In SEO

Dopo un periodo di riflessione sono tornati dei “vecchi” risultati zero con una novità: Google potrebbe non mostrare i risultati  nei risultati di ricerca per alcune query specifiche.

Il problema nasce a monte quando alcuni mesi fa molti utenti segnalarono anomalie sui risultati zero correlati ad alcune query specifiche come quelle per sapere che ore sono in una determinata località, o alle query relative a determinati calcoli matematici e alle conversione di unità.

Lo scorso marzo solo dopo una settimana di esperimenti con la visualizzazione di una sola risposta, Google decise di sospendere il test perché dai feedback ricevuti aveva rilevato troppe anomalie da sistemare.

Ecco perché Google ha deciso di mostrare i risultati zero di ricerca solo quando sono sicuri di essere in grado di fornire risposte che risolvano completamente la query degli utenti.

Danny Sullivan, Google’s search liaison, scrisse così a marzo su Twitter: “We have enough data and feedback — which is appreciated — to conclude that the condensed view experiment should stop for now. The team will look at improving when and how it appears”.

Oggi, anche se limitato a molti risultati di ricerca relativi all’ora esatta, ai calcoli matematici e alle conversioni Google ha deciso di fornire più link per “mostrare tutti i risultati” quando la query non riesce a soddisfare in toto la ricerca fatta, rindirizzando l’utente sulla home di Google dove si potranno visualizzare tutti i risultati della ricerca appena svolta.

Quando Google nasconde i risultati zero delle ricerche principali? 

Come dicevamo Google ha deciso di nascondere solo i risultati di ricerca principali quando la ricerca è specifica per le query relative all’ora esatta, ai calcoli e alle conversioni di unità se questi possono fornire più risultati diversi. Ma anche in alcuni di questi casi se  Google pensa che un utente cerchi dei risultati specifici mostrerà automaticamente i risultati della ricerca.

Per capire come sta ragionando Google prendiamo due diverse aeree geografiche e cerchiamo che ore sono in India (time in India) e a New York (time in New York).

Come si vede dalle schermate sotto Google alla ricerca “time in India” risponde direttamente con un risultato zero indicando l’ora precisa.

Il tutto cambia invece per “time in New York” perché oltre all’orario e alle condizioni metereologiche Google fornisce come risposta anche il link del New York Times, perché non riesce a capire cosa veramente l’utente stia cercando in quel momento.

 

In una e-mail ufficiale Google riporta che: “As always, our goal with search is to help people quickly find the most relevant information. For queries where we have extremely high confidence that a user is seeking a calculation, unit conversion or local time, we will show a single result to improve load time on mobile. Since our initial experiment in February, we worked to remove ads and improve the triggering quality for this experience to be sure that we’re serving users what they’re looking for, and we will still provide the option to tap to see more results”.

Ricordando che, come sempre, l’obiettivo principale di Google con la ricerca è aiutare le persone a trovare rapidamente le informazioni più pertinenti. Per le domande in cui Google è sicuro al cento per cento che un utente voglia fare un calcolo, una conversione di unità o stia cercando un’ora locale, mostrerà solo il singolo risultato così da velocizzare il tempo di caricamento sui dispositivi mobili, altrimenti, come nel caso di “time in New York” risponderà alla query con più risultati diversi.

Google ricorda che “dall’esperimento iniziale di febbraio, abbiamo lavorato per rimuovere gli annunci e migliorare la qualità di attivazione di questa esperienza per assicurarci che stiamo offrendo agli utenti quello che stanno cercando, e continueremo a fornire l’opzione di toccare per vedere più risultati”.

E se mettiamo la query “date in London” cosa succede?

Al momento Google sembra rispondere più con data del calendario piuttosto che aiutare l’utente a trovare un’anima gemella nella capitale inglese.

Ecco il perché dello stop di marzo scorso. In alcuni casi, quando Google mostrava i risultati zero alcuni brand molto importanti sono quasi del tutto spariti dalla ricerca da dispositivo mobile ed in alcuni casi si sono rilevati cali importanti di traffico organico proprio perché alla domanda”date in London” ricevendo come risposta il giorno del calendario c’è stato un avvievolirsi delle domande come “appuntamenti a Londra”.

Per coloro che fossero particolarmente curiosi ecco molti esempi di dove questo esperimento di ricerca è fallito, con Google che ha provato a risolverne la maggior parte.

[via searchengineland.com]
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