In Web Marketing

Vero, Instagram potrebbe togliere i Mi Piace dalle foto dando un brutto colpo al settore. Ma questo significa che è ancora più utile capire come scegliere l’influencer, individuare le professionalità per dare risalto al brand e far conoscere il proprio nome alle persone utili.

Spesso il lavora che ruota intorno a queste figure – i testimonial che vengono pagati per parlare di un prodotto o servizio – viene intesa come pubblicità nascosta da scelte editoriali non commerciali. L’aggiunta dell’hashtag #ad e della partnership su Instagram diventano superflui.

Invece dovrebbero essere passaggi fondamentali per capire come scegliere l’influencer. Così si lavora con l’inbound marketing, ti fai trovare dalle persone giuste nel momento in cui hanno bisogno di te. È veramente così? Ecco i punti da rispettare per scegliere i collaboratori.

Ha i numeri per le tue esigenze

Inizio con uno step chiave per la tua attività: la valutazione quantitativa della platea. Questo passaggio è, da sempre, frutto di fraintendimenti e valutazioni errate. Il motivo essenziale?

Si tende a considerare il numero di Fan o Follower come sinonimo di qualità ed efficienza. È sicuro? I canali con più seguaci sono più utili al tuo progetto? In realtà non è sempre così, anzi.

Molti progetti possono raccogliere frutti migliori se lavorano con i famosi micro (o nano) influencer. Vale a dire contatti con pochi follower, o comunque un numero inferiore rispetto ai grandi nomi, ma una grande credibilità da parte del target di riferimento. Questo è un aspetto importante.

Quindi, la prima indicazione per capire come scegliere un influencer: non prendere in considerazione solo il numero di seguaci ma considera anche altri valori. Ad esempio?

Da leggere: l’influencer marketing di Instagram funziona ancora?

L’engagement è veramente giusto?

Uno dei punti essenziali per affrontare il tema della scelta influencer. I numeri quantitativi del profilo e dei post possono annebbiare, meglio valutare anche il tipo di coinvolgimento del target.

Ad esempio, l’account Instagram di un contatto ha tanti follower ma zero commenti? E quei pochi che arrivano sono palesemente spam o interazioni fake? Questo può essere un problema.

Perché manca il coinvolgimento reale del pubblico, disinteressato a quello che viene pubblicato. I motivi possono essere diversi, c’è anche la possibilità che una buona parte dei seguaci siano bot. Insomma, la valutazione dei follower passa anche dall’analisi dell’engagement del pubblico.

Condivisione della stessa piattaforma

Ti chiedono come scegliere l’influencer? Ecco uno dei primi punti da valutare: la competenza del testimonial rispetto al medium. Come brand puoi aver necessità di imporre il tuo nome su YouTube perché hai bisogno, attraverso tutorial video, di conquistare un pubblico specifico.

Oppure hai una buona capacità di produrre visual, lavori nel mondo del B2C e ti può far comodo attirare potenziali clienti che si lasciano influenzare dai contenuti su Instagram. Di conseguenza devi scegliere un professionista con una buona platea su un determinato social.

E con le competenze necessarie per far emergere un contenuto in una determinata realtà: difficile avere a disposizione un influencer capace di fare la differenza su YouTube, Instagram, Facebook e Snapchat contemporaneamente. Meglio puntare su figure specializzate.

Scegli persone competenti in materia

Altro aspetto da valutare quando ti chiedono come scegliere influencer efficaci per brand o prodotto: la capacità della persona in questione di parlare, con cognizione di causa, di un determinato argomento. Un esempio? Prendiamo Cristiano Ronaldo, il famoso calciatore.

Può avere successo come influencer di pentole a pressione o di mountain bike con cambio Shimano? Rischia di passare per pubblicità che interrompe la fruizione del contenuto. Qui c’è un problema grave in termini di autenticità: il pubblico non riconosce il messaggio come veritiero.

Ma cosa succede nel momento in cui questo influencer (oltre che atleta) posta una foto mentre indossa un determinato paio di scarpe durante l’allenamento? Probabilmente questa è la realtà ideale per far fruttare l’investimento. Ora, usciamo un attimo dalla fantasia di poterci permettere un influencer come Ronaldo e applichiamo questo ragionamento alla realtà concreta.

Cosa leggere per approfondire il tema

Ci sono tanti libri che affrontano l’argomento dedicato agli influencer. Ma se posso lasciare un consiglio ti suggerisco di leggere Unleash The Ideavirus, il testo di Seth Godin (disponibile gratis online come PDF) dedicato proprio agli sneezer. Ecco una definizione utile:

SNEEZER Some people are more likely to tell their friends about a great new idea. These people are at the heart of the ideavirus. Identifying and courting sneezers is a key success factor for ideamerchants.

Come scegliere influencer secondo te

Questi sono i punti essenziali, dal mio punto di vista, per individuare e valutare le persone giuste nel processo di collaborazione. Oggi si parla di una possibile depressione del mondo dell’influencer marketing a causa dei numeri che mancano e dell’engagement che si fa attendere.

Spesso il motivo si ritrova nell’incapacità, o non volontà, di analizzare il settore per scegliere le persone realmente giuste al progetto. Troppo facile muoversi valutando solo il numero di follower di un profilo o i Like di un post. Dobbiamo iniziare a lavorare veramente con i dati, sei d’accordo?

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