Metaverso: tutti ne parlano, ma cos’è e come funziona?

Metaverso! Tanti ne parlano, pochi hanno capito davvero cosa sia. Scopriamolo insieme.
metaverso

“Metaverso” è attualmente una parola di moda nel mondo della tecnologia, degli affari e della finanza, e come tutte le parole di moda la sua definizione è confusa, contestata e modellata dalle ambizioni delle persone che la usano, vero Mark?

L’avatar di Mark Zuckerberg nel Metaverso di Meta (ex Facebook).

Partiamo da una precisazione.

Il concetto di metaverso non è una novità, esiste dal ‘92 quando Neal Stephenson nel suo romanzo Snow Crash descrive un mondo in realtà virtuale, dove si possono comprare e vendere immobili virtuali e dove gli utenti che indossano visori VR vivono come avatar 3D di cui possono scegliere liberamente l’aspetto.

Insomma, Ready Player One, ma nel ‘92.

Se non avete visto questo film, recuperatelo.

In Ready Player One le persone vivono una vita parallela in un vero e proprio metaverso a cui accedono con visore e abbigliamento dedicato.

Quindi possiamo dire che il metaverso è un mondo virtuale in cui le persone vivono, lavorano, fanno acquisti, imparano e interagiscono tra loro, il tutto comodamente seduti sul proprio divano nel mondo fisico.

Un mondo virtuale in 3D che è palpabile, come la vita reale, solo più grande e migliore in cui delle versioni digitali di noi stessi, detti avatar, si spostano liberamente da un’esperienza all’altra, portando con sé la nostra identità e il nostro denaro.

Questa è la definizione di metaverso e, nonostante l’hype, ad oggi non esiste.

Ma se è un mondo 3D virtuale in cui vivere con il nostro avatar, un po’ come in molti videogiochi, perché se ne parla così tanto proprio ora, dopo 30 anni?

Perché il termine “metaverso” è diventato di uso comune quando Facebook ha ribrandizzato la sua azienda in Meta nell’ottobre 2021 e ha annunciato l’intenzione di investire almeno 10 miliardi di dollari per realizzarlo.

Oltre a Meta, anche giganti della tecnologia come Google, Microsoft, Nvidia e Qualcomm stanno investendo miliardi di dollari in questo progetto.

Si prevede che la meta-economia potrebbe raggiungere i 5 triliardi di dollari entro il 2030. L’e-commerce dovrebbe esserne il motore, ma anche videogiochi, intrattenimento, istruzione e marketing nel metaverso diventeranno settori importanti.

Ad oggi le aziende usano questo termine per indicare molti tipi diversi di ambienti virtuali online più o meno avanzati. Si va dai videogiochi online come Fortnite, ai luoghi di lavoro virtuali nascenti come Mesh di Microsoft o Horizon Workrooms di Meta, fino ai camerini virtuali per provare abbigliamento o alle sale operatorie virtuali in cui far pratica.

Mesh di Microsoft consente di migliorare le riunioni virtuali, condurre sessioni di progettazione virtuale, aiutare altri utenti in remoto e ospitare riunioni virtuali immersive per aumentare la produttività.

Piuttosto che un singolo spazio virtuale condiviso, la versione attuale del metaverso si sta configurando come un multiverso (di cui sappiamo spaventosamente poco, cit.): una moltitudine di metaversi con interoperabilità limitata, mentre le aziende si contendono una posizione sul mercato.

Al momento viviamo un conflitto tra entusiasmo acritico per il metaverso e una profonda incertezza sulla sua realizzazione.

Ci si chiede se il metaverso sarà in definitiva molto diverso dalle esperienze digitali di oggi o se la gente sarà disposta a passare ore e ore a vivere in uno spazio digitale.

Vedo 3 scenari possibili per il futuro:

  • Il metaverso rimane un ambito per applicazioni di nicchia, utilizzato per l’intrattenimento e il gioco, ma ben lontano da una realtà virtuale onnicomprensiva.
  • Il metaverso sarà controllato da grandi ecosistemi in competizione tra loro – ad esempio, i meta-mondi Apple, Meta e Android – con un’interoperabilità limitata.
  • Il metaverso diventa uno spazio dinamico, aperto e interoperabile, simile a Internet ma in 3D, una figata insomma.

Come si accede al metaverso?

Sono due le tecnologie considerate fondamentali per lo sviluppo e la crescita del metaverso:

  • La realtà virtuale ossia un ambiente 3D simulato in cui gli utenti interagiscono con un ambiente virtuale in un modo che approssima la realtà percepita attraverso i nostri sensi. Questa realtà è oggi tipicamente accessibile attraverso un visore VR che occupa il campo visivo dell’utente. Eventuali guanti, giubbotti e persino tute per il rilevamento con sensori di tutto il corpo, consentono un’interazione più realistica con l’ambiente virtuale.
  • La realtà aumentata invece è meno coinvolgente della VR. Aggiunge sovrapposizioni digitali al mondo reale attraverso una lente di qualche tipo. Gli utenti possono comunque interagire con l’ambiente reale. Un esempio è il gioco Pokémon Go. I Google Glass e i display sui parabrezza delle auto sono altri esempi di prodotti AR ben noti ai consumatori.

