Spesso e volentieri, nei vari gruppi o forum di settore, una delle domande che più suscita dibattiti – ovviamente dopo “come faccio ad arrivare primo su Google?” – riguarda i famosi tool, o strumenti per fare SEO.

Parto dal presupposto, più scontato dei saldi di inizio stagione, che virtualmente non è necessario alcun tool per fare ottimizzazione sui motori di ricerca.

Paperoga e l’abuso degli strumenti SEO

Gli strumenti aiutano, certo, sicuramente velocizzano alcuni processi automatici come il controllo del posizionamento in SERP (farlo a manina è dispendioso in termini di tempo) ma pensare di sostituire l’attività di un professionista della conoscenza creativa con uno strumento è fare fordismo non con la catena di montaggio ma con il progettista.

Il risultato è decisamente TRABALLANTe (l’auto scassata di Paperoga ispirata alla Trabant della Germania dell’Est).

Metti ad esempio tutti quei tool per l’ottimizzazione offpage che immettono link a mazzetta lungo il Web: pensi davvero che porti a qualche risultato, oltre a mostrare il didietro come William Wallace a Google, fra l’altro aspettandoti la stessa fine?

I tool SEO che ti aiutano davvero

Personalmente ritengo utili giusto quei tool che mi velocizzano operazioni altrimenti dispendiose (vedi il controllo dei posizionamenti di cui sopra) o che forniscono dati. Cosa vuol dire?

Se ci sono degli strumenti SEO dei quali non posso fare a meno, allora questi sono quelli che mi forniscono maggiori informazioni possibili circa la query effettuata da un utente (ricerche medie mensili, impression, CTR medio in SERP) e il comportamento dello stesso in SERP.

La risposta scontata sono i tool di analitica come Analytics o i WebMaster Tools di Google. Però ecco, sono tool di analitica, appunto, non prettamente strumenti “per fare SEO”.

Qual è quindi il miglior tool per fare SEO?

Cosa se ne evince da quest’ultima arrampicata sugli specchi verbale che neanche l’Uomo Ragno? Che, saltando da Marvel a DC, il miglior strumento SEO è Brainiac. Cioè, volevo dire, il TUO cervello!

Intendiamoci, se è come il mio allora è pieno di bug, ma di base non dovresti adagiarti sugli allori o su dati che sta a te interpretare.

Si, ho già scritto che secondo me i tool migliori per la SEO sono quelli che forniscono informazioni ma perché su queste poi bisogna lavorarci (e saperci lavorare). Altrimenti sono come i sondaggi per i politici: numeri buoni per intortare i clienti-elettori.

Il valore aggiunto del professionista della SEO è la propria interpretazione dei dati e la creatività nell’applicare i “soliti” processi di ottimizzazione a seconda dei piani sviluppati per questo o per quel business.

E finché non tireranno fuori una AI dedicata al posizionamento organico, allora potrai stare tranquillo che nessun software sostituirà mai i bravi geppetti della SEO.

Adesso poche seghe, e dimmi cosa ne pensi: hai uno strumento SEO preferito, al di là dell’onanismo celebrale?

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