In Blogging

Dici Google e ti si apre un mondo. Tutti, e in particolare chi scrive – ma non solo – lo consultano più volte al giorno, per trovare notizie, per fare proposte a magazine e blog con cui collaborano e/o per fare il piano editoriale. E ancora per verificare cose che hanno sentito dire, per vedere cosa si dice di un determinato argomento, chi ne ha parlato e in che modo.

Eppure la classica ricerca di Google è solo uno dei tanti strumenti che Big G offre a content writer, content marketer, giornalisti e blogger. Ci sono infatti tante di quelle funzioni e di quegli strumenti che non solo possono agevolare il tuo lavoro e renderlo più fluido, ma che, se usati al meglio, possono farti vedere aspetti che forse avevi trascurato.

Dalla ricerca avanzata di Google, passando per Google Scholar fino ad arrivare al più noto Google Trends, in questo articolo vediamo come usare al meglio gli strumenti di Google prima di scrivere un qualsiasi articolo, ossia nella fase importantissima della ricerca.

Tutti tool gratuiti anche se, come saprai già, quando si parla di Big G niente lo è (e come lui tutti i grandi major).

Google Advanced Search: per trovare davvero qualsiasi cosa

Se quando cerchi qualcosa, ti limiti a digitare sulla barra bianca, sappi che stai sì usando il motore di ricerca ma che lo stai facendo in modo abbastanza “basico”. Esiste infatti una funzione di ricerca avanzata che ti permette di fare ricerche molto più specifiche: Google Advanced Search.

Ci si arriva dal link che ti abbiamo messo sopra, ma anche dalla home page di Google se in basso a destra clicchi su “impostazioni” e da lì su “ricerca avanzata”.

Una volta fatto, vedrai che ti si aprirà un form che ti permette di personalizzare le ricerche. Puoi, per esempio, chiedere a Google di cercare, nel suo mare magnum, tutte le pagine web che contengono una determinata parola o una determinata frase o chiedergli di escludere determinate parole e fare una ricerca più accurata.

strumenti google per la ricerca

Prendiamo l’esempio che vedi in foto. Mettiamo che tu debba scrivere un articolo sulla flat tax ma non vuoi in nessun modo inserire le dichiarazioni dei politici. Puoi fare come vedi in foto: cercare cioè le pagine in cui si parla di flat tax ed escludere Salvini e Di Maio, per esempio, mettendo il segno “-” davanti ai loro nomi.

Puoi restringere le ricerche indicando una lingua ben specifica, una data o un periodo ben preciso o ancora cercare un file come pdf, excel o altro. O un sito che ti interessa particolarmente.

Stessa cosa puoi fare per le immagini: vai su Google Advanced Search per immagini o dalla home page di Google Immagini, clicchi su impostazioni e segui la procedura di cui sopra.

Molte delle funzioni che sono previste dal form, puoi utilizzarle anche andando sulla barra di Google e digitando dei comandi appositi.

Uno tra questi è mettere tra virgolette l’argomento che stai cercando, per esempio “flat tax” e così restringere il campo. Oppure se sei interessato a un sito ben specifico, puoi usare l’operatore site in questo modo: flat tax site:repubblica.it.

Quello che verrà fuori sono tutti gli articoli pubblicati su Repubblica riguardo a questo argomento.
Se, però, hai poca memoria o particolare fretta, con Google Advanced Search e il form ci metterai meno tempo e farai meno “fatica”.

strumenti google per la ricerca

Google Scholar: una biblioteca digitale di alto livello

Ok, hai l’idea per un determinato articolo, hai cercato sul web ma sei alla ricerca di qualcosa di più “alto”, di più accademico. Sì, ma dove trovarlo? Ti viene incontro Google Scholar che in Italia forse non è conosciutissimo, ma che è una vera e propria biblioteca digitale che ti consigliamo di usare per avere fonti diverse e anche più “istituzionali”. Negli USA, inoltre, è possibile trovare anche atti giuridici, questa funzione non è invece presente nel nostro Paese.

Continuiamo con l’esempio che ti ho fatto sopra: la flat tax. Per sapere se ci sono articoli accademici in merito, ti basta andare su Scholar, digitare sulla barra di ricerca e tra i risultati ne compariranno diversi, giornalisticamente anche molto interessanti. Pensi che la flat tax sia un argomento solo di questi mesi? Be’, Google Scholar ti mostra il contrario suggerendoti una pubblicazione del 1999 così come ci sono diversi esempi di flat tax adottata in altri Paesi. Utile, non trovi?

