Puntare sullo storytelling vuol dire usare una delle tante leve della comunicazione umana. Amiamo raccontare e ascoltare storie, il nostro cervello riesce a intravedere il significato nascosto tra fabula e intreccio. Con lo storytelling non stiamo inventando una scienza, ma rivisitando qualcosa che è sempre esistito.

Ma attenzione, fare storytelling non è sinonimo di raccontare una storia. Alla base ci sono i meccanismi che ritrovi nelle narrazioni classiche. Ma non basta aver letto e raccontato una fiaba per lavorare bene in questo settore, soprattutto oggi che gli strumenti del social web permettono di amplificare il messaggio.

L’esempio della Apple è già noto ai lettori di questo blog, ma non è l’unico. Le grandi aziende gestiscono la forza dei social per rendere virale il proprio brand. E per comunicare in modo efficace i vantaggi dei prodotti/servizi. La logica che si nasconde dietro al corporate storytelling? Impegna le emozioni per raggiungere i potenziali clienti e ottenere dei risultati concreti.

Se abbini tutto questo ai social media cosa ottieni? Contenuti capaci di saltare da una bacheca all’altra senza sosta, con vantaggio per il tuo brand. Proprio come è avvenuto con Misunderstood e The Song. Ma l’azienda di Cupertino non è l’unica a plasmare social e storytelling: ecco 5 esempi concreti da segnare nei preferiti.

1. Veicolare valori

Questo è uno degli obiettivi fondamentali dello storytelling prestato al mondo professionale: raccontare una storia per evidenziare una rappresentazione dell’azienda. Rappresentazione antropizzata, umana, capace di riportare nel quotidiano una realtà distante dall’individuo. Prendo come esempio il video della General Electric: The Boy Who Beeps.

È la storia di un ragazzino che emette segnali elettrici al posto della voce. Non riesce a parlare ma può fare grandi cose con i beep che escono dalle corde vocali. Al tempo stesso, però, come sottolinea il finale della storia, può andare incontro alle esigenze umane. E può comunicare.

Questa è la rappresentazione dell’azienda, della General Electric. Un gigante che non venderà turbine o motrici attraverso un video, ma ha bisogno di raccontarsi e di sfruttare la forza di YouTube per diffondere la sua anima. Forse questo video non verrà mai passato in TV, ma catturerà la nostra attenzione nello streaming di Twitter e sulle bacheche Facebook.

Per approfondire: perché la General Electric punta sul visual storytelling?

2. Racconta la tua storia

I grandi brand lo fanno, perché non ci provi anche tu? Se hai un’azienda con esperienza decennale puoi pubblicare foto del passato e mostrare ai tuoi fan e follower che c’è qualcosa dietro alla realtà attuale. Come raccontare questa storia? Con le immagini, certo, magari con foto dell’archivio personale. Proprio come fanno le grandi imprese – eBay, IBM, Mercedes – sulle rispettive Fan Page. Ma puoi sfruttare anche interviste sul blog e su YouTube, senza dimenticare che oggi sul social di Mark Zuckerberg è ancora più facile fare storytelling grazie a Facebook Canvas.

3. Informare gli utenti

Una buona fusione tra social e storytelling arriva da PostPickr, una delle piattaforme più utilizzate in Italia per gestire il calendario editoriale dei social. Riassumo in breve: attraverso PostPickr puoi pubblicare contenuti su diverse piattaforme, ma all’improvviso Facebook decide di ritirare i permessi per integrare il tool con le bacheche.

Un colpo basso che avrebbe buttato a terra chiunque, ma il team di PostPickr ha affrontato il problema raccontando sui social media ogni passaggio. Non si tratta del classico storytelling emozionale, fatto di video e immagini, ma di una narrazione basata sull’informare il pubblico attraverso tutti i canali.

Il blog è diventato il punto di riferimento per condividere gli aggiornamenti con gli utenti, grazie anche alla metafora della formica e dello stivale.

L’idea è questa: comunicare tutto, in totale trasparenza. Gli utenti si sono ritrovati con un disservizio. PostPickr ha mandato un comunicato stampa? No, ha pubblicato una storia sul blog e ha deciso di raccontare ogni dettaglio. Anche questo è storytelling aziendale dal mio punto di vista, e per fortuna la storia di PostPickr si è risolta bene.

4. Ripensare un luogo

Starbucks è il fast food dei bar. Te lo immagini così, vero? Un luogo dove servono grandi prodotti ma che non riesce a coinvolgere: rimane anonimo, un luogo di passaggio. Qui le persone si isolano in mondi individuali. Questo è il punto debole di Starbucks, ma come lo risolvi?

Raccontando delle storie avvincenti. Ecco che entra in gioco lo storytelling, attività che l’azienda di Seattle ha portato avanti su diverse piattaforme. In primo luogo su YouTube, ma anche su altre piattaforme. Instagram, ad esempio, è stato il punto di partenza per pubblicare dei mini video. Alla base di tutto c’è l’hashtag #howwemet.

Le attività di Starbucks includono un’attenzione specifica per chi ha trovato la dolce metà tra i tavoli dei locali, o comunque lega il proprio rapporto a questo luogo/simbolo. Ed ecco che su Instagram prende forma #starbucksdate. Ora dimmi, non sei tentato anche tu di lasciare una foto su instagram con uno di questi hashtag?

Da leggere: l’importanza degli hashtag nelle attività di social media marketing

5. Mostrare il volto dell’azienda

Il volto umano, intendo. I social possono essere utilizzati per mostrare cosa succede dietro le quinte. Quali sono le attività, le postazioni di lavoro, i ruoli delle persone che ti rispondono a telefono. Vuoi qualche esempio concreto? In questo caso non ci allontaniamo dal settore web marketing: gli account Instagram di Unbounce e Moz ti danno una buona lezione di storytelling aziendale. Qualche punto in comune: sono foto di qualità, scattate durante momenti speciali o che riprendono attività particolari.

https://www.instagram.com/p/BCi3zzaEsir/

I dettagli hanno un peso specifico in una strategia di storytelling aziendale. Se vuoi lavorare in questa direzione ragiona sul format che vuoi dare ai contenuti, pensa a un hashtag brandizzato e usa un tool per caricare le immagini su Instagram in modo da ottenere risultati migliori.

Social e storytelling: la tua esperienza

Fare storytelling attraverso i social non è semplice, c’è bisogno di conoscenza dello strumento ma anche di sensibilità nel raccontare la storia. Più di ogni altra cosa, non deve mancare la professionalità di chi lavora nel settore. Lo storytelling, troppo spesso, viene affidato a persone che non hanno le competenze necessarie per veicolare valori e messaggi. Sei d’accordo con questo punto? Vuoi aggiungere qualcosa?

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