Si avvicina la fine dell’anno. Si avvicina inesorabilmente. E arrivano le prime valutazioni: cosa hai fatto, cosa stai facendo e – soprattutto – cosa farai. Questo punto attira sempre l’attenzione perché racchiude i buoni propositi. Quelli che puntualmente non vengono mai rispettati.

Oppure no? Io cerco di volare basso, di non esagerare con i propositi perché è facile promettere: più difficile è mantenere la parola data. Quest’anno però credo che ci siano dei punti imprescindibili per chi fa blogging: punti che potrebbero sembrare superficiali – quasi secondari – ma che non possono più aspettare.

Devi evolverti verso una direzione ben precisa, verso una professionalità superiore. O comunque verso un miglioramento generale della tua attività di blogging. Ecco perché ho elencato 7 errori che ogni blogger dovrebbe evitare con cura nel 2015.

1. Poca attenzione ad Analytics

Ogni tanto si leggono frasi al vetriolo che chiamano in causa i numeri. E i toni non sono positivi: puntare solo sui numeri vuol dire rilegare il settore del blogging a semplice misurazione e raggiungimento di risultati effimeri. Cosa sono quei numeri? Quanto contano le visite? Hai aperto un blog solo per collezionare click?

Mai, non voglio che si pensi questo. Il blog deve parlare alla nicchia e valgono molto di più 200 visite al giorno di persone realmente interessate a questo post che 2.000 click di persone disinteressate, che arrivano solo perché punti tutto sui trend o sullo spam. Ma questo non significa ignorare Analytics.

Questo non significa rimanere ignorante nei confronti di un universo che devi conoscere per essere un blogger a tutti gli effetti. Misurare è il primo passo, e tu non devi fermarti a questo: devi incrociare, contestualizzare, definire le misurazioni intorno ai tuoi obiettivi. Questo poi è il secondo punto…

2. Assenza di obiettivi

Ok, apro un blog. Inizio a pubblicare i primi articoli e vedo cosa succede. Ho ricevuto i primi commenti e qualche condivisione. Ma adesso? Vado dritto o cambio direzione? E, soprattutto, quale direzione prendo? Un blogger senza obiettivi è spacciato, mi dispiace.

Certo, non è una condanna definitiva. Puoi proseguire e avere un buon successo anche senza un obiettivo ben preciso. Ma brucerai tante risorse inutilmente mentre cercherai di raggiungere la meta che non hai ancora individuato. Avere un obiettivo, invece, rende tutto più semplice. Poi magari devi cambiare tutto, ma almeno hai la direzione.

3. Tempo perso

Per il 2015 io dico basta alle perdite di tempo. Ovvero le discussioni che si inseguono sui social e che non portano a niente. Ben inteso: le conversazioni sono fondamentali per ottenere maggiori informazioni sul target. In questo caso mi riferisco a quelle risse infinite che tengono impegnati interi fronti per ore. Mi dispiace, tutto questo è inutile e controproducente. Nel mio 2015 non c’è spazio per tutto questo.

4. Zero spazio ai provocatori

La rete è fatta dalle persone, e non è detto che tutti siano d’accordo con le tue idee. Quindi nascono discussioni più o meno articolate, più o meno interessanti. Ma non deve mai mancare il rispetto e la buona educazione tra i protagonisti.

Questo deve essere il tuo impegno per il 2015: togliere la parola a chi non rispetta, a chi usa un linguaggio poco educato, a chi cerca la rissa online. A chi non rispetta il tuo punto di vista e crede di avere la verità in tasca. Ovviamente tutte queste regole valgono anche per te: il social web è fatto di rispetto.

5. Scarso visual

In un blog come quello di Studio Samo è impossibile non sottolineare questo punto. Per me il 2015 sarà un anno in cui i codici continueranno a fondersi, e la scrittura di un post sarà sempre più integrata con l’aspetto visual: immagini, grafici, presentazioni, video. Ogni elemento deve essere pensato intorno alle esigenze del contenuto.

6. Non c’è il calendario

Cosa succede quando arriva l’anno nuovo? Inauguri il nuovo calendario che ti accompagnerà fino al prossimo dicembre. Perché non cogli l’occasione e inizi il 2015 con un bel calendario per il tuo blog? Non è molto impegnativo, sai?

Puoi usare un foglio Excel per segnare date, titoli, argomenti, eventuali articoli per prendere spunto, fonti, obiettivi particolari. Oppure puoi portare tutto su Google Calendar e sfruttare gli strumenti di Mountain View per creare degli alert precisi per ricordare sempre quando pubblicare. Io uso entrambi, proprio per non sbagliare!

7. Non dedicare spazio alla formazione

Un brutto colpo. Hai passato un altro anno con le mani inchiodate sulla tastiera del tuo computer e oggi ti guardi intorno con aria smarrita: quelli che prima stavano indietro, e non avevano competenze, ora stanno avanti. Lo so, è triste leggere la realtà in questo modo ma qui si nasconde una piccola verità: hai bisogno di formazione.

Perché il web cambia, le professionalità si evolvono, e tu hai un lavoro da svolgere che ti tiene con lo sguardo fisso sul tuo monitor. Per questo devi imparare a ritagliare lo spazio necessario per la formazione. Non arriverà da solo, non busserà alla porta dicendo: “ehi, ciao adesso prenditi due giorni liberi per fare formazione. Deve partire da te, dal tuo desiderio. Investi sulla tua professionalità.

Ultimo consiglio

Stacca. Vai offline. Conosci le persone che ti ispirano online. Il web è un posto ricco di stimoli, il blogging ti aiuta a creare relazioni importanti, ma alla fine quello che succede offline deve essere vissuto in prima persona. Non sei d’accordo?

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Showing 2 comments
  • Alfons Pepaj
    Rispondi

    Io cerco di seguire tutti i punti di questo articolo, l’unico che proprio non mi riesce di fare è organizzare il calendario editoriale.
    Credo che forzare il tema dei mie articoli limiti la mia scrittura, a dire il vero ho anche paura che se preparo un calendario editoriale, il foglio rimanga bianco. Sarà la mia inesperienza e il mio modo di affrontare il mondo del blogging che mi fa pensare un po fuori dagli schemi.

    • Riccardo Esposito
      Rispondi

      Ciao!

      Il discorso sul calendario editoriale non è semplice da affrontare. Prova un passo alla volta, non costringere la tua creatività in una gabbia: prova a fissare almeno un punto alla settimana, non chiudere tutto e subito nella griglia del calendario.

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