Non è ancora chiaro se le esperienze VR e AR diventeranno le interfacce principali del metaverso, ciò che abbiamo ora, nel 2022, sono precursori o soluzioni pre-metaverso.

Attualmente, molte delle esperienze simili al metaverso offerte da piattaforme di gioco come Roblox, Decentraland, The Sandbox e Minecraft sono accessibili tramite browser o dispositivi mobili e una connessione Internet veloce.

Nel metaverso di The Sandbox troviamo già grossi brand come Samsung, Adidas, Gucci, Square Enix e Atari. In foto una mappa con i vari land di proprietà di utenti o aziende.

Ma quali sono le tecnologie/settori che stanno alla base e che alimenteranno il metaverso?

Qua andiamo un po’ sul tecnico.

  1. intelligenza artificiale → per creare avatar, umani digitali e conversazioni spontanee (pensiamo a chatGPT);
  2. IOT – internet of things → per connettere senza sforzo spazi virtuali 3D con il mondo reale;
  3. extended reality → nella forma di AR e VR;
  4. brain-computer interfaces → per rimpiazzare i classici monitor e hardware (es. visori VR);
  5. 3D modeling and reconstruction → per realizzare prototipi 3D degli oggetti;
  6. spatial and edge computing → per rispondere velocemente alle azioni dell’utente che imitano la realtà;
  7. blockchain → per decentralizzare il metaverso, per proteggere i contenuti digitali e evitare ritardi.
  8. NFT → I token non fungibili (NFT) sono asset digitali sicuri basati su tecnologia blockchain. Un NFT può rappresentare un’opera d’arte, un oggetto, un avatar, una canzone o un immobile/territorio digitale (land) e fornisce al proprietario una sorta di prova di proprietà.

Ora che hai chiaro cosa si intenda per metaverso e a che punto siamo nella sua realizzazione, cosa possiamo aspettarci dal futuro?

Da qui in poi sono mie considerazioni, puramente personali.

È evidente che per realizzare un vero e proprio metaverso dovremo attendere importanti sviluppi nei settori tecnologici appena elencati, ma stiamo facendo passi da gigante.

In secondo luogo bisognerà vedere se gli utenti avranno voglia di spendere del tempo in un mondo virtuale impersonando un avatar.

Ma è davvero tanto diverso da ciò che facciamo già passando ore e ore sui social? O giocando alla nostra console preferita? Non è anche quello un modo per estraniarsi dalla realtà e trascorrere del tempo in un “mondo” diverso, dove spesso si offre un’immagine diversa (e magari distorta) di noi stessi?

Ciò che secondo me serve è una leva, un motivo per trascorrervi del tempo, per raggiungere man mano la cosiddetta adoption.

Se per i social network la base è quella di farsi gli affari degli altri, o se vogliamo dirla in maniera politically correct “rimanere in contatto”, per ora nei vari “metaversi” l’unico stimolo è quello di divertirsi, spesso giocando qualche videogioco insieme agli amici. Roblox ha 43 milioni di utenti attivi al giorno, Minecraft 140 milioni al mese.

Quale sarà la svolta? 

Secondo me saranno le economie che nasceranno all’interno di questi metaversi e che saranno garantite dalla tecnologia blockchain/NFT. Sarà la possibilità di guadagnare soldi facendo qualcosa in questi spazi virtuali.

Si creeranno veri e propri lavori nel metaverso: utenti che creeranno esperienze a pagamento, altri che realizzeranno e venderanno oggetti (NFT), possibilità di affittare territori/abitazioni, prestare oggetti utili per compiere qualcosa (ad es. armi in un videogioco), ecc.

Cosa succederà quando i 2.7 miliardi di gamer scopriranno che possono giocare e guadagnare vendendo gli oggetti che hanno ottenuto in maniera del tutto sicura grazie alla tecnologia blockchain che garantisce sicurezza, proprietà e tiratura limitata?

Le possibilità di guadagno sono infinite, proprio come nel mondo reale.

Se la cosa ti ha incuriosito, il metaverso che al momento più si avvicina a realizzare qualcosa del genere è probabilmente The Sandbox: ti puoi iscrivere gratuitamente, creare il tuo avatar e farti un giro, magari vedere un concerto di Snoop Dogg o giocare alcune delle esperienze create da altri giocatori o aziende come Atari. Oppure potrai diventare un creator e realizzare tu stesso avventure per gli altri giocatori o vendere i tuoi NFT.

E se si raggiungerà l’adoption con centinaia di milioni di utenti, cosa arriverà inevitabilmente?

La pubblicità!

E noi advertiser saremo pronti per andarli a raggiungere anche nel metaverso con le nostre inserzioni.

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Paolino Virciglio

Paolino Virciglio

Head of Social Advertising in Studio Samo

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