Google Dataset Search e Google Public Data Explorer: l’importanza dei numeri

E come la mettiamo con i numeri? Per questi, possono essere utili 2 strumenti di Google come Google Dataset Search e Google Public Data Explorer, raccolta di dataset e visualizzazioni che è possibile includere negli articoli. Giornalistici, ma non solo: di blog, siti e tanto altro.

Il primo, ancora in versione beta, è nato l’anno scorso e permette di trovare tutte le banche dati portandoti direttamente nella pagina in cui sono state pubblicate. Questo facendo perdere meno tempo e permettendoti anche di inglobarli. Ovviamente per fare quest’ultima cosa, bisogna leggere tutte le informazioni che riguardano tale dataset ossia l’autore dei dati, la data di pubblicazione, come sono state raccolte le informazioni e le condizioni di utilizzo. Si tratta di un modello sullo standard definito da schema.org.

Google Data Explorer risala al 2011 e fornisce dei dati facili da esplorare e visualizzare. Come classifiche, mappe animate e tanto altro anche in modalità interattiva.

Devi scrivere un articolo sulla flat tax, ma vuoi anche fare un paragrafo sul salario minimo facendo i confronti con l’Europa? Ti basta fare una ricerca in merito e ti ritroverai con un grafico come quello che vedi sotto (relativo al Belgio, è ovviamente un esempio).

strumenti google per la ricerca

Tale grafico si basa su dati Eurostat e in generale tutto quello che trovi qui dentro viene da fonti ufficiali. La cosa bella? Puoi embeddare questo e altri grafici all’interno del tuo articolo. Per farlo, ti basta cliccare sul simbolo del link in alto a destra che ti dice che stringa di codice copiare.

Google Alerts: per essere sempre “sul pezzo”

Se sei uno smanettone, questo tool non sarà per te una novità, ma mi è capitato di parlare con tanta gente che non lo conosce. E visto che mi ha “cambiato” la vita professionale, penso che Google Alert sia un tool non solo da conoscere, ma da usare a menadito. Ti permette di creare un alert, un avviso, su quelli che sono i temi di tuo interesse e decidere ogni quanto deve arrivare sulla tua posta (ogni giorno o una volta a settimana) e da che tipo di siti: tutto il web, solo siti di news ecc…

Se, per esempio, stai sempre realizzando il tuo articolo sulla flat tax e aspetti una Legge in merito o una dichiarazione da parte dell’Ordine dei Commercialisti, solo per fare qualche esempio, non dovrai cercare ogni giorno, ma potrai essere più “passivo”: quello che ti serve “ti arriverà” via mail. Utile anche per chi magari scrive evergreen e a volte sente la necessità di aggiornare il pezzo.

Una chicca: Google Alert è prezioso per il proprio personal branding. Crea un avviso con il tuo nome e cognome o con il libro che hai scritto e scoprirai chi parla di te e in che modo.

Google Trends: scopri cosa fa tendenza

Chi scrive, lo conosce per forza ed è uno degli strumenti di Google fondamentali per verificare i trend del momento, ma anche trovare query e keyword correlate. I suoi usi possono essere molteplici: puoi verificare, per esempio, se la flat tax è di interesse nel momento.

Google Trends infatti non mostra le ricerche in modo assoluto, ma è un indice su come stanno andando in riferimento a un determinato tema. Puoi cercare cosa si dice nelle ultime ore, in un anno ben preciso e tanto altro. Puoi capire se la gente cerca più flat tax o un termine simile ecc…

E puoi anche effettuare delle “iscrizioni”, un po’ come per Alert, ossia seguire un argomento ben preciso e farti inviare delle notifiche con gli aggiornamenti. Non male, no?

Questi sono alcuni degli strumenti di ricerca di Google. Last but not least: molti dei suggerimenti di questo articolo, Google li dà nel suo Google News Initiative, ideato apposta per i giornalisti e che ho conosciuto grazie ai corsi di Barbara Sgarzi e Clara Attene, ambassador della piattaforma e dei mille usi di Big G per giornalisti e in genere per chi scrive. Che, è proprio il caso di dirlo, sono di notevole supporto per il nostro lavoro.

E tu usi altri strumenti per la ricerca? Scrivici tra i commenti.

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