Io non sono un fan delle dichiarazioni ad effetto, e la frase “il SEO è morto” è stata già usata diverso tempo fa. Lo dico ora perché l’industria e la cultura SEO è cambiata, ultimamente, con tale rapidità e rilevanza da rendere obsolete (morte, in sostanza) la maggior parte delle pratiche che definivano in passato il concetto di SEO. Naturalmente, il SEO non è morto, si è semplicemente evoluto, ed ora va considerato – in un contesto più ampio – per quello che è realmente: una parte (importante) del marketing digitale.

Una delle prove a mio avviso più schiaccianti a favore di questa tesi è che SEO Moz, che ora si chiama “Moz“, ha di recente eliminato la parola #SEO dal suo marchio. Quando l’azienda ha cambiato nome, non ha fatto soltanto un re-branding, ma ha cambiando anche gli URL (cosa che può apparire come un cataclisma per una mentalità SEO vecchia maniera). Questo illustra molto bene quanto sia importante per loro allontanarsi dall’etichetta di puro “SEO”, un’etichetta che sembra ora così datata. Si noti anche che ora Moz si è diretta verso l'”Inbound Marketing” – in cui contenuti, social media e ricerca si mescolano insieme.

Personalmente, ritengo che “inbound” sia ancora troppo restrittivo, poiché descrive semplicemente un effetto del content marketing fatto nella maniera corretta.

Possiamo in ogni caso vedere questo cambiamento “Moz style” anche tra molte agenzie SEO – sempre più spesso intente a fornire servizi integrati di web marketing (digital PR, creatività, social media marketing). L’etichetta SEO è ora decisamente troppo unidimensionale.

Come esperto SEO, non ho mai considerato il SEO come la soluzione a tutti i problemi di marketing digitale, e sono contento che tutti noi possiamo ora vedere la presenza sui motori di ricerca in un contesto più ampio e con un po’ più di buon senso. Ho iniziato la mia attività quando il SEO su Google capeggiava la crescita del marketing online. Sono contento che abbia avuto il suo momento di gloria, e sono altrettanto contento ora che si sta contestualizzando come parte di un approccio di marketing complessivo, basato sul comportamento e le preferenze dei consumatori.

Il marketing in un mondo ricco di informazioni

Il motivo per cui stiamo vedendo il passaggio dal puro SEO al più ampio marketing digitale – credo – è perché siamo oggi in un mondo che è infinitamente più connesso e ricco di informazioni di quante Google da solo può fornirci. Le informazioni adesso ci trovano. I consumatori utilizzano più dispositivi, più siti web e più reti (social network) di quello che probabilmente avremmo potuto immaginare 10 anni fa. In questo contesto, non è conveniente, etico o realmente possibile accostarsi al SEO off-page nello stesso modo che abbiamo usato fin ora. E la costruzione di una presenza di alta qualità a 360 gradi è molto più conveniente e a volte anche più facile.

Naturalmente, il ranking sui motori di ricerca è ancora un fattore importante per essere trovati, poco meno di quanto lo sia con le opzioni più ampie che abbiamo a disposizione, ma è giunto il momento di avere una visione più ampia e vedere il SEO nel contesto.

5 idee per ripensare la vostra strategia SEO

  1. Il contenuto è marketing: Quante volte vediamo iterazioni di questa affermazione. Il contenuto è sempre stato fondamentale per il successo del SEO, e lo è oggi ancora di più, ma li content marketing non è affatto una novità. da quanto tempo vediamo in giro riviste cartacee con pubbliredazionali, o riviste di proprietà di una società? Almeno dal 20esimo secolo, se non dal 19. In ogni caso, si tratta di almeno 100 anni prima di Internet come lo conosciamo oggi. Fornire valore per gli utenti e clienti per guadagnare l’attenzione, costruire relazioni e fiducia utilizzando il contenuto è un metodo molto antico. Su questo punto – il content marketing è  e resta multicanale, e quindi non necessariamente digitale, da sempre.
  2. Autorità e fiducia: i SEO vecchia scuola provano a comprarli, sono interessati ai link ad ogni costo, dalle link farm all’acquisto di link. I link sono voti, ma Google dà valore ai link naturali. Dobbiamo guadagnare i link, se vogliamo essere al sicuro dai nuovi (e dai futuri) aggiornamenti dell’algoritmo e costruire la fiducia. Questa è una cosa che il denaro non può comprare, e nemmeno la maggior parte delle attività di link building.
  3. Dimenticate il SEO e dimenticare Google: OK, non del tutto, ma in parte. L’ottimizzazione On-site, soprattutto lo sviluppo del sito e dei contenuti, è più importante che mai e non facile. Ma smettete di essere fissati, in particolare con l’off-site SEO e con i backlink, e concentratevi sui vostri clienti, o visitatori, e su qualunque motivo per cui il vostro sito merita di essere visitato. Se vi concentrate su questo, Google è naturalmente dalla vostra parte, vi sta sostenendo. Nonostante quello che dicono ancora oggi i SEO.
  4. Il content marketing è la migliore strategia SEO e PR: in un certo senso è sempre stato così per i marchi che fanno un buon lavoro di marketing. La differenza è il contenuto è incentrato su uno scambio di valore, non più la promozione, in un formato diverso. Creare e promuovere i contenuti quando si ha qualcosa di utile da dire è fondamentale. Il content marketing è anche un cambiamento di mentalità, una vera e propria espansione dalla classica concezione di una campagna di marketing basata puramente sulla pubblicità.
  5. Il marketing è (ed è sempre stato) fatto di persone: chiedetevi: “Come può [il vostro marchio] essere prezioso per le persone“? La grande quantità di informazioni, tecnologie e cambiamenti nel comportamento dei clienti ora offrono questa opportunità. Un’occasione per dare un senso al vostro brand per i consumatori. Aggiornate la vostra strategia di marketing per incentrare l’obiettivo sulla generazione di valore, da un lato (ispirare, informare, educare, intrattenere) e sull’essere altamente coinvolgenti, dall’altro. Così, creerete quell’effetto “inbound” che ha spinto al ri-posizionamento di Moz di cui sopra.

Come sempre, mi piacerebbe sentire i vostri pensieri nei commenti.

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Showing 3 comments
  • Francesco Margherita
    Rispondi

    Ormai saranno almeno un paio di anni che ho in mente di scrivere un articolo su Seogarden.net dal titolo “la SEO è morta?”.
    Testo dell’articolo: No, si sta solo evolvendo tenendo conto del marketing e dei segnali sociali. Fine! 🙂

  • Carmelo
    Rispondi

    L’articolo sembra andare di moda ultimamente, quindi ecco il mio contributo
    http://www.seowebmaster.it/seo-vivo-o-morto.html
    ma nessuno che parla della SEA (Search Engine Advertising)
    questa sempre viva naturalmente! 🙂

  • Carmelo
    Rispondi

    Rileggendo questo articolo io a questa tesi non ci credo…
    “SEO Moz, che ora si chiama “Moz“, ha di recente eliminato la parola #SEO dal suo marchio. Quando l’azienda ha cambiato nome, non ha fatto soltanto un re-branding”
    ha perso molte posizioni su questa keywords (SEO) e si reinventata come MOZ per non fare una figura del cavolo 🙂

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