In Social Media Marketing

Facebook stamani ha annunciato una nuova serie di misure per affrontare il bullismo e gli abusi su tutte le sue piattaforme.

Strumenti e nuove misure che andranno a coinvolgere non solo gli utenti “standard” quanto anche gli utenti di alto profilo con nuove protezioni per i personaggi pubblici – in particolare per i VIP minorenni e i personaggi pubblici più giovani che sono continuamente sotto i riflettori.

Le novità in casa Facebook sono come sempre indirizzate alla tutela e protezione di tutti gli utenti, in particolar modo per proteggere la privacy di tutti gli iscritti al social network più utilizzato al mondo.

Una delle novità è stata l’aggiunta di un nuovo strumento di moderazione dei commenti che consentirà agli utenti di eliminare più commenti contemporaneamente.

Una soluzione se vogliamo indirizzata verso una migliore user experience volta a semplificare le singole operazioni ma soprattutto indirizzata verso dei semplici automatismi come “cercare e bloccare più facilmente tutte le parole offensive che appaiono nei commenti”.

La nuova opzione di moderazione dei commenti comincerà prima sul desktop e su Android e solo in un secondo momento sarà disponibile su iOS.

Altra novità sarà la possibilità per i singoli utenti di presentare a Facebook una segnalazione dove si potrà segnalare una o più persone che si ritengono essere vittime di bullismo o molestie all’interno della piattaforma.

Ecco cosa dice Facebook nel comunicato di stamani: “Essere l’obiettivo di attenzione indesiderata può essere stressante e alcune persone potrebbero non sentirsi a proprio agio a denunciare un bullo o un molestatore. In altri casi, il bullismo o le molestie non sono visibili alle vittime. Se vedete un amico o un membro della famiglia vittima di bullismo o molestie, ora potete segnalare qualcuno per suo conto attraverso il menu sopra il post di cui siete preoccupati. Una volta segnalato, il nostro team di Community Operations esaminerà il post, manterrà la tua segnalazione anonima e determinerà se viola i nostri Community Standards”.

La decisione di investire tempo e risorse umane su tematiche sensibili come le molestie e il bullismo è da parte di Facebook un atto importante, non solo perché sta cercando di riconquistare la credibilità persa nei mesi scorsi con lo scandalo Cambridge Analytica, quando furono violati 50 milioni di profili Facebook per influenzare le elezioni  americane, ma anche per i recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto l’attore di Stranger Things Millie Bobby Brown, che ha 14 anni.

L’immagine di Brown utilizzata per diffondere on-line memi offensivi ha portato l’attore a lasciare Twitter,  ma purtroppo ci sono tanti altri esempi di celebrità, giovani e meno giovani, costantemente sotto continuo attacco o bersagli di critiche online che vengono pubblicati sullo stesso Facebook.

Se pensiamo che secondo l’American Foundation for Suicide Prevention, il suicidio è la decima causa di morte negli Stati Uniti, con quasi 45.000 americani che ogni anno muoiono per suicidio, ben si capiscono le scelte che hanno portato Facebook ad intraprendere questo cammino, soprattutto perché diversi studi hanno dimostrato i legami tra l’uso dei social media e la depressione, in particolare negli adolescenti e nei giovani utenti.

Da Facebook continuano dicendo: “Le nostre politiche di bullismo e molestie proteggono i privati, ma permettiamo una discussione aperta e critica sulle persone che sono presenti nelle notizie o che hanno un vasto pubblico in base alla loro professione o alle attività scelte. Abbiamo parlato con persone che utilizzano Facebook e con esperti di sicurezza per trovare il modo di proteggere meglio queste figure pubbliche dalle molestie. All’inizio di quest’anno, abbiamo ampliato le nostre politiche per difenderci dalle molestie di giovani personalità pubbliche su Facebook. Nelle prossime settimane, amplieremo ulteriormente le nostre politiche per proteggere meglio i personaggi pubblici dalle molestie, indipendentemente dall’età”.

Un altro passaggio che Facebook sta facendo sempre in ottica di sensibilizzazione da una parte e di difesa della privacy dall’altra è quella di espandere costantemente i suoi programmi di formazione online per aiutare i giovani utenti a comprendere i rischi online e le varie opzioni a loro disposizione.

Il comunicato continua dicendo che “le persone di tutto il mondo partecipano ai programmi di sicurezza online e anti-bullismo di Facebook, realizzati in collaborazione con esperti e organizzazioni della comunità. Abbiamo recentemente introdotto una nuova partnership con la National Parent Teachers Association negli Stati Uniti per facilitare 200 eventi comunitari in città di ogni stato per affrontare le sfide tecnologiche che le famiglie devono affrontare, compresa la prevenzione del bullismo. Lavorando con i partner, offriamo anche un programma di sicurezza online peer-to-peer e anti-bullismo a tutte le scuole secondarie del Regno Unito. E sosteniamo un programma in India che ha educato decine di migliaia di giovani sulla sicurezza online, la condivisione ponderata, la privacy e la sicurezza”.

[via socialmediatoday.com]
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