In Web Marketing

KPI content marketing, cosa significa questo binomio così importante per un professionista della promozione online? Il punto di partenza è quello che caratterizza la maggior parte delle strategie in circolazione: pubblicare senza misurare le prestazioni della strategia messa in atto.

Non è una condizione così difficile, anzi. Anche se viene impostato qualche parametro di riferimento, poi, il rischio è quello di rimanere su parametri inutili per chi deve lavorare sull’ottimizzazione del lavoro da svolgere. Perché qui trovi il passaggio centrale.

Lavorare intorno al concetto KPI content marketing vuol dire individuare falle e punti deboli della strategia. Per poi migliorare ciò che non funziona e fare in modo che ci sia un ROI adeguato agli investimenti che hai effettuato. Da dove iniziare questo passaggio? Ecco qualche dettaglio.

Cosa sono i KPI content marketing

Con questo termine s’intende un parametro utile per valutare l’andamento di una campagna (key performance indicator) rispetto al ritorno dell’investimento effettuato per essere presente con quel determinato contenuto. Che, agli occhi di un’impresa, viene considerato un investimento.

Anche se lavori con lo storytelling, il blogging e il native advertising con l’entusiasmo di un appassionato, in realtà, tutto ciò non è altro che uno strumento dell’inbound marketing.

Mi riferisco a un lavoro con il quale attiri persone interessate (potenziali clienti) verso il tuo brand o quello del tuo cliente. Le KPI servono a definire la qualità del lavoro svolto. E a impostare il miglioramento che deve essere deciso per ogni azione prevista dalla strategia di web marketing.

Da leggere: in che modo gestire l’approccio Data Driven

Come devi scegliere i migliori KPI

Il passaggio fondamentale: evitare una scelta troppo generica. L’indicatore più utile e ampio possibile è quello ambito da ogni imprenditore, vale a dire l’aumento delle vendite. Di certo questo è l’obiettivo finale ma per riuscire a individuare una correlazione tra l’attività di content marketing è la conversione ambita bisogna valutare dei parametri che cambiano in base allo strumento.

Video Content Marketing

Uno dei punti cruciali della tua attività di social media marketing. Quante volte ti hanno detto di investire sui video quando lavori su Facebook e di aprire un canale YouTube perché oggi i ragazzi, quelli che appartengono alla Generazione Z, guardano solo le clip su questa piattaforma?

Tante. Ma sai cosa monitorare? Iniziamo a gestire i KPI per affrontare il tema in modo strutturato. Nello schema in basso puoi ottenere una serie di informazioni su questo argomento.

kpi content marketing

Kpi content marketing secondo Google.

Il content marketing su YouTube, ad esempio, non deve essere rivolto solo a ottenere visualizzazioni. Questo è un parametro che si ferma alla brand awareness, alla conoscenza della marca e del nome. Aspetto importante ma non decisivo: guardiamo anche al watch time (tempo di permanenza sul video) e alle azione che seguono. Come i click sui link o altre call to action inserite.

Advertising online

Nel caso della pubblicità puoi sfruttare i KPI per valutare la qualità e la tipologia di contenuto da usare per le sponsorizzazioni. Sai bene che gli annunci pubblicitari (ad esempio quelli di Facebook Ads) sono un mix di visual e copy: quale combinazione funziona? Click-through e conversion rate possono essere due parametri decisivi per approfondire il tema.

SEO e content marketing

Un argomento molto ampio, vero. Ma la sintesi è chiara, la esplicito con una domanda: secondo te il compito della SEO riguarda solo il posizionamento per una keyword interessante?

Sì se prendiamo come riferimento solo l’attività di ottimizzazione On-Page e Off-Page. Ma è una prospettiva miope. Chi fa SEO, almeno dal mio punto di vista, deve lavorare a stretto contatto con la prospettiva generale di digital marketing strategico. Con la supervisione di un manager specializzato in search engine optimization capace di capire per cosa posizionarsi.

obiettivi kpi seo

Quali sono i KPI SEO – Fonte immagine

Keyword posizionate, link ricevuti, aumento delle visite: potrebbe essere un primo portfolio di KPI legate al content marketing e alla SEO. Grazie alla pubblicazione di determinate pagine ho ottenuto risultati apprezzabili. Ma con quali esiti? A volte aumentare le visite non vuol dire migliorare vendite dirette (nel caso di un ecommerce) o lead. Conviene lavorare tanto per posizionamenti inutili? Il lavoro sulle KPI dei contenuti (e non solo) ti aiuta a ottenere la risposta.

Email marketing

Uno dei settori più ricchi quando si parla di KPI e content marketing. Perché il lavoro che svolgi con la posta elettronica è correlato ai contenuti che mandi ai contatti. Qual funziona di più? La soluzione che ottiene maggiori risultati? Gli indicatori da osservare possono essere tanti.

  • Open rate.
  • Conversion rate.
  • Click-through rate.
  • Delivery rate.

Quando mandi un determinato contenuto le persone aprono le email? Cliccano sulle call to action che hai inserito nel messaggio e aumentano le conversioni? O magari abbandonano la lista?

Un robusto lavoro di analisi e test dei risultati è indispensabile in questa fase. Ma i frutti che puoi raccogliere, magari grazie a un lavoro di marketing automation, sono esaltanti.

Da leggere: come migliorare la tua strategia di visual

KPI Content Marketing: la tua opinione

Quali sono i parametri che hai deciso di monitorare e osservare per valutare i key performance indicator? La scelta non deve essere fatta a caso, il rischio di fallire è sempre alto in questi casi.

I risultati devono essere valutati non per gratificare i numeri ma per comprendere cosa funziona e puntare verso i miglioramenti che consentono di ottimizzare il rapporto costi/benefici di ogni content marketing strategy.

Tu hai già iniziato a osservare i KPI giusti per i tuoi contenuti?

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