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Alcuni mesi fa scrivevo su queste pagine di come iniziare a impiegare gli annunci adattabili all’interno delle campagne Display in Google Ads.

Google, che nel frattempo non è rimasta con le mani in mano, ha implementato tre nuove funzionalità che rendono la scelta di questo formato ancora più interessante.

1. Gestione di asset video

Secondo Google, il 60% di chi acquista online oggi impiega i video per ottenere idee e ispirazioni. Il che non suona poi tanto strano, considerando che YouTube è effettivamente il secondo motore di ricerca al mondo.

Insieme agli asset che già conosci – immagini, loghi, titoli brevi e lunghi, descrizioni – è ora possibile gestire all’interno di un annuncio adattabile fino a 5 video dal proprio canale YouTube, della durata di 30 secondi (o meno). Visto il formato di annuncio che sarà generato, le proporzioni consigliate spaziano da 16:9 a 9:16, da 1:1 a 4:3.

Il consiglio: testa diverse proporzioni insieme, senza limitarti a impiegare un singolo video in formato cartolina.

2. Un nuovo report “combinazioni”

È stato uno dei primi report che ho cercato in Google Ads – senza trovarlo – nel momento in cui ho iniziato a impiegare seriamente gli annunci adattabili nelle mie campagne.

L’idea è semplice: poter valutare a colpo d’occhio quale delle tante possibili combinazioni di annuncio stiano generando i migliori risultati, avendo così modo di intervenire singolarmente gli asset meno performanti.

Puoi accedere al report facendo clic sulla tab in alto “Combinazioni” nella sezione “Annunci ed estensioni” a livello di gruppo di annunci, scegliendo eventualmente un range temporale tra gli ultimi n-giorni o concentrandoti su uno specifico mese.

Il consiglio: non dare per scontato che ogni asset abbia la stessa efficacia all’interno del tuo annuncio. È a questo che serve la sezione “Combinazioni”. Tieni d’occhio il report e non avere paura di rimuovere o ritoccare un asset. Ricorda anche che per il momento la valutazione considera unicamente il numero di volte in cui la combinazione è stata mostrata.

3. Il pannello “Efficacia dell’annuncio”

Uno dei rischi che ho sempre visto – soprattutto in aula – nel raccontare le meraviglie degli annunci adattabili riguardava il fatto che solo una piccola quantità di asset fossero davvero obbligatori per poter erogare l’annuncio. Il rischio è quello di progettare annunci scarsamente creativi, sempre uguali a loro stessi.

Fortunatamente, Google ha pensato di introdurre in alto nella pagina di costruzione dell’annuncio una sorta di “scorecard” (un segnapunti) che oggi valuta la quantità – e soprattutto la qualità – degli asset inviati, prima ancora di salvare l’annuncio.

Sopratutto per chi è alle prime armi, essere spinto a ragionare sull’ennesima variazione di titoli o descrizione (o immagine, video o logo) può apparire frustrante, ma porta grandi benefici a campagna avviata.

Il consiglio: 3+3+3. Impiega sempre almeno tre titoli brevi, tre descrizioni e tre immagini in formato rettangolare e quadrato.

Futuro roseo

Insomma, gli annunci adattabili sono tra noi e fanno parte sempre più dell’esperienza Google Ads in Rete Ricerca, andando a sostituire sempre più i cari vecchi gli “annunci caricati”. Perché non farne uso?

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