciano un sito web non vi ritornerà mai più? Ecco perché è fondamentale lavorare da subito sulla frequenza di rimbalzo.

Un modo efficace per fermare quegli utenti e farli rimanere sul un sito web più a lungo possibile, ed eventualmente convertirli in abbonati o clienti fidelizzati è utilizzare i popup di exit-intent.

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[via searchenginewatch.com]
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